{"id":6218,"date":"2022-03-29T16:31:48","date_gmt":"2022-03-29T16:31:48","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=6218"},"modified":"2023-12-07T14:01:39","modified_gmt":"2023-12-07T14:01:39","slug":"viatico-per-la-zona-grigia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/03\/29\/viatico-per-la-zona-grigia\/","title":{"rendered":"Viatico per la Zona Grigia"},"content":{"rendered":"\n<p>Il concetto di vecchiaia \u00e8 quantomeno aleatorio \u2013 se le donne sono considerate ufficialmente anziane quando arriva la menopausa, quando lo sono gli uomini? \u2013 e la sua narrazione \u00e8 spesso complessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo saggio <em>De Senectute,<\/em> Francesca Rigotti scrive: \u00abIl fatto \u00e8 che i grandi ragionamenti sulla vecchiaia oscillano tra il parlarne esclusivamente al maschile e il parlarne in una forma universale e impersonale\u00bb. Come possiamo raccontare le vecchiaie, al plurale, senza ricadere nei clich\u00e9 del conflitto generazionale, dell&#8217;anticamera della morte, della dipendenza e della solitudine? Come si ribalta l&#8217;assunto di base che la solidariet\u00e0 intergenerazionale \u00e8 un&#8217;utopia? \u00c8 sufficiente una narrazione positiva dell&#8217;et\u00e0 avanzata?<\/p>\n\n\n\n<p>Quando il Capitano Tom Moore, il 6 aprile del 2020, ha cominciato a percorrere le lunghezze che lo separavano dal suo centesimo compleanno per raccogliere fondi a favore del sistema sanitario nazionale britannico nel tunnel profondissimo della pandemia, noi infornavamo pizze. Moore, un novantanovenne veterano della Seconda guerra mondiale voleva racimolare mille sterline da devolvere al fondo <em>NHS Charities Together <\/em>entro il 30 aprile, giorno in cui avrebbe compiuto un secolo; ha raccolto quasi 30 milioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La storica passeggiata di Moore \u00e8 stata salutata con entusiasmo e partecipazione da una nazione che vedeva in lui l&#8217;epitome della resilienza, della determinazione di chi ha liberato l&#8217;Europa dal Nazifascismo, e l&#8217;affetto giocoso di un nonno. Nei mesi che hanno scandito il primo lockdown, con una narrazione della vecchiaia che si polarizzava fra la riduzione degli anziani a orpelli di una societ\u00e0 che non poteva pagare lo scotto di proteggerli, e l&#8217;idea del vetusto vulnerabile, spauracchio da sbattere in faccia agli scettici delle mascherine e del distanziamento fisico, il pi\u00f9 utile contributo alla sanit\u00e0 pubblica \u00e8 venuto proprio da un nonagenario. Al sollievo si \u00e8 immediatamente affiancata la retorica.<\/p>\n\n\n\n<p>Se da un lato \u00e8 impossibile negare che l&#8217;impresa di Moore abbia dato un volto a persone che una nazione divisa stava ponderando se proteggere o abbandonare, la retorica del Capitano esponente di un tempo di sani valori e solidariet\u00e0, contrapposta all&#8217;individualismo calcolatore dei giovani vacui, \u00e8 una narrazione tossica che dipinge giovani e vecchi come opposti inconciliabili definiti solo dall&#8217;et\u00e0 anagrafica. Quando da essa si fanno discendere comportamenti, valori, desideri e peculiarit\u00e0 di un&#8217;intera generazione, si crea una fallace contrapposizione fra giovinezza e vecchiaia in cui l&#8217;appartenenza generazionale diviene l\u2019unica chiave di lettura possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec la vecchiaia, termine demonizzato in favore di eufemismi non necessariamente rivelatori (terza et\u00e0, maturit\u00e0, et\u00e0 avanzata, il viale del tramonto, i \u201cpensionati\u201d, i nonni), diventa l&#8217;unico fattore che accomuna milioni di persone, gli <em>over<\/em> 65, e l&#8217;unica prospettiva possibile per narrare le loro esperienze, il \u00abprisma dell&#8217;et\u00e0\u00bb di cui parla la psicologa statunitense Elissa Melamed.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Age e Age Studies,<\/em> uno studio interdisciplinare<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>L&#8217;ageismo, o <em>ageism<\/em>, termine coniato da Robert Butler nel 1963, designa la discriminazione o stereotipizzazione in base all\u2019et\u00e0: elemento caratterizzante di ogni societ\u00e0, anche di quelle premoderne, \u00e8 presente in modalit\u00e0 diverse in tutto il pianeta, ma non colpisce tutte e tutti allo stesso modo.<\/p>\n\n\n\n<p>Come sostiene Anne Karpf nel suo<em> How to Age<\/em> \u00abnelle societ\u00e0 occidentali pensiamo all&#8217;invecchiamento in termini biomedici, come una condizione fisiologica\u00bb (traduzione mia), e non possiamo separare l&#8217;et\u00e0 dall&#8217;idea del corpo e dell&#8217;apparenza. Il corpo delle donne, che dalla nascita diventa prodotto e oggetto, passato al setaccio e scrutinato dalla societ\u00e0 in ogni fase della vita, diventa significante nell&#8217;et\u00e0 avanzata, come sirena rivelatrice del turpe segreto dell&#8217;invecchiamento: sono vittime di quello che nel suo articolo del 1972 Susan Sontag ha definito \u00abil doppio standard dell&#8217;invecchiamento\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, come ci ricorda Maragert Gullette, nel saggio <em>Aged by Culture,<\/em> l&#8217;ageismo \u00e8 un fenomeno culturale e sociale, introiettato dalle stesse persone che lo subiscono, ma non \u00e8 inscalfibile. La stessa Gullette suggerisce strategie quali l&#8217;<em>age-consciousness raising \u2013<\/em>l&#8217;acquisizione di consapevolezzarispetto all&#8217;invecchiamento e alla morte \u2013 e la <em>pedagogy of ageing<\/em> \u2013 l&#8217;educazione all&#8217;invecchiamento che dovrebbe partire dalla giovane et\u00e0. In entrambi i casi l\u2019idea di fondo \u00e8: complichiamo, arricchiamo, mettiamo in discussione il concetto di et\u00e0 cos\u00ec che il corso della vita non venga \u00abpi\u00f9 pensato come lineare in senso di ascesa o di degradazione n\u00e9 semplicemente come circolare o spezzato, ma piuttosto costituito da movimenti complessi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cancellazione della vecchiaia per l&#8217;eterna giovinezza<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>\u00abOra, ovunque andiate, voi incantate il mondo. Sar\u00e0 sempre cos\u00ec?&#8230;\u00bb chiede Sir Henry Wotton a Dorian Gray nel romanzo omonimo di Oscar Wilde. Uno dei passaggi pi\u00f9 interessanti del romanzo \u00e8 quello in cui il giovane Dorian, bellissimo e vanesio, scosta il drappo che copre il suo ritratto: guardoni, ci avviciniamo quasi alla pagina, custode di tutte le nefandezze che l&#8217;et\u00e0 e la crudelt\u00e0 del ragazzo hanno inflitto alla sua immagine dipinta. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;invecchiamento fisico si aggiunge la decrepitezza cerebrale, come ci ricorda Loredana Lipperini, nel suo saggio <em>Non \u00e8 un paese per vecchie: <\/em>\u00abGli anziani sono sempre stati odiati, da quando Crono falci\u00f2 i genitali di Urano per delineare un nuovo mondo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;incapacit\u00e0 di percepirci come anziani in potenza \u00e8 la chiave di lettura del romanzo satirico di Anthony Trollope <em>Il termine fisso, <\/em>in cui tutti coloro che compiono 67 anni devono sottoposti a eutanasia. Ovviamente, nel momento in cui \u00abloro\u00bb diventa \u00abnoi\u00bb tutto cambia. Nel <em>Diario della guerra al maiale<\/em> di Adolfo Bioy Casares, il termine sono i cinquanta, e nel racconto <em>L\u2019esame<\/em> di Richard Matheson, all&#8217;et\u00e0 subentra l&#8217;abilit\u00e0 psicofisica. La vecchiaia \u00e8 quindi lo specchio che restituisce ai giovani l&#8217;immagine della morte, un confronto che non siamo pronti ad avere nella societ\u00e0 iperveloce e iperconsumistica che ha sacrificato i riti di passaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abNon dimenticatelo, quando vi passa vicino il nonno col bastoncello\u00bb, scrive Dino Buzzati in <em>Cronache Terrestri<\/em>, \u00abGuardatelo con attenzione piuttosto; egli \u00e8 il vostro ritratto. Domani, dopodomani, prima che abbiate fatto in tempo a prendere le misure, voi uscirete a piccoli passettini come lui\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Vecchi saggi e caccia alle streghe<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 una sorpresa che alla vecchiaia delle donne corrisponda un immaginario specifico: quello della strega. La studiosa femminista Silvia Federici osserva che, a discapito dell&#8217;icona della giovane fanciulla bruciata sul rogo, erano le donne anziane a finire tra le fiamme.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre quella maschile richiama prestigio e saggezza \u2013 si pensi al Mago Merlino di Walt Disney \u2013, la narrazione della donna anziana ha invece cementificato l&#8217;immaginario delle fattucchiere incartapecorite: dalle matrigne di <em>Cenerentola<\/em> e <em>Biancaneve<\/em> a Crudelia DeMon o Yzma (l\u2019antagonista del rocambolesco <em>Le follie dell&#8217;imperatore<\/em>) <em>vecchia<\/em> \u00e8 stato sempre un sinonimo di crudele, implacabile, terrificante, come la morte stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ribaltando lo stereotipo,<em> La signora del furgone<\/em> di Alan Bennett e <em>Una vecchia signora malvagia<\/em> di Randhawa Ravinder, offrono una lettura pi\u00f9 articolata della \u201cvecchia ribelle\u201d, approfondendone l&#8217;interiorit\u00e0, la psicologia e servendosi del suo sguardo per analizzare l&#8217;ipocrisia di una societ\u00e0 borghese che relega l\u2019anzianit\u00e0 ai margini.<\/p>\n\n\n\n<p>Si fa beffe degli stereotipi anche la vedova cinquantacinquenne de <em>L&#8217;Eleganza del riccio<\/em> di Muriel Barbery, portinaia all\u2019apparenza burbera e sciatta che legge capolavori di letteratura e filosofia o guarda grandi film in DVD.<\/p>\n\n\n\n<p>Di streghe vendicative parla il dramma di Friedrich D\u00fcrrenmatt <em>La visita della vecchia signora<\/em>, da cui il regista senegalese Djibril Diop Mamb\u00e9ty ha tratto la pellicola del 1992 <em>Hy\u00e8nes<\/em>: in quest\u2019opera, la miliardaria Lingu\u00e8re Ramatou ritorna nel suo misero villaggio e promette un dono di cento miliardi di franchi alla comunit\u00e0, in cambio della vita dell\u2019uomo che la trad\u00ec e ne caus\u00f2 l\u2019esilio.<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dalla figura del folklore Baba Jaga, Dubravka Ugre\u0161i\u0107, costruisce un ipnotico romanzo popolato da donne in <em>Baba Jaga ha fatto l\u2019uovo<\/em>. Qui e in <em>Yaaba<\/em> di Idrissa Ouedraogo, film del 1989, la figura archetipica della Vecchia, della Strega che non si adagia nel suo ruolo riproduttivo, offre uno spunto per riflettere sull&#8217;archetipo scomodo della donna che si sottrae alla maternit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Goliarda Sapienza ne <em>L\u2019arte della gioia<\/em> offre, grazie al ritratto di Modesta, la storia di una donna anticonformista, trasgressiva, e talvolta violenta, che nemmeno nella vecchiaia ha accettato di rinunciare a s\u00e9 stessa.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il <em>desnacimiento<\/em><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>In <em>Verso un sapere dell&#8217;anima<\/em>, la filosofa Mar\u00eda Zambrano ha coniato il termine <em>desnacimiento <\/em>in riferimento all&#8217;uomo europeo che \u00abnon \u00e8 disposto a lasciarsi divorare dal rovo ardente\u00bb ma invece \u00abha voluto prima di tutto fondare la sua storia, la sua propria creazione\u00bb come risposta all&#8217;ansia della morte e della disgregazione. <em>Desnacimiento<\/em> \u00e8 quindi il rifiuto della morte come annullamento, a favore dell&#8217;idea di una continua rigenerazione delle nostre vite e identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;interno della costante delle trasformazioni umane si sviluppano relazioni potenti e complesse che risvegliano il dibattito sulla sessualit\u00e0 in et\u00e0 avanzata: l&#8217;idea della vecchiaia come il quietarsi delle passioni parte dal presupposto che ci siano corpi normati, la cui sessualit\u00e0 non solo \u00e8 accettata ma incoraggiata, e corpi la cui funzione non \u00e8 pi\u00f9 riproduttiva, corpi non attraenti, difficili da figurare. La sessualit\u00e0 contemporanea viene percepita come un <em>brand<\/em>, qualcosa da vendere, da comprare, che riguarda persone giovani e attraenti. Lo spirito voyeuristico che caratterizza la narrazione della sessualit\u00e0 esclude per natura i corpi che non si vogliono immaginare intenti in un atto sessuale.<\/p>\n\n\n\n<p>La vita sessuale delle persone anziane \u00e8 un taboo, e quella fra partner di et\u00e0 diverse \u00e8 uno scandalo \u2013 soprattutto se fra una donna pi\u00f9 matura e un ragazzo (e in questo caso all&#8217;ageismo si aggiunge la misoginia). <em>Mal di pietre<\/em> di Milena Agus, e <em>Annalena Bilsini<\/em> di Grazia Deledda esplorano questo tipo di amore, quello di una donna pi\u00f9 matura per un ragazzo, e Agus <em>osa<\/em> perfino concedere alla sua protagonista un finale felice, seppur solo immaginato.<\/p>\n\n\n\n<p>Si spinge ancora pi\u00f9 in l\u00e0 la relazione fra Harold e Maude, i protagonisti dell&#8217;omonimo film del 1971, dove un cupo diciottenne e una vivace e intraprendente ottantanovenne iniziano una relazione proibita. Lo scandalo passa in secondo piano, dietro la tenerezza e il <em>divertissement<\/em> che traspare dalle interazioni fra i due. Lo stereotipo della giovinezza come et\u00e0 della passione e dell&#8217;entusiasmo e la vecchiaia come luogo di pacificazione dei sensi viene ribaltato, per dare spazio a un&#8217;interrogazione dell&#8217;esistenza come procedimento complesso dove si intersecano fattori diversi dalla semplice appartenenza generazionale.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La paura mangia l\u2019anima<\/em>, la pellicola del 1973 di Rainer Werner Fassbinder, esplora l&#8217;intersezione fra privilegio ed et\u00e0 nella relazione fra la sessantenne tedesca Emmi e il giovane migrante marocchino Al\u00ec. La genuina tenerezza e l&#8217;affetto fra i due, infatti, devono misurarsi con i pregiudizi ageisti e razzisti di una societ\u00e0 che vede nella donna bianca, anziana ed europea la metafora della vittima inerme dell&#8217;\u201cincursione\u201d dell&#8217;Altro, sia fisica che culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Di relazioni fra uomini avanti con l&#8217;et\u00e0 scrive Bernardine Evaristo in <em>Mr. Loverman<\/em>, dove al punto di vista del settantaquattrenne Barrington, impegnato in una relazione segreta con l&#8217;amico di una vita Morris, si alterna la lucida e precisa voce della moglie del primo, Carmel. Qui i nodi nevralgici sono due: da una parte Evaristo analizza con divertita puntualit\u00e0 la relazione omosessuale \u201cproibita\u201d fra Barrington e Morris, dall&#8217;altra regala una voce complessa e articolata al desiderio ancora intenso di una donna che, a dispetto dell&#8217;et\u00e0, anela il contatto di un partner amorevole.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Vicious<\/em>, serie TV britannica del 2013, vede i veterani Ian McKellen e Derek Jacobi nei panni della coppia ottuagenaria formata da Freddie e Stuart. Fra dialoghi al vetriolo e un cast di comprimari stellari, lo show esplora le vicissitudini di una relazione lunga decadi. Kent Haruf, mette al centro del suo romanzo <em>Le nostre anime di notte<\/em> la relazione fra Addie e Louis, descrivendo la tenerezza, complicit\u00e0 e desiderio di vicinanza che li accomuna, e che si traduce nei pi\u00f9 piccoli gesti. Ma l&#8217;intimit\u00e0 e il contatto non passano solo attraverso la sessualit\u00e0: il confronto intergenerazionale \u00e8 un elemento cruciale per minare gli stereotipi relativi all&#8217;et\u00e0 avanzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la vecchiaia viene percepita dai giovani come lontana e inconciliabile con il presente, la triste \u201canticamera della morte\u201d, con i due concetti che quasi si sovrappongono e suscitano lo stesso terrore atavico, \u00e8 attraverso l&#8217;esperienza intergenerazionale che si mette in discussione l&#8217;esistenza come un percorso lineare in costante declino, dove fasi inconciliabili della vita si susseguono senza soluzione di continuit\u00e0, nel panico crescente e irrazionale che ci avvicina inesorabilmente alla morte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il romanzo di Joseph Boyden, <em>Nel buio che precede l\u2019alba<\/em>, \u00e8 un omaggio alle parole e alla narrazione come balsamo e filo rosso che uniscono le generazioni. Attraverso il rapporto fra un soldato ferito e la nonna sciamana nel Canada del 1919, l&#8217;autore esplora tanto le brutture della guerra, quanto la solitudine di una donna nativa, l&#8217;ultima rimasta a custodire i segreti e i rimedi antichi della sua gente.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 vivace e giocosa la trama di <em>In viaggio con la zia<\/em> di Graham Greene, dove l&#8217;anticonformista Augusta e il nipote Henry saranno trascinati ai quattro angoli del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 composta e posata \u00e8 la relazione un bambino e un insegnante ne <em>La formula del professore <\/em>diYoko Ogawa, dove il figlio decenne della governante e l&#8217;uomo affetto da una rara malattia della memoria intessono un&#8217;amicizia toccante, fondata sul comune amore per la matematica e il baseball.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Reifungsroman<\/em> e <em>Vollendungsroman<\/em><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Al romanzo di formazione, o <em>Bildungsroman<\/em>, si contrappone il <em>Reifungsroman<\/em>, termine coniato nel 1985 da Barbara Frey Waxman che, come scrive Rita Cavigioli in<em> Vecchie allo specchio<\/em> vuole \u00ababbracciare lo spazio dell\u2019intera esistenza umana e mettere in risalto la scoperta di nuove risorse e forme di coinvolgimento\u00bb. Un viaggio, quindi, e un punto di vista femminile. \u00c8 \u00abun \u201cromanzo di maturazione\u201d o, se preferiamo, \u201cromanzo di maturit\u00e0\u201d\u00bb, approfondisce Cavigioli nel volume collettaneo <em>Passaggi di et\u00e0, scritture e rappresentazioni,<\/em> \u00abin cui i personaggi femminili costruiscono nuove identit\u00e0 o reintegrano vecchie identit\u00e0 frammentate\u00bb. Le relazioni amicali (e non) fra donne sono al centro di questo percorso di maturazione e presa di coscienza: Christine e Heed, le protagoniste di <em>Amore<\/em> di Toni Morrison, invecchiano insieme attraverso decadi di movimenti sociali e drammi personali, disprezzandosi a vicenda ma consapevoli, allo stesso tempo, di essere l&#8217;una la sola costante nella vita dell&#8217;altra (cos\u00ec come le giocose protagoniste di <em>Cuori Senza Et\u00e0<\/em>). Allo stesso modo le commedie <em>Fiori d&#8217;acciaio<\/em>, <em>Il club delle prime mogli<\/em> e <em>Book Club \u2013 Tutto pu\u00f2 succedere, <\/em>seppur non raggiungono il livello di critica sociale delle <em>golden girls, <\/em>esplorano l&#8217;amicizia femminile di donne anziane, e affrontano con schietta tenerezza le tematiche della menopausa, della sessualit\u00e0 e della realizzazione personale.<\/p>\n\n\n\n<p>Grace e Frankie, dell&#8217;omonima commedia Netflix, diventano il reciproco <em>significant other<\/em>, quando i rispettivi mariti si dichiarano innamorati l&#8217;uno dell&#8217;altro. \u00c8 una relazione fra donne anziane il fulcro del romanzo di Yewande Omotoso <em>The woman next door, <\/em>in cuile arcinemiche vicine Hortensia e Marion sono costrette a collaborare e a scoprire nell&#8217;altra, a discapito dei pregiudizi, un&#8217;anima affine.<\/p>\n\n\n\n<p>La vedovanza \u00e8 spesso motore narrativo delle vicende del <em>Reifungsroman<\/em>, cos\u00ec come lo \u00e8 la pensione: se la fertilit\u00e0 delle donne e la produttivit\u00e0 degli uomini fanno da linea di demarcazione ideale fra giovinezza e vecchiaia, \u00e8 proprio nello spirito di reinvenzione auspicato da Zambrano che Barbara Pym e Tahar Ben Jelloun delineano le vicende dei loro protagonisti. In <em>Quartetto in autunno<\/em> della britannica Pym l&#8217;approssimarsi della pensione e lo scompiglio che crea nelle vite dei suoi quattro protagonisti sono il fulcro del loro \u2013 e del nostro \u2013 interrogarsi sul senso dell&#8217;esistenza e della vecchiaia. Del conflitto con la fine del percorso lavorativo e la possibilit\u00e0 di una rinascita in luoghi insperati scrive Jelloun in <em>L\u2019ha ucciso lei<\/em>, dove Mohamed, letteralmente in fuga dalla pensione, torner\u00e0 in Marocco nella speranza di ritrovare il senso di s\u00e9, in un toccante romanzo sulla vecchiaia e sullo sradicamento generato dalla migrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Di viaggio vero e proprio si parla anche nel romanzo di Paule Marshall, <em>Danza per una vedova<\/em>, che conduce la sua eroina Avey Johson fino a Grenada, dove si far\u00e0 testimone di una storia che \u00e8 sua e di un popolo, in una crescita che \u00e8 consapevolezza personale e politica, in un doloroso incontro con la storia degli uomini e delle donne nere negli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <em>Vollendungsroman<\/em>, termine coniato nel 1992 dalla critica letteraria Constance Rook, \u00e8 il \u00abromanzo di compimento\u00bb: si concentra primariamente sull&#8217;ultima fase della vita, in una narrazione a ritroso nel tempo, ottenuta attraverso un momento di ritiro all&#8217;interno di s\u00e9, quieto ma vivido ponderare, uno studio sulla memoria e l&#8217;autobiografia come viatico della voce ancora incontenibile del viale del tramonto. Riconsegnare agli uomini e le donne anziani il ruolo di narratori di s\u00e9 \u00e8 un passo imprescindibile nel processo di ridiscussione della vecchiaia come anticamera della fine. Attraverso la riflessione autobiografica, infatti, questi autori e queste autrici hanno ricontestualizzato le proprie esistenze partendo da una prospettiva del s\u00e9 presente e consapevole, illuminando non solo il passato, la storia e la propria identit\u00e0, ma anche la capacit\u00e0 di narrare che appartiene all&#8217;et\u00e0 avanzata come alla giovinezza. L&#8217;atto di prendere parola \u00e8 di per s\u00e9 rivoluzionario quando a compierlo \u00e8 un soggetto a cui viene attribuita la semplice funzione di alterit\u00e0 narrata e mai narrante.<\/p>\n\n\n\n<p>Poeta, scrittrice e attivista, l&#8217;indimenticabile Maya Angelou ha scolpito le coscienze di milioni di lettori con la sua autobiografia in sette volumi. L&#8217;esperienza della vecchiaia di Angelou illumina il passato con una lucidit\u00e0, un&#8217;empatia e una chiarezza di visione che si elevano al di sopra del racconto di s\u00e9, per farsi viatico di analisi sociale. May Sarton naviga la quarta et\u00e0 con vividezza, e i suoi diari, come scrive Susannah B. Mintz in <em>Unruly Bodies: Life Writing by Women with Disabilities<\/em>, \u00abraccontano candidamente le delusioni e gli accomodamenti fisici che richiede l&#8217;invecchiare\u00bb (traduzione mia), ma custodiscono comunque, fra il decadimento psicofisico e il peso della perdita di amici e conoscenti, \u00abuna sorta di speranza\u00bb, poich\u00e9 nell&#8217;onest\u00e0 radicale di raccontare vecchiaia e malattia Sarton si libera delle narrazioni prescrittive che l&#8217;et\u00e0 e la sua vulnerabilit\u00e0 comportano.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso fanno Jorge Luis Borges nello straordinario <em>Elogio dell\u2019ombra, <\/em>Florida Scott-Maxwell in <em>La misura dei miei giorni<\/em>, Diana Athill nel diario<em> Da qualche parte verso la fine<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste memorie sembrano tentativi di liberarsi del superfluo, raggiungere il cuore delle cose, l&#8217;essenziale, e mostrano la volont\u00e0 e la capacit\u00e0 della vecchiaia di guardare a s\u00e9 stessa con ironia ed empatia, anche in uno specchio che riflette un corpo che cambia.<\/p>\n\n\n\n<p>Al crocevia fra il <em>Vollendungsroman<\/em> e la narrazione del fine vita si colloca Philip Roth, che in <em>L&#8217;animale morente e Il fantasma esce di scena <\/em>utilizza le storie personali di uomini in et\u00e0 avanzata per indagare la societ\u00e0 statunitense, il privilegio, la morale e la sua ossessione per il successo e il potere. Ma \u00e8 con il puntuale scalpello dell&#8217;addio in <em>Patrimonio: una storia vera<\/em> che lo scrittore raggiunge il doloroso e complesso connubio di una relazione personale con la capacit\u00e0 di descrivere la decadenza e la morte, e allo stesso tempo di celebrare una vita, quella del padre.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>A chi spetta la cura?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>La vulnerabilit\u00e0 dell&#8217;anziano e della societ\u00e0 che se ne prende cura, non \u00e8 un dibattito scaturito dall&#8217;emergenza Covid, ma \u00e8 uno degli argomenti pi\u00f9 abusati dagli allarmisti dell&#8217;invecchiamento demografico. \u00c8 all&#8217;interno di questa cornice narrativa che vive la distinzione necessaria fra la moltitudine di vecchiaie: raggruppare milioni di cittadini che hanno superato i sessantacinque anni senza distinguere le caratteristiche peculiari che si intersecano nelle loro vite, riduce l&#8217;immaginario collettivo a un\u2019interpretazione della vecchiaia uniformizzante, dove coesistono la pietosa generosit\u00e0 da parte di chi opera la cura e la patetica o bonaria resa di chi si abbandona a una fine, si spera, dignitosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia \u00abnon \u00e8 la biologia a stabilire le geografie dei nostri affetti\u00bb come ci ricorda Angela Balzano nel suo <em>Farla finita con la famiglia. Dall&#8217;aborto alle parentele postumane.<\/em> Il modello di \u00abesternalizzazione della riproduzione sociale, privatizzazione dei costi, atomizzazione\/isolamento della persona anziana, sfruttamento e invisibilizzazione della manodopera riproduttiva, ma anche scomparsa della malattia dal campo della visibilit\u00e0 pubblica\u00bb, deve essere ripensato radicalmente, a partire dalle narrazioni che vedono gli anziani come elementi passivi e incapaci di costruire legami al di fuori della famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Come sostiene Lea Melandri nella sua conversazione con Adriana Nannicini su <em>D \u2013 la Repubblica<\/em> nel 2004 \u00ab\u00c8 chiaro che per prospettarsi in modo nuovo la vecchiaia e i suoi problemi \u00e8 necessario ripensare le sfere del privato e del pubblico cos\u00ec come sono costruite, come astratta e violenta divisione di ruoli e poteri, diventati per l\u2019uomo e per la donna destini \u201cnaturali\u201d\u00bb. La casa di riposo, quindi, come luogo designato per ridiscutere la quarta et\u00e0 e le sue dinamiche sociopolitiche.<\/p>\n\n\n\n<p>La perdita dell&#8217;indipendenza pu\u00f2 essere traumatica e spersonalizzante, e la permanenza in un luogo di cura, lontano dagli affetti, pu\u00f2 generare sentimenti di abbandono e risentimento, ma allo stesso tempo pu\u00f2 nutrire un dibattito necessario sul concetto di legame.<\/p>\n\n\n\n<p>La casa di riposo, idea talvolta romanticizzata o demonizzata, pu\u00f2 farsi crocevia di catarsi e di esplorazione, creazione di nuove comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Leonora Carrington indaga queste possibilit\u00e0 ne <em>Il cornetto acustico<\/em>, dove la novantanovenne Marion Letharby e le sue amiche riusciranno a prendere in mano la gestione del magico ospizio in cui si trovano e a fondare una comunit\u00e0 gestita esclusivamente da donne. Unendo sapientemente surrealismo e ironia, Carrington trasforma il suo romanzo in una critica alla stereotipizzazione della vecchia, dove le protagoniste si prendono cura di s\u00e9 e delle altre, rivendicano potere e controllo sulla propria vita, e non si adagiano sul viale del tramonto per fare della casa di riposo molto pi\u00f9 di un luogo dove si attende la fine.<\/p>\n\n\n\n<p>In <em>Quartet<\/em>, pellicola del 2012 diretta da Dustin Hoffman, una casa di riposo per anziani musicisti si trasforma in un luogo di crescita e rivalsa, quando quattro dei suoi ospiti decidono di calcare le scene un&#8217;ultima volta per salvare dalla bancarotta quella che \u00e8 diventata la loro casa.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u00abLa vecchiaia e le infermit\u00e0 che spesso l&#8217;accompagnano \u00e8 vissuta in solitudine. Anche se oggi \u00e8 uno dei principali problemi sociali, legato alla disgregazione della famiglia, stentano a profilarsi alternative, progetti condivisi da collettivit\u00e0 allargate\u00bb, scrive Melandri.<\/p>\n\n\n\n<p>Sperimentare, quindi, diventa l&#8217;utopia del possibile e del reale: esistono gi\u00e0 esperienze di vita in comune, portate avanti dai Paesi Scandinavi, in Germania e negli Stati Uniti, dove persone di varie et\u00e0, pur mantenendo la propria indipendenza, si riuniscono in comunit\u00e0 e collaborano sulla base di compiti quotidiani, assegnati a seconda delle proprie forze e del proprio tempo.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>And just like that&#8230;<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>\u00c8 quindi possibile raccontare la vecchiaia?<\/p>\n\n\n\n<p>Nel documentario <em>Never-Ending Man: Hayao Miyazaki<strong>, <\/strong>il regista<\/em> appare in tutta la sua complessit\u00e0 umana. In una scena particolarmente significativa del documentario, Miyazaki rimprovera un collaboratore: \u00abHai disegnato personaggi, devi disegnare persone<em>\u00bb<\/em>. Questo \u00e8 dunque il mio auspicio per leggere il passato, barcamenarsi nel presente e confidare nel futuro: abbracciare la complessit\u00e0, perch\u00e9 alla vecchiaia va anche riconosciuta la testarda agitazione che Edward Said attribuiva allo stile tardo, quella \u00abtensione non armonica e non serena, e soprattutto una produttivit\u00e0 deliberatamente improduttiva, che va contro&#8230;\u00bb; non una pacificazione silenziosa, ma un turbolento interrogarsi, un riconsiderare la propria arte sulla base di un talento ancora in trasformazione, pulsante. Combattere la pressione di adagiarsi sul noto e il famigliare per coltivare uno spirito di ribellione e ridiscussione.<\/p>\n\n\n\n<p>La narrazione della vecchiaia non pu\u00f2 prescindere dalla ridiscussione della nostra societ\u00e0 come organismo vivente interconnesso. La vecchiaia \u00e8 molteplice e merita narrazioni molteplici. Raccontarla significa liberare e reclamare la vulnerabilit\u00e0 come valore e il bisogno reciproco come qualit\u00e0 inerente alle nostre esistenze, elevando l&#8217;esperienza, la conoscenza e la memoria a patrimonio collettivo e non a una \u00abobsolescenza delle competenze\u00bb. E per farlo abbiamo bisogno delle storie.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sito web della BBC definisce <em>representation \u2013 <\/em>ovvero la rappresentazione \u2013 la capacit\u00e0 delle narrazioni di \u00abgestire e presentare al pubblico genere, et\u00e0, etnia, identit\u00e0 nazionali e regionali, questioni sociali ed eventi\u00bb affinch\u00e9 si possa arricchire \u00abla conoscenza e la comprensione del pubblico attorno a questi importanti temi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Vedersi rappresentati sullo schermo, nei libri, nelle pubblicit\u00e0, come esseri dinamici e complessi influenza non solo la nostra visione di noi stessi, ma la percezione della societ\u00e0 tutta.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo ribaltare il concetto di cura come fardello principalmente femminile (razzizzata, immigrata e meno abbiente se riferita alle badanti), orientandolo invece verso una necessit\u00e0 da espandere, ridiscutere e reinventare, re-imparando a raccontare tenendo conto delle esperienze pi\u00f9 diverse, incoraggiando versioni contrastanti e abbandonando il bisogno di chiarezza e di definizione. Dobbiamo mettere in discussione il canone, la norma, l&#8217;autorit\u00e0 per rivendicarci tutte e tutti come <em>storytellers, <\/em>ponendoci in ascolto, diventando cassa di risonanza, pretendendo storie diverse, voci diverse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVerr\u00e0 un giorno che la lunga esistenza mi render\u00e0 piccola, da grande che ero, e il mio corpo consunto dalla vecchiaia si ridurr\u00e0 a un fuscello infinitesimale\u00bb lamenta la Sibilla Cumana nelle Metamorfosi di Ovidio, \u00abPoi, diventer\u00f2 completamente invisibile, ma che ci sono si capir\u00e0 dalla voce. La voce, il destino me la lascer\u00e0\u00bb. Facciamola risuonare sempre sonora, penetrante, mai quietata, questa voce. Mettiamoci in ascolto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Illustrazione di <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/bigfoot_kk\/\">Katya Klimova<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>_________________________<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia e sitografia<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Age e Age Studies, uno studio interdisciplinare<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>F. Rigotti, <em>De senectute<\/em>, Einaudi, Torino 2018<br>E. Melamed, <em>Mirror, Mirror: The Terror of Not Being Young<\/em>, Simon &amp; Shuster, New York 1983<br>R. N. Butler, <em>Age-Ism: Another Form of Bigotry<\/em>, The Gerontologist, Volume 9, Issue 4, 1969<br>A. Karpf, <em>How to Age<\/em>. Pan Macmillan, London 2014<br>S. Sontag,&nbsp;<a href=\"https:\/\/warwick.ac.uk\/fac\/arts\/english\/currentstudents\/undergraduate\/modules\/literaturetheoryandtime\/susan_sontag_the_double_standard_of_aging.pdf\"><em>The Double Standard of Ageing<\/em><\/a>,&nbsp;The Saturday Review of The Society 1972<br>M. M. Gullette, <em>Aged by Culture<\/em>. The University of Chicago Press, Chicago 2004<br>E. Melon, L. Passerini, L. Ricaldone, L. Spina (a cura di), <em>Vecchie allo Specchio. Rappresentazioni nella realt\u00e0 sociale, nel cinema e nella letteratura<\/em>. Universit\u00e0 di Torino, CIRSDe 2012<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cancellazione della vecchiaia per l&#8217;eterna giovinezza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>O. Wilde, <em>Il ritratto di Dorian Gray<\/em>, Passerino, Gaeta 2020<br>L. Lipperini, <em>Non \u00e8 un paese per vecchi<\/em>e. Feltrinelli, Milano 2010<br>A. Trollope, <em>Il termine fisso<\/em>, Longo Editore, Ravenna 2004<br>A. Bioy Casares, <em>Diario della guerra al maiale<\/em>. Cavallo di Ferro, Roma 2007<br>R. Matheson, <em>L&#8217;esame in Le Meraviglie del possibile (AA.VV)<\/em>. Einaudi, Torino 1959<br>D. Buzzati, <em>Cronache terrestri<\/em>. Mondadori, Milano 1972<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vecchi saggi e caccia alle streghe<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<p>S. Federici, <em>Calibano e la strega. Le donne, il corpo e l&#8217;accumulazione originaria<\/em>, Mimesis,&nbsp;Sesto San Giovanni 2015<br>&#8211; <em>Caccia alle streghe, guerra alle donne<\/em>, Nero, Roma 2020<br>A. Bennett, <em>La signora del furgone<\/em>, Adelphi, Milano 2003 <br>M. Barbery, <em>L\u2019eleganza del riccio<\/em>, e\/o, Roma 2007<br><em>Hy\u00e8nes<\/em> (Djibril Diop Mamb\u00e9ty, Senegal, 1992, 110&#8242;)<br>D. Ugre\u0161i\u0107, <em>Baba Jaga ha fatto l\u2019uovo<\/em>, nottetempo, Milano 2011<br><em>Yaaba <\/em>(Idrissa Ouedraogo Burkina Faso, 1989, 90\u2019)<br>G. Sapienza, <em>L\u2019arte della gioia. Romanzo anticlericale<\/em>, Stampa Alternativa, Roma 1998 <\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il <em>desnascimiento<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-group is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<p>M. Zambrano, <em>Verso un sapere dell\u2019anima<\/em>, Raffaello Cortina Editore, Milano 1997<br>M. Agus, <em>Mal di pietre<\/em>, Nottetempo, Roma 2006<br>G. Deledda, <em>Annalena Bilsini<\/em>, Mondadori, Milano 1927 (1987)<br><em>Harold and Maude<\/em> (Hal Ashby, USA, 1971, 91&#8242;)<br>B. Evaristo, <em>Mr Loverman<\/em>, Playground, Roma 2015<br><em>Vicious <\/em>(Gary Gianetti, Regno Unito, 2013 \u2013 2016)<br>K. Harouf, <em>Le nostre anime di notte<\/em>, NN, Milano 2017<br>G. Green, <em>In viaggio con la zia<\/em>, Mondadori, Milano 2004<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Reifungsroman <\/em>e <em>Vollendungsroman<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-group is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-group is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<p>P. Bono, L. Fortini (a cura di), <em>Il romanzo del divenire. Un \u00abBildungsroman\u00bb delle donne?<\/em>, Jacobelli, Roma 2007 <br>B. F. Waxman, <em>From the Hearth to the Open Road: A Feminist Study of Aging in Contemporary Literature<\/em>. Greenwood Press, Westport, CT 1990<br>B. F. Waxman, To Live <em>in the Center of the Moment: Literary Autobiographies of Aging<\/em>, University Press of Virginia, Charlottesville 1997 <br>R. Cavigioli, <em>Women of Certain Age<\/em>. <em>Contemporary Italian Fictions of Female Aging<\/em>, UNKNO, 2005<br>A. M. Crispino, M. Luongo (a cura di),<em> Passaggi d&#8217;et\u00e0. Scritture e rappresentazioni<\/em>. Iacobelli editore, Roma 2013<br>T. Morrison, <em>Amore<\/em>, Frassinelli, Milano 2004<br><em>Cuori senza et\u00e0<\/em> (Susan Harris, Stati Uniti, 1985-1992)<br><em>Fiori d&#8217;acciaio<\/em> (Herbert Ross, USA, 1989, 118&#8242;)<br><em>Il club delle prime mogli<\/em> (Hugh Wilson, USA, 1996, 103&#8242;)<br><em>Book Club \u2013 Tutto pu\u00f2 succedere<\/em> (Bill Holderman, USA, 2018, 104&#8242;)<br><em>Grace and Frankie<\/em> (Marta Kauffman, Howard J. Morris. Netflix, USA, 2015 \u2013 in corso)<br>Y. Omotoso, <em>The Woman Next Door<\/em>, Picador USA, 2017<br>B. Pym, <em>Quartetto in autunno<\/em>, La Tartaruga, Milano 1992<br>T. B. Jelloun, <em>L&#8217;ha ucciso lei, <\/em>Einaudi, Torino 2008<br>P. Marshall, <em>Danza per una vedova<\/em>, Le Lettere, Firenze 1999<br>C. Rooke, <em>Old&nbsp; Age &nbsp;in&nbsp; Contemporary&nbsp; Fiction:&nbsp; A&nbsp; New&nbsp; Paradigm&nbsp; of&nbsp; Hope, <\/em>in <em>Handbook&nbsp; of&nbsp; the&nbsp; Humanities&nbsp; and&nbsp; Aging,<\/em> Springer 1992<br>M. Angelou, <em>I Know Why the Caged Bird Sings<\/em>, Random House, New York 1969<br>&#8211; <em>Gather Together in My Name<\/em>, Random House, New York, 1974<br>&#8211; <em>Singin&#8217; and Swingin&#8217; and Gettin&#8217; Merry Like Christmas<\/em>, Random House, New York 1976<br>&#8211; <em>The Heart of a Woman<\/em>, Random House, New York 1981<br>&#8211; <em>All God&#8217;s Children Need Traveling Shoes<\/em>, Random House, New York 1986<br>&#8211; <em>A Song Flung Up to Heaven<\/em>, Random House, New York 2002<br>&#8211; <em>Mom &amp; Me &amp;<\/em> <em>Mom<\/em>, Random House, New York 2013<br>M. Sarton, <em>As We Are Now<\/em>, Norton, New York 1973<br>&#8211; <em>At Seventy: A Journal<\/em>, Norton, New York 1984<br>&#8211; <em>Endgame: A Journal of the Seventy-Ninth Year<\/em>, Norton, New York 1992<br>&#8211; <em>Encore: A Journal of the Eightieth Year<\/em>, Norton, New York 1993<br>S. B. Mintz, <em>Unruly Bodies: Life Writing by Women with Disabilities<\/em>, The University of North Carolina Press, Chapel Hill 2007<br>J. L. Borges, <em>Elogio dell\u2019ombra,&nbsp;Abbozzo di autobiografia<\/em>, Einaudi, Torino 1971<br>F. Scott-Maxwell, <em>La misura dei miei giorni<\/em>, Marietti, Bologna 1998<br>D. Athill, <em>Da qualche parte verso la fine<\/em>, Rizzoli, Milano 2010<br>P. Roth, <em>L&#8217;animale morente<\/em>, Einaudi, Torino 2003<br>&#8211; <em>Patrimonio: una storia vera<\/em>, Einaudi, Torino 2007<br>&#8211; <em>Il fantasma esce di scena<\/em>, Einaudi, Torino 2008<br>P. Ottone, <em>Memorie di un vecchio felice. Elogio della tarda et\u00e0<\/em>, Longanesi, Milano 2006 <\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p><strong>A chi spetta la cura?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<p>A. Balzano, <em>Per farla finita con la famiglia. Dall&#8217;aborto alle parentele postumane<\/em>, Meltemi, Milano 2021 <br>L. Melandri, <em>\u00abLa casa di riposo. Lea Melandri conversa con Adriana Nannicini\u00bb<\/em>, D &#8211; La Repubblica, 8 ottobre 2004 <br>L. Carrington, <em>Il cornetto acustico<\/em>, Adelphi, Milano 1984 <br><em>Quartet <\/em>(Dustin Hoffman, Regno Unito, 2013, 98&#8242;)<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>And just like that&#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Never<\/em>&#8211;<em>Ending Man<\/em>: <em>Hayao Miyazaki <\/em>(Kaku Arakawa, Giappone, 2016, 70&#8242;)<br>E. W. Said, <em>Sullo stile tardo<\/em>, Il Saggiatore, Milano 2009<br><em>What is Representation?<\/em> BBC bitesize &#8211; <a href=\"https:\/\/www.bbc.co.uk\/bitesize\/guides\/z9fx39q\/revision\/1#:~:text=Representation%20is%20how%20media%20texts,understanding%20about%20these%20important%20topics\">https:\/\/www.bbc.co.uk\/bitesize\/guides\/z9fx39q\/revision\/1#:~:text=Representation%20is%20how%20media%20texts,understanding%20about%20these%20important%20topics<\/a><br>P. N. Ovidio, <em>Metamorfosi<\/em>, Einaudi, Torino 1979<br>Centro documentazione sociale (CDS) della Biblioteca&nbsp;cantonale di Bellinzona<br><a href=\"https:\/\/www.sbt.ti.ch\/bcb\/home\/cds\/bibliografie\/anziani\/Anziani_e_letteratura_18_3_2009.pdf\">https:\/\/www.sbt.ti.ch\/bcb\/home\/cds\/bibliografie\/anziani\/Anziani_e_letteratura_18_3_2009.pdf<\/a><br>C. Lodge, E. Carnell, M. Coleman, <em>The New Age of Ageing. How Society Needs to Change<\/em>, Policy Press, Bristol 2016<br>C. Mayer, <em>Amortality: The Pleasures and Perils of Living Agelessly<\/em>, Penguin, London 2011<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa narrazione della vecchiaia non pu\u00f2 prescindere dalla ridiscussione della nostra societ\u00e0 come organismo vivente interconnesso. La vecchiaia \u00e8 molteplice e merita narrazioni molteplici. Raccontarla significa liberare e reclamare la vulnerabilit\u00e0 come valore e il bisogno reciproco come qualit\u00e0 inerente alle nostre esistenze, elevando l&#8217;esperienza, la conoscenza e la memoria a patrimonio collettivo e non a una &#8220;obsolescenza delle competenze&#8221;. 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