
Le luci della ribalta su una comunità “tranquilla”
«“La morte arriva in ascensore” rappresenta un ambiente che in superficie si mostra senza incrinature. Esso è colpito da un evento traumatico che apparentemente lo sconvolge, ma in realtà lo rivela, portando alla luce ciò che era nascosto».

Non esistono ex dittatori
«Quello che porta il lettore fino in fondo a “Memorie di un dittatore” non è tanto l’interpretazione che se ne può ricavare della politica attuale in Italia, ma la volontà di capire cosa può dire, a noi, un dittatore che non ha desiderato altro che il potere e che non si è pentito».

La diversità che osa dire il suo nome
«Latte arcobaleno celebra la diversità a dispetto delle costrizioni mentali, sociali e familiari; con un livello di schiettezza che può raramente essere equiparato, Mendez espone i meccanismi di un retaggio coloniale ancora persistente».

Storia della nostra ossessione
«Hagard ci mette davanti alle nostre stesse contraddizioni, mostrandoci che per quanto ci sforziamo di agire razionalmente e di evitare comportamenti autodistruttivi alla fine ci ritroviamo a ripetere sempre gli stessi errori».

Il Capitale è morto (e anche noi non ci sentiamo tanto bene)
«Questa di Wark è anche un’esortazione ad assumere una coscienza di classe e riconoscere gli altri intellettuali (umanisti o meno) come compagni di lotta, al di là delle divisioni a cui siamo abituati dalla nostra scelta di facoltà».

Controstoria della letteratura queer italiana
«Starita ci mette davanti a una verità semplice: prima ancora che si definisse il queer, prima ancora che si parlasse di identità di genere o di gender fluid, esistevano descrizioni, storie e persone ascrivibili a un modo di essere indefinito e in definitiva equivoco».

Periferia senza nome
«La periferia descritta da Mattei è un luogo geografico che, spostato in posizione laterale rispetto a un centro, perde con i nomi anche il suo ultimo tratto distintivo: il senso di appartenenza».

Eva, la poesia delle rovine
«Ananda Devi dipinge il triste affresco della quotidianità dei protagonisti di questo dramma d’oltremare, con una scrittura tanto acuminata quanto profonda e suggestiva, in cui lo spazio per il rammarico è tagliato fuori».

Lockdown, narrato ma non troppo
«Ci siamo abituati a leggere il non-totalmente-vero, e sempre meno possiamo leggere quel totalmente-falso che costringe l’autore a un salto nel vuoto».

I demoni del Neo Nuovo Mondo
«Nella selva è facile perdere le coordinate del sé, per questo è importante tenere a mente il proprio nome, unico appiglio in un luogo in cui i punti cardinali sono relativi e il sole è onnipresente, ma immoto, sulla linea dell’equatore».









