
Le mele e il loro albero
«La scrittura di Poissant cattura, come una cinepresa, visuali dall’alto e primi piani, rumori di rane e di cicale. Sembra parte degli elementi, come osservasse tutto da una foglia, da un ramo, dall’increspatura dell’acqua del lago».

Il gusto di una delusione
«Una conversazione per Sansot è, prevedibilmente, una pratica senza finalità o agonismo, premurosa e affabile, guidata dal piacere, che ha l’effetto di legare armoniosamente i suoi partecipanti».

L’irrequietezza degli irraccontabili
«I racconti di Lemebel sono legati a lui quanto lo sono alla sua comunità: sono racconti politici anche se di politica non se ne sente, per fortuna, la puzza».

Il poeta è morto, il poeta canta
«Travestirsi da montagna, assumerne la voce, è operazione necessaria per chi si rende conto che tutto si sgretola, sempre, e che tutto si sta sgretolando anche ora, e domani forse più velocemente».

Lot di Bryan Washington, o la catastrofe pendente sulla periferia
«Lot è la linea che passa tra la città-dio, visibile e intangibile, e i suburbi oltre il centro cittadino, lottizzati e segmentati secondo una logica urbanistica che pare quasi ispirarsi a una “separazione delle razze”».

Mi farò nido per te: La figlia unica
«La figlia unica non è solo la narrazione di tante, diverse maternità: quella desiderata, quella rifiutata e poi accolta. È anche una storia sulle decisioni prese nonostante pareri contrari o tradizioni ataviche».

Il mare è rotondo: non il solito romanzo balcanico
«Dalla penna originale di Elvis Malaj viene fuori un romanzo breve da leggere tutto d’un fiato, senza farsi troppe domande, in cui la vita di un gruppo di “idioti qualunque” diventa letteratura».

Unboxing di Steve Jobs non abita più qui
«Masneri è uno di quegli scrittori a cui non interessa far emergere i cosiddetti “tratti umani” dei suoi personaggi: piuttosto ne esplora aspirazioni e desideri, e le condizioni in cui si ritrovano a vivere, che ovviamente non sono quasi mai alla loro altezza».

La primavera che ha cambiato il mondo
«La raccolta di Zadie Smith rivela l’esigenza di comprendere il privilegio che ci circonda, di assumere consapevolezza della poca capacità di contrastarlo quando spetta a noi subirlo, e ancor meno quando siamo noi a detenerlo».

Gli spigoli dell’ultra-irrealismo: Pechino pieghevole
«Quella di Hao Jingfang è una raccolta variamente assemblata e composita, come la città che descrive. È un complesso stratificato, che spazia attraverso i vari volti della narrativa di genere, tuffandocisi a piene mani e contaminandoli».









