{"id":6698,"date":"2022-10-26T08:34:27","date_gmt":"2022-10-26T08:34:27","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=6698"},"modified":"2023-12-07T14:01:37","modified_gmt":"2023-12-07T14:01:37","slug":"famous-for-all-the-wrong-reasons","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/10\/26\/famous-for-all-the-wrong-reasons\/","title":{"rendered":"Famous for all the wrong reasons"},"content":{"rendered":"\n<p>Il nome di Gordon Lish \u00e8 senza dubbio legato in maniera indissolubile a quello di Raymond Carver. Tutti conosco lo scrittore di Clatskanie, Oregon, capostipite di quello che a pi\u00f9 riprese \u00e8 stato definito \u201cminimalismo americano\u201d, una corrente incentrata sull\u2019essenzialit\u00e0 delle descrizioni, sui silenzi e sui finali che appaiono sospesi nel nulla, quasi a lasciare al lettore l\u2019arduo compito di completare la storia e aprire cos\u00ec lo spazio della riflessione personale.<\/p>\n\n\n\n<p>Non tutti sanno \u2013 ma la disputa \u00e8 in effetti tuttora viva \u2013 che i racconti di Carver non erano cos\u00ec all\u2019origine. Prova ne \u00e8 <em>Principianti<\/em>, uscito in Italia per la prima volta nel 2009, e che Einaudi definisce \u00abla versione originale\u00bb della seconda raccolta di Raymond Carver, <em>Di cosa parliamo quando parliamo d&#8217;amore<\/em>, pubblicata nel 1981 e portata da noi per minimum fax, passata sotto la falciatrice di Lish. A ben vedere, i racconti delle due edizioni risultano molto diversi, a cominciare dall\u2019estensione: in <a href=\"https:\/\/www.newyorker.com\/magazine\/2007\/12\/24\/letters-to-an-editor\">una lettera del 1980<\/a> fra i due leggiamo che i tagli hanno riguardato una percentuale di <a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/news\/dautore\/racconti-carver-780408\/\">circa il 70%<\/a> del materiale originale, senza contare i finali cambiati e altre modifiche non proprio irrilevanti. A proposito della celebrit\u00e0 di Lish, Don DeLillo ha affermato che il suo amico \u00e8 diventato \u00ab<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/books\/booksblog\/2013\/aug\/29\/gordon-lish-80-raymond-carver\">Famous for all the wrong reasons<\/a>\u00bb \u2013 fra le quali spicca senza dubbio quella di essere intervenuto a gamba tesa nei racconti di Carver, portandolo sull\u2019orlo della disperazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Gordon Lish scrittore \u2013 la mimesi e la voce<\/strong><br>Se Lish \u00e8 da considerarsi dunque il vero creatore del minimalismo americano, colui che in buona parte ha contribuito a plasmare la fama di Carver, ma anche di altri autori come Richard Ford, ci si aspetterebbe che i suoi testi \u2013 soprattutto i racconti \u2013 fossero parte di questa corrente, se non addirittura la punta di diamante. Invece, come leggiamo nella splendida introduzione di Francesco Guglieri all\u2019edizione italiana delle <em>Collected Fictions<\/em>, pubblicata dalla casa editrice romana Racconti edizioni col titolo <em>Come scrivere un racconto. Un libro di narrativa<\/em>, \u00abnulla (o quasi) di quanto avete letto fin qui su Lish, nulla di ci\u00f2 che sapete su di lui, vi pu\u00f2 preparare all\u2019esperienza della lettura di questi racconti. Non c\u2019\u00e8 il minimalismo che Lish ha contribuito a creare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 vero. O, per essere pi\u00f9 precisi, sono vere entrambe le affermazioni contenute nell\u2019introduzione di Guglieri: non c\u2019\u00e8 preparazione che tenga davanti alle parole del Gordon Lish scrittore perch\u00e9 <em>nulla<\/em> di ci\u00f2 che ha fatto come editor \u2013 soprattutto come editor della corrente minimalista \u2013 pu\u00f2 essere utilizzato per immaginare il tipo di storie con cui ci si deve confrontare. Al contempo, per\u00f2, \u00e8 altrettanto corretto affermare che <em>tutto <\/em>ci\u00f2 che Gordon Lish ha fatto come editor \u00e8 rinvenibile all\u2019interno dei suoi racconti. Laddove nello stile Lish \u00e8 quanto di pi\u00f9 lontano si possa immaginare rispetto al minimalismo carveriano, nei contenuti e negli aspetti metanarrativi troviamo continui riferimenti ai grandi autori americani, come Salinger, DeLillo, Roth e ovviamente Carver.<\/p>\n\n\n\n<p>Gran parte dei suoi racconti sembrano prendere di mira proprio alcuni di questi scrittori, come accade in <em>A Rupert, senza promettere niente<\/em>, pubblicato per la prima volta nel 1977 sulla rivista <em>Esquire<\/em> senza firma, al punto che il racconto fu scambiato per un inedito di Salinger. Lo stesso si pu\u00f2 dire della short story che apre la raccolta, <em>Tutto quello che so<\/em>, la quale a prima vista potrebbe sembrare un racconto di Carver, sia per l\u2019imitazione dello stile sia per l\u2019ambientazione, e che riprende gli interni di una casa abitata da un esempio di piccola borghesia della provincia americana (un marito, una moglie, un bambino, poco altro). Una parodia di Carver sembra anche <em>Ecco a voi l\u2019incredibile vendetta della focalizzazione multipla<\/em>, in cui un orologio a pendolo assume un\u2019importanza fondamentale per un\u2019intera famiglia, nonostante \u2013 o forse proprio perch\u00e9 \u2013 non segni mai l\u2019ora giusta. \u00c8 una storia, questa, che appare quasi \u201cnormale\u201d, finch\u00e9 non arriva il finale, spiazzante, a far saltare tutto in aria. In altri racconti come <em>La narratologia al popolo!<\/em> quella che abbiamo davanti \u00e8 l\u2019eco di Philip Roth e di un umorismo squisitamente ebraico.<\/p>\n\n\n\n<p>In queste storie avviene una sorta di separazione all\u2019interno del Gordon Lish scrittore: da un lato si mimetizza cos\u00ec bene da scomparire quasi all\u2019interno dello stile di uno specifico autore (come nel gi\u00e0 menzionato racconto del 1977), dall\u2019altro continua a conservare una propria voce che percorre trasversalmente tutta la raccolta. \u00c8 proprio qui il genio di un autore navigato come Lish, che a propria volta ha attraversato trasversalmente l\u2019ambiente editoriale americano \u2013 come insegnante di scrittura creativa, come direttore di riviste letterarie, come editor di grandi scrittori \u2013 riuscendo a conservare (anzi: a esaltare) la propria voce e la propria unicit\u00e0 pur mettendo in scena un\u2019opera di mimesi straordinaria. I racconti \u00e0 la Carver sembrano <em>quasi <\/em>Carver, cos\u00ec come le storie \u00e0 la Salinger hanno quella scurrilit\u00e0 e quel flusso di coscienza tipiche dell\u2019autore di <em>Franny e Zooey<\/em>. Queste storie sembrano versioni molto elaborate e competenti dei pi\u00f9 banali <em>divertissement<\/em> letterari: elaborate perch\u00e9 attingono a un retroterra culturale ampio e ben esplorato, nel quale Lish \u00e8 cresciuto e ha seminato; competenti perch\u00e9 il grado di competenza richiesto <em>al lettore<\/em> per individuare gli stili, le citazioni, i riferimenti letterari \u00e8 elevatissimo. Sono racconti che richiedono una maestria assoluta per essere scritti e una altrettanto perfetta conoscenza della letteratura americana per essere goduti pienamente. Sono racconti sfidanti, la cui sola lettura \u00e8 un continuo faccia a faccia con ci\u00f2 che si sa e con ci\u00f2 che si crede di sapere sui propri autori preferiti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Gordon Lish scrittore \u2013 la metanarrativa e l\u2019editing<\/strong><br>Nella copertina di <em>Come scrivere un racconto<\/em> troviamo una bellissima ed evocativa illustrazione di <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/marta.signori\/\">Marta Signori<\/a>: tratteggiato con pochi colori nello spettro del rosa e del viola, il volto espressivo di Gordon Lish ci osserva come nel tentativo di indagare i nostri pensieri. Se fosse un\u2019opera di teatro o televisiva, diremmo quasi che sta sfondando la quarta parete. La scelta grafica di Racconti \u00e8 azzeccata a dir poco, soprattutto se consideriamo il tratto fondamentale di quella che potremmo definire una seconda tipologia di storie presenti nella raccolta, quale ad esempio <em>Come scrivere un romanzo<\/em>. \u00c8 un racconto breve, poco meno di tre pagine, che comincia con un consiglio indirizzato al lettore che vuole diventare romanziere: \u00abPrima di tutto assicuratevi di avere abbastanza tempo. \u00c8 fondamentale che abbiamo abbastanza tempo per inventare ogni cosa\u00bb. Un consiglio prezioso, indubbiamente, quello di non fare le cose di fretta, di dedicare alla propria passione \u2013 o alla propria carriera \u2013 tutto il tempo necessario. Poi prosegue: \u00abPer quanto mi riguarda, non ho tempo da perdere in cose del genere\u00bb. E qui inizia lo spaesamento. Da lettori ci si chiede: se lui, Gordon Lish, l\u2019editor di Carver e DeLillo, l\u2019autore di questi stessi racconti e di diversi romanzi conosciuti in tutto il mondo, non ha tempo da perdere in cose del genere, che senso ha tutto questo? La risposta arriva \u2013 o meglio: non arriva \u2013 poche righe dopo, quando Lish prende a parlare della macchina da scrivere con cui costruire le proprie narrazioni. Le restanti pagine del racconto sono tutte dedicate alla sua ibm Selectric e al rapporto che ha stabilito con i tecnici che vengono a ripararla di tanto in tanto. Il racconto si conclude all\u2019improvviso, completo nel suo essere incompleto, perfetto nel non aver affrontato il tema promesso, ossia \u201ccome scrivere un romanzo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In <em>Jouissance<\/em> accade una cosa diversa ma per certi versi simile. Un\u2019amica di Lish, editor di una casa editrice, si lamenta di \u00abuna certa insufficienza di materiale\u00bb, al che lui prende a raccontarle una cosa che gli \u00e8 capitata sull\u2019autobus diretto in centro. I due iniziano a modificare la storia tagliando e correggendo le parole, proprio come farebbero un autore e il suo editor, chiedendosi anche se \u00abUn\u2019ellissi \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente\u00bb o meno. Alla fine, Lish chiede: \u00abAbbiamo riempito abbastanza pagine?\u00bb e l\u2019altra risponde di s\u00ec. \u00abOh, piccola\u00bb, conclude allora Lish, \u00abe ora fammi un bell\u2019editing\u00bb, come a chiedere scherzosamente una prestazione sessuale. Quasi a indicare che il rapporto fra autore e editor sia simile a un rapporto d\u2019amore, nel quale entrambe le parti si corteggiano, flirtando con le parole, per poi passare all\u2019atto pratico di tagliare, spezzettare, ricostruire, provando anche quel bellissimo dolore tipico di certe relazioni amorose. Curioso, in tutto questo, \u00e8 che il numero di pagine coperto con questa storia equivale, a grandi linee, a quello indicato nel racconto stesso: circa cinque.<\/p>\n\n\n\n<p>In altri racconti, come <em>Il signor Goldbaum<\/em>, troviamo quelli che sembrano interventi di editing. La stessa frase viene riscritta pi\u00f9 volte, come a voler mostrare al lettore \u2013 quasi fosse alla prima lezione di un corso di scrittura creativa \u2013 la potenza insita nella scelta delle parole giuste. Un esempio:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abMia madre mi dice: \u201cAllora dimmi, figliolo, credi che abbiamo motivo di preoccuparci che il caff\u00e8 non basti?\u201d.<br>Mia madre mi dice: \u201cAllora che pensi, figliolo, credi che debba andare a fare dell\u2019altro caff\u00e8?\u201d.<br>Mia madre mi dice: \u201cVoglio che tu sia sincero con me, tesoro, credi che stiamo correndo il rischio che il caff\u00e8 possa non bastare?\u201d.<br>Mia madre mi dice: \u201cAllora cosa ne pensi, tesoro, secondo te forse potremmo cavarcela pure se tua madre non mette su un altro bricco di caff\u00e8?\u201d\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli esempi potrebbero moltiplicarsi (<em>In realt\u00e0<\/em>, quartultimo racconto, riporta questo breve passaggio: \u00abChe cosa c\u2019entra tutto questo con la narrativa? Be\u2019, \u00e8 un racconto, no? e se non lo \u00e8, allora, per quanto possa riguardarmi, seriamente, cos\u2019\u00e8? Ah, non me lo devi dire tu, per\u00f2, che l\u2019arte \u00e8 l\u2019arte della finzione\u00bb) ma il concetto \u00e8 chiaro. Gordon Lish \u2013 l\u2019editor, il talent scout, il direttore di riviste e insegnante di scrittura creativa \u2013 non ha bisogno di inventare storie perch\u00e9 la sua capacit\u00e0 di sfruttare le parole \u00e8 cos\u00ec elevata da poter insegnare al lettore anche solo attraverso il gioco. I suoi racconti non fingono di essere storie vere, i suoi narratori non tentano di convincere il lettore che ci\u00f2 che stanno raccontando sia avvenuto sul serio; non c\u2019\u00e8 alcuna <em>suspension of disbelief<\/em>, nessuna sospensione dell\u2019incredulit\u00e0, perch\u00e9 ci\u00f2 che stiamo leggendo \u00e8 finzione pura, ma una finzione che non cerca di dissimulare se stessa, anzi: funziona perch\u00e9 si confronta direttamente con ci\u00f2 che il lettore sa e ricerca, solitamente, all\u2019interno delle storie che legge.<\/p>\n\n\n\n<p>La narrativa di Lish non \u00e8 mai banale, n\u00e9 pacchiana. Pur sfidando continuamente il lettore non vuole entrare in competizione con lui, non cerca di ingannarlo o stordirlo. Sin dall\u2019inizio egli pone davanti a s\u00e9, a carte scoperte, le regole della propria danza. Scegliendo di danzare, il lettore si fa prendere per mano dallo scrittore per essere condotto nei labirinti magnifici della letteratura. Anche qui, come avviene per i racconti \u201cmimetici\u201d, Lish riesce a mettere insieme le due facce della sua personalit\u00e0: quella dell\u2019editor, per la quale \u00e8 conosciuto, come detto, \u00abfor all the wrong reasons\u00bb; e quella dello scrittore che ama giocare con il lettore, con i <em>topos<\/em>, con tutto quell\u2019ambiente editoriale e letterario che a volte si prende troppo sul serio. Il risultato sono racconti stranianti, assurdi, divertenti, paradossali, educativi. Tutto questo insieme.<\/p>\n\n\n\n<p><meta charset=\"utf-8\"> <\/p>\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nome di Gordon Lish \u00e8 senza dubbio legato in maniera indissolubile a quello di Raymond Carver. Tutti conosco lo scrittore di Clatskanie, Oregon, capostipite di quello che a pi\u00f9 riprese \u00e8 stato definito \u201cminimalismo americano\u201d, una corrente incentrata sull\u2019essenzialit\u00e0 delle descrizioni, sui silenzi e sui finali che appaiono sospesi nel nulla, quasi a lasciare [&hellip;]<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":51,"featured_media":6700,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/10\/26\/famous-for-all-the-wrong-reasons\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Famous for all the wrong reasons - MARVIN\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Il nome di Gordon Lish \u00e8 senza dubbio legato in maniera indissolubile a quello di Raymond Carver. Tutti conosco lo scrittore di Clatskanie, Oregon, capostipite di quello che a pi\u00f9 riprese \u00e8 stato definito \u201cminimalismo americano\u201d, una corrente incentrata sull\u2019essenzialit\u00e0 delle descrizioni, sui silenzi e sui finali che appaiono sospesi nel nulla, quasi a lasciare [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/10\/26\/famous-for-all-the-wrong-reasons\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"MARVIN\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2022-10-26T08:34:27+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2023-12-07T14:01:37+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/COPERTINAdd_DEF-GRANDE-10.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1200\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"682\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"David Valentini\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"9 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#website\",\"url\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/\",\"name\":\"MARVIN\",\"description\":\"\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/10\/26\/famous-for-all-the-wrong-reasons\/#primaryimage\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"url\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/COPERTINAdd_DEF-GRANDE-10.jpg\",\"contentUrl\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/COPERTINAdd_DEF-GRANDE-10.jpg\",\"width\":1200,\"height\":682,\"caption\":\"Gordon Lish\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/10\/26\/famous-for-all-the-wrong-reasons\/#webpage\",\"url\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/10\/26\/famous-for-all-the-wrong-reasons\/\",\"name\":\"Famous for all the wrong reasons - MARVIN\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/10\/26\/famous-for-all-the-wrong-reasons\/#primaryimage\"},\"datePublished\":\"2022-10-26T08:34:27+00:00\",\"dateModified\":\"2023-12-07T14:01:37+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#\/schema\/person\/7065d1e92f981dbadec2eec22cccee01\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/10\/26\/famous-for-all-the-wrong-reasons\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/10\/26\/famous-for-all-the-wrong-reasons\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/10\/26\/famous-for-all-the-wrong-reasons\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Famous for all the wrong reasons\"}]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#\/schema\/person\/7065d1e92f981dbadec2eec22cccee01\",\"name\":\"David Valentini\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#personlogo\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"url\":\"http:\/\/0.gravatar.com\/avatar\/9088746216f242752a37eb68209d5541?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"http:\/\/0.gravatar.com\/avatar\/9088746216f242752a37eb68209d5541?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"David Valentini\"},\"description\":\"David Valentini \\u00e8 nato a Roma nel 1987, \\u00e8 laureato in filosofia e lavora nella formazione finanziata. Fa parte del collettivo Spaghetti Writers, recensisce libri per Altri Animali, CriticaLetteraria e Marvin e ha pubblicato racconti su diverse riviste. Insomma, fa cose, vede gente. A ottobre 2022 ha esordito con Tutto ci\\u00f2 che poteva rompersi (Accento edizioni).\",\"url\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/author\/david-valentini\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/10\/26\/famous-for-all-the-wrong-reasons\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Famous for all the wrong reasons - MARVIN","og_description":"Il nome di Gordon Lish \u00e8 senza dubbio legato in maniera indissolubile a quello di Raymond Carver. Tutti conosco lo scrittore di Clatskanie, Oregon, capostipite di quello che a pi\u00f9 riprese \u00e8 stato definito \u201cminimalismo americano\u201d, una corrente incentrata sull\u2019essenzialit\u00e0 delle descrizioni, sui silenzi e sui finali che appaiono sospesi nel nulla, quasi a lasciare [&hellip;]","og_url":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/10\/26\/famous-for-all-the-wrong-reasons\/","og_site_name":"MARVIN","article_published_time":"2022-10-26T08:34:27+00:00","article_modified_time":"2023-12-07T14:01:37+00:00","og_image":[{"width":1200,"height":682,"url":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/COPERTINAdd_DEF-GRANDE-10.jpg","path":"\/home\/umuyyso2\/domains\/backup.marvinrivista.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/COPERTINAdd_DEF-GRANDE-10.jpg","size":"full","id":6700,"alt":"Gordon Lish","pixels":818400,"type":"image\/jpeg"}],"twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"David Valentini","Tempo di lettura stimato":"9 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebSite","@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#website","url":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/","name":"MARVIN","description":"","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"ImageObject","@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/10\/26\/famous-for-all-the-wrong-reasons\/#primaryimage","inLanguage":"it-IT","url":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/COPERTINAdd_DEF-GRANDE-10.jpg","contentUrl":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/COPERTINAdd_DEF-GRANDE-10.jpg","width":1200,"height":682,"caption":"Gordon Lish"},{"@type":"WebPage","@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/10\/26\/famous-for-all-the-wrong-reasons\/#webpage","url":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/10\/26\/famous-for-all-the-wrong-reasons\/","name":"Famous for all the wrong reasons - MARVIN","isPartOf":{"@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/10\/26\/famous-for-all-the-wrong-reasons\/#primaryimage"},"datePublished":"2022-10-26T08:34:27+00:00","dateModified":"2023-12-07T14:01:37+00:00","author":{"@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#\/schema\/person\/7065d1e92f981dbadec2eec22cccee01"},"breadcrumb":{"@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/10\/26\/famous-for-all-the-wrong-reasons\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/10\/26\/famous-for-all-the-wrong-reasons\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/10\/26\/famous-for-all-the-wrong-reasons\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Famous for all the wrong reasons"}]},{"@type":"Person","@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#\/schema\/person\/7065d1e92f981dbadec2eec22cccee01","name":"David Valentini","image":{"@type":"ImageObject","@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#personlogo","inLanguage":"it-IT","url":"http:\/\/0.gravatar.com\/avatar\/9088746216f242752a37eb68209d5541?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"http:\/\/0.gravatar.com\/avatar\/9088746216f242752a37eb68209d5541?s=96&d=mm&r=g","caption":"David Valentini"},"description":"David Valentini \u00e8 nato a Roma nel 1987, \u00e8 laureato in filosofia e lavora nella formazione finanziata. Fa parte del collettivo Spaghetti Writers, recensisce libri per Altri Animali, CriticaLetteraria e Marvin e ha pubblicato racconti su diverse riviste. Insomma, fa cose, vede gente. A ottobre 2022 ha esordito con Tutto ci\u00f2 che poteva rompersi (Accento edizioni).","url":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/author\/david-valentini\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6698"}],"collection":[{"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/51"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6698"}],"version-history":[{"count":8,"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6698\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6708,"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6698\/revisions\/6708"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6700"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6698"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6698"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6698"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}