{"id":7116,"date":"2023-07-20T09:14:54","date_gmt":"2023-07-20T09:14:54","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=7116"},"modified":"2023-12-07T14:01:35","modified_gmt":"2023-12-07T14:01:35","slug":"tutti-i-nostri-discorsi-su-tutti-i-nostri-premi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2023\/07\/20\/tutti-i-nostri-discorsi-su-tutti-i-nostri-premi\/","title":{"rendered":"Tutti i nostri discorsi su <em>Tutti i nostri premi<\/em>"},"content":{"rendered":"\n<p>Al Salone del libro di quest\u2019anno, precisamente nella mattinata di domenica 21 maggio, \u00e8 stato presentato un libro di Racconti edizioni diverso dal solito: non si tratta infatti di una raccolta di un autore italiano, o della traduzione di uno straniero \u2013 le due tipologie di libri a cui ci ha abituati la casa editrice \u2013 ma di un\u2019antologia (composta da ventitr\u00e9 autori) che affronta un tema particolare: il premio letterario. L\u2019orecchio, sin dal titolo, si sintonizza su Thomas Bernhard e il suo <em>I miei premi<\/em>; l\u2019occhio, sin dalla copertina, cade sul Premio Strega (anche se \u00abl\u2019immagine \u00e8 quella della cedrata Tassoni\u00bb). Alla presentazione di Torino hanno partecipato, oltre ai tre curatori, anche alcuni autori e autrici: Paola Moretti, Domitilla Pirro, Stella Poli, Veronica Raimo, Marco Rossari, Luca Ricci e Vargas.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver letto il libro, ci siamo accorti che una recensione non sarebbe andata bene: <em>Tutti i nostri premi<\/em> \u00e8 infatti un\u2019antologia costruita su una molteplicit\u00e0 di voci, tra cui anche quelle dei curatori. Ci saremmo sicuramente persi qualcosa. Ecco dunque che \u00e8 nata l\u2019idea di avere un confronto con Emiliano Ceresi, Giacomo Ferrara e Mattia Fiorillo, che hanno curato la raccolta. Li abbiamo incontrati durante un pomeriggio assolato in un bar a San Lorenzo: il clima e il luogo ideali per tirar fuori confessioni grette e segreti inconfessabili, ma anche per fare due chiacchiere in libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/TuttiNostriPremi-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7132 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"364\" height=\"539\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/TuttiNostriPremi-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7132 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/TuttiNostriPremi-1.jpg 364w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/TuttiNostriPremi-1-203x300.jpg 203w\" sizes=\"(max-width: 364px) 100vw, 364px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>David Valentini<\/strong>: <strong>La prima domanda per rompere il ghiaccio. Come nasce l\u2019idea di questa raccolta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomo Ferrara<\/strong>: Chiacchierando con Stefano Friani (uno dei due editori di Racconti edizioni, <em>ndr<\/em>), senza nessun tipo di pretesa. Parlavamo di come coniugare un\u2019antologia di scrittori contemporanei con l\u2019idea dietro a <em>I miei premi<\/em> (Adelphi), questa raccolta di Thomas Bernhard che avevo ascoltato in un audiolibro su RaiPlay. Ogni capitolo di questo libro \u00e8 un raccontino su un premio che Bernhard vince. Ne abbiamo parlato con Stefano: all\u2019inizio lui non ci ha detto nulla. Poi dopo due giorni ci ha chiamato e ci ha chiesto: \u201cVi va di fare questa cosa? Di lavorarci sopra?\u201d \u00c8 andata cos\u00ec, Bernhard \u00e8 stato alla base dell\u2019ispirazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano Ceresi<\/strong>: Una cosa che forse va aggiunta \u00e8 che siamo in tre perch\u00e9 in tre abbiamo iniziato insieme questo piccolo progetto di interviste a scrittori e scrittrici che si chiama <em>Rag\u00f9<\/em> e che facevamo soprattutto al Brancaleone (un centro sociale nel quartiere di Monte Sacro a Roma, <em>ndr<\/em>), ma anche in diverse librerie, che poi \u00e8 il luogo dove abbiamo intercettato Stefano Friani. Gi\u00e0 esistevamo in questa forma. In quel periodo (settembre dello scorso anno) ci eravamo un po\u2019 invaghiti dell\u2019umorismo di Bernhard, il modo in cui parlava dei premi. \u00c8 un aspetto su cui insistiamo anche nell\u2019introduzione. Se per Bernhard essere mondano era pi\u00f9 che altro un problema \u2013 tant\u2019\u00e8 che gran parte delle incomprensioni e del divertimento di quel libro derivano proprio dal fatto che il suo personaggio non facesse alcuno sforzo in quella direzione \u2013 oggi uno scrittore deve fare spesso i conti con i premi, le occasioni pubbliche, i firmacopie. Si tratta di quell\u2019apparato di lavori &#8220;alimentari&#8221; che, per citare un poeta che scriveva anche sui quotidiani, potremmo chiamare \u201cIl secondo mestiere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomo<\/strong>: A un certo punto ci era anche venuto in mente di chiedere agli autori di raccontare le loro scelte lavorative, che potevano avere a che fare o meno con la scrittura. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>David<\/strong>: <strong>C\u2019\u00e8 stata quindi a un certo punto la possibilit\u00e0 che il libro diventasse un\u2019antologia di racconti su quello che fanno gli scrittori per vivere con la scrittura?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano<\/strong>: C\u2019\u00e8 stato un momento. Poi all\u2019editore l\u2019aspetto del premio \u00e8 sembrato pi\u00f9 convincente. Ci sembrava interessante provare a utilizzare un modello testuale che secondo noi era effettivamente riproducibile \u2013 il racconto-reportage sul premio letterario \u2013 e proporlo ad altri scrittori. Poi, come vi sarete senz\u2019altro accorti leggendo l\u2019antologia, dopo una prima fase in cui questo approccio rischiava di diventare un po\u2019 asfittico, abbiamo deciso di allargare ai premi <em>tout court<\/em>. Ci sono diversi racconti che escono dalle paratie dell\u2019ambito letterario. Carolina Cavalli (<em>1<sup>st <\/sup>Round Terrier<\/em>) parla di un concorso canino, mentre Stella Poli (<em>Con lo scotch solo da un lato<\/em>) modula il tema della competizione, o meglio della sfida, in una relazione sentimentale che svolge a distanza di anni. A un certo punto ci siamo resi conto che poteva risultare stucchevole riprodurre per tutti i racconti il modello-Bernhard, oltre che poco interessante. Di contro, ci sono scrittori che vi hanno aderito in maniera manifesta con risultati a mio avviso notevoli: penso a quello di Gilda Policastro (<em>Tutti i miei premi<\/em>) dove Bernhard \u00e8 ampiamente citato, ad esempio, o Marco Rossari (<em>Tutta colpa degli sci<\/em>), che ha scritto sostanzialmente un racconto composto da un unico periodo, attingendo anche ad alcuni scrittori degli anni Novanta, per esempio Aldo Nove.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mattia Fiorillo<\/strong>: A me l\u2019aspetto che interessava di pi\u00f9 \u00e8 che quando si parla di premi letterari \u2013 la cosa teoricamente pi\u00f9 vicina a livello geografico alla letteratura \u2013 non si parla quasi mai di letteratura, ma di quello che ruota intorno ai premi: rinfreschi, competizioni umane e non letterarie. Questa cosa ci divertiva perch\u00e9 forniva un taglio comico. Poi ci siamo resi conto che, come in Bernhard, si poteva passare facilmente dalla comicit\u00e0 alla cupezza. Volevamo inoltre riportare la voce e lo stile di ogni autore: per questa ragione l\u2019antologia ha tantissime voci diverse, giustapposte in modo da indagarne la variet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano<\/strong>: Noi citiamo sempre Bernhard per il titolo, ma ci siamo accorti che esisteva gi\u00e0 un apparato di articoli sui premi in Italia di scrittori-corsivisti che a noi piacciono molto. Ne abbiamo inseriti alcuni nell\u2019introduzione: Manganelli, Arbasino, che dedic\u00f2 persino un documentario al racconto dei premi (oltre che un girotondo in forma di filastrocca particolarmente divertente), Gadda, Calvino e recentemente ne aveva scritto anche Trevisan con <em>Black Tulips<\/em> (Einaudi). Gadda che parla del Bagutta, e di quanto \u00e8 disturbato dal fatto che guadagna le sue prime attenzioni, del disordine ammonticchiato sui tavoli della sala e sui davanzali che lo affligge. Ci siamo resi conto che esisteva un racconto dei premi in Italia e che potevamo provare a giocare anche con questa tradizione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Flavio Natale<\/strong>: <strong>Come avete selezionati i racconti? L\u2019antologia \u00e8 molto eterogenea, ma questa eterogeneit\u00e0 \u00e8 arrivata nella fase di ideazione del libro o in corsa? Aprite ad esempio con un racconto (<em>Il premio generosit\u00e0<\/em>, Veronica Raimo) che non \u00e8 su un premio letterario.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomo<\/strong>: Diciamo che in quel caso il premio letterario viene dato quasi per scontato. La protagonista del racconto di Raimo vince sempre il Premio Italiano, ma lei vuole vincere il Premio Generosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano<\/strong>: Nel caso di Veronica Raimo, come di altri, ci divertiva anche inserire scrittori e scrittrici che avessero preso parte ai premi recenti. Raimo ha vinto lo Strega giovani ed era l\u2019anno scorso in cinquina. Gian Marco Griffi (<em>Crepuscolo a Roghudi Vecchio<\/em>) quest\u2019anno era in dozzina e non \u00e8 entrato per poco in cinquina \u2013 ma del resto si era tutelato con autoironia scrivendo, appunto, di un odiato Griffi che trionfa in tutti i premi letterari (di genere o non) che vengono banditi in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mattia<\/strong>: Io avevo contattato Vargas (<em>Amici doo Strega<\/em>) perch\u00e9 mi faceva ridere quella cosa molto vicina allo <em>shitposting <\/em>che fa sui social. L\u2019avevo letto sulle riviste e soprattutto aveva partecipato a Masterpiece \u2013 il reality sulla scrittura \u2013 dove rispose a un tizio che gli diceva di leggere i russi per migliorare la sua scrittura: \u201cI russi mi annoiano\u201d. Mi sembrava che potesse scrivere su questo argomento. Poi lui mi ha proposto una serie di progetti di racconto. \u00c8 il primo che ci \u00e8 arrivato e il primo che abbiamo editato. Alla fine \u00e8 venuta fuori una cosa totalmente diversa dalle aspettative, un racconto di genere, ma mi \u00e8 piaciuto questo fatto qui, che ne sia uscita fuori una cosa diversa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomo<\/strong>: Quando abbiamo parlato dell\u2019antologia la prima volta con Francesco Pacifico lui ci ha risposto: \u201cOvvio, un racconto sui premi non puoi farlo serio\u201d. Abbiamo sempre cercato una voce vagamente leggera, un tono ironico e comico. Quindi quando ci chiedi a quali autori pensavamo durante la selezione, diciamo che gli scrittori particolarmente aulici ed eleganti, quelli non li abbiamo contattati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano<\/strong>: Rispetto al principio di selezione, la sequenza dei racconti \u00e8 pensata per cortocircuiti, dissonanze. Sono tutti scrittori molto diversi per stile, voce, retroterra. Per la stessa ragione abbiamo scelto di distanziare, per esempio, Giulio Mozzi (<em>Solo a me stesso<\/em>) e Gian Marco Griffi, che hanno prose e trame affini. L\u2019eterogeneit\u00e0 della raccolta risponde all\u2019eterogeneit\u00e0 dei nostri gusti da lettori che sono per molti versi simili, ma non del tutto. Ci sono autori a cui ciascuno di noi \u00e8 pi\u00f9 affezionato, ma in generale ci interessava pubblicare un\u2019antologia che deprimesse l\u2019orizzonte d\u2019attesa sin dall\u2019indice. Quando Matteo Marchesini (<em>Rapida ascesa di B. Lojacono<\/em>) ha condiviso il post della pubblicazione dell\u2019antologia su Facebook, una persona gli ha commentato qualcosa tipo: \u201cSei in ottima compagnia\u201d, e lui ha risposto: \u201cSicuramente \u00e8 una compagnia strana, chiss\u00e0 che effetto fa\u201d. Non \u00e8 stata immediata n\u00e9 automatica la scelta dei nomi: Ugo Cornia (<em>Il Premio Bergamo<\/em>) che \u00e8 del gruppo Compagnia Extra, due esordienti come Federica Sabelli (<em>L\u2019alveare<\/em>) ed Emanuele Martino (<em>Cipollino, i popoli sono come le montagne<\/em>) che avevano scritto solo su riviste, Vargas che risponde al gruppo di <em>Malgrado le mosche<\/em>, Raimo e Rossari invece a quello di Einaudi, per citare solo quattro aree che sono rappresentate nella raccolta. Pu\u00f2 capitare che le antologie aderiscano a gruppi pi\u00f9 compatti e riconoscibili: di fatto gi\u00e0 consorziati. Qui le voci sono indubbiamente diverse: un criterio che le unisce, per\u00f2, \u00e8 che molte di loro sono per esempio in grado di scrivere in chiave umoristica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomo<\/strong>: Poi ci sono tre scrittori comici \u2013 Valerio Lundini (<em>Lettera alla terza classificata di Miss Italia<\/em>), Alessandro Gori (<em>Claughio<\/em>) e Saverio Raimondo (<em>Grazie a tutti<\/em>) \u2013 che in una raccolta cos\u00ec di solito fatichi a tenere dentro. A mio avviso qui sono entrati in modo abbastanza naturale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mattia<\/strong>: Aggiungo che nella libreria di San Lorenzo dove lavoro abbiamo presentato recentemente <em>Caccia allo Strega<\/em> (nottetempo) di Gianluigi Simonetti. Una delle cose che si domanda Simonetti riguarda ci\u00f2 che lo Strega tendenzialmente esclude, quali tendenze. Una di queste \u00e8 la letteratura di genere e l\u2019altra \u00e8 la letteratura comica. In verit\u00e0 c\u2019\u00e8 una specie di risalita, di rinascimento della letteratura comica secondo me. La stessa Veronica Raimo, con quel tono leggero, molto scazzato e disinvolto, ha guadagnato lettori e anche una critica abbastanza positiva. Noi volevamo dare conto di questa cosa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomo<\/strong>: Simonetti dice anche che da anni vincono o si piazzano in cinquina soltanto racconti di vittime, racconti pesanti, commoventi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Flavio<\/strong>: <strong>\u00abVincer\u00e0 dei tre quello che \u00e8 pi\u00f9 sul trauma\u00bb (da <em>Concorrenti, giuria, giuria junior, attivist*, amori e un critico<\/em>, Francesco Pacifico)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomo<\/strong>: Esatto. Forse, e dico forse, esiste un modo per raccontare la mancata vittoria di un premio come un vero trauma. Ma di base un racconto del genere <em>non <\/em>si sviluppa in questo modo. Per lo meno non nel nostro caso, dove semmai l\u2019evento scatenante, la partecipazione al premio, \u00e8 un <em>antitrauma<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano<\/strong>: Il disinteresse dello Strega per il comico ha radici storiche. Ne scriveva pure Raffaele Manica in effetti tempo prima. Ma anche l\u2019anno scorso Daniela Ranieri (<em>Stradario aggiornato di tutti i miei baci<\/em>, Ponte alle Grazie, <em>ndr<\/em>), che poi \u00e8 stata esclusa dalla cinquina, parlava in pagine molto divertenti di <em>questioni surrenali<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Flavio<\/strong>: <strong>Anche lo Strega di quest\u2019anno \u00e8 andato nella direzione dei romanzi che hanno come protagonista il trauma. \u00c8 una cosa che il pubblico effettivamente richiede o l\u2019editoria si \u00e8 adagiata su questa idea e la ripropone?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mattia<\/strong>: Su questo argomento un autore che ci piace molto \u00e8 Daniele Giglioli. In <em>Critica della vittima<\/em> (nottetempo) parla di questo problema, dello statuto di vittima come condizione identitaria. Dice qualcosa come: \u00abSe l\u2019identit\u00e0 coincide con il trauma, siamo in credito di passato e non di futuro\u00bb. \u00c8 una frase meravigliosa, no? Riguarda tanto la letteratura quanto la vita o la societ\u00e0. Simonetti non ne fa nemmeno una condanna, non \u00e8 ammiccante rispetto alle polemiche letterarie, racconta semplicemente una storia del premio. E il mercato in questo momento richiede il trauma.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Flavio: Per\u00f2 il mercato viene modellato (anche) dalle scelte che si compiono allo Strega, non \u00e8 solo una questione di ci\u00f2 che il pubblico richiede.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano<\/strong>: La cosa interessante che dice Giglioli, per\u00f2, \u00e8 che la tragedia nasceva da traumi storici, mentre adesso la situazione paralizzante che vivono molti scrittori \u00e8 proprio quella di non avere traumi condivisi. Comunque si \u00e8 ripreso quel modello di romanzo, con una scrittura molto nitida. Simonetti, riprendendo Barthes, la definisce una scrittura \u201cbianca\u201d. La difficolt\u00e0 della nostra antologia \u00e8 anche un\u2019altra: i racconti vanno male generalmente perch\u00e9 \u00e8 difficile immedesimarsi con situazioni che cambiano con grande rapidit\u00e0, lo dicevano gi\u00e0 Fruttero e Lucentini, tanto pi\u00f9 in un\u2019antologia (e non in una raccolta di racconti di un singolo autore) dove cambia anche il passo degli scrittori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomo<\/strong>: Sono d\u2019accordo con te quando dici che la direzione del pubblico da un lato la segui e da un altro la imponi. Se allo Strega decidi che la letteratura buona \u00e8 quella del trauma alla fine il pubblico si convincer\u00e0 di questa cosa qua. Un\u2019altra parte fondamentale dell\u2019analisi di Simonetti di cui \u00e8 interessante tenere conto \u00e8 che dai libri che vanno allo Strega molto spesso si traggono dei film: \u00e8 un modo per monetizzare, e funziona. Non si sa per quale motivo ma i film che vengono fuori dai libri vanno sempre abbastanza bene.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano<\/strong>: Come se alcuni libri, per riprendere una formula di Nencioni, fossero gi\u00e0 scritti per il cinema, diciamo \u201cscritti-guardati\u201d, \u201cscritti-sceneggiati\u201d e non \u201cscritti-scritti\u201d, quasi dei trattamenti. Ma non nel senso in cui lo erano<em> Teorema<\/em> o <em>La bella di Lodi<\/em>, per citare due autori stilisticamente molto diversi. Simonetti fa notare anche il numero impressionante di libri che hanno vinto lo Strega recentemente e sono finiti in sala.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mattia<\/strong>: Per me conta vedere quali conseguenze generi questo meccanismo. Che un libro possa essere scritto per lo Strega \u00e8 assurdo, se si considera questo come il premio italiano pi\u00f9 importante \u2013 e in generale se si considerano i premi come assicurazione della validit\u00e0 di un\u2019opera. La letteratura buona per me si \u00e8 sempre mossa al di fuori di queste logiche, i libri buoni sono pochi ed \u00e8 difficile che ogni anno ne escano cinque buoni. Il Premio Strega \u00e8 qualcosa che permette di leggere il mercato, pi\u00f9 che l\u2019orientamento della buona letteratura. Tra l\u2019altro, spesso non vengono premiati i migliori libri dei bravi scrittori: non il miglior libro di Walter Siti, non il miglior libro di Emanuele Trevi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano<\/strong>: In maniera molto consapevole Walter Siti ha giocato con questo meccanismo, costruendo un libro <em>da Strega<\/em> (<em>Resistere non serve a niente<\/em>, Rizzoli) ma lasciando delle spie del Siti pi\u00f9 letterario che lampeggiano all\u2019interno \u2013 e che Simonetti rivela. \u00c8 interessante, tra l\u2019altro, che in <em>Exit Strategy<\/em> (Rizzoli) Walter Siti, tramite il suo personaggio autofittivo, racconti proprio il desiderio di vincere lo Strega. In una pagina dice di diventare verde quando scopre, a una cena, che \u00e8 stato escluso. Anche questo \u00e8 interessante: ipotizzare, dal punto di vista narrativo &nbsp;come queste dinamiche si svolgano anche al di fuori della semplice giuria \u2013, una cosa di cui trattano alcuni racconti che abbiamo inserito nell\u2019antologia. Come si parla del fatto che in qualche modo quasi <em>tutti<\/em> gli scrittori siano interessati ai premi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mattia<\/strong>: Che tra l\u2019altro \u00e8 una cosa di cui mi sono reso conto solo curando questa raccolta. Esistono delle posture letterarie, posture d\u2019autore, ma tutti rosicano per l\u2019esclusione da un premio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>David: Ci sono persone che a posteriori avete escluso dopo aver ricevuto il racconto? In questa antologia abbiamo 23 autori, quindi la rosa iniziale era verosimilmente pi\u00f9 ampia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano<\/strong>: Abbiamo provato a scrivere a uno scrittore che ammiriamo molto, e lui ci ha detto (non so se \u00e8 un diniego che avrebbe fatto in ogni caso): \u201cIo non sarei in grado di scrivere sui premi, neanche in modo comico\u201d. Questa risposta ci ha fatto interrogare sul registro che volevamo per la raccolta, e ci siamo resi conto che risultava stucchevole una richiesta troppo orientata. Cos\u00ec abbiamo accettato racconti diversi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomo<\/strong>: Abbiamo scritto anche a Tommaso Pincio e lui ha detto semplicemente: \u201cNon scrivo pi\u00f9 racconti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mattia<\/strong>: Poi c\u2019\u00e8 da dire esisteva anche uno sbarramento economico, avevamo delle risorse da gestire. Ah, e un autore ci ha risposto che non poteva perch\u00e9 era in Antartide.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>David: Ma ci sono stati anche dei no da parte vostra?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mattia<\/strong>: S\u00ec, anche per una scrittrice di cui mi era piaciuto molto l\u2019esordio. Abbiamo lavorato molto sul suo racconto, editandolo pi\u00f9 volte, provando anche un po\u2019 a indirizzarlo, ma ci siamo resi conto che lo stavamo storcendo troppo, e che non era la voce che ci serviva per la raccolta. Tutto molto serenamente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Flavio: Nell\u2019introduzione voi dite che lo Strega, e i premi in generale, sono per uno scrittore \u201cun invito in societ\u00e0\u201d. Secondo voi a un certo punto si crea una societ\u00e0 di premiati o di persone che partecipano a un premio e di persone che invece lo rifiutano?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a><strong>Giacomo<\/strong>: Tu consiglieresti a qualunque esordiente di non partecipare al Calvino? Il Calvino, da quello che vedo io, \u00e8 abbastanza sano. A quanto ne so, molti buoni editori, anche indipendenti, si leggono tutti quanti i finalisti del Calvino. Una cosa sanissima.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomo<\/strong>: Prendi ad esempio la classifica dell\u2019<em>Indiscreto<\/em>: anche chi \u201cnon \u00e8 nel mainstream\u201d la guarda con attenzione. Ce lo butta l\u2019occhio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano<\/strong>: Poi va detto che lo Strega ha provato a tutelarsi dalle polemiche inserendo le case editrici indipendenti. Un po\u2019 di tempo fa \u00e8 entrato in cinquina o dozzina Luciano Funetta, scrittore di riferimento per molte riviste che verosimilmente provano sfiducia nei confronti dei premi. Un altro aspetto interessante scoperto tramite i racconti dell\u2019antologia \u00e8 l\u2019esistenza della figura dello scrittore che vive di premi underground. L\u00ec c\u2019\u00e8 la filigrana di Roberto Bola\u00f1o, e ne parlano sia Griffi che Mozzi. Non si tratta di premi fastosi ma solo di rimborsi utili per allenarsi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomo<\/strong>: Diciamo che con quei premi ci puoi arrotondare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>David<\/strong>: <strong>\u00c8 interessante capire perch\u00e9 si partecipa a questi concorsi. Se per sperimentare, per avere un riscontro da una giuria o per vincere qualcosa a livello economico. Se partecipi allo Strega lo sai perch\u00e9. Se partecipi al premio Poggibonsi ti chiedi perch\u00e9.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mattia<\/strong>: Secondo me al premio Poggibonsi ci partecipi per i soldi. Per quanto riguarda lo Strega, penso che in verit\u00e0 quasi tutti gli scrittori vogliano parteciparvi. Non \u00e8 che aspirino a vincerlo, per\u00f2 sanno che \u00e8 un moltiplicatore di lettori. La gran parte degli scrittori vuole essere letta, e non solo per la fama.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>David: Penso che la parola Strega sia la prima che conosci quando ti approcci al mondo letterario. Vi faccio un esempio: nel mio ufficio, che \u00e8 una societ\u00e0 di consulenza, quasi tutti sanno che esiste qualcosa che si chiama Premio Strega, e che si tratta del principale premio italiano.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomo<\/strong>: Che se ci pensi \u00e8 molto diverso dai David di Donatello. Voi sapete chi li ha vinti quest\u2019anno? Io no. Al pubblico non interessa, mentre per gli addetti ai lavori \u00e8 importante.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano<\/strong>: Tra l\u2019altro sottovalutiamo da quanto tempo \u00e8 importante lo Strega. In una fase di particolare polemica, alcuni intellettuali dell\u2019area della neoavanguardia in Italia avevano bandito il premio Fata, proprio in contrapposizione allo Strega. Questo mi ha dato il metro. Pensavo che la penetrazione dello Strega fosse stata pi\u00f9 invasiva in anni recenti \u2013 per la mondanizzazione, le dirette televisive, le bandelle. Mentre era avversato, o rappresentativo di una societ\u00e0 avversata, gi\u00e0 dal 1967.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>David: Ha anche a che fare con i numeri. Rispetto ai numeri che si fanno in America, ad esempio, il mercato italiano \u00e8 molto pi\u00f9 piccolo: gi\u00e0 arrivare a far parte della cinquina comporta un incremento di vendite considerevole.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomo<\/strong>: Il fatto \u00e8 che manca anche un filtro convincente di critici e riviste. In America se un libro ha una recensione favorevole sul <em>New Yorker<\/em>, per dire, fa buoni numeri. Una recensione positiva su <em>Repubblica<\/em> non sposta granch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano<\/strong>: Parlando di dinamiche estere, il Goncourt \u2013 premio letterario francese assimilabile allo Strega \u2013 nasce per combattere il mercato, per dare lustro, visibilit\u00e0 a romanzieri tutelandoli dalle pressioni del mercato. Il premio ideale per me deve fare questo con un libro come l\u2019ultimo di Francesco Pecoraro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomo<\/strong>: <em>Solo vera \u00e8 l\u2019estate<\/em>, che tutti i critici hanno definito un ottimo libro, per quanto ne so non ha avuto il successo di pubblico che merita. In America o Inghilterra o Francia se ti dicono che un libro \u00e8 buono esiste un pubblico di persone che se lo legge, senza bisogno dei premi. Questa roba in Italia manca. Forse accade nella bolla. Se ci pensate Griffi \u00e8 nato cos\u00ec, nella bolla.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mattia<\/strong>: E Griffi \u00e8 nato anche dalla sapienza di Mozzi. Il fatto \u00e8 che le dinamiche che si credono interne agli Amici della domenica per me esistono a tutti i livelli. \u00c8 sempre una questione di gruppi, di affinit\u00e0, e non \u00e8 per forza un male. Se si dovesse recuperare una figura, poi, \u00e8 quella del critico letterario.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomo<\/strong>: Secondo me pi\u00f9 che la figura del critico, quella della rivista: una voce non piccola, diciamo media, rispettabile, che dice quali siano gli scrittori che apprezza e di cui la gente si fida. Questa cosa qui in Italia non esiste.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano<\/strong>: Mi stupisce il modo in cui si fatica a creare un ponte tra la critica e un canone che venga poi assorbito da potenziali lettori: penso magari a chi insegna. Se fossi a scuola, <em>Solo vera \u00e8 l\u2019estate<\/em> \u00e8 un romanzo che proverei a far leggere scommettendo anche sui lettori, come a me \u00e8 stato dato <em>Ragazzi di vita<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mattia<\/strong>: Voglio dire una cosa di cui tra noi parliamo spesso. Noi facciamo queste interviste agli scrittori con <em>Rag\u00f9<\/em>, e ci ripetiamo sempre: facciamo solo quello che ci piace. Ci sono state fatte delle proposte e non abbiamo accettato. Perch\u00e9? Perch\u00e9 per ora non ci si incula nessuno e non ci paga nessuno. Le marchette non mi stupisco di trovarle su <em>Repubblica<\/em>, ma mi stupisco di trovarle a livelli in cui non \u00e8 sensato n\u00e9 necessario farle.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano: <\/strong>Una cosa che si potrebbe fare a tutti i livelli artistici, che fa Simonetti come tutta la migliore critica, \u00e8 porre il lettore davanti alla pagina. Davanti a una pagina ben scritta, l\u2019evidenza dell\u2019avverbio al posto giusto, dell\u2019interpunzione che funziona, della musica del periodo: si possono avere moltissimi stili ma c\u2019\u00e8 sempre un solo modo di scrivere bene. Bisogna provare a fare anche questo, a volte, anche con le pagine scritte male: far sentire il clic di cui diceva Leo Sptizer. Con il lavoro di editing speriamo di aver aiutato gli scrittori e le scrittrici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>David: Per me la raccolta \u00e8 azzeccatissima, in particolare perch\u00e9 le voci diverse consentono di evitare un problema: difendere i premi oppure raccontarne solo l\u2019aspetto critico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano: <\/strong>Il racconto di Ugo Cornia \u00e8 il testo pi\u00f9 gaio e risolto che si possa scrivere. Vince un premio, non bada alla gloria, viaggia con un amico e si concede questa gita presentandosi coi pantaloni di fustagno bucati. \u00c8 tuttavia bernhardiano: ha una certa litania, una certa tensione alla ripetizione, ma anche una tenerezza di fondo nel ricordarsi la compagnia della libraia che lo ospita o nell\u2019essere colpito dagli alberi che vede tra le case.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mattia: <\/strong>Fra l\u2019altro lui stava all\u2019Infernetto e dice che la cosa che gli piaceva di pi\u00f9 di Roma (dove era venuto a lavorare) era camminare accanto ai pini dell\u2019Infernetto, fumando, perch\u00e9 era l\u2019unico momento della giornata in cui poteva fumare quante sigarette voleva. In ogni caso volevamo questa sventagliata di autori perch\u00e9 il nostro principale interesse era stilistico. Il tema offriva la possibilit\u00e0 a uno scrittore di esprimere il proprio stile: non ci interessava l\u2019intento polemico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano: <\/strong>Forse la copertina d\u00e0 un allure teppistico alla raccolta che non le corrisponde del tutto. Anche se \u00e8 molto bella, opera del bravissimo Andrea Bozzo, non voleva essere un\u2019operazione polemica contro un\u2019ipotetica istituzione Strega, come \u00e8 subito chiaro leggendo i racconti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mattia: <\/strong>Per\u00f2 \u00e8 buffo, perch\u00e9 ha fatto rumore la copertina e non so perch\u00e9. Un\u2019altra cosa divertente \u00e8 che qui sono tutti scrittori italiani, ma non si parla di famiglia: per\u00f2 \u00e8 pieno di amici. Lo stesso racconto di Cornia \u00e8 un viaggio con un amico: per me \u2013 per dire \u2013 se vuoi recuperare davvero Roberto Bola\u00f1o devi ripartire dagli amici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>David: Un altro tema al centro della raccolta sono le ristrettezze economiche. Mozzi, ad esempio, racconta che quando era giovane doveva arrabattarsi per tirare fuori qualche spicciolo, cos\u00ec come molti altri. Non so quanto siano autobiografiche le storie: ma \u00e8 cos\u00ec pregnante il discorso della miseria in ambito letterario? Perch\u00e9 molte persone ne parlano come se fosse un punto nodale: sia chi partecipa ai premi per campare, per tirare fuori uno stipendio, sia chi deve inventarsi dei corsi di scrittura o mille altre cose.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomo: <\/strong>Beh, ne stavamo discutendo prima quando parlavamo del terzo mestiere: di libri non ci campi, devi campare coi corsi di scrittura, con le riviste, con i quotidiani. Poi devi lavorare per conto tuo. Di letteratura non ci campa nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano:<\/strong> Quello \u00e8 un falso mito, temo. Manganelli, per citare un esempio che conosco meglio, aveva un contratto con Rizzoli (gruppo editoriale proprietario anche di quotidiani e riviste, <em>ndr<\/em>) in cui, oltre ai suoi libri letterari che restavano perlopi\u00f9 invenduti, era contemplato il lavoro come elzevirista. Quando si pensa alle opere sperimentali di quella fase occorre tenere presente questo dato. Poi recentemente ci sono stati esempi diversissimi come <em>Works<\/em> (Einaudi) di Vitaliano Trevisan, una persona che pur essendo un grandissimo scrittore \u2013 fra l\u2019altro pubblicato da Einaudi \u2013 ha fatto una dose sconfinata di lavori: da saldare le gabbie ad assicurare le persone con il paracadute. Davvero cose diversissime. E a un certo punto in <em>Black tulips<\/em> racconta che \u00e8 costretto ad andare a questo premio perch\u00e9 gli hanno garantito una cifra economica. E dice una frase: andiamo a farci cagare in testa, tanto \u00e8 una vita che mi faccio cagare in testa. Come se l\u2019idea di andare ai premi sia proprio costitutiva del lavoro di uno scrittore. Il tema della ristrettezza economica per chi scrive in Italia mi sembra abbastanza grave. Sono numeratissimi gli scrittori che possono permettersi di scrivere e basta, e probabilmente sono coloro i cui libri \u2013 come dicevamo prima \u2013 poi ottengono gli anticipi per le trasposizioni cinematografiche.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Flavio: Tornando alla raccolta, secondo me <em>Tutti i nostri premi<\/em> \u00e8 anche un modo per capire come Bernhard venga ricevuto da lettori e scrittori. Mi spiego meglio: Bernhard \u00e8 considerato un po\u2019 il mattatore della societ\u00e0 letteraria, ma un aspetto spesso trascurato \u00e8 l\u2019amore che dimostra per la societ\u00e0 letteraria stessa. C\u2019\u00e8 ad esempio questo passaggio di <em>A colpi d\u2019ascia<\/em> in cui scrive: \u00ab[..] le persone che ho sempre odiato e odio adesso e sempre odier\u00f2 sono tuttavia le persone migliori, che io le odio ma sono commoventi, che Vienna la odio ma \u00e8 commovente, che queste persone le maledico ma non posso fare a meno di amarle\u00bb. Questo snodo secondo me \u00e8 importante, perch\u00e9 disinnesca il rischio \u2013 in Bernhard come in <em>Tutti i nostri premi<\/em> \u2013 di dire: se il premio ti fa schifo, se la societ\u00e0 letteraria ti fa schifo, perch\u00e9 sei l\u00ec? Bernhard invece critica ci\u00f2 che ama, ma non per questo lo ama di meno.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomo: <\/strong>Ho l\u2019impressione che i libri di Bernhard reputati pi\u00f9 importanti siano quelli in cui riesce a tenere un tono freddissimo, durissimo, disperatissimo. Noi per\u00f2 siamo partiti dall\u2019altro Bernhard, quello minore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano: <\/strong>I racconti che pi\u00f9 si rifanno al Bernhard di cui parli tu \u2013 come quello gi\u00e0 citato di Cornia \u2013 recuperano un personaggio che somiglia molto a quello della zia, questa zia che Bernhard porta spesso con s\u00e9 (uno dei personaggi de <em>I miei premi<\/em>, <em>ndr<\/em>).La zia, che non si sa quanto sentimentalmente legata a lui, \u00e8 un po\u2019 l\u2019amico che Cornia porta in macchina, la spalla con cui darsi di gomito in maniera amicale, complice. La cosa bella \u00e8 che pur avendo scritto Bernhard titoli molto freddi (<em>Il gelo<\/em>, <em>Il freddo<\/em>), gli scrittori che lo hanno preso come riferimento \u2013 come Rossari o Cornia nella nostra antologia \u2013 hanno scritto racconti caldi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Flavio: Un altro autore che si sente molto nella raccolta \u00e8 Roberto Bola\u00f1o, specialmente nei racconti di Mozzi e Griffi. Quando avete parlato con gli autori avete fornito dei riferimenti letterari, oltre a Bernhard?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano: <\/strong>No, soltanto lui: alcuni lo conoscevano, altri no, e a volte credo che le coincidenze siano casuali. Un\u2019altra cosa che ne <em>I<\/em> <em>miei premi<\/em> viene spesso sottovalutata sono i discorsi di ringraziamento, che fanno cortocircuito rispetto ai racconti che li precedono. In quella dinamica realizzi perch\u00e9 Bernhard veniva cacciato, malvisto o avversato a fine cerimonia. In effetti, stando alle cartelle rimaste di quel libro, Bernhard voleva tenere insieme i due momenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il racconto di Saverio Raimondo, per esempio, consiste in un discorso di ringraziamento: forse gli \u00e8 venuto spontaneo per l\u2019affinit\u00e0 con la stand-up. Anche Lundini ha fatto lo stesso: il suo, per\u00f2, \u00e8 un umorismo ancora diverso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>David: Prima \u00e8 uscito fuori il termine bolla. I termini \u201cbolla\u201d, \u201csociet\u00e0 letteraria\u201d, \u201cRepubblica delle Lettere\u201d sono sinonimi o hanno connotazioni diverse, ad esempio un po\u2019 pi\u00f9 snob, pi\u00f9 critiche, pi\u00f9 puriste?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mattia: <\/strong>La bolla esprime il desiderio di stare insieme o di avanzare insieme, ma ha il difetto di occludere qualcosa alla vista. La cosa pazzesca di Bola\u00f1o ad esempio \u00e8 che non esiste la societ\u00e0 letteraria e poi la bolla: sono tutti poeti. Non c\u2019\u00e8 un mondo del tutto fuori da quello letterario: \u00e8 una cosa incredibile da leggere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomo: <\/strong>Per\u00f2 c\u2019\u00e8 la contrapposizione con l\u2019establishment.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mattia: <\/strong>Ma niente accade solo nella bolla.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giacomo: <\/strong>Detto questo, noi tre non abbiamo nessun motivo per contrapporci all\u2019establishment. \u00c8 quasi ridicolo porla in questi termini. Ha senso andare contro Veronica Raimo che ha fatto un piccolo botto con <em>Niente di vero<\/em>? Ha senso dire che lei si \u00e8 \u201cvenduta\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emiliano: <\/strong>Tra l\u2019altro, la nostra raccolta non risponde neanche a un genere specifico, che ha il problema di mettere dentro qualcuno e lasciare fuori qualcun altro, come invece pu\u00f2 accadere con altre tipologie. Infine c\u2019\u00e8 da dire che l\u2019auspicio principale \u2013 che mettiamo anche in coda alla prefazione \u2013 \u00e8 che questo libro rappresenta per noi il risultato del lavoro di tre amici che hanno fatto insieme qualcosa (lavorare su dei racconti) che ha contribuito a unirli, partendo da un\u2019idea per certi versi molto semplice e portandola avanti con esiti che a volte hanno sorpreso anche noi.<\/p>\n\n\n\n<p><em>di <a href=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/author\/flavio-natale\/\">Flavio Natale<\/a> e <a href=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/author\/david-valentini\/\">David Valentini<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Illustrazione di <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/radiocomandero\/\">radiocomandero<\/a><\/em><\/p>\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSe per Bernhard essere mondano era pi\u00f9 che altro un problema, oggi uno scrittore deve fare spesso i conti con i premi, le occasioni pubbliche, i firmacopie\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":7119,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,34],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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