{"id":5775,"date":"2021-09-27T15:30:12","date_gmt":"2021-09-27T15:30:12","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=5775"},"modified":"2023-12-07T14:01:41","modified_gmt":"2023-12-07T14:01:41","slug":"mondocane-una-distopia-del-nostro-tempo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/09\/27\/mondocane-una-distopia-del-nostro-tempo\/","title":{"rendered":"Mondocane, una distopia del nostro tempo"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abNella favela nata all\u2019ombra dell\u2019acciaieria, i figli dell\u2019abbandono sopravvivono senza legge. Dimenticati nella citt\u00e0 simbolo di un paese segnato dal degrado ambientale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ultimo periodo l\u2019occhio artistico, cinematografico e non solo, sta interpretando sempre con maggiore frequenza il magma del reale attraverso la lente della&nbsp;<em>distopia<\/em>. L\u2019idea di una anti-utopia \u00e8 sicuramente sempre esistita nell\u2019immaginario creativo come avvertimento o presagio di uno scenario negativo possibile, qualora gli assetti del presente prendessero una determinata piega indesiderata. La tendenza pi\u00f9 recente, invece, pare raccontare un mondo futuro inevitabile, che parte da disfunzioni politiche, sociali ed economiche gi\u00e0 in atto, sotto gli occhi di tutti e tutte senza bisogno di sforzi immaginifici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Mondocane<\/em>, film diretto da Alessandro Celli presentato in concorso alla 36\u00b0 Settimana Internazionale della Critica nell\u2019ambito della Mostra del Cinema di Venezia e distribuito nelle sale dal 3 settembre, prende avvio proprio da un presupposto gi\u00e0 accaduto nel nostro tempo: il disastro ambientale e i danni alla salute di lavoratori e famiglie causati dalle emissioni nocive dell\u2019acciaieria Ilva di Taranto. Il soggetto e la regia di Celli, con la produzione di Matteo Rovere e della sua Groenlandia, insieme alla Minerva Pictures di Gianluca Curti, ritraggono il capoluogo dell\u2019omonima provincia pugliese utilizzando la chiave del cinema di \u201cgenere\u201d nella sua accezione pi\u00f9 felice, con caratteristiche pop che soddisfano il gusto del pubblico senza paura di ambire a tematiche impegnate, solitamente relegate al cinema d\u2019autore. Il registro stilistico resta facilmente fruibile, avvitato in un\u2019estetica post-apocalittica dal sapore punk, ma le intenzioni esplorano spazi finora rimasti vergini.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/mondocane-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5779 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/mondocane-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5779 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/mondocane-2.jpg 1024w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/mondocane-2-300x169.jpg 300w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/mondocane-2-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>In una Taranto non cos\u00ec futura, dunque, Pietro e Christian (Dennis Protopapa e Giuliano Soprano), due adolescenti, orfani, specchio dello stato di abbandono e della ruvidezza di una generazione senza pi\u00f9 riferimenti educativi n\u00e9 prospettive, sopravvivono su una barca fissata al porto di Tamburi, fantasticando ogni giorno \u2013 in uno strettissimo dialetto tarantino \u2013 di unirsi alle cosiddette Formiche, una banda di criminali composta quasi interamente da ragazzi e ragazze loro coetanei, capeggiata dal famigerato Testacalda (Alessandro Borghi).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una parte della citt\u00e0 \u00e8 ormai recintata e isolata a causa dei flussi cancerogeni dell\u2019Ilva, trasformata di fatto in un polmone tossico pieno di delinquenza contro cui la Polizia tenta maldestramente di agire; al di l\u00e0 si erge invece la Nuova Taranto, divisa per settori e classi. Nel momento in cui si configura lo schema di questo mondo distopico, lo spettatore \u00e8 indotto a porsi molti interrogativi: come \u00e8 stata evacuata la citt\u00e0 vecchia,&nbsp;dove non restano che disperazione e violenza?&nbsp;e in che modo sopravvivono gli adulti malati relegati ai margini della societ\u00e0 ma non ancora disposti ad abbandonare la propria terra natia? e, ancora perch\u00e9 Testacalda \u00e8 l\u2019unico personaggio che non parla (quasi) mai in dialetto? Sembra che Roma non sia pi\u00f9 la capitale d\u2019Italia e che tutte le speranze di futuro debbano essere rivolte all\u2019Africa, unico luogo dove un riscatto personale appare ancora possibile. Restano per\u00f2 tutte supposizioni dell\u2019osservatore pi\u00f9 attento, confermate debolmente da risposte parziali tratteggiate lungo il racconto cinematografico, buchi che, se colmati, avrebbero conferito maggiore spessore e credibilit\u00e0 all\u2019arco narrativo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Visivamente&nbsp;<em>Mondocane<\/em>&nbsp;\u00e8 accompagnato da una sorta di filigrana tendente al giallo che rende la fotografia polverosa e senza tempo, ma che rischia alla lunga di sortire un effetto poco realistico, come fosse uno sfondo di plastica sopra cui i personaggi si muovono bidimensionali e monocordi.&nbsp;La bellezza del film sgorga piuttosto dai tratti somatici dei due giovani attori protagonisti che, grazie alle frequenti inquadrature strette, esprimono il senso della crescita come fioritura in mezzo all\u2019asfalto: improvvisa vita dal niente.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/photo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5782 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"850\" height=\"567\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/photo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5782 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/photo.jpg 850w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/photo-300x200.jpg 300w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/photo-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Testacalda \u00e8 il leader della banda delle Formiche. Alessandro Borghi, occhi sempre sgranati, baffi lunghi e sguardo allucinato, interpreta il padre\/padrone riconosciuto come guida non tanto per motivi anagrafici quanto piuttosto per lo scarto culturale di cui dispone rispetto agli altri. Pi\u00f9 che una famiglia, per\u00f2, la brigata sembra una setta: regole, rituali, isolamento, rapporti di forza sottilissimi tra Testacalda e i bambini che vengono puntualmente accolti ed elogiati o puniti e denigrati a seconda del loro comportamento. La fisicit\u00e0 morbosa del personaggio di Borghi, le richieste continue di abbracci collettivi talvolta tenerissimi talvolta inquietanti, il carisma come potente ascendente da utilizzare su chi lo circonda a seconda delle esigenze, sono tutti elementi che ricordano il temperamento di Vincenzo Muccioli cos\u00ec come \u00e8 stato raccontato nella docu-serie di Netflix&nbsp;<em>SanPa &#8211; Luci e tenebre di San Patrignano<\/em>. Quanto pi\u00f9 sarai vicino alle grazie del capo e seguirai i suoi dettami, tanto pi\u00f9 otterrai salvezza, riconoscimento e potere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Mondocane<\/em>&nbsp;ben si inserisce in un solco tracciato dalle opere visive degli ultimi mesi che hanno disegnato il mondo residuo di catastrofi in mano a bambini e bambine in balia dell\u2019anarchia, in cui l\u2019indifferenza selvatica del degrado ambientale costringe a inventarsi nuove leggi a partire dall\u2019assenza di sovrastrutture ideologiche (vedi: il crocifisso che Christian si porta sempre appresso senza essere conscio del suo significato simbolico-religioso). Da&nbsp;<em>La Terra dei figli<\/em>&nbsp;di Claudio Cupellini, tratto dall\u2019omonima graphic novel di Gipi&nbsp;\u2013&nbsp;le prime scene sono quasi sovrapponibili per il senso di desolazione, nonostante il taglio pi\u00f9 intimista conferito da Cupellini alla pellicola rispetto alle scelte pi\u00f9 esibite di Celli&nbsp;\u2013 fino alla serie tv&nbsp;<em>Anna<\/em>&nbsp;di Niccol\u00f2 Ammaniti dove anche la violenza pi\u00f9 feroce, come nel film in oggetto, diventa strumento messo in mano ai&nbsp;<em>figli dell\u2019abbandono&nbsp;<\/em>per creare una nuova narrazione di s\u00e9 e di ci\u00f2 che \u00e8 intorno a s\u00e9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019evoluzione della trama di&nbsp;<em>Mondocane<\/em>&nbsp;si snoda in parallelo a quella dell\u2019amicizia tra i due protagonisti, a partire dall\u2019evento che rompe l\u2019equilibrio di alleanza e solidariet\u00e0 fin l\u00ec raggiunto: l\u2019adesione alla banda delle Formiche e, di conseguenza, il modo in cui le dinamiche del gruppo agiscono sul duo, finendo per invertire i ruoli di debole\/forte. Quando un\u2019esistenza rimasta invisibile per anni assume dignit\u00e0 solo attraverso il riconoscimento che gli altri le attribuiscono, capita che si senta invincibile e, allo stesso tempo, che diventi irrimediabilmente miope, incapace di distinguere le cose autentiche.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Mondocane_L.-Nasti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5780 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"667\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Mondocane_L.-Nasti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5780 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Mondocane_L.-Nasti.jpg 1000w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Mondocane_L.-Nasti-300x200.jpg 300w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Mondocane_L.-Nasti-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Nota a margine merita Sabrina, personaggio interpretato dalla giovane attrice Ludovica Nasti, la Lila bambina de&nbsp;<em>L\u2019amica geniale<\/em>, fortunata serie tv tratta dal ciclo di romanzi di Elena Ferrante. Tra le pochissime figure femminili, Sabrina ha l\u2019aspetto di una adolescente ma la risolutezza di una donna adulta, instancabile e coraggiosa nonostante la condizione in cui \u00e8 costretta a vivere, in una specie di orfanotrofio che sfrutta il lavoro minorile in modo perfettamente legale. La performance di Nasti sarebbe stata ancora pi\u00f9 riuscita se la trama avesse meglio indagato il carattere di Sabrina, sia in senso verticale, nella sua profondit\u00e0, sia in senso orizzontale, nella sua storia personale passata.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Mondocane<\/em>&nbsp;parla anche di malattia, di punti di snodo ipotetici, di bivi e crocevia che ci pongono di fronte alla terrificante opportunit\u00e0 di scegliere tra tutte le alternative possibili. A tal proposito, lascio scoprire a chi non avesse ancora visto il film quale dei due protagonisti sia \u201cMondocane\u201d e intuire, seguendo le sue tracce fino alla scena finale, perch\u00e9 il regista, tra le varie opzioni, abbia decretato di intitolare cos\u00ec la pellicola.<\/p>\n\n\n\n<p>Taranto futura disvela dunque storture che prendono forma gi\u00e0 nel nostro presente, assurgendo a metafora di un allarme molto pi\u00f9 esteso rispetto alla micro-dimensione della citt\u00e0 specifica, allarme di cui dovremmo non pi\u00f9&nbsp;<em>pre<\/em>occuparci ma seriamente occuparci.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa bellezza del film sgorga dai tratti somatici dei due giovani attori protagonisti che, grazie alle frequenti inquadrature strette, esprimono il senso della crescita come fioritura in mezzo all\u2019asfalto: improvvisa vita dal niente\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":5778,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,10],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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