{"id":7072,"date":"2023-05-11T08:38:15","date_gmt":"2023-05-11T08:38:15","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=7072"},"modified":"2023-12-07T14:01:36","modified_gmt":"2023-12-07T14:01:36","slug":"lamore-nellepoca-della-sua-riproducibilita-tecnica","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2023\/05\/11\/lamore-nellepoca-della-sua-riproducibilita-tecnica\/","title":{"rendered":"L\u2019amore nell\u2019epoca della sua riproducibilit\u00e0 tecnica"},"content":{"rendered":"\n<p><em>L\u2019amore \u00e8 un atto senza importanza<\/em>, romanzo d\u2019esordio di Lavinia Mannelli, dottoranda in Letterature moderne all\u2019Universit\u00e0 di Siena e all\u2019Universit\u00e9 Paris Nanterre dove lavora a un progetto di ricerca sulle donne robot, pubblicato da 66thand2nd, si incastra perfettamente nel momento storico del dibattito pubblico italiano. Difficile trovare qualcuno che non abbia acceso una discussione, o non sia stato attraversato anche incidentalmente da essa, sulle conseguenze che l\u2019intelligenza artificiale potrebbe avere, o forse gi\u00e0 ha, su alcune sfere professionali artistiche, su chi le produce e su chi ne fruisce, e sulla nostra percezione di ci\u00f2 che \u00e8 <em>reale<\/em>, o meglio <em>umano<\/em>. Nell\u2019ultimo periodo OpenAI ha rilasciato diversi strumenti che hanno spalancato riflessioni etiche sul ruolo della tecnologia nella produzione creativa, da ChatGPT&nbsp;fino a DALL-E.<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Partendo dal presupposto che lo strumento tecnologico in s\u00e9 \u00e8 sempre neutro, privo di un\u2019innata connotazione benefica o nociva, e che l\u2019utilizzo che se ne fa afferisce solo alla responsabilit\u00e0 individuale e, in larga scala, collettiva, <em>L\u2019amore \u00e8 un atto senza importanza<\/em> ci rivela quello che abbiamo sotto gli occhi ma che fatichiamo a vedere: la tecnologia, che sia un\u2019IA o una sex doll di ultima generazione, non \u00e8 altro che uno specchio che riflette le miserie e le bellezze dell\u2019essere umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo a Milano, nella casa di Giulia e Guido, due giovani che, accanto alla concretezza di un lavoro sicuro, portano avanti ambizioni e sogni ancora da realizzare. Lui \u00e8 un insegnante ma coltiva la speranza di diventare un grande pittore, lei lavora all\u2019Ikea ma ama il design e organizza spesso serate in cui si discute di femminismo e lotta al patriarcato. La coppia \u00e8 solida, ma Guido, sostenuto dalla lettura di Mark Fisher, non manca di far notare a Giulia la contraddizione delle sue due anime, quella pragmatica e quella intellettuale: puoi lavorare per una multinazionale capitalista e, al contempo, dire di voler smantellare il modello maschilista che nel capitalismo affonda le sue radici?<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle prime pagine del romanzo per\u00f2 Mannelli non ci presenta n\u00e9 Guido n\u00e9 Giulia, ma un altro personaggio perno del racconto: il suo nome, o meglio quello che le \u00e8 stato assegnato nel posto in cui \u00e8 nata, un container californiano, \u00e8 Tamara. \u00c8 fatta di plastiche semirigide e siliconi ipoallergenici ed \u00e8 una <em>perfect<\/em> <em>girlfriend<\/em>, una bambola del sesso a grandezza naturale, con diverse funzionalit\u00e0 volte a imitare la sensazione di calore e volutt\u00e0 di un rapporto intimo reale. Tamara \u00e8 il regalo che Giulia fa a Guido \u2013 siamo nella dimensione della coppia, ed \u00e8 lei che lo regala a lui, a loro anzi, e non lui per se stesso, al riparo da qualsiasi visione stereotipata \u2013 in occasione del loro anniversario. Mannelli lascia intendere che i due avessero gi\u00e0 parlato della possibilit\u00e0 di un acquisto del genere, forse convinti che la presenza di una sex doll potesse stimolare un gioco di seduzione per combattere la routine.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo essere stata accesa, Tamara viene lasciata l\u00ec, sul divano del salotto, in attesa. Scopriamo cos\u00ec che la sex doll non ha solo consapevolezza di s\u00e9 e del suo destino, provocare piacere sessuale a chi le dedica attenzione, ma che \u00e8 anche in grado di percepire gli input esterni costruendo la capacit\u00e0 di provare desiderio. Si tratta di una specie di coscienza-acquisita, specchio della gamma di emozioni che le passano davanti agli occhi e che lei prova a decifrare con le informazioni di cui dispone.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a lei non solo si svolgono le dinamiche di coppia che intercorrono tra Guido e Giulia, ma anche quelle relazionali che avvengono dentro l\u2019oggetto domestico che accompagna le sue giornate, la televisione. A poco a poco la cultura nazional-popolare dei programmi trash e sensazionalistici delle reti Mediaset \u2013 i pettegolezzi di <em>Verissimo<\/em>, il racconto morboso della cronaca nera di <em>Pomeriggio Cinque<\/em>, le liti del <em>Grande Fratello<\/em> e i discorsi sull\u2019amore di <em>Uomini e Donne<\/em> \u2013 entra nei suoi circuiti. Tamara si ciba delle parole e dei comportamenti dei personaggi televisivi che diventano il modello di riferimento dell\u2019agire umano; il suo spirito-guida \u00e8 Maria De Filippi, figura rassicurante e risolutiva, empatica e razionale, l\u2019unica in grado di educare ai sentimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso Tamara, Mannelli indaga gli effetti delle rappresentazioni della TV commerciale, che in parte restituiscono la verit\u00e0, seppur aumentata, dei meccanismi umani comuni e in parte influenzano quegli stessi meccanismi in chi li guarda, dimostrando di avere un potere trasformativo che si muove sotterraneo, a un livello subliminale. Tamara \u00e8 una cassa di risonanza dunque, la voce metallica dei funzionamenti umani.<\/p>\n\n\n\n<p>Se Elisa Cuter ci invitava a <em>Ripartire dal desiderio<\/em> (minimum fax) in modo propositivo e attivo sul piano politico e personale, qui Mannelli racconta un desiderio sub\u00ecto, di cui tutti i personaggi restano vittime<em>. \u00ab<\/em>Il desiderio non \u00e8 mai un\u2019affermazione: spesso \u00e8 quel che resta sospeso in una domanda imbronciata<em>\u00bb.<\/em> Per la sua stessa natura ontologica, desiderare \u00e8 un\u2019azione manchevole, perch\u00e9 esiste solo in assenza dell\u2019oggetto anelato, \u00e8 la condizione in cui sono assenti le stelle (<em>desiderio<\/em>\u00a0deriva dalla composizione della particella privativa &#8220;de&#8221; con il termine latino <em>sidus<\/em>, <em>sideris<\/em>, che significa \u201cstella\u201d), un cielo che brama il suo compimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre al desiderio di Guido e Giulia, verso una carriera diversa e verso l\u2019impulso sessuale che nei confronti di Tamara fatica a essere esplorato e, quando succede, diventa uno sfogo violento, al centro del romanzo c\u2019\u00e8 il desiderio di Tamara stessa. Lo scopre nei confronti di David, un artista di strada fiorentino amico della coppia. David ha talento, \u00e8 giovane e attraente, scolpito come una statua, eppure anche lui deve fare i conti con il fallimento delle proprie aspirazioni. \u00c8 il caregiver della madre malata di Alzheimer e verso di lei nutre stati d\u2019animo contrastanti che Mannelli descrive con lucidit\u00e0 e delicatezza: dovere e responsabilit\u00e0, amore e dedizione, senso di colpa e frustrazione. <em>\u00ab<\/em>La sua nuova occupazione era rendere la vita di sua madre un\u2019esperienza sopportabile: per chi, non avrebbe saputo dirlo<em>\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Con David, Tamara attraversa tutte le fasi dell\u2019io desiderante: \u00e8 catturata dal suo aspetto fisico, lo guarda muoversi nello spazio cercando di intuirne i pensieri pi\u00f9 intimi, comprese le paure di cui \u00e8 certa di poter essere la cura; poi vuole essere <em>vista<\/em>, riconosciuta e validata dal suo occhio, non solo a livello estetico ma anche e soprattutto a livello emotivo; esibisce se stessa fino a quando si muove nel campo della speranza; alla fine per\u00f2 arriva la delusione, il dolore, la sensazione di essere nulla. Tamara siamo noi, quando chiediamo di essere amati.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso il distacco che concede l\u2019uso della terza persona, Mannelli impernia la scrittura, talvolta divertente e compiaciuta talvolta verticale e sofferente, di termini <em>sensoriali<\/em> che descrivono per immagini quello che accade \u2013 come se qualcuno stesse raccontando una scena osservata tramite un vetro o uno schermo. Quello televisivo di orwelliana memoria del <em>Grande Fratello<\/em>, in cui le persone sono consapevoli di essere riprese dalle telecamere, o quello cinematografico e angosciante di <em>The Truman Show<\/em>, quando il consenso dei protagonisti smette di avere importanza.<\/p>\n\n\n\n<p>In una societ\u00e0 consumistica, che fagocita le ambizioni, che costringe a fare i conti con gli insuccessi e nel frattempo stimola continuamente nuovi desideri commerciali da appagare, cosa resta di <em>umano<\/em>? Dove la distinzione non \u00e8 pi\u00f9 tra umano e <em>tecnologico<\/em>, ma tra umano e <em>disumano<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La Tamara di Mannelli ricorda la Samantha del film <em>Her<\/em> con Joaquin Phoenix<strong>, <\/strong>un\u2019AI che instaura un rapporto d\u2019amore con il protagonista umano. La domanda allora potrebbe essere se il desiderio di essere amati e di amare sia una prerogativa esclusivamente umana, oppure cosa possa dirci la tecnologia di come noi agiamo l\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL&#8217;amore \u00e8 un atto senza importanza perch\u00e9 lo si pu\u00f2 ripetere all\u2019infinito\u00bb \u00e8 la frase completa da cui il romanzo trae il titolo, pronunciata dal protagonista de <em>Il supermaschio<\/em> <em>(Le Surm\u00e2le, roman moderne<\/em>) del poeta dell&#8217;assurdo Alfred Jarry. Secondo questa tesi la riproducibilit\u00e0 del gesto, capacit\u00e0 familiare ai robot, svuota di significato il sentimento che l\u2019essere umano ha eletto come supremo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019opera di Jarry, pubblicata nel 1902, deve per\u00f2 essere inserita nel suo contesto storico pi\u00f9 complesso e stratificato. Erede del concetto del Superuomo di Nietzsche, l\u2019uomo nuovo ha esperito la morte di Dio, la rinuncia alle consolazioni metafisiche in nome della propria esclusiva volont\u00e0 a-morale, \u00e8 l\u2019incarnazione della modernit\u00e0 nascente, pi\u00f9 potente di una macchina (anche nella moltiplicazione all\u2019infinito dell\u2019atto sessuale e amoroso).<\/p>\n\n\n\n<p>La scelta da parte di Lavinia Mannelli di estrapolare proprio quella frase per intitolare il suo romanzo appare quasi come una provocazione, che si discosta dal ritratto del <em>supermaschio<\/em>: al cospetto dell\u2019amore la performativit\u00e0, umana o tecnica che sia, \u00e8 costretta ad arrendersi. L\u2019impulso a ripetere all\u2019infinito un\u2019azione che si rivela spesso fallimentare e dolorosa come amare, infatti \u2013 sentimento lontano dalla perfezione della tecnologia eppure, nel romanzo, ricercato persino da una bambola-robot \u2013 \u00e8 paradossalmente il segno pi\u00f9 eclatante della sua importanza. Se il desiderio d\u2019amore fosse davvero un gesto automatico, verrebbe da dire <em>automatizzato<\/em>, privo di significato, perch\u00e9 continuare a metterlo in atto ancora e ancora, a fronte del tormento che porta con s\u00e9? Il bisogno di agire l\u2019amore in un loop senza sosta ne dimostra tutto il suo peso.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abAttraverso Tamara, Mannelli indaga gli effetti delle rappresentazioni della TV commerciale, che in parte restituiscono la verit\u00e0, seppur aumentata, dei meccanismi umani comuni e in parte influenzano quegli stessi meccanismi in chi li guarda\u00bb. <!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":7078,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2023\/05\/11\/lamore-nellepoca-della-sua-riproducibilita-tecnica\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"L\u2019amore nell\u2019epoca della sua riproducibilit\u00e0 tecnica - 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