{"id":6433,"date":"2022-05-18T12:22:48","date_gmt":"2022-05-18T12:22:48","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=6433"},"modified":"2023-12-07T14:01:38","modified_gmt":"2023-12-07T14:01:38","slug":"ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/05\/18\/ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero\/","title":{"rendered":"Ricognizione antropocenica della scrittura collettiva italiana negli anni Zero"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019Antropocene si \u00e8 ormai imposto come questione inevitabile anche nella letteratura contemporanea. La sfida pi\u00f9 urgente posta a chi scrive \u00e8 la sua rappresentazione: la capacit\u00e0 della letteratura di immaginarlo e narrarlo. <br>Tuttavia, il fare-letteratura non si esaurisce in un contenitore di temi e ambientazioni; esso pretende che ci si interroghi sulla forma dei testi, nonch\u00e9 sul metodo di composizione degli stessi. Il ragionamento sulla forma richiede un atto situativo: la letteratura si colloca nell\u2019Antropocene, accetta questo posizionamento storico e ne fa derivare una poetica, che potremmo quindi definire <em>antropocenica<\/em>. Ma fare letteratura antropocenica non significa solo scrivere romanzi ambientati nell\u2019Antropocene: significa necessariamente criticarne le cause materiali e le condizioni culturali. Ne consegue che il concetto che pi\u00f9 di tutti debba essere messo in crisi \u00e8 l\u2019antropocentrismo. Sembrer\u00e0 paradossale proporre di rendere \u201cmeno antropocentrica\u201d una pratica prettamente umana: come pu\u00f2, quindi, la scrittura letteraria porsi di fronte a questa difficolt\u00e0?<br>Abbiamo voluto cogliere e approfondire lo spunto di Meschiari, per cercare il <em>come<\/em> la scrittura collettiva possa divenire antropocenica: se da un lato \u00e8 di certo urgente avanzare e tentare l\u2019invenzione di nuovi generi, di nuove combinazioni tematiche e di una nuove responsabilit\u00e0 che ogni autorialit\u00e0 dovrebbe addossarsi, dall\u2019altro si deve riflettere su come queste collettivit\u00e0 autoriali operino, dall\u2019ideazione alla scrittura concreta fino alla redazione. In altre parole, ci\u00f2 che vorremmo aggiungere alla proposta saggistica di Meschiari \u00e8 una riflessione sulle <em>pratiche collettive<\/em> letterarie, che avverr\u00e0 in forma di ricognizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe impossibile parlare di scritture collettive in Italia senza partire dal gruppo che pi\u00f9 di tutti ha influenzato questo discorso: i Wu Ming, gi\u00e0 Luther Blissett, nati a Bologna a fine millennio. Nel corso degli anni, il gruppo \u00abfirm\u00f2 pubblicazioni, opere d\u2019arte, performance, trasmissioni radiofoniche, beffe mediatiche, e rivendic\u00f2 azioni di guerriglia culturale. Ogni nuovo intervento accresceva la reputazione di questo eroe popolare, uno e multiplo\u00bb<a href=\"#_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>. Questo saltimbanco polifonico rimane a oggi la figura di punta e pi\u00f9 nota del panorama italiano di letteratura collettiva, grazie a romanzi come <em>Q<\/em> (1999), <em>54<\/em> (2002), <em>Altai<\/em> (2009) e altri. Vista la complessit\u00e0 e la longevit\u00e0 di questo fenomeno letterario, ci concentreremo sul periodo che va dal 1999 al 2009, anni in cui i Wu Ming affinano e definiscono il loro rapporto con la pratica collettiva.<br><em>Q<\/em> peccava infatti di un eccesso di improvvisazione, manifesto in un\u2019aperta riconoscibilit\u00e0 delle diverse mani al lavoro; d\u2019altronde, come ricordano ancora i Wu Ming, il metodo scelto per lavorare ai romanzi prediligeva una netta divisione dei compiti fra i componenti del gruppo: \u00abUn capitolo a testa. Quattro capitoli dunque sono costantemente sotto scrittura parallela, prima della rifusione. [&#8230;] Il problema, ovvio, \u00e8 la cucitura\u00bb<a href=\"#_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>. Proprio sulla cucitura \u2013 sul lavoro di revisione, di post-produzione \u2013 i Wu Ming si concentreranno nelle opere successive, fino ad affinare il metodo in <em>Altai<\/em>, seguito spirituale di <em>Q<\/em>.<br>Si raggiunge cos\u00ec un paradosso autoriale. Se, da un lato, i Wu Ming ricordano che, di romanzo in romanzo, \u00abgli interventi di gruppo sono stati effettuati in modo molto pi\u00f9 invasivo, in modo da generare quanto pi\u00f9 possibile uno stile unico\u00bb<a href=\"#_ftn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>; dall\u2019altro, questo <em>stile unico<\/em> riporta alla costituzione di un super-individuo autoriale che si \u00e8 sostituito, prima, agli autori in carne e ossa e, poi, alla collettivit\u00e0 stessa. A distanza di vent\u2019anni dagli esordi, i Wu Ming insistono sul raggiungimento di \u00abuna voce unica\u00bb, creata \u00aba partire da persone diverse\u00bb<a href=\"#_ftn8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>, come insegnano nel \u201cLaboratorio di scrittura interculturale e meticcia\u201d che Wu Ming 2 tiene annualmente all\u2019Universit\u00e0 di Bologna.<br>Se la questione \u00e8 trovare nuove risposte collettive all\u2019Antropocene, sorge spontaneo domandarsi: che senso ha la scrittura collettiva se viene ricondotta all\u2019individuale? Ovvero, perch\u00e9 operare collettivamente, se l\u2019obiettivo \u00e8 ricostituire una voce unica?<\/p>\n\n\n\n<p>Dai genitori passiamo ai figlioli: i Kai Zen nascono da un laboratorio di scrittura collettiva dei Wu Ming all\u2019inizio degli anni 2000. L\u2019esperienza laboratoriale \u00e8 poi sfociata, nel 2002, nella pubblicazione di <em>Ti chiamer\u00f2 Russell<\/em>, il cui metodo di composizione \u00e8 stato definito \u00abromanzo totale\u00bb<a href=\"#_ftn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>. Questa etichetta indica un romanzo che si compone di diversi capitoli, ciascuno scritto da un\u0259 singol\u0259 autor\u0259. Nel caso di <em>Ti chiamer\u00f2 Russell<\/em> il primo capitolo \u00e8 stato scritto dai Wu Ming e lanciato in rete, come input narrativo estendibile da chiunque volesse partecipare. L\u0259 scrittor\u0259 hanno inviato di volta in volta le loro proposte, la cui selezione era sottoposta al vaglio critico dei Wu Ming stessi. <br><em>La potenza di Eymerich<\/em> (2005) \u00e8 la prima effettiva prova collettiva dei Kai Zen fuori dall\u2019egida wuminghiana, riprendendo il personaggio di Valerio Evangelisti (che, pur non avendo collaborato alla narrazione, ha firmato la postfazione al romanzo).&nbsp; Da un lato, si tratta di un passo indietro, specie nella rinuncia all\u2019idea delle finestre narrative potenziali, i capitoli sopravvissuti alla selezione critica; dall\u2019altro, viene superata l\u2019esplicitazione delle individualit\u00e0 scriventi: in <em>Ti chiamer\u00f2 Russell<\/em> di ogni capitolo era nota la penna, mentre in <em>La potenza di Eymerich<\/em> questa \u00e8 celata e persa nell\u2019anonimato collettivo. Il metodo resta quello del romanzo totale, ma stavolta sono i Kai Zen a operare la funzione curatoriale dell\u2019opera, alla quale infatti partecipano altre autorialit\u00e0, collettive e non (Emerson Krott, il laboratorio Scripta Volant e Wu Ming 5).<br>Il metodo del romanzo totale sembra dunque non adattarsi alla scrittura collettiva antropocenica che stiamo cercando. La forma di collettivit\u00e0 che si viene a costituire attorno all\u2019opera \u00e8 ancora un\u2019unione di individui ben definiti: i partecipanti sono \u2018collettivi\u2019 solo nella fase di revisione e assemblaggio dei testi, ma non nella pratica scrittoria, che rimane affidata ai singoli membri. Una nota interessante pu\u00f2 essere ricercata, semmai, in una proposta avanzata in questi ultimi anni dai Kai Zen sul loro blog. Dal romanzo totale si passa al \u00abromanzo psichico\u00bb: \u00abLo potremmo definire un iperromanzo, ma ci piace pensare che si tratti di un romanzo psichico, di una meditazione narrativa, una pratica (kai) zen per esercitare il <em>decontrollo<\/em>\u00bb<a href=\"#_ftn10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>. <br>Il romanzo totale viene a frammentarsi, con la proposta di una serie di spunti teorici e narrativi che i Kai Zen mettono a disposizione dell\u0259 lettor\u0259 del blog. Quest\u0259 ultim\u0259 avranno la libert\u00e0 di immaginare i propri personali \u2018romanzi\u2019 psichici, che prenderanno la forma di riflessioni e meditazioni autonome, afferenti a una collettivit\u00e0 aperta e quasi inconscia, non necessariamente rifluenti in una forma scritta univoca. Il principio cardine, per la prima volta, diventa la cessione del controllo autoriale all\u0259 singol\u0259 lettor\u0259. Nonostante il romanzo psichico non ottenga mai una realizzazione fisica collettiva \u2013 ossia, non viene \u2018stampato\u2019 un romanzo psichico \u2013, qui \u00e8 dove i Kai Zen si avvicinano di pi\u00f9 a un\u2019idea di scrittura collettiva antropocenica, edificata anzitutto sulla rinuncia al controllo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il successivo esempio di cui tratteremo \u00e8 la sic (Scrittura Industriale Collettiva), fondata da Vanni Santoni e Gregorio Magini nel 2006. L\u2019obiettivo primario prefissato dai due era quello di stabilire un metodo di scrittura collettiva ben definito e replicabile, esplicitamente ispirato ai modelli capitalistici di produzione industriale. La matrice \u00e8 fordista: \u00abC\u2019\u00e8 del fordismo in questo sistema: la contingentazione del lavoro, una specie di catena di montaggio creativa\u00bb<a href=\"#_ftn11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>. Per \u2018contingentazione\u2019 s\u2019intende la quasi totalit\u00e0 della composizione dei testi, mentre per \u2018montaggio\u2019 il lavoro di cucitura affidato al Direttore Artistico. Il Direttore \u00e8 la figura centrale del metodo sic: costui \u2013 sovente nelle persone di Santoni e Magini \u2013 \u00e8 incaricato di scegliere il soggetto della narrazione; elaborare le schede da affidare all\u0259 scrittor\u0259, selezionat\u0259 tramite bandi lanciati sul blog; e infine montare le schede, una volta completate. Per \u2018scheda\u2019 s\u2019intende un foglio di scrittura che pu\u00f2 riguardare uno degli elementi del testo, dai personaggi alle scene specifiche. La stesura di questi elementi sar\u00e0 quindi delegata all\u0259 scrittor\u0259 \u2013 definit\u0259 come schiere operaie, vera e propria manodopera letteraria<a href=\"#_ftn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a> \u2013 e successivamente raccolti dal Direttore Artistico per la composizione finale. L\u0259 scrittor\u0259 lavorano autonomamente alle schede loro affidate, anzi, sono invitat\u0259 a non confrontarsi con l\u0259 collegh\u0259 distant\u0259, per evitare eventuali contaminazioni e, si presume, la creazione di sindacati.<br>Nella prospettiva critica fin qui delineata, la prima obiezione possibile sta nel fatto che il metodo sic non approda mai a una forma collettiva. Pur ponendosi nei loro scritti in antitesi a una non troppo definita \u00abscrittura collettiva \u201cclassica\u201d\u00bb<a href=\"#_ftn13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>, l\u2019alternativa asserve una possibile espressione collettiva, partecipata e ibrida, alla giurisdizione incontestata della direzione artistica. Alcuni dei paragoni addotti dai fondatori rivelano la paradossalit\u00e0 di fondo del metodo: la bottega rinascimentale<a href=\"#_ftn14\"><sup>[14]<\/sup><\/a>, dove veniva a crearsi un clima d\u2019officina e collaborazione, ma dove altres\u00ec le opere portate a compimento recavano un\u2019unica firma, quella del capo bottega; oppure la produzione di un film, in cui il regista assembla secondo la sua visione artistica il lavoro della troupe, riconducendolo alla propria autorialit\u00e0, e relegando i nomi dei collaboratori ai titoli di coda<a href=\"#_ftn15\"><sup>[15]<\/sup><\/a>. Sembra dunque contraddittorio che si definisca \u2018collettivo\u2019 un lavoro che nel suo farsi non lo \u00e8 mai, come essi stessi riconoscono: \u00abIn realt\u00e0 quando si scrive un racconto o un romanzo sic, solo il risultato finale (sia in termini di singola scheda definitiva che di opera finita) trascende l\u2019individualit\u00e0\u00bb<a href=\"#_ftn16\"><sup>[16]<\/sup><\/a>. Ma va contestata la coerenza anche di quest\u2019ultima affermazione, poich\u00e9 nemmeno il risultato \u00e8 frutto di un lavoro realmente collaborativo, bens\u00ec dell\u2019assemblaggio finale compiuto dal Direttore Artistico; il quale, ne consegue, dovrebbe essere infallibile alla maniera del Papa, affinch\u00e9 il metodo possa ritenersi, come auspicano i fondatori, efficiente. <\/p>\n\n\n\n<p>Dalla collettivit\u00e0 industriale giungiamo alla collettivit\u00e0 antropocenica: partiti da Meschiari ritorniamo a lui, il quale, insieme ad Antonio Vena, ha curato il recente volume <em>Storie della grande estinzione <\/em>(2020), pubblicato sotto lo pseudonimo \u201cTINA\u201d<a href=\"#_ftn18\"><sup>[18]<\/sup><\/a>: nome collettivo che, da un lato, omaggia Tina Michelle Fontaine, \u00abuna ragazza nativa del Canada uccisa a 15 anni\u00bb e, dall\u2019altro, \u00e8 un acronimo per la massima thatcheriana \u201cThere Is No Alternative\u201d. Il libro \u00e8 il risultato della call lanciata sul blog \u00ablge &#8211; La grande estinzione\u00bb, che ha portato alla raccolta di un centinaio di \u2018micro-romanzi\u2019 sul rapporto fra Antropocene e collasso. Il palinsesto narrativo \u00e8 quello del <em>Decameron<\/em> boccacciano, ottimale per ospitare, da un lato, il tema scelto dai due curatori e, dall\u2019altro, una proliferazione di autor\u0259 e ambientazioni.<br>Sebbene, nuovamente, TINA sia il risultato di una somma d\u2019individualit\u00e0 espressive, le cui scritture sono poi sottoposte al vaglio e alla ricombinazione arbitraria delle singolarit\u00e0 curatoriali di Meschiari e Vena, che si pongono, strutturalmente, al di sopra di ogni autor\u0259 coinvolt\u0259, vi sono vari aspetti del libro che istituiscono una radicale critica della scrittura individuale borghese<a href=\"#_ftn19\"><sup>[19]<\/sup><\/a>. I curatori stabiliscono fin da subito un nesso inscindibile fra narrazione antropocenica e scrittura collettiva: \u00abQueste formulazioni abbiamo voluto incarnarle in qualcosa di pi\u00f9 dei romanzi che alcuni di noi scrivono come individui. Volevamo provarle nell\u2019unica dimensione che davvero conta nell\u2019Antropocene: quella collettiva, diffusa come un iperoggetto\u00bb<a href=\"#_ftn20\"><sup>[20]<\/sup><\/a>. L\u2019individualit\u00e0 viene quindi bollata come limite speculativo, una tendenza retriva che non pu\u00f2 comprendere le urgenze della contemporaneit\u00e0. Questo poich\u00e9, \u00abIl romanzo dell\u2019Antropocene \u00e8 anzitutto un problema di cosmografia (tempo, spazio, ambiente, societ\u00e0, cultura), non di plot, setting o opportunit\u00e0 tematica\u00bb<a href=\"#_ftn21\"><sup>[21]<\/sup><\/a>.<br>Ragionare di cosmografie richiede uno sforzo collettivo il pi\u00f9 ampio possibile: ergo, risulta efficace la decisione d\u2019innestare una strategia di <em>crowdsourcing <\/em>nella composizione del romanzo. Ci\u00f2 porta a una forma ibrida e aperta dell\u2019opera, dove le produzioni individuali si affastellano e concatenano in una narrazione spiralica, dove i nessi teorici dei curatori fungono da innesco fra un racconto e l\u2019altro. L\u2019aspetto positivo di questa prossimit\u00e0 e relazionalit\u00e0 dei frammenti \u2013 e, di conseguenza, delle individualit\u00e0 coinvolte \u2013, tuttavia, non pu\u00f2 non accompagnarsi a uno pi\u00f9 critico: ossia, la pi\u00f9 volte ribadita centralit\u00e0 funzionale delle figure curatoriali, che marginalizzano in parte il ruolo dei partecipanti.<br>Ciononostante, il seguito del progetto si \u00e8 gi\u00e0 mosso verso una maggiore ibridazione dei testi e, quindi, delle individualit\u00e0, come testimonia un recente post sul blog riguardo gli intenti all\u2019origine di TINA 2:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abIl futuro \u00e8 nelle relazioni. Alcun* hanno proposto di condividere le idee, di scrivere insieme, di trasmutare i testi degli altri. \u00c8 il momento di farlo. Chi vuole ha la possibilit\u00e0 di entrare nei testi degli altri, affondarci le mani, esplorarne le regioni incognite, approfondirne gli scorci, espanderne le soglie, ibridarne i materiali, glossarne le ambiguit\u00e0, redigerne lore e manuali, portarne a massa critica gli elementi di base\u00bb.<a href=\"#_ftn22\"><sup>[22]<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Ma l\u2019importanza delle relazioni, e di portare la collaborazione a un livello pi\u00f9 profondo e pervasivo, non riguarda ormai soltanto TINA. Infatti, \u00e8 ci\u00f2 che tentano di fare anche i Wu Ming in alcuni progetti pi\u00f9 recenti, ad esempio quelli&nbsp;multimediali condotti da Wu Ming 1 e 2 sull\u2019impatto locale del cambiamento climatico<a href=\"#_ftn23\"><sup>[23]<\/sup><\/a>. Sia queste iniziative dal basso, sia gli intenti futuri promossi con TINA 2, testimoniano un incontro fruttuoso fra temi e metodi, fra teorie e pratiche, della scrittura che si vuole coinvolta e partecipe, in forme collettive, dell\u2019Antropocene.<\/p>\n\n\n\n<p>Giungendo alla chiusura di questa ricognizione, emerge che la risposta all\u2019Antropocene non si risolve in qualsiasi forma di scrittura collettiva, bens\u00ec solo in quelle pratiche che la utilizzino come strumento per scardinare il paradigma antropocentrico. Gli esempi pi\u00f9 recenti tra quelli indagati sembrano tracciare una direzione fertile, connotata da un afflato transmediale, da un continuo tentativo di contaminare generi e stili tradizionali, ma soprattutto dall\u2019accettazione che \u00e8 pi\u00f9 che mai necessario rinunciare al controllo dell\u2019individualit\u00e0 autoriale. Non pretendiamo di essere stati esaustivi: speriamo invece di poter stimolare la nascita di nuove ricognizioni, che completino il quadro che abbiamo tracciato e arricchiscano il dibattito sulle collettivit\u00e0 letterarie.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Illustrazione di <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/for.mi.ne\/\">Elisa Francioli<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> M. Meschiari, <em>Antropocene fantastico. Scrivere un altro mondo<\/em>, Armillaria, Roma 2020.<br><a href=\"#_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> Ivi, p. 26. <br><a href=\"#_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a> <em>Ibid<\/em>.<br><a href=\"#_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> Wu Ming, \u201cVent\u2019anni dopo\u201d, in Luther Blissett, <em>Q<\/em>, Einaudi, Torino 2019 (2a ed.), p. V.<br><a href=\"#_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a> G. Casagrande, G. Mozzato, \u201cIntervista a Luther Blisset. Con <em>Q<\/em> Luther Blisset approda al romanzo\u201d, in <em>Caf\u00e8 letterario<\/em>, 6 agosto 1999. [<a href=\"https:\/\/www.wuz.it\/archivio\/cafeletterario.it\/interviste\/blissett.html\">https:\/\/www.wuz.it\/archivio\/cafeletterario.it\/interviste\/blissett.html<\/a>]<br><a href=\"#_ftnref6\"><sup>[6]<\/sup><\/a> M. Smargiassi, \u201cMetodo Wu Ming. Scriviamo in quattro come una band\u201d, in <em>La Repubblica,<\/em> 16 dicembre 2009. [<a href=\"https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2009\/12\/16\/metodo-wuming-scriviamo-in-quattro-come-una.html\">https:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2009\/12\/16\/metodo-wuming-scriviamo-in-quattro-come-una.html<\/a>]<br><a href=\"#_ftnref7\"><sup>[7]<\/sup><\/a> SIC, \u201cSIC intervista Wu Ming\u201d, in <em>SIC Blog<\/em>, 21 novembre 2009. [<a href=\"https:\/\/www.scritturacollettiva.org\/blog\/sic-intervista-wu-ming\">https:\/\/www.scritturacollettiva.org\/blog\/sic-intervista-wu-ming<\/a>]<br><a href=\"#_ftnref8\"><sup>[8]<\/sup><\/a> C. Babini, \u201cWu Ming 2 e il laboratorio di scrittura interculturale-collettiva meticcia\u201d, in <em>Tracce migranti<\/em>, 2020. [<a href=\"https:\/\/www.nuovetracce.org\/scritture-1\/wu-ming-2-e-il-laboratorio-di-scrittura-interculturale-collettiva-meticcia\">https:\/\/www.nuovetracce.org\/scritture-1\/wu-ming-2-e-il-laboratorio-di-scrittura-interculturale-collettiva-meticcia<\/a>]<br><a href=\"#_ftnref9\"><sup>[9]<\/sup><\/a> Wu Ming n+1, <em>Ti chiamer\u00f2 Russell. Romanzo totale 2002<\/em>, Bacchilega editore, Imola 2002.<br><a href=\"#_ftnref10\"><sup>[10]<\/sup><\/a> Kai Zen, \u201cLe quindici pietre del giardino zen: un esperimento di romanzo psichico collettivo\u201d, in <em>Kaizenology<\/em>, aprile 2020.[<a href=\"https:\/\/kaizenology.wordpress.com\/2020\/04\/20\/le-quindici-pietre-del-giardino-zen-un-esperimento-di-romanzo-psichico-collettivo\/\">https:\/\/kaizenology.wordpress.com\/2020\/04\/20\/le-quindici-pietre-del-giardino-zen-un-esperimento-di-romanzo-psichico-collettivo\/<\/a>]<br><a href=\"#_ftnref11\"><sup>[11]<\/sup><\/a> F. Paloscia, \u201cUn romanzo, 115 autori. \u00abCos\u00ec raccontiamo la resistenza\u00bb\u201d, in <em>La Repubblica<\/em>, 10 aprile 2013. [<a href=\"https:\/\/firenze.repubblica.it\/cronaca\/2013\/04\/10\/news\/un_romanzo_115_autori_cos_raccontiamo_la_resistenza-56346907\/\">https:\/\/firenze.repubblica.it\/cronaca\/2013\/04\/10\/news\/un_romanzo_115_autori_cos_raccontiamo_la_resistenza-56346907\/<\/a>]<br><a href=\"#_ftnref12\"><sup>[12]<\/sup><\/a> G. Magini, <em>La Scrittura Industriale Collettiva<\/em>, p. 55 (Tesi di laurea, Universit\u00e0 degli Studi di Firenze). [<a href=\"http:\/\/www.scritturacollettiva.org\/files\/tesi_sic_magini.pdf\">http:\/\/www.scritturacollettiva.org\/files\/tesi_sic_magini.pdf<\/a>]<br><a href=\"#_ftnref13\"><sup>[13]<\/sup><\/a> G. Magini, V. Santoni, \u201cSolve et coagula. La funzione autoriale nell\u2019epoca della sua riproducibilit\u00e0 telematica\u201d, in <em>SIC Blog<\/em>, 23 ottobre 2009. [<a href=\"http:\/\/www.scritturacollettiva.org\/blog\/files\/Solve%20et%20coagula.pdf\">http:\/\/www.scritturacollettiva.org\/blog\/files\/Solve%20et%20coagula.pdf<\/a>]<br><a href=\"#_ftnref14\"><sup>[14]<\/sup><\/a> D. De Marco, \u201cSIC, l\u2019unione fa l\u2019autore\u201d, in <em>Giudizio Universale<\/em>, 16 aprile 2013. [<a href=\"http:\/\/www.giudiziouniversale.it\/articolo\/libri\/sic-lunione-fa-lautore\">http:\/\/www.giudiziouniversale.it\/articolo\/libri\/sic-lunione-fa-lautore<\/a>]<br><a href=\"#_ftnref15\"><sup>[15]<\/sup><\/a> <em>Ibid.<\/em>: \u00abGrande rilievo quindi ha il compositore: proprio come gli attori che recitano nelle varie scene di un film possono non avere idea del risultato finale, cos\u00ec qui molto dipende da come il materiale grezzo viene non solo selezionato, ma anche costruito, montato, spostato\u2026 S\u00ec, la funzione del compositore \u00e8 simile alla combinazione di regista e montatore nel cinema\u00bb.<br><a href=\"#_ftnref16\"><sup>[16]<\/sup><\/a> S. D\u2019agostino, \u201cSIC e<em> In Territorio Nemico<\/em>\u201d, in <em>Finzioni<\/em>, 16 aprile 2013. [<a href=\"https:\/\/www.finzionimagazine.it\/news\/approfondimento-news\/sic-e-in-territorio-nemico\/\">https:\/\/www.finzionimagazine.it\/news\/approfondimento-news\/sic-e-in-territorio-<\/a>] <br><a href=\"#_ftnref17\"><sup>[17]<\/sup><\/a> <em>sarmigezetusa <\/em>(V. Santoni), \u201cSIE (Sic Italian Epic?)\u201d, in <em>SIC Blog<\/em>, 1 maggio 2008. [<a href=\"https:\/\/www.scritturacollettiva.org\/blog\/sie-sic-italian-epic\">https:\/\/www.scritturacollettiva.org\/blog\/sie-sic-italian-epic<\/a>]<br><a href=\"#_ftnref18\"><sup>[18]<\/sup><\/a> Tina, <em>Storie della grande estinzione<\/em>, Aguaplano, Perugia 2020.<br><a href=\"#_ftnref19\"><sup>[19]<\/sup><\/a> A. Ghosh, <em>La grande cecit\u00e0. Il cambiamento climatico e l\u2019impensabile<\/em>, Neri Pozza, Vicenza 2017.<br><a href=\"#_ftnref20\"><sup>[20]<\/sup><\/a> Qui, gli autori si riferiscono alla nozione di <em>iperoggetto<\/em> coniata dal filosofo ingleseTimothy Morton (cfr. T. Morton, <em>Iperoggetti<\/em>, Nero, Roma 2018.). M. Meschiari, A. Vena, \u201cUna fine e un inizio &#8211; TINA AD x Aguaplano\u201d, in <em>La Grande Estinzione<\/em>, 24 febbraio 2020. [<a href=\"https:\/\/lagrandestinzione.com\/2020\/02\/24\/una-fine-e-un-inizio-tina-ad-x-aguaplano\/\">https:\/\/lagrandestinzione.com\/2020\/02\/24\/una-fine-e-un-inizio-tina-ad-x-aguaplano\/<\/a>]<br><a href=\"#_ftnref21\"><sup>[21]<\/sup><\/a> Tina, <em>Storie della grande estinzione<\/em>, Aguaplano, Perugia 2020, p. 407.<br><a href=\"#_ftnref22\"><sup>[22]<\/sup><\/a> Kyron, \u201cTINA 2 &#8211; Call mash up\u201d, in <em>La Grande Estinzione<\/em>, 8 settembre 2021. [<a href=\"https:\/\/lagrandestinzione.com\/2021\/09\/08\/tina2-call-mash-up\/\">https:\/\/lagrandestinzione.com\/2021\/09\/08\/tina2-call-mash-up\/<\/a>]<br><a href=\"#_ftnref23\"><sup>[23]<\/sup><\/a> Wu Ming, \u201cRaccontare il cambiamento climatico: <em>Blues per le terre nuove<\/em>, un progetto narrativo-geografico di Wu Ming 1\u201d, in <em>GIAP<\/em>, 5 marzo 2018. [<a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/03\/blues-per-le-terre-nuove\/\">https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2018\/03\/blues-per-le-terre-nuove\/<\/a>]<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa risposta all\u2019Antropocene non si risolve in qualsiasi forma di scrittura collettiva, bens\u00ec solo in quelle pratiche che la utilizzino come strumento per scardinare il paradigma antropocentrico. Sembra essere tracciata una direzione fertile, connotata da un afflato transmediale, da un continuo tentativo di contaminare generi e stili tradizionali, ma soprattutto dall\u2019accettazione che \u00e8 pi\u00f9 che mai necessario rinunciare al controllo dell\u2019individualit\u00e0 autoriale\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":46,"featured_media":6451,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,35],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/05\/18\/ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Ricognizione antropocenica della scrittura collettiva italiana negli anni Zero - MARVIN\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u00abLa risposta all\u2019Antropocene non si risolve in qualsiasi forma di scrittura collettiva, bens\u00ec solo in quelle pratiche che la utilizzino come strumento per scardinare il paradigma antropocentrico. Sembra essere tracciata una direzione fertile, connotata da un afflato transmediale, da un continuo tentativo di contaminare generi e stili tradizionali, ma soprattutto dall\u2019accettazione che \u00e8 pi\u00f9 che mai necessario rinunciare al controllo dell\u2019individualit\u00e0 autoriale\u00bb.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/05\/18\/ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"MARVIN\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2022-05-18T12:22:48+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2023-12-07T14:01:38+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/photo_2022-05-18_14-20-15.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1280\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"727\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Montag\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"12 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#website\",\"url\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/\",\"name\":\"MARVIN\",\"description\":\"\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/05\/18\/ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero\/#primaryimage\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"url\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/photo_2022-05-18_14-20-15.jpg\",\"contentUrl\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/photo_2022-05-18_14-20-15.jpg\",\"width\":1280,\"height\":727},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/05\/18\/ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero\/#webpage\",\"url\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/05\/18\/ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero\/\",\"name\":\"Ricognizione antropocenica della scrittura collettiva italiana negli anni Zero - MARVIN\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/05\/18\/ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero\/#primaryimage\"},\"datePublished\":\"2022-05-18T12:22:48+00:00\",\"dateModified\":\"2023-12-07T14:01:38+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#\/schema\/person\/f22bcd0202bee1a0bbf6c54739758dda\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/05\/18\/ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/05\/18\/ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/05\/18\/ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Ricognizione antropocenica della scrittura collettiva italiana negli anni Zero\"}]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#\/schema\/person\/f22bcd0202bee1a0bbf6c54739758dda\",\"name\":\"Montag\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#personlogo\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"url\":\"http:\/\/0.gravatar.com\/avatar\/9534aef376f0a01f7c94cf31d983a6c8?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"http:\/\/0.gravatar.com\/avatar\/9534aef376f0a01f7c94cf31d983a6c8?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Montag\"},\"description\":\"Montag \\u00e8 un collettivo composto da Niccol\\u00f2, Lorenzo e Luca, attivo tra Roma e Torino. Montag nasce in pandemia con l'idea di scrivere un romanzo a sei mani, tramite una tecnica di composizione simultanea a distanza, che sfrutta la disseminazione concessa dalle piattaforme online ed \\u00e8 ispirata all'improvvisazione jazz. Suoi racconti sono comparsi su \\u00abMarvin\\u00bb, \\u00abRetabloid\\u00bb, \\u00abNeutopia\\u00bb e \\u00abQuaerere\\u00bb.\",\"url\":\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/author\/montag\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/05\/18\/ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Ricognizione antropocenica della scrittura collettiva italiana negli anni Zero - MARVIN","og_description":"\u00abLa risposta all\u2019Antropocene non si risolve in qualsiasi forma di scrittura collettiva, bens\u00ec solo in quelle pratiche che la utilizzino come strumento per scardinare il paradigma antropocentrico. Sembra essere tracciata una direzione fertile, connotata da un afflato transmediale, da un continuo tentativo di contaminare generi e stili tradizionali, ma soprattutto dall\u2019accettazione che \u00e8 pi\u00f9 che mai necessario rinunciare al controllo dell\u2019individualit\u00e0 autoriale\u00bb.","og_url":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/05\/18\/ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero\/","og_site_name":"MARVIN","article_published_time":"2022-05-18T12:22:48+00:00","article_modified_time":"2023-12-07T14:01:38+00:00","og_image":[{"width":1280,"height":727,"url":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/photo_2022-05-18_14-20-15.jpg","path":"\/home\/umuyyso2\/domains\/backup.marvinrivista.it\/public_html\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/photo_2022-05-18_14-20-15.jpg","size":"full","id":6451,"alt":"","pixels":930560,"type":"image\/jpeg"}],"twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Montag","Tempo di lettura stimato":"12 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebSite","@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#website","url":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/","name":"MARVIN","description":"","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"ImageObject","@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/05\/18\/ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero\/#primaryimage","inLanguage":"it-IT","url":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/photo_2022-05-18_14-20-15.jpg","contentUrl":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/photo_2022-05-18_14-20-15.jpg","width":1280,"height":727},{"@type":"WebPage","@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/05\/18\/ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero\/#webpage","url":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/05\/18\/ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero\/","name":"Ricognizione antropocenica della scrittura collettiva italiana negli anni Zero - MARVIN","isPartOf":{"@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/05\/18\/ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero\/#primaryimage"},"datePublished":"2022-05-18T12:22:48+00:00","dateModified":"2023-12-07T14:01:38+00:00","author":{"@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#\/schema\/person\/f22bcd0202bee1a0bbf6c54739758dda"},"breadcrumb":{"@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/05\/18\/ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/05\/18\/ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/05\/18\/ricognizione-antropocenica-della-scrittura-collettiva-italiana-negli-anni-zero\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Ricognizione antropocenica della scrittura collettiva italiana negli anni Zero"}]},{"@type":"Person","@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#\/schema\/person\/f22bcd0202bee1a0bbf6c54739758dda","name":"Montag","image":{"@type":"ImageObject","@id":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/#personlogo","inLanguage":"it-IT","url":"http:\/\/0.gravatar.com\/avatar\/9534aef376f0a01f7c94cf31d983a6c8?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"http:\/\/0.gravatar.com\/avatar\/9534aef376f0a01f7c94cf31d983a6c8?s=96&d=mm&r=g","caption":"Montag"},"description":"Montag \u00e8 un collettivo composto da Niccol\u00f2, Lorenzo e Luca, attivo tra Roma e Torino. Montag nasce in pandemia con l'idea di scrivere un romanzo a sei mani, tramite una tecnica di composizione simultanea a distanza, che sfrutta la disseminazione concessa dalle piattaforme online ed \u00e8 ispirata all'improvvisazione jazz. Suoi racconti sono comparsi su \u00abMarvin\u00bb, \u00abRetabloid\u00bb, \u00abNeutopia\u00bb e \u00abQuaerere\u00bb.","url":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/author\/montag\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6433"}],"collection":[{"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/46"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6433"}],"version-history":[{"count":14,"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6433\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7049,"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6433\/revisions\/7049"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6451"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6433"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6433"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6433"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}