{"id":5964,"date":"2021-12-03T09:28:38","date_gmt":"2021-12-03T09:28:38","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=5964"},"modified":"2023-12-07T14:01:40","modified_gmt":"2023-12-07T14:01:40","slug":"la-notte-al-termine-del-viaggio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/12\/03\/la-notte-al-termine-del-viaggio\/","title":{"rendered":"La notte al termine del viaggio"},"content":{"rendered":"\n<p>I personaggi dei fumetti comunicano sempre per iscritto, anche quando parlano ad alta voce, quando pensano o quando fanno rumore. Siamo portati a credere che i dialoghi racchiusi nei balloon evochino una situazione reale, siano la traccia visibile della dimensione verbale di un racconto per immagini, ma spesso non riflettiamo sul fatto che anche quei contenitori occupano una superficie. Le nuvolette non si limitano a fornirci informazioni; esse stesse lo sono, perch\u00e9 ci dicono di una fonte che ha emesso un suono, e sottraggono al nostro occhio una parte del foglio, fosse anche vergine (come un cielo senza nuvole o una landa desolata).<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il fiume di notte<\/em> di Kevin Huizenga (Coconino press) si apre con una sintetica descrizione di questo paradosso. Nella prima pagina c\u2019\u00e8 <a href=\"https:\/\/64.media.tumblr.com\/1ee55db57c4b01d2c675d088ad625be7\/503c93b20dbb84fa-f8\/s1280x1920\/639138c7d876932ffa5ffdf96404da361f95a774.jpg\">un riquadro verticale che d\u00e0 sull\u2019interno di un\u2019abitazione<\/a>. Due inquilini, ai lati della vignetta e privi di volto, stanno sicuramente parlando perch\u00e9 al centro della scena c\u2019\u00e8 un balloon, che per\u00f2 \u00e8 stato oscurato. Tavola dopo tavola, la macchina da presa si allontana vertiginosamente, dai tetti delle case ai confini con la volta celeste, senza perdere di vista la nuvoletta, che ha abbandonato la sua fonte sonora salendo verso l\u2019atmosfera. Qui, come ogni nube che si rispetti, evapora e la sequenza si conclude.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una dichiarazione d\u2019intenti. Huizenga impianta una metafora sull\u2019evanescenza delle parole, delle conversazioni quotidiane ricche di banalit\u00e0 e frasi fatte, che per essere messe in scena non hanno bisogno n\u00e9 di una fisionomia verbale n\u00e9 di un tono di voce preciso. Il balloon non \u00e8 pi\u00f9 calibrato in funzione della lunghezza del testo, ma vive di vita propria. Se nella finzione diventa semplice vapore acqueo e come tale risponde alle leggi della fisica, l\u2019effetto ottenuto su carta \u00e8 ancora pi\u00f9 spiazzante, perch\u00e9 la frase misteriosa occupa ugualmente uno spazio: \u00e8 stata pronunciata dal personaggio di un fumetto, ed \u00e8 reale tanto quanto lui, a prima vista. Huizenga sembra ricordarci che la parola scritta \u00e8 indifendibile, e che nei suoi lavori &#8211; come in quelli di tutti i suoi colleghi &#8211; chi usa la voce \u00e8 destinato a non capire o a non farsi capire.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-01-1020x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5965 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"1020\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-01-1020x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5965 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-01-1020x1024.jpg 1020w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-01-300x300.jpg 300w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-01-150x150.jpg 150w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-01-768x771.jpg 768w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-01-1531x1536.jpg 1531w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-01-2041x2048.jpg 2041w\" sizes=\"(max-width: 1020px) 100vw, 1020px\" \/><\/noscript><figcaption><strong>Tavola 158 &#8211; Una delle tante incomprensioni tra Glenn e Wendy<\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel riassumere la trama dell\u2019opera si percepisce la stessa semplicit\u00e0 che caratterizza l\u2019incipit. Glenn Ganges, <a href=\"https:\/\/www.du9.org\/en\/entretien\/kevin-huizenga1020\/\">personaggio ricorrente nella produzione dell\u2019autore<\/a>, \u00e8 il classico uomo medio, che quando non lavora si concede una passeggiata nella natura, un salto in biblioteca, o una chiacchierata con la moglie, Wendy, con la quale ha un rapporto normalissimo, fatto di piccoli litigi e grandi momenti d\u2019affetto. Una sera per\u00f2, dopo aver esagerato con il caff\u00e8, non riesce a prendere sonno e si appresta a trascorrere una notte in bianco nella quale confluiranno timori e ricordi, crisi di nervi e riflessioni. Al suo fianco, nel frattempo, Wendy riposa tranquillamente e Glenn pu\u00f2 sentirla respirare. Un balloon bianco, totalmente vuoto, \u00e8 il simbolo del suo fiato.<\/p>\n\n\n\n<p>Per i pensieri del protagonista, invece, Huizenga ricorre alla stessa soluzione visiva proposta in apertura, ma decide di ribaltarla: non pi\u00f9 un\u2019unica nuvoletta che si perde nell\u2019aria, bens\u00ec un cielo ricoperto di idee, un conglomerato di riquadri attratti gli uni verso gli altri. \u00c8 <a href=\"https:\/\/64.media.tumblr.com\/4e8087b91039d40359b827b35d84f43d\/b0eb3bcd791561df-91\/s1280x1920\/0d97b74861ad87943da0e7a8227f55ceb8200bfc.jpg\">una versione allegorica della mente di Glenn<\/a>, dove i processi cognitivi rivestono uno strato superficiale che assomiglia a una grande distesa oceanica, sulla quale si scatena un nubifragio. Al di sotto, in profondit\u00e0, arde il fuoco dell\u2019insonnia che simboleggia l\u2019effetto del caff\u00e8. Il parallelismo con la sequenza iniziale \u00e8 inevitabile e il suo significato eloquentissimo: Glenn \u00e8 l\u2019ecosistema in cui vive; lui e l\u2019ambiente che lo circonda sono fatti della stessa materia, e i loro rivolgimenti sono dominati da un rigido determinismo, che non lascia spazio a credenze superflue o astrazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo comporta che, anche nei pochi sprazzi di sonno, Glenn finisca per rivivere la giornata appena conclusa, ritornando sui propri passi e ripetendo ogni gesto, meccanicamente, contro la sua volont\u00e0. \u00abQuando le cose scorrono e tu sei concentrato \u2013 osserva a un certo punto \u2013 ci sono solo azioni e reazioni e azioni. \u00c8 tutto facile e non ti accorgi neanche del passaggio del tempo: ci sei immerso dentro\u00bb. Svuotare la mente, percepire solo il respiro (cio\u00e8 le nuvolette vuote, a scapito del testo <a href=\"https:\/\/64.media.tumblr.com\/b1b1c47985f1e719742c1197408805aa\/ce8be5e64cf14fbd-e4\/s1280x1920\/8187af7cb24af2fa1364107c4871424d9878f894.png\">da cui cerca di liberarsi<\/a>), separare la mente dal corpo\u2026 non sono i rimedi migliori, ma Glenn deve farseli bastare. Del resto, che da questa nottataccia anonima dipenda la sua stessa vita diventa chiaro quando uno dei tentativi sembra funzionare un po\u2019 troppo, e la coscienza dell\u2019eroe, personificata in un suo doppio, fugge a bordo di un balloon.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-02-3-759x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5982 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"759\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-02-3-759x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5982 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-02-3-759x1024.jpg 759w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-02-3-222x300.jpg 222w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-02-3-768x1036.jpg 768w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-02-3-1139x1536.jpg 1139w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-02-3.jpg 1194w\" sizes=\"(max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/noscript><figcaption><strong>&nbsp;Tavola 105 &#8211; Anche la coscienza di Glenn \u00e8 uguale a Glenn<\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In effetti il vero protagonista di molte scene non \u00e8 Glenn, ma una sua proiezione, un suo alter ego deformato che si aggira per casa, che rovista fra i libri in cerca di una lettura soporifera o che rischia di farsi arrestare per schiamazzi notturni. Il corpo del personaggio delega l\u2019azione alla propria mente, libera di vagare in un mondo inattendibile e senza filtri che si piega a ogni esigenza del narratore. Anche la pi\u00f9 ridicola, come quando Glenn deve acchiappare un gatto domestico che si d\u00e0 per scontato essere il suo &#8211; anche se non \u00e8 mai comparso prima d\u2019ora.<\/p>\n\n\n\n<p>Huizenga tiene a specificare che mente e corpo del suo primo attore non sono mai realmente separati. In passato Glenn aveva sviluppato una fissazione per un videogioco, uno sparatutto in prima persona con cui si divertiva ogni sera dopo il lavoro insieme ai colleghi. Poi rientrava a casa, si buttava nel letto e sognava di continuare a essere nel videogame, muovendosi per le strade e incontrando altri personaggi fittizi. Non \u00e8 un caso, dunque, che nell\u2019appartamento dei Ganges tutto rimandi all\u2019universo videoludico. C\u2019\u00e8 la coscienza di Glenn, che \u00e8 un avatar di per s\u00e9; ci sono le alternative al sonno che gli si presentano, e che vengono scartate in fila come se il comando provenisse da un joystick; c\u2019\u00e8 il tavolo della cucina da mettere in ordine, insieme a un\u2019infinit\u00e0 di altre incombenze. Verso la fine, addirittura, l\u2019unico obiettivo di Glenn diventa quello di non svegliare Wendy, quasi come se la posta in gioco fosse vitale, al pari dei tanti videogame in cui gli npc (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Personaggio_non_giocante\">non-player character<\/a>) devono ricevere protezione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esperienza in prima persona azzera i legami con il mondo circostante e chi gioca \u00e8 spedito in una dimensione virtuale dove \u00abvede soltanto la sua pistola e i suoi bersagli\u00bb, come ci dice la voce narrante. A modo suo, anche <em>Il fiume di notte<\/em> si avvale di un\u2019interfaccia di gioco, solo che nella parte bassa o ai lati delle inquadrature non ci viene mostrata un\u2019arma, com\u2019\u00e8 tipico degli sparatutto, bens\u00ec il profilo di Glenn, che vale per mente e corpo e salta fuori di continuo (persino in altre opere di Huizenga, <a href=\"https:\/\/picclick.it\/Maledizioni-Kevin-Huizenga-2006-184651685215.html#&amp;gid=1&amp;pid=1\">come nella copertina del volume antologico <em>Maledizioni<\/em><\/a>). \u00c8 molto pi\u00f9 di un simbolo: \u00e8 un invito ad assumere il punto di vista del personaggio, per fare propria una vicenda che altrimenti sarebbe anonima, non universale (com\u2019\u00e8 nelle intenzioni).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-03-955x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5968 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"955\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-03-955x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5968 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-03-955x1024.jpg 955w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-03-280x300.jpg 280w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-03-768x823.jpg 768w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-03-1433x1536.jpg 1433w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-03-1911x2048.jpg 1911w\" sizes=\"(max-width: 955px) 100vw, 955px\" \/><\/noscript><figcaption><strong>Tavola 53 &#8211; Una pausa videoludica che ricorda <\/strong><a href=\"https:\/\/www.lassociation.fr\/backoffice\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/3679.png\"><strong>\u201cBlue\u201d di Lewis Trondheim<\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Quando non cammina per casa, Glenn si rigira nel letto e ripensa al passato, provando a fare chiarezza: la sua insonnia non pu\u00f2 essere dovuta al caff\u00e8, ci dev\u2019essere un peso che lo turba, non importa se da qualche giorno, da pochi mesi o dall\u2019infanzia. \u00abC\u2019\u00e8 questo avanti e indietro tra i pensieri e le azioni\u00bb che si ripete di continuo e che verso la fine sfocia in un caleidoscopio di ricordi premonizioni propositi che non sembrano tenere conto gli uni degli altri. In una digressione introdotta dalla didascalia \u00abprima\u00bb, Glenn e Wendy prendono l\u2019aereo e si ricordano di quella notte che lui non riusciva a dormire. Lei, fumettista di professione, gli aveva giurato di farci una storia, ma dopo un po\u2019 si era fermata perch\u00e9 non riusciva a capire come concluderla. Anche questo episodio \u00e8 eloquente perch\u00e9 fa risalire al passato l\u2019epilogo di un evento in corso, proprio come fa Glenn nei suoi \u201cviaggi nel tempo\u201d immaginari: scava in profondit\u00e0 nel vissuto a partire da ci\u00f2 che sta per vivere e che percepisce come ordinario.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano stilistico Huizenga porta alle estreme conseguenze l\u2019osservazione di Scott McCloud<strong> <\/strong>sullo scorrere del tempo tra le vignette. \u00abAl contrario di altri media \u2013 si legge in <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Understanding_Comics\"><em>Understanding comics<\/em><\/a> \u2013nel fumetto il passato \u00e8 pi\u00f9 che un ricordo per il pubblico, e il futuro \u00e8 ben pi\u00f9 di una semplice possibilit\u00e0. [Entrambi] sono reali e visibili attorno a noi\u00bb, sotto forma di riquadri che abbiamo gi\u00e0 letto o che dobbiamo ancora leggere quando ci troviamo a un certo punto della pagina. Glenn rompe lo schema tradizionale in diverse occasioni, e passa materialmente da una vignetta all\u2019altra, nel pi\u00f9 classico escamotage metafumettistico. Non l\u2019ha certo inventato Huizenga, ma con lui assume cos\u00ec tanti significati da far invidia a chiunque ne faccia abuso.<\/p>\n\n\n\n<p>Diamo un\u2019occhiata alla sequenza qui in basso. Glenn sta andando in biblioteca, percorrendo una strada che ama e che conosce fin troppo bene, tanto che ricorda di averla fatta anche la primavera precedente, e quella prima, e quella prima ancora. Per passare di anno in anno si affaccia sui quadretti successivi, sia di fronte che di lato, in un unico movimento ininterrotto: una specie di piano sequenza, con il disegno sullo sfondo \u201cripreso\u201d in divenire, senza tagli.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche nella striscia successiva c\u2019\u00e8 una grande immagine in secondo piano, ma Glenn non si muove pi\u00f9 nella dimensione sequenziale delle vignette, ma in quella tabulare della pagina. Si \u00e8 lasciato alle spalle i tre piani temporali accatastati sulla sinistra (quasi a formare un\u2019illusoria <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mise_en_abyme\">mise en abyme<\/a>) ed \u00e8 approdato in uno spazio apparentemente uguale a prima ma che non \u00e8 soggetto allo scorrere dei minuti. \u00abSe svuoto la mente&#8230; il momento presente sembra infinito. Eterno\u00bb, puntualizza subito dopo. Sarebbe una frase banale, se non fosse l\u2019unico strumento che ha per esorcizzare la monotonia della vita, di cui si \u00e8 appena reso conto quasi per caso.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-04-1024x640.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5969 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"640\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-04-1024x640.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5969 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-04-1024x640.jpg 1024w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-04-300x188.jpg 300w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-04-768x480.jpg 768w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-04-1536x960.jpg 1536w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/fiume-notte-04-2048x1281.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><figcaption><strong>Tavola 18 &#8211; I viaggi nel tempo all\u2019avanguardia, secondo Kevin Huizenga<\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 dalla tavola seguente lo schema compositivo ritorner\u00e0 normale ma l\u2019autore non rinuncer\u00e0 mai a queste piccole licenze. La forma, pi\u00f9 che omologarsi al contenuto, lo deve modellare. Il discorso (serissimo) sullo scorrere del tempo viene portato avanti solo nel momento in cui \u00e8 il linguaggio a veicolarlo, sotto una coltre narrativa imbevuta dei generi pi\u00f9 disparati, dal thriller alla commedia, dal fantasy alla divulgazione scientifica. Diciamolo senza remore: l\u2019approccio di Huizenga \u00e8 <em>poetico<\/em>, non perch\u00e9 si nutra di metafore ma nella misura in cui il verso (inteso come \u201cartificio\u201d) \u00ab\u00e8 un ostacolo scelto per provocare un effetto di straniamento semantico\u00bb, <a href=\"https:\/\/books.google.com\/books\/about\/Sugli_specchi_e_altri_saggi.html?id=VM56DwAAQBAJ&amp;source=kp_book_description\">per usare le parole del maestro<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>La narrazione ha un andamento digressivo, evita le scene madri, si muove a un ritmo ellittico e nega la linearit\u00e0. Non importa che, al lato pratico, accada tutto in poche ore: la vera materia \u00e8 un\u2019altra, e abbraccia l\u2019arco di vita di un uomo che sa gi\u00e0 cosa aspettarsi dal futuro e accetta solo di sentirsi pi\u00f9 vecchio. In altri fumetti di Huizenga, Glenn non raggiungeva questo stesso orizzonte stoico: era ancora succube del suo creatore, era passivo, recalcitrante, agiva in un certo modo perch\u00e9 cos\u00ec doveva essere. Aveva gi\u00e0 compiuto il viaggio che gli spettava, in qualit\u00e0 di eroe, ma doveva ancora prenderne coscienza, rielaborarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo stanotte ce l\u2019ha fatta.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abI personaggi dei fumetti comunicano sempre per iscritto, anche quando parlano ad alta voce, quando pensano o quando fanno rumore. 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