{"id":7148,"date":"2023-09-18T08:59:55","date_gmt":"2023-09-18T08:59:55","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=7148"},"modified":"2023-12-07T14:01:35","modified_gmt":"2023-12-07T14:01:35","slug":"tutto-pur-di-mantenere-viva-quella-fiamma","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2023\/09\/18\/tutto-pur-di-mantenere-viva-quella-fiamma\/","title":{"rendered":"Tutto pur di mantenere viva quella fiamma"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 luned\u00ec 5 giugno. Ho un appuntamento alle 11:00 di mattina con Marescotti Ruspoli, quattro giorni dopo avere visto il suo esordio cinematografico, <em>Amusia<\/em>. Un film sognante, lontano da qui.<\/p>\n\n\n\n<p>Lontanissimo dalla stazione Termini dove io e Marescotti ci diamo appuntamento, in un piccolo bar gestito da una famiglia cinese. Una sorta di luogo di passaggio, di motel aperto solo a colazione e a pranzo. A fianco a noi una strada enorme. Un costante inquinamento acustico.<\/p>\n\n\n\n<p>Marescotti \u00e8 gi\u00e0 seduto a bere un caff\u00e8. Indossa gli occhiali da sole perch\u00e9 la luce delle giornate nuvolose \u00abcrea cerchi alla testa\u00bb. Approvo, ma io ho dimenticato gli occhiali. E l\u2019accendino. Lo chiedo alla cameriera, e ne approfitto per ordinare un succo d\u2019arancia. Io e Marescotti facciamo due chiacchiere; rompiamo il ghiaccio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Amusia <\/em>\u00e8 il tuo primo film. L\u2019hai scritto e diretto. \u00c8 un\u2019opera che ti appartiene totalmente.<\/strong> <strong>Perch\u00e9 hai scelto proprio questa storia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ho scelto di raccontare questa storia per ragioni emotive. L\u2019amusia (una patologia che non permette alla persona che ne \u00e8 affetta di \u201ccodificare\u201d la musica, e quindi tantomeno di ascoltarla, <em>NdR<\/em>) \u00e8 vicina a me, poich\u00e9 ascolto musica da sempre. Sono riuscito cos\u00ec a relazionarmi con qualcosa di assente in un\u2019altra persona, ma presentissima in me. Come un\u2019immagine in negativo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mi pare che <em>Amusia <\/em>esista in un luogo fuori dal tempo. Non \u00e8 un passato, non \u00e8 un futuro e<\/strong> <strong>tantomeno un presente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Amusia <\/em>\u00e8 ambientato in un\u2019epoca sospesa. Volevo raccontare l\u2019inizio di una storia d\u2019amore, e le storie d\u2019amore pare non abbiano luogo, non abbiamo tempo. Volevo ambientare il film in un luogo onirico. Poi io sono un po\u2019 <em>old school<\/em>: mi piace il cinema costruito, mi piacciono i set. Ovvio che non potevo costruirmi tutti i set. Perci\u00f2, gi\u00e0 dalla fase di scrittura ho cominciato a pensare al luogo in cui ambientarlo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_02-1-1024x429.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7158 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"429\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_02-1-1024x429.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7158 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_02-1-1024x429.jpg 1024w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_02-1-300x126.jpg 300w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_02-1-768x322.jpg 768w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_02-1-1536x643.jpg 1536w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_02-1.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Mio padre \u00e8 un fotografo, e in casa ha questo libro di Luigi Ghirri che si chiama <em>Viaggio in Italia<\/em>. Ghirri scatt\u00f2 una foto al Cimitero di San Cataldo di Aldo Rossi, a Modena. Nella foto nevicava sopra questo enorme cubo rosso, che \u00e8 il cimitero. Volevo architetture cos\u00ec per <em>Amusia<\/em>. Quindi sono andato a San Cataldo, per vederlo dal vivo. Mi sono innamorato, e ho cominciato \u2013 prima da solo e poi con parte della troupe \u2013 a cercare questa architettura razionalista nel modenese, che ne \u00e8 pieno. Questo gioco di spigoli e forme, sempre diversi per la luce del giorno e della sera, mi ha colpito profondamente.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unico vero set in realt\u00e0 era il motel. Cercavo un motel all\u2019americana, un modello da cui sono sempre stato affascinato. Li vedevo sorgere dalle foto delle highway nei libri di mio padre. Lucio (uno dei protagonisti, <em>NdR<\/em>) volevo individuarlo l\u00ec. Mi incuriosiva capire cosa piacesse o non piacesse a una persona che fa questo genere di lavoro, solitario, lontano da tutto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da cosa hai tratto ispirazione per la messa in scena?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le mie influenze estetiche per il film sono i paesaggi di Ghirri, l\u2019architettura di Aldo Rossi, la pittura di De Chirico e quella di Hopper. I neon di Dan Flavin.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A me ha un po\u2019 ricordato anche il cinema di Nicolas Winding Refn. Proprio per la questione<\/strong> <strong>dei neon.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, me l\u2019hanno detto. Forse qualcosa s\u00ec. Per\u00f2 a parte <em>Drive<\/em>, che considero molto interessante, i film di Refn non mi entusiasmano. Per\u00f2 ha un&#8217;estetica particolare e un ottimo gusto musicale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tornando ad <\/strong><strong><em>Amusia<\/em><\/strong><strong>, si potrebbe dire che \u00e8 un film che racconta di un sogno?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A me piace quando il cinema ti trasporta in una realt\u00e0 lontana. Credo si possano suddividere i film in due categorie: viaggi fatti e viaggi sognati. Alcuni film raccontano di viaggi reali, altri di viaggi onirici. <em>Amusia <\/em>fa parte della seconda categoria, senza dubbio. Questo non significa che tenda a essere irreale. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 reale, diciamo cos\u00ec, sono i rapporti umani; le relazioni tra i personaggi. E ogni personaggio di<em> Amusia <\/em>viene travolto veramente nella sua vita, come succede a chiunque. E tutti i personaggi di<em> Amusia <\/em>alla fine devono accettare qualcosa per evolversi. Sacrificare qualcosa per completarsi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_01-1024x429.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7161 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"429\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_01-1024x429.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7161 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_01-1024x429.jpg 1024w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_01-300x126.jpg 300w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_01-768x322.jpg 768w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_01-1536x643.jpg 1536w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_01.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Il tuo primo film \u00e8 un film autoprodotto. Come mai questa scelta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo creato Umifilms per partecipare a un bando. Ho studiato cinema prima a Londra e poi a Praga, quindi rientro in Italia senza avere nessun contatto. Quando la sceneggiatura aveva raggiunto una forma accettabile, le prime persone che ho contattato sono state Lorenzo (Lorenzo Fiuzzi, <em>NdR<\/em>) e Bardo (Bardo Tarantelli, <em>NdR<\/em>) perch\u00e9 erano le uniche persone di cui mi fidavo; i miei amici. Uno aveva gi\u00e0 prodotto un film e l\u2019altro lavorava sui set da anni. Volevo intorno a me persone fidate. Abbiamo preso il punteggio pi\u00f9 alto al bando, e con il bando statale avviene un po\u2019 un effetto domino: abbiamo vinto poi il bando in Emilia-Romagna e ottenuto i fondi da Rai Cinema ecc. \u00c8 stato ovviamente un percorso segnato da tantissimi errori, ma si impara sbagliando.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Oltre quello di avere un controllo maggiore sulla propria opera, quali altri lati positivi ha<\/strong> <strong>l\u2019autoproduzione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Senza una casa di produzione, soprattutto in un\u2019opera prima, sei pi\u00f9 libero. Perch\u00e9 non hai un tetto. Nessuno ti dir\u00e0: \u00abGuarda Luca Bigazzi (direttore della fotografia di <em>Amusia<\/em>, NdR) non verr\u00e0 mai, non ci provare nemmeno a sentirlo: perdi tempo\u00bb. Senza il tetto puoi vedere il cielo. Puoi sognare. Poi in fase di distribuzione ti ritrovi molto pi\u00f9 in difficolt\u00e0. Non ti interfacci con il mondo del cinema italiano finch\u00e9 non arrivi alla distribuzione, se la produzione \u00e8 tua.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E immagino sia grazie anche a questa determinazione che poi, alla fine, Luca Bigazzi, Fanny<\/strong> <strong>Ardant e altre persone che nel cinema si sono fatte una certa fama abbiano accettato di<\/strong> <strong>lavorare con te.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Assolutamente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da una parte questo, fossi nel tuo caso, mi darebbe grandissimo orgoglio, ma dall\u2019altra mi<\/strong> <strong>metterebbe anche un po\u2019 a disagio. Lavorare subito con dei grandi nomi, intendo. Com\u2019\u00e8 stato<\/strong> <strong>per te?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sai, lavorare con Fanny Ardant rende il lavoro del regista pi\u00f9 semplice. Perch\u00e9 \u00e8 un essere umano cos\u00ec intelligente e generoso e umile, ed \u00e8 un\u2019attrice talmente capace, che ti legge come un libro aperto. Quindi \u00e8 bastato un piccolo passo da parte sua per dare a me la confidenza necessaria, e a quel punto le ho solo indicato le direzioni emotive delle scene, e poi \u00abVai pure\u00bb. Ci manca solo che io spieghi a Fanny Ardant come recitare.<\/p>\n\n\n\n<p>Luca (Bigazzi) se rispetta e capisce la tua visione \u00e8 il migliore amico che tu possa avere sul set. \u00c8 la prima persona che guardavo appena terminato il ciak. Lavorando con lui, bisogna cercare di scolpire al meglio la propria visione, cos\u00ec che lui possa avere ben chiara la tua idea del film. A quel punto, messo in un\u2019ottima condizione per lavorare, Luca non pu\u00f2 che migliorare il film. Mi sono circondato di persone che erano tutte pi\u00f9 brave di me. L\u2019unica bravura che ho avuto io \u00e8 stata quella di sapere ci\u00f2 che volevo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mettila cos\u00ec: all\u2019inizio avevo l\u2019idea di <em>Amusia<\/em>, ed era come un blocco di marmo informe. L\u2019obiettivo a quel punto \u00e8 arrivare a un mese dalle riprese che quel blocco di marmo l\u2019hai cesellato e levigato talmente bene da farlo diventare una scultura. Cos\u00ec sar\u00e0 visibile agli altri, e gli altri non potranno fraintendere. Se lo vedono, lo migliorano. Cos\u00ec hanno fatto Fanny Ardant, Luca Bigazzi, ma anche Monica Sallustio, Maurizio Lombardi, Maurilio Mangano e tutti gli altri. Io sono l\u2019ultimo arrivato. Posso solo, appunto, cercare di avere le idee il pi\u00f9 chiare possibile.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_06-1024x429.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7163 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"429\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_06-1024x429.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7163 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_06-1024x429.jpg 1024w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_06-300x126.jpg 300w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_06-768x322.jpg 768w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_06-1536x643.jpg 1536w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_06.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Questo non \u00e8 proprio anche uno dei valori del regista, in qualche modo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Certo. Non mi ricordo quale regista disse che fare un film \u00e8 come essere Cristoforo Colombo sulle Caravelle: devi convincere l\u2019equipaggio che tu sia sicuro che l\u2019America sia l\u00ec. Non bisogna essere falsi e opprimenti, ma seguire la propria convinzione e convincere gli altri che si ha bisogno di loro per arrivare l\u00ec, in America, alla realizzazione di un film.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Senza incorrere nei luoghi comuni, mi pare che in Italia sia piuttosto difficile emergere per un<\/strong> <strong>giovane regista, specialmente rispetto ad altre realt\u00e0 europee. Sei d\u2019accordo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sai, siamo un paese che prende pochi rischi. Ci incanaliamo nelle correnti che non sono le nostre e che sono create dagli altri. E cos\u00ec cerchiamo di rimanere dentro quegli argini. Tutto ci\u00f2 che non rimane in quegli argini, come magari il mio film, diventa un prodotto difficile da piazzare, come mi \u00e8 stato detto dai distributori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che significa \u201cdifficile da piazzare\u201d?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Che non rientra nei criteri di valutazione del mercato italiano. Che pu\u00f2 far fatica a percorrere un iter, anche in termini di festival, classico per i film del nostro paese. Per\u00f2 sono speculazioni. Alla fine bisogna cercare di migliorarsi, non di migliorare gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi ad esempio siamo entrati al Black Night di Tallinn (dove il film ha ricevuto il Premio del Pubblico, <em>NdR<\/em>) che \u00e8 un festival molto importante. Certo non \u00e8 conosciuto come Venezia: non ha la stessa visibilit\u00e0. Ma se vedi la selezione di questo genere di festival \u00e8 una selezione globale e molto coraggiosa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Questo ha creato difficolt\u00e0 per la promozione del film?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>No, il film ha intrapreso un percorso suo, di nicchia, che \u00e8 stato al di sopra di ogni aspettativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho girato l&#8217;Italia in lungo e in largo, accompagnando <em>Amusia<\/em>, visitando citt\u00e0 e sale, parlando con il pubblico, con le persone. E questo mi ha fatto capire una cosa: che il cinema deve essere inclusivo, non esclusivo. Nei festival ti senti figo, ti fai le foto, sei guardato e ascoltato. Ma i festival sono esclusivi. Io credo invece che il cinema debba tornare a essere una forma artistica inclusiva, ovvero che riesca ad abbracciare tutti, coinvolgere tutti. Per fare questo serve uno sforzo collettivo: registi, produttori, distributori, esercenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vedremo <\/strong><strong><em>Amusia <\/em><\/strong><strong>sulle piattaforme?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, dopo gli ultimi giri nelle sale di certo sar\u00e0 possibile vederlo su qualche piattaforma.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rimanendo su questo argomento: cosa ne pensi delle piattaforme? Si parla molto di<\/strong> <strong>limitazione artistica: il grande schermo \u00e8 grande per un motivo, vedere un film su un cellulare<\/strong> <strong>o sul computer o anche in televisione \u00e8 diverso. Inoltre, <em>Amusia <\/em>in particolare credo sia un<\/strong> <strong>film estremamente \u201ccinematografico\u201d, tra attenzione estetica e sonora.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il mio \u00e8 un film che ti arriva in sala. Sar\u00e0 interessante vedere come viene percepito su schermi piccoli. Non sono contrario alle piattaforme, credo che siano un mutamento del cinema. Ormai ci sono anche televisori che reggono la qualit\u00e0. A me per\u00f2 dispiace che si vada perdendo il concetto di agor\u00e0. Condividere l\u2019esperienza. Il cinema \u00e8 ancora una scusa per incontrarci, una delle poche rimaste, mentre scivoliamo nell\u2019individualismo. Il cinema \u00e8 anche un collante sociale. Perdendo tutto ci\u00f2 andiamo invece sempre di pi\u00f9 verso un mondo individuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Per me il cinema non deve insegnare ma segnalare. Uno al cinema pu\u00f2 scegliere di vedere un film piuttosto di un altro su una base ristretta, scelta da una persona terza. Da casa invece la scelta \u00e8 infinita, enorme. E spesso, anche con questo tipo di scelta, si rimane sempre nello stesso circolo, non ci si lancia alla ricerca di qualcosa di nuovo fuori dalla nostra comfort zone.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_03-1-1024x429.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7164 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"429\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_03-1-1024x429.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7164 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_03-1-1024x429.jpg 1024w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_03-1-300x126.jpg 300w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_03-1-768x322.jpg 768w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_03-1-1536x643.jpg 1536w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/amusia_03-1.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Essendo <em>Amusia <\/em>la tua opera prima, hai la sensazione di \u201crischiare\u201d di rimanere agganciato a<\/strong> <strong>questo genere di cinema, a questo stile? Voglio dire: ti spaventa l\u2019idea di fare qualcosa di<\/strong> <strong>differente, nel caso in cui capitasse?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sto gi\u00e0 sviluppando il mio secondo film, e appartiene a un genere totalmente diverso rispetto ad <em>Amusia<\/em>. Credo che sia divertente e interessante per chi si esprime artisticamente evolversi e confrontarsi con cose nuove. Perch\u00e9 se ci si abitua \u2013 o si abituano gli altri \u2013 alla stessa forma si rischia di annoiarsi o annoiare, e diventare prevedibili.<\/p>\n\n\n\n<p>La domanda che mi faccio prima di scrivere \u00e8: a me interesserebbe vedere questo film? S\u00ec? E in che modo, in che forma? Non \u00e8 importante che sia in linea con quello che ho gi\u00e0 fatto. Lo stile poi sar\u00e0 il mio. Si dice che Picasso dipingesse un quadro al giorno: io credo che quella ricchezza di creativit\u00e0 derivi dall\u2019accettazione che ogni giorno sia diverso. Altrimenti ti incagli, ti fermi a pensare a come dovrebbe essere rispetto a ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto prima.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In generale, da dove si comincia per realizzare il primo film?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ho cominciato a scrivere un copione perch\u00e9 vomitavo dolore. Per me la sfida pi\u00f9 grande \u00e8 stata, e credo lo sar\u00e0 sempre, non sentirsi ridicoli mentre si scrive, riuscire a prendersi sul serio. Cercavo di sopprimere questo senso del ridicolo andando a cercare gli scorci del film, pensando ai costumi, alle musiche. Tutto pur di mantenere viva quella fiamma interna che poi ha preso il sopravvento, conferendomi il coraggio di creare un film.<\/p>\n\n\n\n<p><meta charset=\"utf-8\"><em>Illustrazione<\/em> <em>di<\/em> <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/silvianuvola\/\">Silvia Gariglio<\/a><\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abPer me la sfida pi\u00f9 grande \u00e8 stata, e credo lo sar\u00e0 sempre, non sentirsi ridicoli mentre si scrive, riuscire a prendersi sul serio. Cercavo di sopprimere questo senso del ridicolo andando a cercare gli scorci del film, pensando ai costumi, alle musiche. 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