
It’s funny because it’s true
«Date un evento tragico a una persona con senso dell’umorismo e vi farà cadere a terra dalle risate».

Se l’infanzia non è un animale in via d’estinzione
«Il regista tenta di utilizzare la variabile geografica come fondamento di un processo di romanticizazzione dell’infanzia. Ma quest’ultima risulta strumentalizzata, “oracolizzata”, idilliaca; gli adulti osservano i bambini come fossero animali in via di estinzione».

Ricognizione antropocenica della scrittura collettiva italiana negli anni Zero
«La risposta all’Antropocene non si risolve in qualsiasi forma di scrittura collettiva, bensì solo in quelle pratiche che la utilizzino come strumento per scardinare il paradigma antropocentrico. Sembra essere tracciata una direzione fertile, connotata da un afflato transmediale, da un continuo tentativo di contaminare generi e stili tradizionali, ma soprattutto dall’accettazione che è più che…

«Una certa arte per vivere nel buio». Le poesie di Moira Egan
«Quello di Egan è un libro stratificato e dai molti punti di accesso, che può essere letto di volta in volta come una raccolta di elegie rivolte al mondo dei morti, un canzoniere erotico e persino un erbario magico».

L’amore immaginato per una Manic Pixie Dream Girl senza prefazione
«Forse in un orizzonte di progressivo disgregarsi delle prospettive e messa in discussione dei paradigmi relazionali “tradizionali”, le auto-narrazioni sono gli unici spazi sicuri in cui sperimentare. Quello della fantasia è un percorso terapeutico».

Stardust memories
«Se i serial killer vagano in uno spazio senza coordinate, nelle loro azioni sono agiti da una forza assolutamente impersonale, un “fondo non soggettivo della soggettività”, che si trova certamente in ciascuno di noi».

La mossa kansas city di una commedia di shcopare
«Negli ultimi anni, la narrativa anglo-americana sembra impegnata a venire a patti con due grandi verità: che il privilegio è insidioso e difficilmente riconoscibile da chi ne è rivestito, e che la vendetta alla fine non porta nulla di buono. Pam & Tommy in questo non fa eccezione».

Per una nuova Fenomenologia dello Spirito
«“Lampreht” può essere superficialmente interpretato come un romanzo sulla psicosi, l’esperienza di una mente scissa e decomposta. Una lettura più attenta, però, non potrà non vederlo come un romanzo di formazione inverso, in cui la verità a cui giunge il protagonista si impone al lettore in prima battuta per poi dispiegarsi, riavvolgendosi, fino a tornare…

Esistere attraverso la narrazione: la frattura tra verità e rappresentazione di sé è un inganno?
«L’obiettivo della protagonista, pagina dopo pagina, diventa la ricerca di un doppiofondo, un di-più umbratile che avanza dalle parole dello psichiatra: è lecito affondare le mani direttamente nell’inconscio dei pazienti sub-limine, al di sotto della loro soglia razionale, alterando intenzionalmente la loro percezione del reale? Sembra il trucco di un prestigiatore, un incantesimo che sconfina…

Viatico per la Zona Grigia
«La narrazione della vecchiaia non può prescindere dalla ridiscussione della nostra società come organismo vivente interconnesso. La vecchiaia è molteplice e merita narrazioni molteplici. Raccontarla significa liberare e reclamare la vulnerabilità come valore e il bisogno reciproco come qualità inerente alle nostre esistenze, elevando l’esperienza, la conoscenza e la memoria a patrimonio collettivo e non…









