{"id":5576,"date":"2021-06-18T08:14:49","date_gmt":"2021-06-18T08:14:49","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=5576"},"modified":"2023-12-07T14:01:42","modified_gmt":"2023-12-07T14:01:42","slug":"quando-e-un-sogno-a-dirci-chi-siamo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/06\/18\/quando-e-un-sogno-a-dirci-chi-siamo\/","title":{"rendered":"Quando \u00e8 un sogno a dirci chi siamo"},"content":{"rendered":"\n<p>Elisabetta Pierini sceglie di utilizzare una frase di Pessoa come epigrafe per il suo romanzo d&#8217;esordio: \u00abOgni volta che qualcuno mi dice che ha sognato, mi chiedo se si rende conto che non ha mai fatto altro che sognare\u00bb. <em>La casa capovolta<\/em> (vincitore della XXIX edizione del Premio Italo Calvino e pubblicato da Hacca edizioni) somiglia infatti a un lungo sogno, uno di quelli pieni di immagini vivide ed evocative.<\/p>\n\n\n\n<p>Eva, la protagonista, \u00e8 una bambina di quasi dieci anni che vive in un piccolo quartiere residenziale di un anonimo paese, il tipico luogo in cui tutti si conoscono ed \u00e8 impossibile sfuggire al giudizio dei vicini. La sua situazione familiare \u00e8 a dir poco disastrosa: Alma, sua madre, \u00e8 una donna anaffettiva e violenta, che non sa prendersi cura della figlia; Aldo, il padre, \u00e8 un mercante d\u2019arte freddo e distante, che non si assume nessuna responsabilit\u00e0 rispetto alla moglie e a Eva, preferendo invece trovare rifugio in un\u2019altra famiglia, in una vita parallela. Crescendo in questo ambiente difficile, Eva sviluppa una grande immaginazione, e utilizza i sogni a occhi aperti per sfuggire alla realt\u00e0 in cui si trova.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo universo \u00e8 popolato da personaggi immaginari, ognuno con delle caratteristiche speciali. C\u2019\u00e8 La Signora, per esempio, la bambola pi\u00f9 anziana, che osserva Eva con occhi severi (\u00abocchi che mandavano lampi taglienti\u00bb) e assume il ruolo della coscienza della bambina, la voce che le dice cosa fare e la rimprovera per i suoi errori. C\u2019\u00e8 poi Loris, il fratello che non ha mai avuto, che invece \u00e8 un compagno di giochi e di divertimento per la protagonista, e appare soprattutto quando Eva ha bisogno di sostegno e comprensione; infine c\u2019\u00e8 l\u2019uomo con la valigia marrone, un vagabondo che ha sempre delle storie bizzarre da raccontare e che accompagna spesso Eva durante il tragitto per andare a scuola, o nei momenti in cui vaga da sola per il paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre al mondo immaginario, Eva ha un altro appiglio che le permette di sopportare il peso della quotidianit\u00e0, ovvero Laura, la sua unica amica reale. Al contrario della protagonista, Laura \u00e8 molto pragmatica e \u00abpiena di buon senso\u00bb, anche se si lascia facilmente coinvolgere nei giochi di Eva. La sua famiglia \u00e8 piuttosto ordinaria e apparentemente felice (non a caso, il cognome \u00e8 proprio \u201cFelici\u201d), anche se i loro rapporti non sono privi di conflitti e rancori. Nonostante battibecchi e piccole tragedie, quell\u2019ambiente cos\u00ec semplice esercita un\u2019inevitabile attrazione su Eva, tanto che si ritrova continuamente in casa loro per elemosinare un po\u2019 di affetto.<\/p>\n\n\n\n<p>La bambina \u00e8 priva di buone maniere \u2013 nessuno le ha insegnato come ci si comporta in casa d\u2019altri \u2013 ma Marta, la madre di Laura, accetta di buon grado quella presenza bizzarra, capace di animare l\u2019atmosfera casalinga e di scuotere la sua monotona esistenza; Guido invece (il padre di Laura) mal sopporta queste intrusioni: \u00e8 un uomo riservato e quadrato, privo di empatia.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio grazie a queste incursioni nelle case dei vicini, Eva ci trasporta nel microcosmo del suo quartiere, e cos\u00ec <em>La casa capovolta <\/em>si trasformain un romanzo corale. Il narratore esterno \u00e8 una voce che conosce bene i suoi personaggi, e che con sguardo preciso riesce ad analizzarli nel profondo, regalandoci evoluzioni psicologiche accurate. Anche l\u2019ambientazione gioca un ruolo fondamentale nella costruzione narrativa, perch\u00e9 il luogo in cui si svolge la vicenda \u2013 cos\u00ec anonimo ma al contempo cos\u00ec chiaro nella mente del lettore \u2013 diventa il teatro perfetto per mettere in scena le meschinit\u00e0 e le contraddizioni dei vicini di Eva. Il loro apparente ordine, i loro giardini perfetti \u2013 cos\u00ec diversi dalla \u00abcasa capovolta\u00bb di Eva, con il prato incolto e le crepe sui muri \u2013 sono in realt\u00e0 solo una maschera dietro la quale si cela una violenza pi\u00f9 sottile, ma forse per questo pi\u00f9 subdola e pericolosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Una figura che ben rappresenta questa ipocrisia \u00e8 Fabiola, una donna pettegola e arida, pronta a gioire delle disgrazie altrui e costantemente invidiosa dei successi dei suoi vicini. Frequenta spesso Marta, ma in fondo la disprezza (\u00abparlare con lei era come parlare con un divano\u00bb), perch\u00e9 la considera una donna priva di desideri a cui la vita ha regalato tutto. Nonostante questo \u2013 o forse proprio per questo \u2013 la sceglie come confidente e le racconta la sua vita, \u00abuna vita che sembrava morta, priva di slanci\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i personaggi pi\u00f9 interessanti c\u2019\u00e8 quello di Nicola Piccoli. Di lui sappiamo poco: la moglie lo ha lasciato diversi anni prima, e nel vicinato si \u00e8 fatto la fama di persona mite e controllata. Questa reputazione cambia improvvisamente il giorno in cui litiga con Fabiola per un motivo futile. Da quel momento la sua presenza diventa interessante, Fabiola stessa comincia a invitarlo spesso a casa e a sfoggiarlo come ospite d\u2019onore durante le cene tra vicini. Agli occhi degli adulti, Nicola \u00e8 un uomo saccente e delicato (\u00abuna delicatezza che non era necessariamente bont\u00e0, ma una specie di fredda raffinatezza\u00bb), mentre le due bambine sono inquietate dalla sua presenza (si sono convinte che abbia seppellito la moglie in giardino). Dal canto suo, Nicola \u00e8 stranamente attratto da Eva, in un modo al limite dell\u2019ambiguit\u00e0. La gentilezza che sfodera con lei in diverse occasioni ha qualcosa di sbagliato, anche se \u00e8 difficile capire perch\u00e9. \u00c8 pi\u00f9 una sensazione sottile, che si manifesta maggiormente in alcuni passaggi, come accade quando Nicola scopre che Eva e Laura hanno dipinto con la vernice il salice nel giardino di Fabiola:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abNicola Piccoli non se ne andava. Guardava le bambine con occhi brillanti che sprizzavano scintille maligne. A lui il salice piaceva molto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel complesso, tutti i personaggi appaiono inizialmente intrappolati in alcuni schemi senza via d\u2019uscita, eppure ognuno di loro alla fine svela la propria vera indole. Elisabetta Pierini riassume molto bene questa evoluzione, in una frase pronunciata da Fabiola (e riportata parzialmente anche nella quarta di copertina): \u00abil cuore \u00e8 come un seme, con il tempo se ne riconosce la natura. E la buccia \u00e8 tutta apparenza, tutta scena. Solo il seme conta\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso, anche il romanzo stesso si evolve come un seme che ha una doppia natura: una pi\u00f9 reale, concreta (la \u00abbuccia\u00bb, per cos\u00ec dire), rappresentata dalla vita degli adulti, e l\u2019altra onirica e magica (il \u00abseme\u00bb, appunto) incarnata da Eva e dalle sue fantasie.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tutto \u00e8 tenuto insieme da uno stile al contempo vivido ed evanescente, composto di immagini che rimangono impresse nella mente del lettore. Questo aspetto viene fuori per esempio quando Eva ascolta una telefonata tra suo padre Aldo ed Ester, la donna con cui ha una relazione:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abLe parole le scavarono un buco dentro. Dal buco zampillava sangue nero, come veleno di serpente. [\u2026] Il veleno le scivol\u00f2 sulle scarpe che diventarono nere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 la natura che regala le immagini migliori. La luna, per esempio, che con la sua \u00abpupilla bianca\u00bb assomiglia a un occhio esterno che osserva tutto dall\u2019alto (\u00abEva si affacci\u00f2 a guardare e vide il giardino zuppo d\u2019ombre e la luna che sembrava una pupilla bianca e cieca di bambola\u00bb); oppure la gallina nera che Eva crede sia sua amica (\u00abquando l\u2019abbracciava, Eva sentiva il cuore della gallina che batteva sotto le penne: poteva pensare con la sua testa era grande come un chicco d\u2019uva e aveva un cuore vero di carne come un fagiolo\u00bb). Tutto ci\u00f2 che circonda la bambina diventa una manifestazione esterna delle sue emozioni. \u00c8 come se Eva si fosse costruita uno scudo per allontanare il dolore che la circonda (\u00abera riuscita a staccare le emozioni come si stacca la corrente di un elettrodomestico\u00bb), e cos\u00ec quel dolore viene riversato nella rappresentazione visiva dell\u2019ambiente circostante (\u00abvedeva solo la strada nera come un tubo digerente vuoto\u00bb; \u00abin alto luccicavano le ultime mele come fuochi accesi. [\u2026] anche lei era una mela rossa. Anche lei brillava nel grigiore della giornata invernale\u00bb; \u00able luci dei lampioni illuminavano la via come grandi zucche gialle: sbocciavano e si spegnevano e sbocciavano di nuovo\u00bb).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo capitolo merita una nota a s\u00e9, non solamente perch\u00e9 chiude efficacemente il cerchio che era stato aperto gi\u00e0 dall\u2019epigrafe di Pessoa, ma anche per la scelta accurata dei simboli, che l\u2019autrice ha disseminato durante tutto il romanzo e che in queste ultime pagine tornano prepotentemente, generando un\u2019epifania nel lettore. Torna la \u00abpupilla bianca di luna\u00bb, torna il campo di zucche gialle dove Eva rincorreva la gallina nera, tornano le case dei vicini, scoperchiate e osservate dall\u2019alto come piccole scatole. Tutto \u00e8 coperto da un velo di magia, e noi ci ritroviamo a volare insieme a Eva, lasciandoci alle spalle la storia della casa capovolta.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIl romanzo si evolve come un seme che ha una doppia natura: una pi\u00f9 reale, concreta (la &#8220;buccia&#8221;, per cos\u00ec dire), rappresentata dalla vita degli adulti, e l\u2019altra onirica e magica (il &#8220;seme&#8221;, appunto) incarnata da Eva e dalle sue fantasie\u00bb. <!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":5577,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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