{"id":6857,"date":"2023-01-19T09:48:24","date_gmt":"2023-01-19T09:48:24","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=6857"},"modified":"2023-12-07T14:01:36","modified_gmt":"2023-12-07T14:01:36","slug":"lemancipazione-come-chimera-corpomatto-di-cristina-venneri","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2023\/01\/19\/lemancipazione-come-chimera-corpomatto-di-cristina-venneri\/","title":{"rendered":"L\u2019emancipazione come chimera: <em>Corpomatto<\/em> di Cristina Venneri"},"content":{"rendered":"\n<p>Il corpo, per definizione, \u00e8 il campo d\u2019azione dell\u2019essere umano: cellule e pelle attraverso cui esperiamo le cose del mondo. A volte il contatto \u00e8 perfettamente aderente a ci\u00f2 che ci circonda, altre invece sembra formarsi una patina anestetizzante che insonorizza il <em>fuori<\/em> e lascia gridare il <em>dentro<\/em>. Il <em>Corpomatto<\/em> al centro del romanzo di esordio di Cristina Venneri pubblicato nella collana Quodilibet Storie \u00e8, appunto, un corpo impazzito, estraneo al percorso di vita che la societ\u00e0 si aspetta da una giovane donna, schizofrenico rispetto alle attese standardizzate. Non \u00e8, per\u00f2, come l\u2019immaginario romanticizzato della \u201cfollia\u201d vorrebbe, un corpo accelerato e libero dal giudizio, ma \u00e8 un corpo addormentato e sospeso a cui \u00e8 stata sottratta la sua principale funzione, quella di entrare in contatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Marta, la protagonista, racconta in prima persona lo stato di salute, anzi, per meglio dire, di malattia, della propria famiglia \u2013 genitori separati e ancora profondamente in conflitto tra loro \u2013 e le scelte che, nelle intenzioni, lei avrebbe dovuto compiere per distaccarsi da quel nucleo familiare zoppicante, abbracciando una vita finalmente autonoma. Marta decide infatti di lasciare la sua citt\u00e0 natale, Taranto, per andare a studiare Lettere Classiche all\u2019Universit\u00e0 di Messina. L\u2019allontanamento, per\u00f2, finisce per essere soltanto fisico: il vincolo emotivo con le problematiche familiari \u00e8 ancora troppo stretto, ben annodato a quello pragmatico della dipendenza economica.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esistenza di Marta stenta a prendere forma, lei fatica quasi a pensarla, a elaborare una forma di s\u00e9 e per s\u00e9, atrofizzata nell\u2019idea di un\u2019emancipazione impossibile. Sostiene pochissimi esami e, dopo poco, \u00e8 costretta a tornare a Taranto. Nessun vittimismo n\u00e9 responsabilit\u00e0 attribuite ad altri, Marta lo sa: fin qui si \u00e8 potuta solo perdere perch\u00e9 ancora non si \u00e8 cercata mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Taranto \u00e8 una citt\u00e0 velenosa che sputa fumo all\u2019orizzonte, a livello letterale con l\u2019inquinamento dell\u2019impianto siderurgico dell\u2019ex Ilva che rende il territorio mortifero, e a livello simbolico con l\u2019assenza sistemica di possibilit\u00e0 lavorative che rende altrettanto cupo il cielo del futuro. Marta \u00e8 costretta quindi a vivere in casa con la madre e la nonna \u2013 figura ambivalente, mostruosa e salvifica, che ostacola e allo stesso tempo agevola il suo percorso di formazione. Lo sguardo giudicante della nonna, paradossalmente l\u2019unico occhio che si poggia davvero su Marta senza ripiegarsi su s\u00e9 stesso, sar\u00e0 determinante per provocare finalmente in lei una reazione risolutiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel romanzo il <em>fuori<\/em> \u2013 il fidanzato, gli amici, il divertimento vivo e infuocato tipico della giovent\u00f9 \u2013 risulta sbiadito, un velo opaco sullo sfondo. Marta \u00e8 cos\u00ec tesa verso un <em>dentro<\/em> intossicato dal malessere esistenziale dei genitori da dimenticarsi di s\u00e9. Il suo corpo, lei, \u00e8 immobile: non sono i passi a mancare, ma la direzione da intraprendere, il sogno da immaginare. La fantasia \u00e8 un lusso quando tutto \u00e8 precipizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Come talvolta accade, proprio quando la differenza di et\u00e0 si assottiglia e i figli sarebbero pronti ad avere un rapporto paritario con i propri genitori, i ruoli familiari si invertono e i primi indossano le vesti dei secondi, senza poter dimenticare la propria esigenza originaria di accudimento. Il cortocircuito \u00e8 notevole e piuttosto irrisolvibile. Davanti a s\u00e9 Marta ha una madre alcolizzata che tenta di nascondere la sua dipendenza e un padre che prova a imporre la propria autorit\u00e0 sperando cos\u00ec di avere ancora un peso nella vita della figlia. La stagnazione dei rapporti d\u2019amore di Marta \u00e8 lo specchio di questa incomunicabilit\u00e0 dei sentimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>La scrittura di <em>Corpomatto<\/em> \u00e8 ingombrante e <em>allungata<\/em> \u2013 si espande sull\u2019intera pagina dilatando le frasi a dismisura prima di chiudersi in un segno di interpunzione, oasi per riprendere fiato. Se da una parte questa operazione linguistica rappresenta la difficolt\u00e0 comunicativa tipica dell\u2019ambiente emotivo della protagonista, difficolt\u00e0 riflessa nello sforzo del lettore di comprendere in apnea il pensiero lungo, dall\u2019altra questo flusso di coscienza diventa un\u2019esperienza immersiva. Nel romanzo Venneri inserisce in maniera esplicita il proprio riferimento letterario d\u2019elezione: dentro lo zaino di Marta, infatti, c\u2019\u00e8 sempre un libro, <em>Il male oscuro<\/em> di Giuseppe Berto. La scelta di un autore cos\u00ec poco contemporaneo nello stile rispetto alle tendenze narrative odierne \u2013 caratterizzate, nella maggior parte dei casi, da una cifra dialogica pi\u00f9 scattante e veloce e da un discorso <em>organizzato<\/em> piuttosto che sulla <em>libera<\/em> associazione delle idee \u2013 dimostra originalit\u00e0 e audacia. Come nel romanzo di Berto, Venneri isola un tema e ci avvita intorno considerazioni e riflessioni concentriche che imitano la schizofrenia del pensiero umano grezzo, quello che viene subito prima del discorso razionale. Il tono \u00e8 distaccato e allo stesso tempo introspettivo, le parole non sono mai miele ma una sorta di resoconto indurito da un\u2019ironia \u201cdifensiva\u201d, capace di disinnescare i passaggi pi\u00f9 drammatici.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Marta, dunque, l\u2019unica alternativa possibile per far accadere finalmente la vita \u00e8 quella di prendersi carico dei frammenti rotti e provare a ricomporli, diventando il collante di un cuore familiare che ha ancora a disposizione qualche battito. \u00abE per\u00f2 la responsabilit\u00e0 era di ognuno di noi. Ognuno di noi avrebbe dovuto impegnarsi a sostenere un\u2019armonia che non avrebbe vissuto di vita propria perch\u00e9 la felicit\u00e0 richiede una promessa mentre la casualit\u00e0 non porta a nulla\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Corpomatto <\/em>\u00e8 un romanzo che mette in scena lo smarrimento della condizione giovanile odierna, tra incertezza lavorativa, opportunit\u00e0 negate e perdita di riferimenti sociali e familiari stabili. La paura si fa congelamento, stasi, sguardo corto verso un\u2019esistenza impossibile da osservare in prospettiva. In un\u2019epoca cos\u00ec brutalmente colma di input e stimoli, che ci spinge verso un ritmo frenetico disabituandoci ai benefici della lentezza, la risposta spesso \u00e8 un senso di vuoto che rischia di essere condizione permanente, uno stallo che, incastrandosi tra le pieghe della vita, diventa con gli anni definitiva rinuncia del s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Cristina Venneri utilizza la scrittura come strumento utile per rendere visibile questa lacerazione, che sia autobiografica \u2013 come lascerebbe intuire la terza di copertina dove scopriamo che \u00e8 nata a Taranto e che ha studiato Lettere Classiche presso l\u2019Universit\u00e0 di Messina proprio come Marta \u2013 o meno, non importa. Il senso di realt\u00e0 che pervade l\u2019opera deriva da un vissuto diretto che scava in un repertorio umano ben conosciuto, per assurgere per\u00f2 a modello esemplare di uno spirito che accomuna un\u2019intera generazione, a cui il romanzo d\u00e0 voce sfruttando il peso profondo e catartico delle parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Riprendere a sentire il corpo, allora, di nuovo in contatto con il <em>fuori<\/em> materiale che torna a parlare con il <em>dentro<\/em>, in una riappacificazione liberatoria che conduca finalmente a una vita abbacinante.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abPer Marta l\u2019unica alternativa possibile per far accadere finalmente la vita \u00e8 quella di prendersi carico dei frammenti rotti e provare a ricomporli, diventando il collante di un cuore familiare che ha ancora a disposizione qualche battito\u00bb. <!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":6863,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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