
Ogni cosa è bellissima, e io non so che dire
«Da quando ha riscoperto sé stessa, da quando ha intrapreso il viaggio nelle profondità del proprio “peccato” agli occhi della società, Yao si è accorta che tutto ciò che la circonda è bellissimo, e ora non ha più paura di nulla».

Alba del weird
«Federica Leonardi riesce a costruire un mondo soprannaturale che convive con quello normale, che ci cammina a braccetto ma tenta continuamente di risucchiarlo».

Quanto si guadagna nella valle oscura?
«Viene da chiedersi quand’è che abbiamo cominciato a essere così fissati con la carriera, al punto da rendere un’esperienza lavorativa tutto sommato normale l’oggetto di un libro che in Italia è pubblicato da Adelphi e negli USA è diventato un caso editoriale».

Le streghe son tornate
«Le voci e gli sguardi convergenti nel potente flusso narrativo generato dall’immaginazione di Evaristo danno la percezione della profondità e, allo stesso tempo, ampliano e movimentano l’orizzonte delle lettrici e dei lettori».

Diario di tenebra dagli anni ’90
«La malattia mentale era qualcosa cui guardare con terrore, uno stigma da nascondere lontano e da vivisezionare alla cieca, mentre la sua stretta sui più giovani si trasformava da etichetta in cappio, da condizione in colpa».

Romanzo con cocaina, o dell’impatto
«Se moltiplichiamo la massa del corpo chiamata Vadim Maslennikov per la velocità all’istante dell’impatto, intensificata dalla cocaina, a un tempo di decelerazione brevissimo, ne risulta una forza d’impatto devastante».

Tempi eccitanti: la grammatica dei sentimenti secondo Naoise Dolan
«Tempi eccitanti è una riflessione non scontata sulla natura contraddittoria dell’amore e sui rapporti di potere che inevitabilmente condizionano le nostre relazioni sociali».

Una discesa nell’abisso di Roma
«La città dei vivi è una miscellanea di generi, tra cui il giallo, l’articolo di giornale, l’intervista e la biografia, fusi in un romanzo ibrido che avrebbe tutti i crismi per diventare un caso editoriale».

Ethel ed Ernest, che abitarono un fumetto secondo Raymond
«Scopo dell’autore diventa dare voce ai ricordi, pianificando ogni tavola come fosse la mappa catastale della dimora, suddivisa in “piani” proprio come fanno le vignette sulla carta stampata».

La memoria come antidoto al silenzio
«Con una scrittura godibilissima, sperimentale e poetica, così densa da divenire trama stessa, l’autrice delinea nel libro la propria dolorosa esperienza autobiografica, attraverso un gioco di luci e ombre che rende il racconto tridimensionale».









