
Di case e cose strane. Intervista a Gianluca Didino
«Questa “casa” è una narrazione! Costruisce la nostra realtà. Gli anni ’70 forse non avevano prospettive che si sono rivelate reali, si diceva che tutto sarebbe andato bene mentre a noi, che viviamo in quel futuro, sembra di essere alle soglie di un’apocalisse».

Mal di casa, la nostalgia del grande vuoto incompiuto
«In fondo, Mal di casa ci insegna proprio questo: essere homesick non significa soffrire di una privazione materiale, ma vuol dire essere alla ricerca di un posto dove essere al sicuro e per cui, soprattutto, valga la pena vivere e lavorare».

Gusci da schiudere col bisturi: L’uovo di Barbablù di Atwood
«Le storie de L’uovo di Barbablù sono come diorami, miniature cesellate – quei giardini di sale che battezzano il nono racconto – in cui ogni storia è un micromondo caricato a orologeria e pronto alla detonazione».

Fra borghesia e horror vacui: Maupassant rivisto da Dino Battaglia
«Nella logica di Battaglia il bianco ha un valore doppiamente simbolico: da un lato, mette in discussione i valori borghesi che i due personaggi stanno tradendo, mentre dall’altro li circoscrive, si accerta che siano loro i veri protagonisti della scena».

Rick and Morty stagione 4: un disco rotto che nessuno vuole cambiare
«La quarta stagione è il frutto del seme piantato nella terza. Sembra che gli autori sentano il bisogno fisiologico di dare sfogo alle loro idee più bizzarre lasciate chiuse in un cassetto, come se prima qualcosa glielo avesse impedito».

Custode dell’isola, custode della memoria: Le isole di Norman
«Le isole di Norman narra della memoria, ma anche del bisogno di andare avanti, della necessità di staccarsi dalla propria isola, della paura di farlo; narra di affetto filiale ma anche di genitori anomali; narra soprattutto di acqua, di rocce, di segni sulla pelle».

Di lapilli, manoscritti e trivelle. Un canto di risveglio
«La scrittura rispecchia il caos del rinnovamento, la febbre del trapasso dei tempi antichi nei nuovi; il registro vi si adegua e sotto uno strato fresco, di campo, si aprono a chiazze i colori del mondo che muore».

Da 5 Bloods – La guerra infinita
«Distruggendo completamente l’utopia di una perfetta coincidenza tra visibile e dicibile, il cinema del dissenso fonda lo spazio di un confronto nuovo, riuscendo a schierarsi anche contro i “buoni propositi e le giuste cause”».

Little Fires Everywhere, l’imprevedibilità della fiamma
«La sceneggiatura non condanna e non giudica; la regia indaga le venature che intercorrono tra bene e male, tra giusto e sbagliato e, alla fine, tutti hanno ragione perché tutti, contemporaneamente, hanno torto».

(Almarina) di Valeria Parrella
«Valeria Parrella esplora l’impatto trasformativo della perdita e i modi imprevedibili in cui ci si risolleva dal dolore, passa per il lutto, per le difficoltà dell’adozione, e condensa tutto questo in poco più di cento pagine».









