{"id":6633,"date":"2022-09-07T08:54:41","date_gmt":"2022-09-07T08:54:41","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=6633"},"modified":"2023-12-07T14:01:37","modified_gmt":"2023-12-07T14:01:37","slug":"amarsi-e-sopravvivere-in-america","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/09\/07\/amarsi-e-sopravvivere-in-america\/","title":{"rendered":"Amarsi e sopravvivere in America"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abQuesto non \u00e8 un saggio n\u00e9 un racconto pieno di autocommiserazione su quanto sia difficile essere neri in America. \u00c8 solo un maldestro tentativo di descrivere quel lento oscillare tra vita e morte di un adolescente nero nato sotto il cielo del Mississippi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quale motivo leggiamo? Alcuni leggono per riconoscere s\u00e9 stessi nelle vite degli altri \u2013 una sorta di auto-riflessione letteraria vagamente narcisistica, altri leggono per fuggire dalla propria vita, per distrarsi, per viaggiare. Quest\u2019ultima \u00e8 la lettura innocente, squisita, di quando avevo quattordici anni, quando pensavo che ogni luogo fosse meglio di quello in cui stavo, e che chiunque fosse meglio di chi ero io. Poi ci sono quelli che leggono per interrogarsi, per sentirsi a disagio, per scoprire l\u2019altro, il diverso da s\u00e9, le sue idee, e il suo modo di vedere un mondo che non sembra corrispondere al loro: ecco, <em>Come uccidersi e uccidere in America<\/em> di Kiese Laymon, edizioni Black Coffee, traduzione di Leonardo Taiuti \u00e8 per questa categoria di lettori \u2012 quelli che leggono per mettere tutto in discussione.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono passati due anni dall\u2019omicidio di George Floyd, e dopo lunghe letture e riflessioni personali mi sembrava di essermi accomodata nella convinzione di capire, anche solo vagamente, cosa significhi essere neri in America. Credere di sapere qualcosa \u00e8 molto pericoloso, perch\u00e9 di rado \u00e8 vero. \u00c8 stato molto bello leggere <em>Come uccidersi e uccidere in America<\/em>, perch\u00e9 mi ha ricordato (come spesso accade quando leggo) quanto poco io sappia davvero, e in particolare in questo caso dell\u2019America, e di quanto sia distorta, romanticizzata e semplicistica l\u2019idea che noi italiani abbiamo della cultura americana, delle sue brutture e delle sue terribili contraddizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Laymon dichiara dalle prime righe che il suo libro non \u00e8 un saggio su quanto sia difficile essere neri in America \u2012 e in parte mente, perch\u00e9 \u00e8 chiaro che questo sia un tema non marginale. Ma il suo intento in questa raccolta \u00e8 pi\u00f9 sottile: Laymon sembra cercare di decostruire la sua identit\u00e0 di vittima del sistema, per arrivare in qualche modo a capire cosa lo ha reso chi \u00e8, nel bene e nel male, e quanto di ci\u00f2 che ne compone la persona, il carattere, la creativit\u00e0, e la scrittura, abbia a che fare con l\u2019essere nero in America, e pi\u00f9 nello specifico, essere nero in Mississippi. Laymon \u00e8 nato in questo Stato, e vi \u00e8 legato in modo indissolubile, perch\u00e9 quel luogo tiene insieme tutto ci\u00f2 che lo rende uno scrittore: le donne che lo hanno amato, in particolare sua nonna, la musica rap, certi odori, la pesantezza dell\u2019aria, e una rabbia inestinguibile che lo accompagna. All\u2019interno di questa raccolta di saggi, Laymon va e viene dal Mississippi, perch\u00e9 non pu\u00f2 starne lontano, nonostante sia terribilmente difficile viverci se sei nero. Non solo per le bandiere confederate appese fuori dalle case, non solo per il costante pericolo di essere uccisi a sangue freddo, di non poter tirare fuori le sigarette dalla tasca, ma anche e soprattutto perch\u00e9 culturalmente i neri in Mississippi non hanno lo spazio per sviluppare la capacit\u00e0 di scelta tra sano e malsano, tra amore e paura. Laymon sente sulla propria pelle un&#8217;indole autodistruttiva, un grumo di rancore e dolore, gli stereotipi interiorizzati che gli impediscono di esprimere i propri sentimenti in modo costruttivo, che lo portano spesso ad agire contro s\u00e9 stesso, che ingabbiano la sua rivoluzionaria vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un modo di essere vittima del sistema ma non vittima di s\u00e9 stessi, un modo che Laymon stenta a cogliere ma che osserva in sua nonna, che ogni giorno si lavava, profumava e vestiva di tutto punto per andare a disossare i polli in una fabbrica. Tornava a casa e la puzza di interiora le era entrata sotto la pelle. Lei la strofinava via, e il giorno dopo tornava a lavoro, pulita e profumata. Quella pratica quotidiana \u2013 pulirsi e poi sporcarsi &#8211; la elevava e il profumo la faceva sentire nel suo corpo. Il nipote la osservava senza capire quell\u2019atto, non tanto di resistenza, ma di amore per s\u00e9 stessa. Prendersi cura di s\u00e9: un altro concetto rivoluzionario che gli uomini neri in America non hanno potuto permettersi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno sembra interessato a farlo uscire da questo vortice, perch\u00e9 a tutti conviene che i neri restino a terra, che il loro talento resti in potenza, non applicato, non coltivato, non maturato. Il talento, la creativit\u00e0 prorompente, l\u2019invettiva, la rabbia rivoluzionaria dei neri deve essere tenuta al guinzaglio, e quindi ben venga l\u2019insicurezza, il terrore di fallire, la stitichezza emotiva. In uno dei saggi che compone il libro, <em>Sei la seconda persona<\/em>, in cui si parla di editoria, emerge che il cinismo del sistema editoriale americano \u00e8 un perfetto connubio di finto perbenismo e liberalismo estremo. I lettori bianchi, spiega il suo primo editor, Brandon, sono stanchi di leggere scrittori neri che si giocano la carta della razza. Gli uomini neri non leggono, fa notare, quindi \u00e8 ai bianchi che devi piacere, o alle donne nere di classe media. \u00abGuarda Tarantino, ad esempio. Sta per fregarli tutti, quella gente uscir\u00e0 dal cinema convinta che Django sia un film sui neri. E invece te lo garantisco, alla base di quasi ogni scena c\u2019\u00e8 una bianchezza imbarazzante. \u00c8 quello il modello cui dovresti ispirarti\u00bb. Layton stenta a capire cosa gli viene richiesto, e finisce sballottato per anni in nuove versioni di un romanzo che lui non vorrebbe modificare, trascinato in fondo ai programmi, poi cambia editor, viene di nuovo illuso e deluso. Tutti sembrano sapere meglio di lui cosa significhi essere un \u201cvero scrittore nero\u201d. Per lui, significa semplicemente scrivere.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore fa fatica, insomma, a lavorare, a scrivere ed essere pubblicato, ad andare agli eventi mentre la gente muore e Trump dice che va tutto bene. Fa fatica ad essere un amico, a parlare con gli sconosciuti ma anche con i conoscenti, fa fatica ad avere una relazione perch\u00e9 \u00ableggo un sacco di teorie femministe ma mi rifiuto di metterle in pratica\u00bb. Fa fatica a vivere a New York, perch\u00e9 non \u00e8 il Mississippi, e fa fatica a vivere in Mississippi, perch\u00e9 lo \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha difficolt\u00e0 a fare qualsiasi cosa, e certo in parte sar\u00e0 anche una questione di attitudine, ma molto ha a che fare con l\u2019essere neri in America: cosa viene insegnato a un bambino nero dalla societ\u00e0 in cui vive? Che verr\u00e0 sempre punito con pi\u00f9 severit\u00e0 rispetto ai bambini bianchi. Ma a lui non interessa. Si fa cacciare da scuola e sospendere dall\u2019universit\u00e0. Si tiene a malapena a galla, camminando sulla linea tra bene e male, tra sopravvivenza e autosabotaggio. Quello che lo tiene in piedi \u00e8 il ricordo di suo zio Jimmy, morto troppo presto dopo una vita passata tra pipette di crack e arresti \u2013 un monito di cosa succede quando lasci che la rabbia ti consumi, quando smetti di camminare sulla linea, quando ti arrendi al disprezzo interiorizzato, e cadi. Non c\u2019\u00e8 rete di salvataggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abMi hai ispirato migliaia di paragrafi, centinaia di scene, ma non ti ho mai mostrato neanche una singola frase. Avevo paura di sentirti smascherare il mio lavoro come nient\u2019altro che una smagliante e viziosa perdita di tempo. Ma pi\u00f9 che altro cercavo di nasconderti che avrei voluto fossi pi\u00f9 bravo a essere umano. Non volevo capissi che nel vero te vedevo una persona che mai sarei voluto diventare, un \u201cnegro\u201d inetto in libert\u00e0 vigilata degno solo di vacua meraviglia o rabbioso disgusto, un \u201cnegro\u201d ghignante, capace di combattere giusto un paio di round decenti prima di farsi prendere ripetutamente a calci dal suprematismo bianco e da un vuoto multiculturalismo. Zio Jimmy, sapevo che ti stavi uccidendo lentamente. E prevedibilmente, sapevo che sarei diventato te. Per questo ti odiavo, e odiavo me stesso\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Che risposta si pu\u00f2 avere davanti a tutto questo? Come si affronta un trauma simile, passato di generazione in generazione, per secoli, di oppressione umiliazione, impotenza? Un trauma antico, radicato, confermato ogni giorno in cui Laymon non pu\u00f2 vivere a Oxford, Mississippi, senza possedere un\u2019arma. Quello che Laymon sembra cercare, e di cui talvolta coglie dei barlumi, \u00e8 il coraggio di amare s\u00e9 stesso, di lottare consapevolmente e&nbsp;quotidianamente contro quell\u2019annichilente senso di inadempienza al vivere, in fondo allo stomaco \u2013 l\u2019idea, in breve, di non valere nulla. Quell\u2019idea che sua nonna combatteva ogni mattina, con un atto radicale, rivoluzionario, di amore per s\u00e9 stessa. Perch\u00e9 un nero in America deve amarsi per sopravvivere, ma nessuno glielo insegna. Conviene non si sappia. E chi non si ama finisce per uccidere lentamente s\u00e9 stesso e gli altri, in America.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abQuesto non \u00e8 un saggio n\u00e9 un racconto pieno di autocommiserazione su quanto sia difficile essere neri in America. \u00c8 solo un maldestro tentativo di descrivere quel lento oscillare tra vita e morte di un adolescente nero nato sotto il cielo del Mississippi\u00bb. Per quale motivo leggiamo? 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