{"id":6738,"date":"2022-11-10T09:01:46","date_gmt":"2022-11-10T09:01:46","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=6738"},"modified":"2023-12-07T14:01:37","modified_gmt":"2023-12-07T14:01:37","slug":"margini-oltre-il-nulla-solo-il-punk","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/11\/10\/margini-oltre-il-nulla-solo-il-punk\/","title":{"rendered":"Margini: oltre il nulla solo il punk"},"content":{"rendered":"\n<p>25 luglio 2022: sulla home di Facebook compare questo <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/marginifilm\/videos\/1403993660091291\">trailer<\/a>. Tre ragazzi che suonano punk hardcore in una stanza. Va avanti cos\u00ec per un minuto e mezzo: inquadratura fissa, le casse a tutto volume, testa e piedi che seguono il ritmo, i tre che si sentono come gi\u00e0 sotto palco, magari nella ressa del pogo. Qualcuno bussa e li interrompe lamentandosi del rumore.<\/p>\n\n\n\n<p>La descrizione del video recita:<br><em>\u00abE che ne so, io ascolto solo il punk\u00bb.<\/em><br><em>disp\u00e0rte, Manetti Bros. e Rai Cinema presentano:<\/em><br><em>MARGINI<\/em><br><em>Un film di Niccol\u00f2 Falsetti e Francesco Turbanti<\/em><br><em>Prossimamente al cinema<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Margini<\/em> arriva cos\u00ec: un film punk hardcore che nessuno si aspettava, ma di cui tutti avevano bisogno. All\u2019inizio se ne sa pochissimo, nulla. Un trailer cos\u00ec volutamente rozzo e grezzo, cos\u00ec fondamentalmente punk, darebbe l\u2019idea di una produzione indipendente. E invece c\u2019\u00e8 la Fandango di mezzo, mamma Rai e infine Manetti Bros (a bilanciare una situazione che stava diventando fin troppo borghese).<\/p>\n\n\n\n<p>2008. A Grosseto suonano i Wait for Nothing, una band punk hardcore composta da Michele (Francesco Turbanti), Edoardo (Emanuele Linfatti) e Iacopo (Matteo Creatini). Michele \u00e8 uno skinhead con moglie, Margherita (Silvia D\u2019Amico), e figlia piccola, Alice (Aurora Malianni), ma con la voglia di lavorare sotto le scarpe. Edoardo vive a casa con la madre, che lo vizia, e ha un rapporto complicato con il compagno di lei, il Melis, proprietario della Sala Eden, una discoteca sempre vuota. Infine Iacopo e la sua doppia vita: violoncellista in attesa di essere chiamato nell\u2019orchestra di Daniel Barenboim e, allo stesso tempo, tolta cravatta e camicia alla Clark Kent, bassista punk hardcore. La vita di provincia purtroppo offre poco e il massimo che i nostri riescono a fare \u00e8 girare i palchi tra feste dell&#8217;Unit\u00e0 e sagre, oppure litigare per delle squallide salette di prova in mezzo alla campagna. Frustrati dalla monotonia provinciale, decidono di tentare l\u2019impossibile: portare i Defense, una storica band punk hardcore americana, a Grosseto, e aprire il loro concerto. Contro ogni aspettativa, riescono a convincerli. Da quel momento parte il cronometro: per realizzare davvero il loro sogno servono un luogo e i soldi.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la fine dell\u2019estate arriva anche il <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=LZUVlzIPltY&amp;t=1s\">trailer ufficiale<\/a> di Fandango, dalla grammatica pi\u00f9 mainstream. Compaiono per strada i primi cartelloni con la locandina disegnata da Zerocalcare. Proprio alla locandina il fumettista ha dedicato <a href=\"https:\/\/twitter.com\/zerocalcare\/status\/1567190334865653760\">un paio di tavole<\/a>, ironizzando bonariamente sul <em>memento mori<\/em> che era diventata questa collaborazione. Purtroppo i ritardi e le produzioni lunghe anni sono tipiche del nostro panorama, specie i film che riguardano autori esordienti o piccole produzioni, giusto? Ho avuto il piacere di chiederlo ai diretti interessati: il regista Niccol\u00f2 Falsetti, e gli attori Emanuele Linfatti e Matteo Creatini.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6741 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"538\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6741 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/1.jpeg 1024w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/1-300x158.jpeg 300w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/1-768x404.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Niccol\u00f2 Falsetti<\/strong>: I processi per la realizzazione dei film seguono tanto i bandi quanto la fumosa vita politica del paese. Dici: \u201cCazzo scoppia la guerra in Ucraina, cosa c\u2019entrer\u00e0 con Margini?!\u201d E invece c\u2019\u00e8 stato nuovamente il rischio che non uscisse. La parte produttiva era partita bene in realt\u00e0. Sono stati due anni di scrittura, e poi tra il 2017 e il 2018 abbiamo partecipato al bando per lo sviluppo e lo abbiamo vinto al primo colpo. Da l\u00ec in poi per\u00f2 si \u00e8 messo in mezzo di tutto. La cosa bella \u00e8 che Matteo \u00e8 stato uno dei primi a essere chiamato per il progetto e quindi anche lui ha vissuto la stessa sensazione di Michele (Zerocalcare), quel costante gioco di posticipazione e rimandi che fa perdere le speranze. Mentre Emanuele l\u2019abbiamo conosciuto dopo, proprio in sede di provino. Durante lo sviluppo abbiamo tirato gi\u00f9 le proposte di casting.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Matteo Creatini<\/strong>: Li vedevo spuntare ogni tanto: \u201cOh tra poco si riparte con questo film sul punk, tra un po\u2019 facciamo i provini\u201d. E poi passavano due anni. C\u2019\u00e8 stato anche un periodo in cui credevo mi avessero preso in giro. Mio padre mi diceva: \u201cOh ma poi quelli del film del punk?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Niccol\u00f2<\/strong>: Siamo circondati da ragazzi che fanno il nostro lavoro da poco, cio\u00e8 livello \u201ccacati zero\u201d insomma. Vedi che tante opere prime si impaludano e cominci a pensare che anche tu stia scivolando dentro quella fanghiglia l\u00ec. Quando abbiamo conosciuto Emanuele ci sembrava lo sblocco di cui avevamo bisogno; e poi \u00e8 arrivata la pandemia, tanto per non farsi mancare niente. La cosa positiva, a posteriori, \u00e8 che abbiamo avuto il tempo di curare il film fino alla nausea, la parte filologica sul punk, chiudere i provini e cercare le location con calma. Insomma l&#8217;organizzazione \u00e8 stata seguita fino al minimo dettaglio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emanuele Linfatti<\/strong>: Io rispetto a loro me la sono vista servita su un piatto d\u2019argento. Ho fatto i provini come sempre si fa, e quando c\u2019\u00e8 stato il Covid, non sapendo che ci stessero lavorando da anni, per me era normale che il programma si bloccasse e che il film venisse rimandato. Non era il primo progetto che si era frenato, quindi questa fatica non l\u2019ho vissuta sulla mia pelle. Per me era un provino come tanti, poteva anche essere che non mi avessero preso e basta. Quindi il mio percorso \u00e8 stato un po\u2019 pi\u00f9 semplice, almeno per quanto riguarda la preparazione e l\u2019approccio al film.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Cinque anni. \u00c8 difficile da spettatore credere che dietro <\/em>Margini<em> ci sia stato un tempo di produzione cos\u00ec lungo, in cui il film avrebbe potuto inabissarsi nella fanghiglia di cui parla Niccol\u00f2. Invece nessuno ha mollato, e lo si vede anche dalla prova attoriale. I Wait for Nothing risultano reali, autentici: \u00e8 l\u2019esempio di un lavoro davvero minuzioso, o pi\u00f9 semplicemente sviluppato con amore e dedizione da chi quella vita la conosce e la sa trasmettere con entusiasmo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/2-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6742 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"799\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/2-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6742 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/2-1024x682.jpg 1024w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/2-300x200.jpg 300w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/2-768x511.jpg 768w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/2.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Emanuele<\/strong>: Personalmente il mio legame con la cultura punk hardcore era quasi zero. Non con il punk in generale: ascoltavo il punk 77, ascolto i Clash che mi piacciono tantissimo, per\u00f2 l\u2019hardcore era, sia a livello di sonorit\u00e0 che di scena culturale (perch\u00e9 la musica \u00e8 solo una delle tante componenti di una scena culturale), un mondo a cui non mi ero ancora accostato. Il trucco \u00e8 stato seguire un po\u2019 Niccol\u00f2 e Francesco, che, in un certo senso, non hanno dovuto far altro che essere loro stessi e raccontare la loro esperienza, che era ci\u00f2 che ci interessava riprodurre. Non \u00e8 un\u2019epica punk, non \u00e8 un film sul punk, noi lo diciamo sempre, n\u00e9 sull\u2019hardcore. \u00c8 una storia. Quello che almeno a me \u00e8 bastato per il film era conoscere la loro di storia. Per l\u2019interpretazione dei protagonisti, non mi sono ispirato a riferimenti particolari. Mi sono sentito subito molto vicino al personaggio di Edoardo, che potrebbe apparire lontano da me (come esperienze di vita) e dai ruoli che interpreto&#8230; per\u00f2 un mio amico che ha visto il film mi ha detto:<meta charset=\"utf-8\">\u201cSecondo me sei stato credibile perch\u00e9 a te nella vita rode sempre il culo, sei sempre incazzato<meta charset=\"utf-8\">\u201d. E in un certo senso \u00e8 vero: questi personaggi hanno dei sentimenti talmente profondi che non serve essere nati in provincia per capirli, basta avere un briciolo di empatia, perch\u00e9 quella frustrazione, quella sensazione di difficolt\u00e0 la proviamo tutti quasi sempre. Poi ovviamente sono stato guidato da Niccol\u00f2 e Francesco: su come tenere la chitarra a su che <em>cosa sia<\/em> la natura di Grosseto. Inoltre anche Matteo \u00e8 di Rosignano, quindi ho sempre avuto tanti feedback, abbiamo avuto tanto materiale su cui lavorare, anche solo parlando, ascoltando e ascoltandoci.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Matteo<\/strong>: Io sottoscrivo quello che ha detto Manu. Ho un percorso leggermente differente perch\u00e9 faccio il musicista da anni, sono nato in provincia e ho sempre vissuto in provincia. Anche se vengo dalla scena rap ho scoperto grazie a Nicco che in Italia tanti personaggi musicali rilevanti, ma in generale tante persone, condividono questa consapevolezza che il rap e il punk sono due scene che hanno dialogato spesso nel corso della loro storia. Abbiamo trovato tantissimi punti in comune. A monte siamo quattro ragazzi \u2013 la band sul grande schermo siamo io, Manu e Fra, ma Nicco fa davvero parte dei Wait for Nothing<meta charset=\"utf-8\">\u2013 a cui piace la musica. Adesso ci ritroviamo a ridere per i meme a tema, a riconoscere le band (\u00abE ad apprezzarle\u00bb, aggiunge Emanuele), ci mandiamo i brani e cos\u00ec via. La cosa figa di questo film legato alla musica \u00e8 che Nicco e Fra hanno una passione tale per l&#8217;argomento che sono riusciti a trasmetterla anche a me e a Manu. Si \u00e8 creato un reale interesse: abbiamo approfondito e ci siamo calati dentro la cosa. Tuttora io non mi reputo un cultore di punk: sono per\u00f2 passato dal saperne poco a saperne abbastanza, perch\u00e9 i ragazzi ci hanno guidato in una full immersion.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emanuele<\/strong>: Aggiungo che davanti a un concerto hardcore \u00e8 difficile rimanere freddi. Se rimani freddo \u00e8 perch\u00e9 sei un po\u2019 un <em>puzzone<\/em>, non so se mi spiego. L\u00ec davanti, quando senti quella musica, vedi fisicamente quello che sta accadendo sotto palco, che cosa ti restituisce il pubblico che ascolta. Anche i miei amici che sono venuti al Margini Fest a Roma sono impazziti e si sono messi a pogare tra il pubblico. Un mio uno di loro mi ha detto: \u201c\u00c8 una droga! \u00c8 una droga!\u201d. E lo \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Niccol\u00f2<\/strong>: \u00c8 bello perch\u00e9 \u00e8 la prima intervista che faccio anche con Manu e Matte. Io e Fra pensavamo di ripetere sempre le stesse cose e infatti cominciavamo: \u201cCome diciamo sempre\u201d. Ma poi a chi? Chi ci conosce? Dopo la terza volta al giorno che ripeti le stesse cose avere quantomeno un\u2019altra opinione \u00e8 molto bello. La loro parola vale parecchio pi\u00f9 delle nostre. Quelle mie e di Fra erano intenzioni: per me la carta fortunata, il mio tarlo, \u00e8 la recitazione, e in questo film \u00e8 particolarmente importante. Non ti devono per forza stare simpatici i personaggi, ma ci devi quantomeno empatizzare. Volevamo trasmettere il fatto che si tratta di una storia vissuta, conosciuta nella nostra trib\u00f9, e far riconoscere la cittadina di cui parliamo. Se la scena punk non si ritrova in quel che racconti, allora hai toppato tutto. \u00c8 bello sentirsi dire dalle signore che vanno dal parrucchiere: \u201cChe bellino! Eri pi\u00f9 giovane nel film\u201d. \u00c8 bello perch\u00e9 il film parla a un pubblico molto pi\u00f9 ampio di quello che pensavamo, per\u00f2, devi sempre tenere in mente un pubblico di riferimento. C\u2019\u00e8 un linguaggio, dietro al punk hardcore, fatto di comportamenti e di costume. Ad esempio, una cosa che a causa della pandemia ci \u00e8 mancata tantissimo \u00e8 stata andare ai concerti con Emanuele e Matteo: volevamo far scoprire loro quel mondo. Non perch\u00e9  dovesse per forza scattare un legame per la musica, ma alla fine \u00e8 successo, comunque. Matte ora si spara i Bull Brigade.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/3-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6743 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/3-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6743 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/3-1024x576.jpg 1024w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/3-300x169.jpg 300w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/3-768x432.jpg 768w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/3.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p><em>E <\/em>Margini <em>su questo \u00e8 impressionante. Non solo il punk e i personaggi, ma l\u2019intera vita di provincia \u00e8 ricostruita con una precisione millimetrica, con un rapporto 1:1. Il film ha diverse scene nelle quali viene sviscerata la routine della vita provinciale (i permessi da chiedere al comune di Grosseto, la sala prove in campagna, la Sala Eden del Melis), ma anche frammenti provenienti proprio dalla cultura punk hardcore \u2013 dove per chiamare una band americana basta uno squillo ma per poi farla venire servono migliaia di dollari. Il tutto servito con un\u2019ironia squisita e una punta di amaro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Niccol\u00f2<\/strong>: Noi volevamo fare un film sulla provincia, il punk era il mezzo di contrasto da iniettare nella venatura per raccontare una roba comprensibile. Raccontarla 1:1 sarebbe stato un po\u2019 logoro. Cercavamo una serie di situazioni in cui sarebbe emersa la provincialit\u00e0, volevamo mantenerla nei protagonisti. Una realt\u00e0 che riguarda anche noi: io, Fra e Matte siamo e rimaniamo dei provinciali di indole e testa, nonostante i legami, il modo in cui parliamo, la piccola attenzione alle dinamiche comportamentali. Io vivo a Roma da una vita e ho imparato da mio cognato la dimensione dello <em>sticazzi<\/em>; per noi, invece, uno screzio piccolissimo pu\u00f2 diventare la crepa che fa saltare rapporti e situazioni. Basta una virgola detta male e la gente in provincia non si parla pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Matteo<\/strong>: Io dico, da ragazzo di provincia, che in realt\u00e0 tantissime scene che si vedono nel film sono divertenti perch\u00e9 non costruite ad arte ma molto reali, prese dal quotidiano. Nicco e Fra sono due ragazzi molto schietti, non scrivono per commuovere o per far ridere, ma fanno ridere e commuovere perch\u00e9 sono reali, non hanno voluto dipingere Grosseto e la provincia in modo macchiettistico. Persone che conosco si sono sentite male dalle risate per la scena della Festa dell\u2019Unit\u00e0 e io da musicista li capisco perfettamente. \u00c8 capitato a tutti i musicisti di esibirsi alla Festa dell\u2019Unit\u00e0 che, spesso, soprattutto in provincia, \u00e8 l&#8217;unico evento un po\u2019 pi\u00f9 grande con dei fondi comunali che permettono pi\u00f9 headliner. E alla fine tu ci vai sempre perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unico spazio di visibilit\u00e0, per\u00f2 ad applaudirti trovi tua madre, tua nonna, i tuoi fratelli, i tuoi amici, la Onlus del paese. E come questa tante altre cose, come la sala prove nel rudere, in cui la gente ti viene a rompere le palle anche se sei perso nel nulla. Sono scene che chiunque vive in provincia si trova ad affrontare. Fanno venire un sorriso un po\u2019 amaro: \u201cFa ridere ma fa anche riflettere\u201d, come si dice.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Parlando di <\/em>Margini <em>\u00e8 impossibile non pensare a <\/em>La guerra degli Ant\u00f2<em> (1999) di Riccardo Milani tratto dall\u2019omonimo romanzo (1992) di Silvia Ballestra. Ambientato a ottobre del 1990, racconta di quattro punk di Montesilvano in provincia di Pescara, tutti accomunati dallo stesso nome di battesimo (Antonio appunto) e dalla passione per la musica, l\u2019abbigliamento e la cultura punk. Il protagonista fra loro, Ant\u00f2 Lu Purk, interpretato nel film da Flavio Pistilli, decide di fuggire da questo mondo ristretto che lo rifiuta, iscrivendosi prima al DAMS di Bologna e poi fuggendo ad Amsterdam. A dispetto delle somiglianze con <\/em>Margini<em>, una differenza si impone granitica. Gli Ant\u00f2, di fronte a una realt\u00e0 che li respinge, dove il capitalismo ha vinto e la globalizzazione comincia a diffondersi, fuggono, abbandonano le posizioni o conducono una lotta passiva, in cui le armi non sono altro che la loro stessa esistenza, con cui sporcano il paesaggio provinciale e immutabile. I Wait for Nothing invece, donchisciottescamente, combattono ogni giorno, non solo mantenendo la posizione ma cercando di avanzare, di resistere. Riuscire ad avere i Defense a Grosseto rappresenta questo e molto altro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Niccol\u00f2<\/strong>: <em>La Guerra degli Ant\u00f2<\/em> \u00e8 un film di passaggio, se vieni da quel mondo non esiste guardarlo o meno: l\u2019hai visto e basta, anche perch\u00e9 arriva in un momento della vita in cui quella pellicola parla di qualcosa che senti vicino, contiene della musica che senti vicina. Io ho sempre trovato geniale ambientare una storia punk a Montesilvano, per quanto loro poi spazino di pi\u00f9, fino a Bologna e Amsterdam. \u00c8 una piccola epopea di provincia. Era un momento storico diverso, ma sarebbe assurdo dire che quel film non fa parte dell\u2019enorme materiale che abbiamo studiato per <em>Margini<\/em>. Anche perch\u00e9, come dicevamo, la lunga gestazione ci ha permesso di studiare abbondantemente. Partivamo dalla voglia di saccheggiare un film, per noi cult assoluto, che \u00e8 <em>This is England<\/em> (2006) e tutta la sua l\u2019operazione narrativa. In quella pellicola abbiamo trovato qualcosa di pi\u00f9, il regista \u00e8 riuscito a raccontare non solo una storia, ma un contesto: l\u2019Inghilterra thatcheriana vista da figure marginali. C\u2019\u00e8 una grandissima maestria nella scrittura, nella direzione degli attori e nell\u2019interpretazione \u2013 tanto che dal film \u00e8 poi stata tratta una serie di dieci puntate, una serie che ti spacca completamente il cuore, proprio perch\u00e9 ti lascia la sensazione di aver vissuto insieme a loro quella decade. Il regista Shane Meadows \u00e8 eccezionale nel dirigere le improvvisazioni, e pi\u00f9 in generale, i personaggi e nello stare macchina a spalla. <br>Abbiamo studiato molto anche un film linguisticamente pi\u00f9 pulito come <em>L\u2019Odio <\/em>(1995): il contesto delle <em>banlieue<\/em> di quegli anni e il racconto di ragazzi che hanno una vitalit\u00e0 e naturalezza prorompenti. Avevamo bisogno di film che avessero al centro una storia, ma che questa fosse anche un pretesto per analizzare un contesto. Un altro, inaspettato, film che per noi \u00e8 stato molto importante \u00e8 <em>Full Monty <\/em>(1997). \u00c8 un film molto lontano da <em>Margini<\/em> ma tratta gli stessi anni e temi di <em>This is England<\/em>: la crisi del lavoro in Inghilterra, il paesaggio industriale degradato, argomenti forti. Uno studio approfondito, per un film che non voleva essere una completa commedia. Abbiamo cercato anche noi di evitare la trappola del film comico. Essere punk a Grosseto pu\u00f2 far ridere, ma a un certo punto doveva arrivare anche la forza dei personaggi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/4-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6745 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/4-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6745 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/4-1-1024x683.jpg 1024w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/4-1-300x200.jpg 300w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/4-1-768x512.jpg 768w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/4-1-1536x1024.jpg 1536w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/4-1-2048x1366.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Emanuele<\/strong>: A me quando sono arrivate le reference dei film da vedere per prepararmi ero felicissimo, perch\u00e9 due sono film che ho amato. Ho visto <em>This is England <\/em>quando avevo quindici anni, perch\u00e9 al tempo mi sparavo tutti film sulla cultura casual inglese. Ed \u00e8 un attimo che da quella roba puoi arrivare al punk o agli skinhead. In streaming all\u2019epoca c\u2019era solo in inglese e l\u2019avr\u00f2 visto cinque o sei volte. Quello che dice Niccol\u00f2 \u00e8 verissimo, perch\u00e9 alla fine del film avevo una malinconia pazzesca, che andava oltre la durezza della storia: sentivo che ero stato un\u2019ora e mezza con loro, ero uno di loro; invece poi mi giravo e stavo sulla Cassia. Tempo dopo, quando usc\u00ec in Italia, lo andai a vedere tutto contento ma doppiato era orrendo, sembrava una fiction di basso livello. A proposito di doppiaggio i miei mi chiedono spesso: \u201cMa se va all\u2019estero <em>Margini<\/em> come lo doppiano? Se va in Inghilterra sceglieranno un dialetto di una provincia inglese per tutto il paese?\u201d. Avevo molta paura di rivedere <em>This is England<\/em> dopo dieci anni e invece l\u2019ho apprezzato molto di pi\u00f9. In <em>This is England<\/em> si ha la sensazione di far parte di qualcosa di grande, mentre ne <em>L\u2019odio<\/em> i personaggi hanno la percezione di vivere in qualcosa di piccolo, isolato. <em>Margini<\/em> \u00e8 questo spazio ristretto. I protagonisti vanno a Firenze a vedere un concerto, oppure a Roma, ma alla fine rimarranno sempre l\u00ec, soli. Secondo me questo contrasto fa il dramma di loro tre, questo rimbalzare sul muro ogni volta che si cerca di fare o tentare di fare qualcosa. In questo senso <em>L\u2019odio<\/em> e <em>This is England<\/em> sono riferimenti che ritrovo tantissimo nel film.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Matteo<\/strong>: Io posso aggiungere poco. Per me che vengo dal rap <em>L\u2019odio<\/em> era uno dei cinque film che hai visto per forza, non guardarlo significava essere fuori dalla cultura hip hop. L\u2019avr\u00f2 visto almeno quindici volte, visto e rivisto con la mia compagnia di amici, ci abbiamo basato tante gag. \u00c8 un\u2019opera che ha impattato tanto sulla mia vita e ritrovarla in <em>Margini<\/em> \u00e8 stata una sorpresa. Mentre <em>This is England <\/em>non l\u2019avevo mai visto e l\u2019ho recuperato insieme a tutti i documentari, i video, e la musica, generi e sottogeneri. Con Manu c\u2019era un costante scambio di fonti. Alla fine <em>This is England<\/em> si \u00e8 rivelato fondamentale come reference.<\/p>\n\n\n\n<p><em>E poi, dopo un\u2019ora e un quarto di film in cui i Wait for Nothing cercano in tutti i modi di aprire il concerto dei Defense a Grosseto, arriva il finale. Ed \u00e8 incredibile. Che piaccia oppure no, la chiusura di <\/em>Margini <em>\u00e8 particolare. Una battuta d\u2019arresto al ritmo e alla grammatica del film che equivale a tirare il freno a mano in corsa sull\u2019autostrada. Tutto improvvisamente si ferma, e in questa bolla spazio temporale di quasi pi\u00f9 di dieci minuti i nostri protagonisti si ritrovano ad affrontare un altro giorno di vita nella provincia toscana, come se nulla fosse accaduto. Una camera car (la macchina da presa sul cofano dell\u2019automobile) inquadra Michele ed Edoardo silenziosi. Sui sedili posteriori si percepisce l\u2019ombra di Jacopo, il loro bassista, che tra la band e l\u2019orchestra, a pochi giorni dal concerto, ha scelto la seconda. Lo chiamano comunque. Lui non risponde. Alla fine i Defense hanno suonato, il giornale della provincia ha riportato l\u2019avvenimento con incredulit\u00e0 benpensante. Qualche moneta in una bustina, il cachet, e una denuncia per disturbo della quiete pubblica. Loro per\u00f2 su quel palco non ci sono saliti, se non per fare stage diving.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Niccol\u00f2<\/strong>: Ormai il film non ci appartiene pi\u00f9 ma appartiene a chi lo vede; la sua corporeit\u00e0 \u00e8 data dagli spettatori. Un capitolo chiuso in qualche modo. Le intenzioni erano quelle di lasciare una certa ambiguit\u00e0, pi\u00f9 che altro una precariet\u00e0 dei personaggi, senza sospensioni narrative. Alla fine la storia sulle ambizioni del momento, il loro obiettivo, si chiude, e tutto rimane uguale a s\u00e9 stesso, come accade sempre a Grosseto, e ritorna quel placido e accogliente nulla. Anche dopo un concerto, riemerge l\u2019horror vacui. Sul fronte della scrittura io e Fra siamo stati per anni molto in difficolt\u00e0 a lasciarci dietro Jacopo, perch\u00e9 era il personaggio che sentivamo pi\u00f9 vicino, quello che come noi aveva abbandonato la provincia. E il nostro terzo sceneggiatore (Tommaso Renzoni) ci diceva sempre che noi volevamo troppo bene a queste figure. Io avevo un feticcio visivo: la macchina con loro tre a bordo. E invece poi mi sono reso conto che senza qualcuno di loro, quella macchina aveva molto pi\u00f9 significato, cos\u00ec come il loro rapporto. <br>Se c\u2019\u00e8 una linea evolutiva di <em>Margini<\/em> \u00e8 la loro amicizia, pi\u00f9 forte di quello che credevano all\u2019inizio. Chi manca alla fine, dentro quella macchina, \u00e8 stato il personaggio pi\u00f9 difficile da scrivere e da sviluppare, paradossalmente perch\u00e9 era il pi\u00f9 vicino a noi. Quello meno stereotipicamente punk, il meno radicale, pi\u00f9 simile al nostro vissuto perch\u00e9 noi siamo quelli che se ne sono andati da Grosseto. Caratterialmente possiamo avere pi\u00f9 vicinanza con uno o con l\u2019altro, ma in realt\u00e0 siamo pi\u00f9 legati a lui e forse volevamo tutelarlo, salvarlo da alcuni dilemmi; invece poi abbiamo accettato di fargli fare le scelte che voleva.<br>Sapevamo che l\u2019attesa del concerto dei Defense guidava narrativamente il film, ma sul finale doveva assumere un valore diverso: l\u2019obiettivo iniziale per loro era aprire il concerto, e averlo mancato doveva risultare un fallimento. Un fallimento che per\u00f2 andava vissuto con la consapevolezza di essere riusciti a portare i Defense a Grosseto, e quindi di aver fatto qualcosa di grande. Doveva essere un insieme di sentimenti contraddittori. Quella scena in macchina ha avuto un morbido crescendo senza strappi, senza troppe fatiche. Girare in auto per gli attori \u00e8 stato fichissimo, perch\u00e9 sei molto pi\u00f9 libero e non hai pressione intorno. L\u2019unica raccomandazione che avevo dato era di prendersi tutto il tempo del mondo. Avevamo tante opzioni di montaggio su quel finale, per\u00f2 tutti vedendolo, mentre lo giravamo sul nove posti, ci siamo commossi. Il ciak che poi \u00e8 stato montato, che tu hai visto, \u00e8 una scena che \u00e8 andata al di l\u00e0 delle pi\u00f9 rosee aspettative. A un certo punto si \u00e8 trattato anche di ascoltare il nostro istinto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Matteo<\/strong>: Penso che il finale di <em>Margini<\/em> sia bello perch\u00e9 se ce ne avessimo messo un altro, troppo ridanciano, o comunque di grandi emozioni, sarebbe stato un po\u2019 una favoletta. Invece non \u00e8 una storiella, non \u00e8 una caricatura della provincia o della vita di qualcuno, \u00e8 una storia con una sua dignit\u00e0, con alti e bassi, con lo squallore ma anche la dolcezza dei personaggi. Quindi secondo me \u2013 e io, l\u2019abbiamo detto, sono di parte e vengo dalla provincia \u2013 quel finale placido da un certo punto di vista \u00e8 un pugno nello stomaco ancora pi\u00f9 forte perch\u00e9 vedi che, nonostante tutta l\u2019emozione investita dai personaggi in tutta questa storia, alla fine non succede nulla. Intorno a loro non accade niente, tutta la loro passione e le loro emozioni non cambiano di una virgola il mondo che hanno intorno. \u00c8 giusto secondo me che chi vede il film esca confuso dal finale o comunque ci ragioni, penso che sia una cosa molto importante, alla quale ormai ci siamo disabituati \u2013 le opere danno risposte immediate, messaggi chiari. Invece \u00e8 bello che questo film si trascini per qualche giorno, finch\u00e9 non viene trovata una risposta. Ovviamente ognuno ha la propria.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emanuele<\/strong>: Tocca dire che lo spettatore<meta charset=\"utf-8\">\u2013 e nella definizione metto anche me stesso, la mia non \u00e8 una critica snob al pubblico<meta charset=\"utf-8\">\u2013 pensa o al finale amaro o al finale felice, mentre tutto ci\u00f2 che non \u00e8 una di queste due cose \u00e8 una via di mezzo. Questo finale non \u00e8 una via di mezzo. \u00c8 molto chiaro invece ed \u00e8 ci\u00f2 di cui parlava Niccol\u00f2: i protagonisti continuano, un rond\u00f2 dopo l\u2019altro, ad aggirarsi in un posto in cui le cose non cambiano e, secondo me, diventa un finale triste proprio perch\u00e9 non porta da nessuna parte, perch\u00e9 \u00e8 coerente con la realt\u00e0 che si vive a Grosseto o in qualunque altra provincia. Secondo me il finale \u00e8 questo: sottolineare questa fatica, che quando realizzi qualcosa resta comunque circoscritta, e non c\u2019\u00e8 nessuno all\u2019esterno che terr\u00e0 in considerazione quello che fai. Sar\u00e0 sempre una lotta personale e donchisciottesca.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/5-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6746 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/5-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6746 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/5-1024x683.jpg 1024w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/5-300x200.jpg 300w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/5-768x512.jpg 768w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/5-1536x1024.jpg 1536w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/5-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Margini <em>\u00e8 riuscito a restare nelle sale per due mesi interi, ha avuto un buon riscontro di critica e pubblico ed \u00e8 stato presentato in anteprima e applaudito alla <\/em>Mostra del cinema di Venezia.<em> Per un film la cui lavorazione \u00e8 durata cinque anni, tra continue sospensioni, incertezze e paure, \u00e8 un ottimo risultato. Un esito che pu\u00f2 ispirare tanti giovani registi, sceneggiatori e attori a credere in progetti diversi dalla produzione mainstream italiana. A provare l\u2019impossibile. Anche un film punk ambientato a Grosseto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Niccol\u00f2<\/strong>: Consigli non riesco a darli. Anzi, sono uno che ne ha ancora bisogno. \u00c8 difficile definire che cos\u2019\u00e8 per noi <em>Margini<\/em> a livello di percorso personale. Il traguardo, innanzitutto, \u00e8 stato realizzarlo. Sembrava una sfida impossibile, un po\u2019 come portare i Defense a Grosseto. Per noi \u00e8 il set \u00e8 stato gi\u00e0 una vittoria. Abbiamo avuto la fortuna di riuscire a mettere insieme la troupe che volevamo, che lavorava con il nostro spirito e un certo tipo di leggerezza, senza perdere professionalit\u00e0 e capacit\u00e0 di fare cose belle. Produzione, maestranze, reparti, tutto si \u00e8 mosso in questa direzione. L\u2019altra vittoria poi \u00e8 stata personale, nel vedere che il film rispondeva a quella che era la nostra idea iniziale. E poi Venezia: alla prima proiezione eravamo tutti una maschera di lacrime, \u00e8 stata un\u2019esperienza che ci ha devastato emotivamente. Se dovessi dare un consiglio a chi vuole fare questo mestiere \u00e8 di circondarsi di belle persone, che non ti facciano vivere il lavoro come qualcosa di tossico o necessariamente negativo. Io e Francesco ci diciamo spesso che \u00e8 importante cercare persone con le quali non \u00e8 difficile mandarsi a fanculo, perch\u00e9 saper divergere fa parte delle relazioni, ed \u00e8 importante litigare e riuscire a ritrovarsi. Un po\u2019 come una band: fai una cosa fica ma \u00e8 ancora pi\u00f9 bella perch\u00e9 l\u2019hai fatta con i tuoi amici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emanuele<\/strong>: Oltre al mio primo ruolo da protagonista <em>Margini <\/em>mi ha lasciato, con Francesco, Niccol\u00f2 e Matteo, la cura e il rispetto per l\u2019espressivit\u00e0 artistica che un attore deve avere quando lavora a un film o a uno spettacolo. Questa scoperta io la devo a loro. Se sia un punto di svolta in generale non lo so, lo spero, per\u00f2 nella mia personale storia artistica gi\u00e0 lo \u00e8. A prescindere se diventer\u00f2 famoso o meno. Per me \u00e8 stato sicuramente un salto; neanche io mi sento di dar consigli ai miei colleghi se non quello di pesare le scelte che si fanno. Di pensarci due volte a dire: \u201cPer\u00f2 \u00e8 l\u2019opera prima\u2026\u201d A volte le cose che non portano fama o chiss\u00e0 cosa sono le pi\u00f9 importanti. Bisogna saper scegliere i film che si fanno. Non ci si rende conto che un progetto piccolo pu\u00f2 comunque essere fondamentale per la propria esperienza artistica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Matteo<\/strong>: Io personalmente penso che <em>Margini<\/em> possa essere un esempio, e forse \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante, perch\u00e9 ci si sempre basa sugli esempi altrui: vedi un artista che ti piace e vuoi essere lui, ci vedi un percorso che ti rappresenta e vuoi riportarlo nella tua esperienza. <em>Margini<\/em> \u00e8 un film fatto da amici tra amici. Spesso si sente dire: \u201cEh no, per fare le cose in un certo modo ci devi mettere i nomi di richiamo; devi fare certi compromessi; eh no, il successo lo fai solo se&#8230;\u201d. E in realt\u00e0 non \u00e8 vero. Non ci sono regole e si pu\u00f2 fare veramente un film tra amici, se si ha un\u2019esigenza reale. Poi magari questo film diventa un bel film, che soddisfa le persone che ci hanno lavorato e per me \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante. Quel che posso consigliare \u00e8 di fare i film in questo modo, ma anche i dischi cos\u00ec: fare le cose insieme alle persone a cui tieni e che apprezzi davvero, fuori da logiche terze. Se hai urgenza di raccontare una storia, se c\u2019\u00e8 l\u2019impegno e la stima delle persone con cui lavori, sicuramente una cagata non la fai.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>25 luglio 2022: sulla home di Facebook compare questo trailer. Tre ragazzi che suonano punk hardcore in una stanza. Va avanti cos\u00ec per un minuto e mezzo: inquadratura fissa, le casse a tutto volume, testa e piedi che seguono il ritmo, i tre che si sentono come gi\u00e0 sotto palco, magari nella ressa del pogo. 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