{"id":5851,"date":"2021-10-26T06:35:22","date_gmt":"2021-10-26T06:35:22","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=5851"},"modified":"2023-12-07T14:01:41","modified_gmt":"2023-12-07T14:01:41","slug":"fuoco-cammina-con-lei","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/10\/26\/fuoco-cammina-con-lei\/","title":{"rendered":"Fuoco cammina con lei"},"content":{"rendered":"\n<p>A essere riduttivi, la scrittura si pu\u00f2 dividere in due grandi aree: contenuto e forma. Proseguendo su questa (inutile?) generalizzazione, possiamo avere due tipi di romanzi. Uno che privilegia la trama, la spinta narrativa, l\u2019incastro degli eventi e il movimento che quell\u2019incastro genera. Pu\u00f2 accadere che questa scelta risulti efficace \u2013 facendo, pi\u00f9 che calare, <em>cadere<\/em> il lettore all\u2019interno della storia \u2013, ma pu\u00f2 anche succedere che, in un gioco di pesi e misure, la scrittura venga relegata ad anodino strumento comunicativo. La seconda tipologia di romanzo, quella che predilige la forma, pu\u00f2 risultare stilisticamente brillante \u2013 dove per stile non si intende vezzo, ma anzi autorialit\u00e0, intenzione, personificazione della storia nella lingua \u2013 oppure rivelarsi trucco di prestigio per ottenere il plauso del pubblico: la forma \u00e8 il miglior posto in cui nascondersi, quando si \u00e8 insicuri dei propri mezzi. Trovare l\u2019equilibrio tra questi due universi dialoganti \u00e8 complesso, tanto quanto lo potrebbe essere elaborare una formula alchemica che dia come risultato la buona letteratura.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea Donaera, nel suo secondo romanzo <a href=\"https:\/\/www.nneditore.it\/libri\/lei-che-non-tocca-mai-terra\/\"><em>Lei che non tocca mai terra<\/em><\/a> (NN Editore), conferma di aver ben chiaro questo equilibrio, e di sapere come raggiungerlo. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La storia, scandita dal succedersi dei giorni di una settimana, ruota attorno a un incidente di cui \u00e8 vittima Miriam, ora in coma. A tenerle compagnia c\u2019\u00e8 Andrea, un ragazzo che la conosce a malapena (sono usciti solo una volta), ma che prova per lei un sentimento gi\u00e0 potente e viscerale. I due riescono a dialogare tramite una fittizia telepatia: cos\u00ec, mentre Miriam parla dal fondo senza fondo di un vuoto, \u00abQui tutto \u00e8 buio\u00bb, Andrea le lancia delle corde invisibili che, parola dopo parola, cercano di riportarla in superficie: \u00abTi aspetto. Ci sono tante cose che ci aspettano\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa sorta di dialogo \u00e8 anche una forma di terapia, la <em>talking cure<\/em>, praticata anche dai genitori e da un\u2019amica della ragazza (loro, al contrario di Andrea, non sentiranno le risposte di Miriam, come se la sordit\u00e0 del rapporto passato fosse stata travasata nel coma).<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, nella stanza di ospedale, fa prima la sua comparsa Lucio, padre della ragazza, sindaco della cittadina e ombra del fratello \u00abpapa Nanni\u00bb, prete esorcista celebre in tutto il paese. Poi arriva Mara, madre di Miriam, incapace di sciogliere il groviglio di dolore generato dalla morte della sorella. Infine, Gabry, intima amica della ragazza, le invia da Bologna lunghi messaggi registrati su cd. Papa Nanni \u00e8 il personaggio che abita le zone d\u2019ombra del romanzo: un santone che tiene in pugno la mente di Andrea \u2013 suo aspirante allievo \u2013 e considera Miriam un parto del demonio, del Male, dell\u2019Avversario.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio sull\u2019interpretazione della natura della ragazza che si schiudono gli strati interni della storia. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Miriam \u00e8 un\u2019adolescente oscura ed esplosiva che, immobile in un letto, sprigiona una febbrile energia magnetica sulle altre persone. Per individui come lei la morte (o quasi-morte) non coincide mai con la fine: la loro personalit\u00e0, nonostante la passivit\u00e0 fisica, \u00e8 cos\u00ec impetuosa da scavalcare la dimensione della memoria per attivare una relazione trasformativa con l\u2019esterno (basti sapere che ogni personaggio, Andrea e papa Nanni esclusi, esiste nel romanzo quasi esclusivamente in funzione del dialogo-monologo con Miriam).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attrazione mesmerica vibrante dal corpo della ragazza ricorda quella che Laura Palmer esercita sui personaggi de <em>I segreti di Twin Peaks<\/em>, la celebre serie televisiva ideata da David Lynch. Il riferimento \u00e8 palesato da Donaera stesso, tanto nell\u2019esergo (dove viene citata una poesia di Jennifer Lynch tratta da <em>Il diario segreto di Laura Palmer<\/em>), quanto nel passaggio in cui Andrea vede Gallipoli come \u00abuna specie di Twin Peaks mediterranea, che non c\u2019\u00e8 uno normale, che tutti sono malati, rotti dentro, che nascondono chiss\u00e0 cosa, tutti, eh\u00bb. Nell\u2019opera di Lynch, Laura Palmer, assente dalla scena per buona parte della serie, risulta una protagonista a tutti gli effetti, perch\u00e9 \u2013 nonostante abiti il passato \u2013 <em>agisce<\/em> sul presente, influenzando le vite altrui. Cercare l\u2019assassino della ragazza diventa, pi\u00f9 che una vendetta o un atto di giustizia, un tentativo di aprire un dialogo con lei: raramente qualcuno \u00e8 riuscito a rendere un cadavere pi\u00f9 vivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il riferimento alla filmografia lynchiana \u00e8 manifesto anche in un passaggio che ritorna, nel romanzo, a pi\u00f9 riprese: la camminata notturna di Miriam lungo l\u2019autostrada, rievocazione della celebre passeggiata scomposta di Rita durante i primi minuti di <em>Mulholland Drive<\/em>. Oppure, per spostarci sulla narrativa italiana, parzialmente assimilabile all\u2019incipit de <em>La ferocia<\/em> di Nicola Lagioia (ispirato a sua volta al lungometraggio di Lynch), che si apre con la camminata di Clara Salvemini, una ragazza \u00abnuda, e pallida, e ricoperta di sangue\u00bb, lungo la strada statale barese.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, al contrario di quanto si potrebbe sospettare, Miriam, Laura Palmer e Rita non sono anacronistiche <em>femme fatale<\/em>: la catastrofe che abbattono sull\u2019esterno, infatti, non \u00e8 che un riflesso di quella che le devasta all\u2019interno: \u00abCorro da cos\u00ec tanto che \u00e8 come se fossi diventata io stessa, il labirinto\u00bb. Per queste tre donne, l\u2019unico desiderio auspicabile diventa quello di <em>ritrovarsi<\/em>: \u00abNon vuoi pi\u00f9 mancarti\u00bb, confessa Miriam a s\u00e9 stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo violento cocktail umano non sempre viene compreso, anzi. Per papa Nanni, scottato da un amore finito in tragedia, persone come Miriam sono la personificazione del Male. Ed \u00e8 per questo motivo che Dio ha agito per rimuoverle dalla Terra, come ricorda Nanni ad Andrea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abIn un certo senso siamo uguali io e te. Anche io ho amato una donna in un modo che neanche il pi\u00f9 sacro dei libri potr\u00e0 mai spiegare. L\u2019ho amata ignorando che quell\u2019amare corrisponde al Male. Dio me l\u2019ha portata via. Per il mio bene\u00bb.<br>\u00abMa perch\u00e9 dici che corrisponde al Male?\u00bb.<br>\u00abSe non fosse cos\u00ec, perch\u00e9 mai Dio avrebbe deciso di portarmela via?\u00bb.<br>\u00abNanni, non ha senso&#8230;\u00bb.<br>\u00abE qual \u00e8 il senso, allora? Il caso? Il caos delle esperienze che viviamo?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La mente di papa Nanni segue pensieri collaudati, inattaccabili, refrattari a qualsiasi forma di inclusione dell\u2019alterit\u00e0. Come accade per ogni fanatismo, alla costante ricerca di un capro espiatorio \u2013 che qui \u00e8 un demone-femmina, incarnazione dell\u2019amore terreno. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli esorcismi \u2013 di cui, forse, si sarebbe voluto sapere qualcosa in pi\u00f9 \u2013 e il culto intorno la figura del santone esercitano una profonda influenza su Andrea, facilmente assoggettabile anche a causa di una complessa situazione familiare (un padre morto suicida e una madre che \u00e8 \u00abun cadavere indecomposto\u00bb, \u00abmalata di vuoto\u00bb). Il ragazzo, per\u00f2, \u00e8 convinto che l\u2019amore non personifichi il Male, ma anzi lo sconfigga. E se il Male \u00e8 l\u2019amore e il bene \u00e8 Dio, allora meglio che Dio non esista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abE se ti aspetto \u00e8 per questo: per dirti grazie, almeno. Per dirti che mi manchi da tutta la vita. Per dirti che se esisti tu non c\u2019\u00e8 bisogno che esiste Dio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa ragnatela di eventi viene rappresentata attraverso una tessitura stilistica che, per chi ha letto <em>Io sono la bestia<\/em> (romanzo d\u2019esordio di Donaera) \u00e8 gi\u00e0 chiara. Come nel precedente romanzo, la storia si muove tramite un movimento corale e una rotazione di punti di vista, costruendosi come un puzzle. Questa alternanza viene espressa tramite l\u2019avvicendamento di tecniche narrative diverse: alla prima persona narrante di Andrea, Lucio, Mara, Gabry, si sostituiscono la seconda persona di Miriam o interi capitoli dialogici.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore, cresciuto sul terreno della poesia (e negli ultimi anni anche della divulgazione culturale, vedasi il suo podcast <a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/show\/7AByxCkrt07n0UUjU4g3Ci?si=c120c71ed5404596\"><em>(n)Trame<\/em><\/a>), dimostra nuovamente la sua attenzione (e predilezione) per la musicalit\u00e0 della lingua, per un fraseggio che vibra di senso e suono. Il romanzo mantiene cos\u00ec alcuni connotati poetici \u2013 l\u2019aspetto evocativo, la profonda introspezione \u2013 ibridandoli con una narrativizzazione prosastica degli eventi. Questo \u00e8 reso possibile anche grazie a due peculiarit\u00e0 narrative di Donaera: il flusso di coscienza (o meglio, un ibrido tra flusso di coscienza e monologo interiore) e la mimesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Partendo dal presupposto che non si pu\u00f2 avere l\u2019uno senza l\u2019altra \u2013 il flusso di coscienza, espressione caotica e fedele del pensiero umano, \u00e8 difficilmente riproducibile senza la mimesi \u2013, Donaera viaggia sul confine tra i due. Il risultato \u00e8 un effetto di realt\u00e0: il lettore partecipa ai pensieri del personaggio, ne condivide la confusione e, cos\u00ec, la fa sua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abMio fratellu, per\u00f2, veramente, se m\u00f2 iou potevu avercelu qua con me, era \u2019na cosa che mi serviva. Che lui \u00e8 persona di Dio, \u00e8 unu miracolatu. M\u00f2 ha iniziatu a venire qua di fronte, la notte. La mamma tua \u00e8 impazzita quandu l\u2019ha vistu, ma lei non capisce che lui lo fa pe\u2019 noi: \u00e8 il modu suo pe\u2019 starci vicinu. Lei non lo vuole vedere propriu, non gli perdona mai e poi mai il fattu bruttu che successe. Che tiene ragione lei, eh, mica iou dicu ca non tiene ragione. Per\u00f2, iou, se m\u00f2 potevo tenere l\u2019appoggiu di mio fratellu, in \u2019sta situazione, mannaggia alla miseria, iou m\u00f2 pensu che poteva servirmi. E che poteva servirti puru a te. Che quellu, mio fratellu, \u00e8 capace di cose che se unu non le vede mica ci pu\u00f2 credere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo passaggio \u2013 dove \u00e8 Lucio, il padre di Miriam, a parlare (in un dialogo che \u00e8 monologo) \u2013 si racchiude il discorso accennato poco sopra. Si pu\u00f2 infatti notare il ritmo frenetico di un flusso di coscienza, mescolato per\u00f2 a un contenuto decifrabile, caratteristico del monologo interiore (distante, per intenderci, dal flusso integralista e schizofrenico dell\u2019<em>Ulisse<\/em> di James Joyce). La mimesi, poi, ottenuta tramite la riproposizione fedele del dialetto salentino, funge da raccordo, localizza il personaggio e lo vivifica.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte, per\u00f2, capita che queste emozioni siano troppo ingombranti, troppo potenti per esprimerle nella loro interezza:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abE penso che non \u00e8 per niente sensato che dentro quella casa c\u2019\u00e8 la ragazza pi\u00f9 bella del paese che dorme e nessuno sa se si sveglia. Non \u00e8 per niente sensato: se ci ragioni, pure ammettendo l\u2019esistenza di un Avversario di Dio, non ha senso. E non so argomentarla di pi\u00f9, \u2019sta cosa della mancanza di senso, ma sento che funziona, che regge\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Appurato questo, bisogna accettare che alle definizioni, alcune volte, ci si pu\u00f2 solo andare vicino. Come accade a Miriam che, immersa in quel fluido bianco che \u00e8 il coma, tenta di decifrare il proprio viaggio interiore, che \u00e8 anche un viaggio nel passato, che \u00e8 anche il viaggio di ognuno di noi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abUn ricordare, ecco cos\u2019\u00e8. Una specie di ricordare, che per\u00f2 \u00e8 anche un galleggiare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abBisogna accettare che alle definizioni, alcune volte, ci si pu\u00f2 solo andare vicino\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":5852,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/10\/26\/fuoco-cammina-con-lei\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Fuoco cammina con lei - 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