
Il mito vulnerabile
«Eroi con la sindrome dell’impostore, eroi con l’ansia da prestazione, eroi traumatizzati dall’abbandono, eroi intrappolati in un’eterna fanciullezza da madri e padri maniaci del controllo. I loro piccoli movimenti appaiono sempre più patetici, forse un po’ grotteschi; meritano compassione, come un po’ la meritiamo anche noi».

Moonrise Kingdom con delitto
«Il libro cattura l’incanto di quelle estati lunghissime che possono esistere solo nell’infanzia e delle amicizie che solo in quelle estati sono così intense da farsi questione di sopravvivenza. Nel caso di Barnaby e Christie, metaforica e non».

Il deserto del nostro scontento
«In “Liquefatto” l’autrice rigetta la narrazione estetizzante e perifrastica del viaggio redentivo e pacificatorio, per cesellare gli aculei di una donna e raccontare la sua fuga, il suo progressivo svuotamento, il suo cedere esausto e al contempo lucido».

Quando è un sogno a dirci chi siamo
«Il romanzo si evolve come un seme che ha una doppia natura: una più reale, concreta (la “buccia”, per così dire), rappresentata dalla vita degli adulti, e l’altra onirica e magica (il “seme”, appunto) incarnata da Eva e dalle sue fantasie».

Se Pippo Baudo avesse un podcast
«C’è un elefante nella stanza di questa recensione, e parla in dialetto. “Sangue di Giuda” è scritto interamente nella lingua del suo protagonista narrante, un misto di napoletano e pugliese, colorato ma sempre comprensibile e scorrevole».

Di una letteratura espansa
«La raccolta aggiunge un tassello al worldbuilding da cui proviene, sostanzia il mondo di “Casa di foglie” di una plancia di gioco più ampia. Rende l’istituto psichiatrico Three Attic Whalestoe, semplicemente, più vero».

Una specie compagna per la rivoluzione
«Rivalsa umana e liberazione animale si uniscono all’interno di “Capannone n. 8” in un unico e mastodontico gesto coraggioso: restituire dignità a un’intera specie».

Di deserti, decessi e divinità
«Nel suo omaggio ironico e parodistico al crime statunitense, Mammi scompagina i topoi del genere con divertita inventiva, sposta il fuoco della narrazione sui personaggi comprimari e su una comunità altrimenti invisibile, e ci invita in un Gioco dell’oca che si fa satira e tributo».

Soffia sempre sul fuoco della ribellione
«Il neonato “populismo geriatrico” accoglie le proverbiali insoddisfazioni del cittadino italiano medio in una primavera simbolicamente ribaltata: non è più la stagione della rinascita, ma una guerra di sfiancamento indotta da un pugno di vecchi, adoratori della regressione e del sonno della ribellione».

Gli onironauti di Tula
«Tra gli elementi di un’ecologia allo stremo e l’esplorazione degli abissi interiori dei personaggi, Cassini tratteggia soprattutto un dramma identitario, la crisi di un protagonista che cerca di definire sé stesso e i propri scopi, e ancora sé stesso attraverso i propri scopi e viceversa».









