
(Almarina) di Valeria Parrella
«Valeria Parrella esplora l’impatto trasformativo della perdita e i modi imprevedibili in cui ci si risolleva dal dolore, passa per il lutto, per le difficoltà dell’adozione, e condensa tutto questo in poco più di cento pagine».

Cercare le parole per appartenere al mondo: Breve storia del mio silenzio
«Breve storia del mio silenzio ha un lessico poetico e intimo, fatto di odori, di suoni. Un tipo di scrittura che ricorda i grandi romanzi italiani degli anni sessanta, quelli nei quali il mondo piccolo si faceva protagonista di eventi maestosi».

Essere nudi quando la parola trema
«L’eteronormatività sociale definisce i caratteri dell’uomo e della donna. Se sei maschio e gay, nessuno ti ha mai insegnato a dire chi ti piace e questa è stata la tua condanna, soprattutto quando giocavi a cercare l’amore».

Giovanissimi: la scuola dell’assenza
«Per Marocco affacciarsi alla vita vuol dire provare, riconoscere i propri spazi ma anche i propri limiti, decidere di capire cos’è l’amore. Scegliere di vivere, anche se iniziare a vivere è anche iniziare a morire».

Il colibrì: il fascino dell’emmenalgia
«Il colibrì è la ricostruzione di una vita intera, ma il nucleo del libro è costruito attorno a un’idea semplice: c’è molto più coraggio nel restar fermi che nel cambiare».

Tenerezza spietata: Brevemente risplendiamo sulla terra
«Vuong affida la narrazione alla sinestesia, al cromatismo, alla musicalità, a un ritmo che varia come le stanze di un componimento. Sembra quasi che la vita di Little Dog proceda a lampi».

Ai tempi del terrorismo nel paese dal nome di fiaba
«In questa mischia ci finiscono tutti e tutti sono quasi finiti: borghesi, terroristi, spacciatori, pazienti psichiatrici accettano la vita per come viene, annullando l’istinto a cambiare finché qualcosa non giunga dall’esterno della propria volontà».

Topeka School: fuck the continuity
«Abbattere la continuità non è solo una scelta letteraria, espressione in forma scritta di un non sequitur logico, ma significa rappresentare una realtà che è essa stessa un non sequitur».

Necropolis: il vivo, il morto e la macchina
«La morte, per Tedoldi, rende i dannati pienamente coscienti di sé, portatori di una conoscenza assoluta. Il più stupido degli uomini da morto diventa il più saggio tra i vivi».

Rimettere i fili dentro il quadrato
«Tiffany McDaniel esplora un tema a lei caro, quello della dualità e degli opposti: in questo caso ci sono la separazione tra gli emarginati e quella classe privilegiata che abita in case dagli esterni immacolati ma dalle stanze macchiate dai segreti più sordidi».









