{"id":6188,"date":"2022-02-22T10:18:10","date_gmt":"2022-02-22T10:18:10","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=6188"},"modified":"2023-12-07T14:01:39","modified_gmt":"2023-12-07T14:01:39","slug":"il-sollievo-del-paradosso","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2022\/02\/22\/il-sollievo-del-paradosso\/","title":{"rendered":"Il sollievo del paradosso"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abCredo che esista tutto, compresa la non esistenza di tutto. Credo nell\u2019assurdo e che un\u2019applicazione rigorosa della ragione porti all\u2019autodistruzione della stessa. Di questa convinzione ho sofferto per anni, finch\u00e9 ho capito che era una buona notizia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Francesco D\u2019Isa riassume <em>L\u2019assurda evidenza<\/em>, il suo ultimo libro appena pubblicato nei Planetari Big, la collana che Edizioni Tlon dedica alla grande filosofia.<\/p>\n\n\n\n<p>Di formazione filosofo e artista visivo, D\u2019Isa \u00e8 un autore poliedrico e prolifico: esordisce con una graphic novel <em>I.<\/em>, uscita per Nottetempo nel 2011, scrive saggi e romanzi, partecipa attivamente al dibattito culturale italiano anche in qualit\u00e0 di direttore editoriale della rivista <em>L\u2019indiscreto<\/em>, nel 2021 crea insieme ad Alessia Dulbecco il suo personale mazzo di Tarocchi, <em>Arcani filosofici<\/em>, per D Editore. <em>L\u2019assurda evidenza <\/em>\u00e8 la sua fatica pi\u00f9 recente, sintesi di un percorso ricco e variegato, che si incanala nella tradizione della diaristica filosofica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro parte da domande semplici quanto laceranti: perch\u00e9 soffriamo? Perch\u00e9 il dolore? Il quesito non scaturisce per\u00f2 da un momento di studio, da un volo pindarico della mente, ma da una condizione del corpo: nello specifico, quello di D\u2019Isa diciassettenne che si trova costretto a una lunga e penosa degenza ospedaliera. \u00c8 durante una fase della vita molto complicata che l\u2019autore comincia dunque a interrogarsi per la prima volta sull\u2019assurdit\u00e0 dell\u2019esistenza, sul significato del vivere, e di conseguenza, anche del soffrire.<\/p>\n\n\n\n<p>In una bella <a href=\"https:\/\/www.singola.net\/pensiero\/assurda-evidenza-intervista-diario-filosofico-francesco-d-isa?fbclid=IwAR0SwuDDV4LeG8bnTUjX6ooNZc8VQYjbA0rrwMRwqBbHR9HTGaC3Xi73txA\">conversazione<\/a> tra l\u2019autore e Andrea Cafarella, apparsa sulla rivista Singola, l\u2019origine di questo testo viene esplorata ulteriormente: se \u00e8 vero che <em>L\u2019assurda evidenza<\/em> \u00e8 un po\u2019 il culmine della ricerca autoriale e intellettuale di D\u2019Isa, \u00e8 altrettanto corretto ricercarne i semi nelle sue opere precedenti, in special modo nel romanzo <em>La stanza di Therese<\/em>, uscito nel 2017 per Tunu\u00e9. La vicenda ruotava attorno a una giovane donna, ossessionata dal trascendente, dal divino e dal senso dell\u2019esistenza, che abbandonava tutto per chiudersi in una camera d\u2019albergo, restandovi reclusa fino alla soluzione dell\u2019enigma, d\u2019altronde: \u00abUna volta pensata la domanda non c\u2019\u00e8 via di ritorno\u00bb. <em>Wunderkammer<\/em> di una mente febbrile spiata dalla serratura e strutturato come un epistolario espanso da inserti illustrati e appunti che ammiccano alla letteratura ergodica (ma interpretabile anche come un giallo metafisico), <em>La stanza di Therese<\/em> intreccia gi\u00e0 i nodi principali delle domande che stringeranno <em>L\u2019assurda evidenza<\/em>: il rigore della ragione che la porta a specchiarsi nella sua negazione, lo strazio che deriva dall\u2019innegabile coesistere degli opposti. Eppure, mentre Therese sprofonda in un\u2019ossessione dolente \u2013 a tratti, forse, non dissimile dallo sconforto del D\u2019Isa adolescente sul letto d\u2019ospedale \u2013, D\u2019Isa adulto e autore di <em>L\u2019assurda evidenza<\/em> impara a respirare nel paradosso, sviluppa (o scopre di aver sempre avuto) le branchie e invece di annegare nell\u2019antinomia la accetta come habitat confortevole. Il libro \u00e8, a conti fatti, un tentativo di fare i conti con l\u2019assurdit\u00e0 della vita. A partire dunque da un dolore personale, si passa ad analizzare un tema sconfinato: da un\u2019esperienza radicata nella singolarit\u00e0 di una persona (personalissima proprio in quanto ascritta all\u2019unicit\u00e0 di un corpo, a precisi confini materiali) il discorso si amplia per articolarsi nell\u2019universale, toccando argomenti colossali come la vita, la morte, il tempo. Il coinvolgimento di chi legge cresce di pari passo con quello dell\u2019autore, che non si limita a una fredda disamina, ma mette a nudo gli interrogativi che lo hanno infestato negli anni, senza risparmiarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>La forma diaristica non rinuncia tuttavia all\u2019ordine, e ammette invece uno schema preciso, strutturato in tre capitoli \u2013 <em>Esiste qualcosa<\/em>, <em>Esiste qualcosa solo se esiste qualcos\u2019altro<\/em>, <em>Ogni relazione \u00e8 una differenza<\/em> \u2013 che sono precise tappe di ragionamento. \u00c8 attraverso sillogismi puliti e lineari, dalla portata teoretica crescente, che D\u2019Isa conduce con s\u00e9 il suo lettore, offrendogli costanti appigli. Partendo dal presupposto che anche \u00abla pi\u00f9 semplice delle opinioni porta con s\u00e9 profonde convinzioni metafisiche\u00bb, l\u2019autore comincia a mettere in dubbio la veridicit\u00e0 delle nostre categorie, inclusa, naturalmente, quella della veridicit\u00e0 stessa. Con una lingua confidenziale e pulita, attraversata costantemente da una piacevole ironia, si viene trasportati in un autentico viaggio dotato di un\u2019avvincente struttura narrativa. E, come nella pi\u00f9 classica tradizione del racconto, anche questa storia ha un suo peculiarissimo <em>villain<\/em>: il principio di non contraddizione, elemento fondativo del pensiero occidentale, cardine di interi e vasti sistemi filosofici, autentico tormento di D\u2019Isa pensatore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 dalla presa di coscienza inevitabile e ragionevole dell\u2019esistenza del contradditorio che sfocia l\u2019impossibilit\u00e0 di senso, \u00e8 da questa impossibilit\u00e0 che sfocia il dolore. Oppure no? Il tragitto apparentemente inquietante di <em>L\u2019assurda evidenza<\/em> si risolve con un insperato lieto fine: dal non senso non deve necessariamente scaturire sofferenza, perch\u00e9 anche la negativit\u00e0 che in modo generico gli si attribuisce non \u00e8 che l\u2019ennesima categoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la distinzione tra categorie e linguaggi \u00e8 qualcosa che l\u2019autore intende superare. Dalle sue doti di artista scaturiscono cos\u00ec anche alcuni intervalli grafici, immagini create dopo sedute di meditazione, che arricchiscono il volume e proseguono con un medium diverso quanto esposto con le parole. Quando interrompe il discorso verbale, D\u2019Isa si affida all\u2019estetica come \u03b1\u1f34\u03c3\u03b8\u03b7\u03c3\u03b9\u03c2 pi\u00f9 pura, all\u2019immediatezza della <em>sensazione<\/em> (visiva) avulsa da ogni commento, una sorta di suggestione libera in cui chi prima leggeva e adesso osserva pu\u00f2 riallacciarsi a quanto ha appreso finora.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 interessante sottolineare anche la densa esilit\u00e0 del libro, che non raggiunge il centinaio di pagine: si tratta di un lavoro di sottrazione, di cui si fa traccia la vasta bibliografia finale. L\u2019opera di scarnificazione fa emergere nuclei luminosamente limpidi nella loro complessit\u00e0, nell\u2019accezione pi\u00f9 filosofica del termine. Ogni breve capitolo \u00e8 intessuto di riferimenti che oscillano con sapiente equilibrio tra la sapienza orientale e occidentale, mostrandone la continuit\u00e0 profonda, a discapito della carente tradizione accademica italiana. Il misticismo laico di D\u2019Isa esplora sistemi di credenze scientifici ed esoterici, passa dalla meditazione alla sperimentazione, senza soluzione di continuit\u00e0, senza chiudersi a nessuna potenziale crescita personale. \u00abEppure sono convinto che ogni \u201co\u201d sia una \u201ce\u201d e che la negazione non distrugga, ma nasconda\u00bb. L\u2019autore sottolinea a pi\u00f9 riprese come le opposizioni non significhino negazione o, meglio, non siano limitate dalla negazione, in quanto \u00e8 dalla coesistenza dei contraddittori che sfocia l\u2019assurdit\u00e0 e il discorso \u00e8 valido tanto su un piano ontologico quanto su quello strettamente accademico, in cui la compartimentazione dei saperi non ha ancora cessato di fare i suoi danni.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019assurdo \u00e8 evidente nel quotidiano, anche ai livelli pi\u00f9 mondani, ne abbiamo costantemente segnali, epifanie, ma tendiamo a non ammetterlo se non come rumore di fondo, sirena da ignorare per non finire intrappolati dentro un groviglio involuto di ragionamenti paradossali. D\u2019Isa ci invita piuttosto ad accogliere questa dimensione e farla nostra:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abEcco il portentoso suggerimento dell\u2019assurdo, nel quale ogni cosa si livella in un radicale egualitarismo ontologico: \u00e8 qui, al di l\u00e0 di ogni giudizio di valore, che si dissotterra la neutra e abbacinante bellezza di qualunque cosa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Approdando all\u2019evidenza di quest\u2019assurdit\u00e0, al coesistere di tutto e nulla (\u00abLa risposta a qualunque domanda \u00e8 sia s\u00ec che no\u00bb, concludeva Therese), D\u2019Isa sceglie consapevolmente di non operare alcuna sintesi, di non risolvere il conflitto, anzi, di non considerarlo affatto un conflitto, ma una liberazione, oltrepassando cos\u00ec anche le maglie dell\u2019indecidibilit\u00e0. Che la vita non abbia senso \u00e8 \u00abuna buona notizia\u00bb, perch\u00e9 scoprirlo ci solleva dalla necessit\u00e0 di attribuire significati a ci\u00f2 che, per la sua stessa ambigua e ambivalente costituzione, semplicemente non pu\u00f2 averne. Siamo sciolti dai criteri che ci costringono a porre un filtro di negativit\u00e0 a ci\u00f2 che non riusciamo a dotare di senso, noi stessi in primis. Il diario filosofico di Francesco D\u2019Isa \u00e8 un libro breve, che ci permette di seguire il cantiere di una mente al lavoro mentre rifinisce un tassello importante del proprio sistema di credenze, ma non pretende di imporre alcuna lezione, n\u00e9 vuole essere un approdo definitivo. \u00c8, soprattutto, un invito al viaggio da condurre con una nuova, possibile consapevolezza: che l\u2019orizzonte dell\u2019assenza di significato \u00e8 abitato dalla meraviglia.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abL\u2019assurdo \u00e8 evidente nel quotidiano, anche ai livelli pi\u00f9 mondani, ne abbiamo costantemente segnali, epifanie, ma tendiamo a non ammetterlo se non come rumore di fondo, sirena da ignorare per non finire intrappolati dentro un groviglio involuto di ragionamenti paradossali\u00bb. <!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":6189,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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