
Favole, Dèi e Uomini
«“I miei stupidi intenti” intenti si propone come una favola antropologica, in cui Archy e Solomon capovolgono il punto di vista: l’uomo e il suo Dio sono due forme da indagare – oltre la paura che provocano – come guardiani del tesoro più grande».

Anatomie cosmiche
«Non esiste alcuna separazione tra mente e corpo, nessuna tra corpo e universo. La consolazione ultima arriva quando osservando l’immenso ci sorprendiamo nello scoprire che l’immenso non è troppo diverso da noi».

L’utopia infranta e la pazienza del coltello
«L’autore sembra mostrarci come l’allontanamento dalle maglie opprimenti della società contemporanea non sia sufficiente per liberarsi dal suo condizionamento profondo: il panopticon, da cui i protagonisti credono di sfuggire abbandonando la società dei consumi, si ripresenta a Cala Bruja, perché la prigione non è nei luoghi, ma nelle relazioni».

’Sti regazzini hanno sbroccato
«Il libro di Pirro toglie dal buio del non-raccontato il linguaggio del videogioco e soprattutto la violenza senza movente, la morte giovane ricevuta e data dai suoi ragazzini “innescati”».

Doppi e avi, la risalita verso l’altrove
«Si capisce in fretta che il senso del Libro del sangue tende ad allargarsi, logorando i limiti fisici del tomo, sconfinando all’interno di un disegno tridimensionale più complesso».

Il corpo del problema, in divenire
«All’interno di “Transito” il linguaggio precipita dalla trascendenza all’immanenza, dall’intelletto alla presenza e infine all’azione o, meglio, alla pratica».

Consigli estate 2021
La redazione di Marvin ha creato questo itinerario per fornire una guida personale da portare con voi durante le vacanze estive. Ogni articolista ha indicato alcuni posti del mondo (spiagge, montagne, città, piazze, musei, negozi di spezie) e vi ha associato una lettura, spiegando le ragioni dietro questa affinità.

Seppellire i fantasmi
«Il tono fiabesco, nei ventuno macabri racconti gotici, rende la tragedia più scanzonata, disinnesca il rischio di una facile commiserazione per riportare gli eventi per quelli che sono: terribili episodi della vita a cui, se non si è tra il conto delle vittime, si può sopravvivere».

L’abito bianco, o del riscatto
«La scrittura non è per Léger solo prova di stile, ma strumento con cui riscattare le ingiustizie subite da Pippa, dalla madre e, per estensione, dalle donne in generale».

Jason Lutes: più tempo, meno spazio
«Col passare degli anni, in “Berlin”, trama e sottotrame si avvicinano pericolosamente a un epilogo tragico (quello storico) e tutti concordano che l’unica via d’uscita sia la rievocazione di un vissuto che hanno perso per strada».









