
The Haunting of Bly Manor: quale infestazione?
«Quando l’essere umano non riesce ad accettare una sofferenza atroce, elaborandola e lasciandola fluire via, non gli resta che compiere un’opera di attribuzione, scaricando il rimosso sull’abitazione e affidando alle mura il demone del dolore».

Di Lacci e altri rimedi
«Questa è una storia di disagio e dolore, di fallimenti e rincorse. Di vita. Dei tentativi di comprendere cosa possa legare piedi e mani in amore, senza considerare mai che i lacci potremmo essere proprio noi».

The Boys 2: riusciranno i nostri antieroi a sconfiggere l’Alt-Right?
«Pensare di parlare di meme in una serie tv è un discorso centrale, perché in realtà si sta parlando di un incitamento all’odio ben più pericoloso di fulmini che escono dalle mani, o di qualsiasi altro superpotere».

Il poeta è morto, il poeta canta
«Travestirsi da montagna, assumerne la voce, è operazione necessaria per chi si rende conto che tutto si sgretola, sempre, e che tutto si sta sgretolando anche ora, e domani forse più velocemente».

Le sorelle Macaluso e il rumore dei morti
«Il lutto è la narrazione della morte che facciamo a noi stessi, scegliendo i toni e i ritmi con cui giustificare l’impensabile: l’esistenza che si esaurisce».

Lot di Bryan Washington, o la catastrofe pendente sulla periferia
«Lot è la linea che passa tra la città-dio, visibile e intangibile, e i suburbi oltre il centro cittadino, lottizzati e segmentati secondo una logica urbanistica che pare quasi ispirarsi a una “separazione delle razze”».

Mi farò nido per te: La figlia unica
«La figlia unica non è solo la narrazione di tante, diverse maternità: quella desiderata, quella rifiutata e poi accolta. È anche una storia sulle decisioni prese nonostante pareri contrari o tradizioni ataviche».

Il mare è rotondo: non il solito romanzo balcanico
«Dalla penna originale di Elvis Malaj viene fuori un romanzo breve da leggere tutto d’un fiato, senza farsi troppe domande, in cui la vita di un gruppo di “idioti qualunque” diventa letteratura».

Unboxing di Steve Jobs non abita più qui
«Masneri è uno di quegli scrittori a cui non interessa far emergere i cosiddetti “tratti umani” dei suoi personaggi: piuttosto ne esplora aspirazioni e desideri, e le condizioni in cui si ritrovano a vivere, che ovviamente non sono quasi mai alla loro altezza».

Tenet: ai confini del MacGuffin
«Ogni figura narrativa, in Tenet, assomiglia a un guscio vuoto ripieno di aria impalpabile, una busta da lettere con dentro 40mila dollari. Insomma, un oggetto che potrebbe essere tutto, perché è nulla».









