{"id":6195,"date":"2022-03-03T08:47:18","date_gmt":"2022-03-03T08:47:18","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=6195"},"modified":"2023-12-07T14:01:39","modified_gmt":"2023-12-07T14:01:39","slug":"luomo-il-multiforme-navigatore-di-se-stesso","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/03\/03\/luomo-il-multiforme-navigatore-di-se-stesso\/","title":{"rendered":"L\u2019uomo: il multiforme navigatore di se stesso"},"content":{"rendered":"\n<p>Utopia si conferma editrice seriale (e ce ne auguriamo ancora tante, di sue pubblicazioni) di opere finissime, vagliate da una critica acuta su ci\u00f2 che \u00e8 letteratura a tutto tondo. Come detto dalla stessa casa, Utopia non propone libri che si vendono, ma vende libri che si devono proporre. Le crediamo, e, da cultori delle lettere, supportiamo una simile convinzione. E non \u00e8 un caso che <em>Entronauti <\/em>di Piero Scanziani non deluda le aspettative dei lettori che ricercano elevatezza stilistica in formato tascabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, una bellezza che andrebbe diffusa a dispetto di una facile accessibilit\u00e0 alla creazione poetica e di altra, tanta, troppa letteratura che non avrebbe bisogno di essere scritta o pubblicata. Ecco perch\u00e9 Utopia, pur cos\u00ec giovane \u2013 ricordiamo che ha solo due anni \u2013, sorprende per la sua ricercatezza, che fa rima con selettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Entronauti<\/em> \u00e8 una riscoperta sorprendente che regala un ritratto dell&#8217;uomo fuori dall\u2019ordinario: il navigatore di se stesso e <em>dentro <\/em>se stesso, cio\u00e8 l\u2019entronauta. L\u2019autore scrive dell\u2019uomo come di una scatola senziente e cogitante, una matriosca di filosofia e misticismo, che si intrecciano in un romanzo dalla sensibilit\u00e0 particolareggiata.<\/p>\n\n\n\n<p>Piero Scanziani nasce a Chiasso, nella Svizzera italiana, nel 1908, giornalista e scrittore candidato al Nobel per la letteratura. La prima edizione di <em>Entronauti <\/em>risale al 1969; riesce, con uno stile che, nella sua semplicit\u00e0, contiene complesse genealogie di pensiero, a donare al lettore un riflesso tangibile dell\u2019interiorit\u00e0 umana, descrivendola come un universo negli universi. Viaggiare nello spazio e nel tempo: tutto questo era gi\u00e0 presente negli entronauti prima delle moderne esplorazioni spaziali, delle odierne scoperte scientifiche. Una <em>pluridimensione<\/em> che incanta e contempla l\u2019inarrivabile.<\/p>\n\n\n\n<p>A un certo punto della sua vita, l\u2019autore decide di raccogliere le sue esperienze di viaggio. Scanziani giornalista parte per il mondo intervistando filosofi, sufi, santi e pseudo-tali; rotte che disegnano tracciati molteplici, fatti di un\u2019irrequietezza che alimenta altra irrequietezza. Non la tranquillit\u00e0, ma l&#8217;inquietudine, con quella giusta dose di euforia, alimenta l\u2019uomo nella sua ricerca di conoscenza, che, come si tiene a precisare, \u00e8 cosa diversa dal sapere.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni altra questione moderna \u2013 il lavoro, il sabato con gli amici, la tv &#8211; \u00e8 un\u2019inezia rispetto alla grandezza di ci\u00f2 che \u00e8 possibile trovare (se non lo si ha gi\u00e0) dentro se stessi: l\u2019irriducibile movimento, l\u2019eco del <em>Suchende<\/em> di Hesse che Scanziani riscopre in un libro che \u00e8 un reportage e un romanzo, senza avere l\u2019ardire di profetizzare alcunch\u00e9. Come i migliori <em>Suchenden<\/em>, la ricerca deriva dal nostro moto perpetuo; una volta arrivati a un punto, non resta che andare avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>In un mondo di capillare omologazione, il protagonista si imbatte nei filosofi della sua contemporaneit\u00e0: neo-Platoni, monaci del monte Athos, individui che hanno consacrato la propria vita al Gange, sensitive inglesi. Donne e uomini capaci di esplorarsi e rivelare messaggi che non provengono n\u00e9 da un dio distante e disinteressato (Epicuro docet) n\u00e9 da amministratori di folle bulimiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abGli entronauti hanno altre parole. S\u00ec, bisogna staccarsi dal globo, s\u00ec, bisogna salire in cielo, s\u00ec, bisogna vincere l\u2019attrazione terrestre, l\u2019attrazione dell\u2019ego, che ci \u00e8 servito per individuarci, ma che ci impedisce l\u2019elevazione. C\u2019\u00e8 un cosmo interiore che ci attende, l\u00ec \u00e8 l\u2019immortalit\u00e0, l\u00ec il divino. L\u2019entronautica ci rid\u00e0 il nostro posto al centro dell\u2019universo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il viaggio diventa un passepartout perch\u00e9 la coscienza si dilati e scongiuri la circolarit\u00e0 tediosa del quotidiano, ma, soprattutto, l\u2019errata convinzione che ci\u00f2 che \u00e8 visibile sia l\u2019unica verit\u00e0. Gli entronauti non possono adeguarsi a una simile equazione, dato che \u00e8 la coscienza a rappresentare il loro viaggio, la pura e primordiale psiche che, come ricordato dall\u2019autore, in greco \u00e8 sia l\u2019anima che la farfalla; in battiti convulsi e senza rumore, l\u2019anima-coscienza si sottrae all\u2019entropia, determina il proprio cammino, arriva al traguardo e, attratta da un\u2019altra luce in lontananza, prosegue verso una nuova direzione, all\u2019infinito.<\/p>\n\n\n\n<p>Scanziani si fa portavoce di un Occidente al limite del collasso esistenziale, come i migliori manuali sulla ciclicit\u00e0 dell\u2019autodistruzione europea. L\u2019Europa nasce, cresce, domina, capitalizza, si annichilisce \u2013 dall\u2019Ottocento in poi, il nichilismo (quantomeno quello letterario) sembra essersi sistematizzato nella coscienza collettiva; d\u2019altro canto, gli entronauti sorgono, contemplano, non conoscono la noia, l\u2019invenzione moderna della borghesia occidentale, cercano.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore ha chiara questa dicotomia, e per questa ragione il viaggio \u00e8 sempre centrifugo, avulso da una magra consolazione quotidiana: vivo per lavorare, consumo, muoio. Il viaggio entroanutico, invece, ha gli strumenti per generare un rinnovamento continuo che esuli dalla monotonia, sacra assassina della psiche. Viaggiare per rimanere sempre (dentro) se stessi, un moto perpetuo, certo, ma apparente allo stesso tempo, perch\u00e9 non necessita di un reale spostamento; l\u2019importante \u00e8 che a muoversi sia l\u2019intelligenza sotto forma di un quesito perenne.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Oriente \u00e8 \u00abl\u2019ineffabile sorriso interiore che appare sui volti di tutti gli entronauti, gli eroi e gli Dei\u00bb. Essere entronauti sembra a volte inscindibile dal sorgere; ma in Oriente, in verit\u00e0 \u2013 come dimostrato dal viaggio in India \u2013 si tramonta e si muore pure, soprattutto di fame. Ciononostante, a prevalere qui \u00e8 una gioia ineffabile causata da altra gioia, che ha il sopravvento sull\u2019inedia e la povert\u00e0. Scanziani si sofferma a lungo su questo antichissimo mondo nel mondo, il subcontinente che ha prodotto saggezze vetuste che non hanno conosciuto la decadenza europea. Decadenza del bello e della poesia non pertengono all\u2019India, che sorride anche di fronte allo sfacelo.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi c\u2019\u00e8 Atene, che Scanziani definisce dispersa in un altrove lontano dalla sua acropoli; \u00e8 un ombelico che affascina per le mancanze che ha: citt\u00e0 madre del pensiero, quello che ancora forma le nostre menti, ora \u00e8 un rigagnolo di inurbamento coatto, smembrata e stuprata dall\u2019invasore occidentale. Ad Atene, il tutto \u00e8 nel suo niente, in un mito appropriato dall\u2019ortodossia che regna anche negli angoli pi\u00f9 inaccessibili, come il monte Athos.<\/p>\n\n\n\n<p>Essere occidentale ed entronauta: questa \u00e8 la vera sfida. Scanziani, nonostante sia figlio di un tempo materialista e sonnacchioso, recepisce con avidit\u00e0 un sapere impossibilitato a esaurirsi, ma non pu\u00f2 sottrarsi a un\u2019ascendenza che pende sovrana sui capi degli uomini abitanti ai confini delle colonne d\u2019Ercole. Eppure, la sua ricerca deve proseguire, pena un ritorno pi\u00f9 amaro di quanto il presente non sia gi\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abDi colpo mi sentivo sfinito. Stanco di tanti aeroplani, di tanti cibi e bevande indigeribili, di tanti letti diversi, di tanti idiomi, ero soprattutto stanco di me: di ritrovarmi al mattino, di portarmi in giro tutto il giorno, di mettermi a letto la sera, d\u2019ascoltarmi pensare, senza requie pensare, il solito pensare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>A un\u2019analisi attenta \u2013 e che non venga sostituita dal giusto entusiasmo di questo fine prodotto che \u00e8 <em>Entronauti<\/em> \u2013 scopriamo che Scanziani non \u00e8 prono alla seduzione del nuovo, a meno che non sia vagliato da un esercizio di ascesi, mirato al distacco. Lui non \u00e8 un turista, \u00e8 un cercatore di entronauti; non \u00e8 un semplice giornalista, ma un testimone degli ultimi (o dei nuovi?) conoscitori del mondo e di ci\u00f2 che l\u2019uomo \u00e8: un mondo dentro a un altro mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esistenza si concretizza, s\u00ec, in un\u2019aspirazione a una filosofia massima, ma non pu\u00f2 non macchiarsi dell\u2019ordinario, del perituro, dell\u2019entropico, annullando spesso la sospensione dal logorio e dal cinismo umano; la tangibilit\u00e0 riporta il nostro giornalista su una terra privata di quel monito antico che invitava a inseguire la saggezza, seguendo invece percorsi irti di inquietudine e astenia cronica. Perch\u00e9 pensare \u00e8 pesare e pesare \u00e8 corrompersi in vita e, prima o poi, anche nella morte. Resta il vivere dentro di s\u00e9, a discapito del nulla o dell\u2019ignoto dopo la vita medesima.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abEssere occidentale ed entronauta: questa \u00e8 la vera sfida. 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