
Normal People: “soltanto” una storia d’amore
«Questa faccenda che il tempo interiore non coincida con quello della vita ci sta stretta, è innegabile: non fa che ricordarci quanto siamo umani. Ancor più se consideriamo che questa non-coincidenza si verifica soprattutto nel caso di una storia d’amore».

The Vast of Night: fantascienza vintage
«Molto di quello che c’è da dire su quest’opera prima, in senso positivo e negativo, è che, al di là delle ingegnose soluzioni tecniche, The Vast of Night sembra davvero un bel film tv d’epoca, con tutta l’asciuttezza e l’equilibrio che li contraddistinguono».

The Eddy e la grammatica universale della musica
«Senza rispettare i canoni della narrazione seriale, lo show si prende i suoi spazi e dà libero sfogo ai ritmi della vita. C’è davvero poca gloria in The Eddy, così prodigo di difficoltà e ostacoli, così verosimile nel mostrarci i retroscena di ogni velleità artistica».

Da Adventure Time a The Midnight Gospel: la magia di Pendleton Ward
«Pendleton Ward riesce a fare ciò che aveva iniziato con Adventure Time: abbattere i classici stilemi narrativi, le unità di luogo e di tempo, per rendere l’idea che gli argomenti trattati siano di valenza universale, distaccati da qualsiasi legge umana».

Favolacce per un sonno tranquillo
«Per certi versi il cinema è l’arte dell’identificazione, una macchina creatrice di immagini che inducono a porre questioni trasversali, che vadano oltre alla pura e semplice godibilità di un testo visivo: ebbene, Favolacce non ne è un esempio».

High Maintenance e il potere analgesico di una serie tv
«Le visioni oniriche e lisergiche nei titoli di coda sono la chiusa perfetta di 30 minuti in cui i movimenti della camera e il passaggio da un protagonista all’altro hanno il rumore dell’esplosione di una bolla di sapone».

Tales from the Loop, elogio alla lentezza
«Dovremmo rivendicare più spesso il lusso della lentezza in cui abita la riflessione. In fondo, è proprio questo il campo magnetico dell’intera serie TV: il tempo e l’azione che esso esercita sull’uomo, come un loop che ripete se stesso fino a un cambiamento».

Unorthodox: perché tutti stanno guardando questo gioiello Netflix
«Unorthodox è una serie che paradossalmente c’entra poco con l’inumanità di una minoranza ebraica. Unorthodox è l’occasione per guardarci allo specchio e chiederci quanto ci sia di “ultraortodosso” in ognuno di noi».

L’adolescenza in chiave pulp
«I paesaggi e i protagonisti creano un universo distopico e non convenzionale rispetto alla Gran Bretagna che conosciamo: un luogo ai margini della società dove i grandi, cinici, violenti, a volte mostri, rappresentano l’ostacolo».

Il buco: l’isola verticale
«Il messaggio che arriva nei primi venti minuti è quello che ci aspettiamo: se ognuno ingurgitasse quanto basta per la sopravvivenza il cibo sarebbe sufficiente per tutti. La questione è: cosa ci sta dopo?»









