
Variazioni sul tema “Dio”
«Emarginati, scienziati, streghe e scrittori sono i protagonisti di questi nove racconti e godono del “momento di perfetta euforia”, quando nella sofferenza e nella solitudine trovano la salvezza per fronteggiare un ineluttabile destino».

La fame è femmina
«Qualsiasi tipo di vigilanza, su di sé e sul proprio corpo, è vietata durante il Supper Club, le ospiti possono ingurgitare quanto più possibile, riempirsi fino all’orlo e infiammarsi in questo sabba dell’abbondanza fino a perdere i sensi».

La fantascienza pentadimensionale di Jesse Lonergan
«A Lonergan non interessa fare sermoni sul presente, ma esplorare i limiti del linguaggio a fumetti: rivoltare tutte le pietre che sono state toccate per vedere se sotto lo strato di sabbia del medium vi sia ancora qualche reperto da portare alla luce».

Gli orli scuciti del futuro
«Una costante della poetica di Otis è l’esplorazione della solitudine e dell’alienazione, del tentativo di superare i limiti della contingenza e riuscire a colmare la distanza dall’altro, oltrepassando persino sé stessi».

Come sovvertire sé stessi
«Ogni centimetro di questo circuito è un tragitto tracciato nel nostro cervello, una pista rodata su cui scorrazziamo senza che nessun ostacolo intralci la gara folle contro noi stessi».

Alla ricerca del sé, tra sogno e realtà
«La ricerca di Alma probabilmente altro non è che la ricerca di sé, della propria consapevolezza, apparsa quando il protagonista si sentiva perso, al bivio».

Le civette impossibili, o l’arte del reportage secondo Brian Phillips
«Phillips indaga sul confine tra ciò che si crede di vedere e ciò che si è effettivamente visto, per compiere l’atto più naturale e meno incoraggiato dalla maggioranza: disvelare».

Voce, dimmi di più
«La Voce (la parola, il racconto) può riuscire a sospendere i momenti, tagliare e cucire la linea del tempo, evitare che al prima segua il dopo, alla malattia la morte, alla felicità la noia o il nulla».

«Gli scienziati agonizzano, i cibernauti sfrecciano»
«Quando si legge Land, si viene come attraversati da una scossa, a volte irritante, altre energica, e si ha la sensazione vivida che qualcosa di nuovo possa ancora esistere, che il futuro sia già qui, in attesa di essere rivelato».

Il (poco) dannato caso del Signor Emme
«Per ogni intellettuale caduto in oblio c’è sempre un ricercatore pronto a scartabellare tra gli archivi, ma Roscia è prima di tutto un narratore e adora mescolare finzione e realtà».









