{"id":5435,"date":"2021-05-28T07:55:57","date_gmt":"2021-05-28T07:55:57","guid":{"rendered":"https:\/\/staging16.marvinrivista.it\/?p=5435"},"modified":"2023-12-07T14:02:00","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:00","slug":"anna-ferocia-e-bellezza","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/05\/28\/anna-ferocia-e-bellezza\/","title":{"rendered":"Anna, ferocia e bellezza"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abTu mi dicevi che la verit\u00e0 e la bellezza non fanno rumore, basta solo lasciarle salire [\u2026]. \u00c8 tempo di imparare a guardare. \u00c8 tempo di ripulire il pensiero. \u00c8 tempo di dominare il fuoco. \u00c8 tempo di ascoltare davvero\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Anna<\/em> \u00e8 la nuova serie tv di Sky, rilasciata il 23 aprile e disponibile anche su Now Tv, prodotta da Wildside, in collaborazione con ARTE France, The New Life Company e Kwa\u00ef. La serie \u00e8 ispirata all\u2019omonimo&nbsp;romanzo&nbsp;di Niccol\u00f2 Ammaniti, edito nel 2015 per Einaudi; si compone di sei episodi ed \u00e8 diretta dallo stesso Ammaniti, coadiuvato nella sceneggiatura da FrancescaManieri, con la quale l\u2019autore torna a collaborare dopo&nbsp;<em>Il Miracolo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi avesse dato un\u2019occhiata al trailer, sa che nella storia c\u2019entra un virus. Il che sembrerebbe profetico, considerato che la pandemia da Covid-19 \u00e8 cominciata sei mesi dopo l\u2019inizio delle riprese <em>\u2013<\/em> e molto tempo dopo la pubblicazione del libro. L\u2019ipotesi di un coinvolgimento emotivo oneroso da parte dello spettatore, ancora troppo sensibile al tema, \u00e8 per\u00f2 presto scongiurata. In <em>Anna <\/em>la pandemia \u00e8 solo un pretesto, un artificio retorico che gioca a favore di una narrazione che vuole dire altro: quando tutte le leggi conosciute vengono meno, cosa accade all\u2019animo umano?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Anna-Niccolo-Ammaniti-88-1024x671.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5437 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"671\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Anna-Niccolo-Ammaniti-88-1024x671.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5437 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Anna-Niccolo-Ammaniti-88-1024x671.jpg 1024w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Anna-Niccolo-Ammaniti-88-300x197.jpg 300w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Anna-Niccolo-Ammaniti-88-768x503.jpg 768w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Anna-Niccolo-Ammaniti-88-1536x1006.jpg 1536w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Anna-Niccolo-Ammaniti-88-2048x1342.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>In una Sicilia post-apocalittica decadente, avvolta da fili di luce dorata e sprazzi di buio profondo, un\u2019infezione proveniente dal Belgio, \u201cla Rossa\u201d, ha ucciso tutti gli adulti, lasciando in vita i pi\u00f9 piccoli. Il virus, infatti, dorme dentro ogni essere umano fino al raggiungimento della pubert\u00e0, quando all\u2019improvviso si risveglia, causando macchie rosse lungo il corpo, problemi respiratori e morte. Il problema del contagio reciproco, dunque, non esiste.<\/p>\n\n\n\n<p>Anna (Giulia Dragotto) ha tredici anni, abita il mondo di mezzo tra l\u2019infanzia e la vita adulta, \u00e8 una tela ancora incompiuta, con pennellate sparse qua e l\u00e0. Astor (Alessandro Pecorella), suo fratello minore, \u00e8 confinato invece in uno spazio senza riferimenti con il <em>prima<\/em> \u2013 la memoria a quell\u2019et\u00e0 \u00e8 contingente e fugace. &nbsp;Dopo la morte della madre, alla quale Anna ha promesso che si sarebbe presa cura del fratellino, i due vivono isolati nella casa di famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Fin dalle prime battute si dischiude l\u2019elemento cardine che sostanzia l\u2019intera serie: \u00abSolo attraverso le storie, niente muore mai davvero\u00bb. La narrazione, il racconto del mondo, <em>\u00e8<\/em> il mondo. Anna, infatti, inventa mostri e creature malvagie che attendono Astor fuori dal perimetro della casa qualora lui decidesse di avventurarsi oltre la recinzione; \u00e8 il mito ancestrale che nasce per spiegare i limiti della realt\u00e0, piegato all\u2019esigenza di proteggere i pi\u00f9 vulnerabili dall\u2019ignoto. La funzione centrale della scrittura come strumento chiave per orientarsi emerge anche da un altro input narrativo: durante il decorso della malattia, la madre scrive per i figli <em>Il Quaderno delle Cose Importanti<\/em>, un vademecum contenente tutte le informazioni utili, emotive e pragmatiche, per sopravvivere nel mondo senza di lei. O meglio, tutto quello che poteva immaginare sarebbe successo, avendo a disposizione solo i criteri e le regole del <em>prima<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Anna spesso si allontana da casa \u2013 nella fiaba intessuta per Astor lei pu\u00f2, \u00e8 grande \u2013<em> <\/em>in cerca di cibo e provviste. Durante uno di questi momenti, Astor viene rapito da un gruppo di bambini, i \u201cBlu\u201d. Comincia cos\u00ec un viaggio di formazione, non tanto (o non solo) della protagonista alla ricerca del fratello, ma di tutti noi spettatori che, con lei, entriamo in contatto con circuiti dell\u2019animo rimasti inesplorati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/anna-1024x530.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5439 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"530\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/anna-1024x530.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5439 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/anna-1024x530.jpg 1024w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/anna-300x155.jpg 300w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/anna-768x398.jpg 768w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/anna-1536x795.jpg 1536w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/anna.jpg 1713w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>A tal proposito Niccol\u00f2 Ammaniti e Francesca Manieri hanno dichiarato: \u00ab<em>Anna<\/em> \u00e8 un viaggio lisergico, una fiaba nera, il <em>coming of age<\/em> di una ragazzina potente in cui la fanciullezza \u00e8 eretta non pi\u00f9 a tappa di un percorso, ma a condizione eterna dell\u2019animo umano. <em>Anna<\/em> \u00e8 accadimento senza concetto, paradigma senza giudizio, \u00e8 un paradosso inquietante che interroga il nostro rapporto con la natura, con noi stessi, con i nostri spettri e ci ricorda che la verit\u00e0 \u00e8 un mistero e che tutto ci\u00f2 che vale la pena salvare \u00e8 l\u2019amore di due bambini\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 interessante notare come nel passaggio dal romanzo alla pellicola la storia abbia assunto un\u2019evoluzione del tutto nuova e inaspettata. Le linee narrative a un certo punto divergono: nel romanzo il punto di vista privilegiato \u00e8 quasi esclusivamente quello della protagonista, mentre nella serie il racconto risulta pi\u00f9 corale; le dinamiche di relazione tra i personaggi &#8211; in particolare tra Anna e Pietro (Giovanni Mavilla) \u2013 nell\u2019impianto cinematografico vengono stravolte; alcuni personaggi nella versione tv sono del tutto assenti rispetto all\u2019opera letteraria, mentre altri appaiono meglio rappresentati, in funzione di un\u2019esigenza narrativa rinnovata. L\u2019Ammaniti scrittore risulta pi\u00f9 cupo e pessimista rispetto all\u2019Ammaniti regista, che \u00e8 invece attraversato da un senso di speranza tenace. Alcune caratteristiche, proprie dell\u2019autore, sono invece riconoscibili in entrambe le forme: gli strascichi della giovanile \u201cgenerazione cannibale\u201d, il gusto per le scene feroci, la rappresentazione sfacciata del male che suggestiona chi legge\/guarda al punto da fargli percepire quasi malessere fisico, riluttanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Fin dai primi minuti, la scelta delle ambientazioni cinematografiche si dimostra imponente e ambiziosa. Palermo \u00e8 riconoscibile e inedita al contempo: gli edifici decadono insieme ai corpi che si decompongono nel buio delle case, le piazze sono ruderi, le strade cumuli di vestiti abbandonati insieme a materiali elettrici privati ormai di ogni utilit\u00e0. Impronte desolate di una civilt\u00e0 che indietreggia di fronte alla riappropriazione della natura.<\/p>\n\n\n\n<p>La messa in scena di un mondo post-apocalittico assume tinte di volta in volta cangianti, in armonia con l\u2019evoluzione emotiva dei personaggi; cos\u00ec l\u2019architettura delle ville di Bagheria, i pendii bruciati dell\u2019Etna, le strade e i vicoli di Gibellina dialogano con la storia grazie a una semantizzazione del visivo che si colora di contenuto. La fotografia di Gian Enrico Bianchi, inoltre, conferisce alle scene un sapore ora lussureggiante ora scarno, alternando l\u2019accumulo quasi indigesto di oggetti abbandonati lungo le vie e dentro le case a distese di vuoto, terra rossa e mare all\u2019orizzonte. Il reparto costumi curato da Catherine Buyse partecipa attivamente all\u2019obiettivo, componendo l\u2019equazione estetica\/etica con cura e attenzione: alcuni bambini, per esempio, indossati i costumi di Carnevale, residui di quella ingenuit\u00e0 infantile concessa nel <em>prima<\/em>, diventano aguzzini spietati; o, ancora, un candido vestito da sposa cucito a mano da uno dei personaggi, nel <em>dopo<\/em> viene impreziosito da ossa umane ricamate direttamente nel corpetto. Senza pi\u00f9 limiti definibili, bellezza e ferocia finiscono per confondersi.<\/p>\n\n\n\n<p>I riferimenti cinematografici, infine, ricorrono piuttosto spesso: dal quinto episodio, in cui Pietro assume quasi le fattezze dell\u2019uomo di latta del <em>Mago di Oz<\/em>, fino all\u2019ultimo, quando un elefante sulla spiaggia, del tutto fuori contesto, porta alla mente la giraffa de <em>La Grande Bellezza<\/em> di Paolo Sorrentino. A sigillare il tutto, l\u2019ispirazione visiva confessata dallo stesso Ammaniti, tratta da due opere in particolare: il dipinto <em>Giochi di bambini<\/em> di Pieter Bruegel il Vecchio e il film <em>Apocalypto<\/em> di Mel Gibson.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/ANNA_Ep06_050820_GDL_2266-1024x557.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5440 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"557\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/ANNA_Ep06_050820_GDL_2266-1024x557.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5440 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/ANNA_Ep06_050820_GDL_2266-1024x557.jpg 1024w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/ANNA_Ep06_050820_GDL_2266-300x163.jpg 300w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/ANNA_Ep06_050820_GDL_2266-768x417.jpg 768w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/ANNA_Ep06_050820_GDL_2266.jpg 1045w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Gli attori della serie, per lo pi\u00f9 bambini e adolescenti al loro esordio, risultano credibili grazie a una recitazione spontanea e incisiva. Giulia Dragotto \u00e8 un\u2019Anna intensa, determinata, che d\u00e0 respiro al tema della speranza con maggiore vigore rispetto al personaggio letterario; Astor, interpretato da Alessandro Pecorella, un bambino dai tratti dolcissimi, a confronto con il corrispettivo del romanzo lascia meno spazio al conflitto interiore. Tra gli adulti del <em>prima<\/em> emerge la figura della madre di Anna e Astor, Maria Grazia, il cui ruolo \u00e8 affidato all\u2019attrice Elena Lietti. Attraverso numerosi flashback, lo spettatore vede formarsi davanti a s\u00e9 una madre nella sua veste di \u201cpersona\u201d, mai ridotta al rapporto esclusivamente filiale: Maria Grazia \u00e8 complessa, egoista e amorevole a seconda della disponibilit\u00e0 che il suo animo le concede, risoluta e severa. Ma \u00e8 l\u2019unico punto di riferimento stabile per i figli, <em>prima<\/em> e <em>dopo<\/em>, grazie alla forza della parola che si tramanda.<\/p>\n\n\n\n<p>I due personaggi che pi\u00f9 si discostano dal romanzo, dove appaiono in controluce, vagamente accennati tanto da lasciare il dubbio che siano reali, sono Angelica e la \u201cPicciridduna\u201d. Clara Tramontano veste i panni di Angelica, che nel mondo del <em>dopo<\/em> \u00e8 a capo dei piccoli \u201cBlu\u201d e di altri ragazzi pi\u00f9 grandi che si tingono di bianco per nascondere il progressivo manifestarsi della malattia sul corpo. Lo status di leader di Angelica deriva dalla promessa di una cura collettiva da \u201cla Rossa\u201d, grazie alle doti misteriose della \u201cPicciridduna\u201d. Angelica un carisma diabolico, che non lascia vie d\u2019uscita; se considerassimo <em>Anna<\/em> come una fiaba, lei sarebbe la strega cattiva. Eppure, la tridimensionalit\u00e0 del personaggio risiede in un fatto per certi versi sconcertante: Angelica era crudele anche nel mondo di <em>prima<\/em>. Cos\u00ec facendo, Ammaniti decostruisce un parametro piuttosto frequente nel pensiero comune, ovvero l\u2019idea che un\u2019esperienza traumatica sia sufficiente a giustificare il male. Qui, infatti, non \u00e8 il rovesciamento delle regole a plasmare l\u2019etica umana. L\u2019inferno esiste da sempre, anche nel mondo di <em>prima<\/em>. Il sovvertimento delle leggi non basta a spiegare l\u2019agire crudele, perch\u00e9 i moti dell\u2019animo sono imperscrutabili, condizionati solo in parte dall\u2019ambiente esterno. Ammaniti scrive e rappresenta questa dimensione con onest\u00e0, senza giudizi di valore. L\u2019interesse si concentra nella domanda, la cui risposta lo scrittore lascia prendere forma nella mente di ognuno di noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le scene relative ad Angelica aggiungono un ulteriore elemento di riflessione sulla necessit\u00e0 che gli individui hanno di superare il contrasto tra natura e societ\u00e0 umana attraverso l\u2019organizzazione di gerarchie e rituali che distinguano la dimensione civile, con norme proprie, da quella naturale. L\u2019assetto tribale dei \u201cBlu\u201d, il folklore, la religiosit\u00e0 laica scandiscono il ritmo dei giorni, assumendo un senso di familiarit\u00e0 e conforto funzionali alla sopravvivenza dello spirito.<\/p>\n\n\n\n<p>La \u201cPicciridduna\u201d, il cui vero nome non-mitologico \u00e8 Katia, racchiude uno dei caratteri pi\u00f9 affascinanti e poetici dell\u2019intera serie tv. Roberta Mattei interpreta l\u2019unica adulta rimasta inspiegabilmente immune al virus; viene fatta prigioniera da Angelica, che con lei ha un rapporto torbido, erotico e caustico allo stesso tempo. L\u2019apparenza androgina di Katia porta con s\u00e9 il segreto della sua sopravvivenza biologica. La diversit\u00e0 di Katia, salvifica, ha per\u00f2 un prezzo enorme: la sua solitudine. La \u201cPicciridduna\u201d \u00e8 a tutti gli effetti un personaggio pasoliniano, emarginato dalla societ\u00e0, isolato in un non-luogo abitato da chi ogni giorno sente di appartenere a un mondo che sembra non offrire spazio alla rappresentazione pi\u00f9 autentica di s\u00e9. In mezzo a tante scene di morte e decadimento esibite, l\u2019intima sofferenza di Katia resta la pi\u00f9 vivida.<\/p>\n\n\n\n<p>Come per l\u2019impianto estetico, anche la colonna sonora esprime perfettamente l\u2019intenzione dell\u2019opera. Le musiche originali sono firmate dal compositore spagnolo <a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/album\/0Zhy1p0cufuggpLRoD7RBi?si=XGb0dwyxQ8uSnKmTAAOfyQ\">Rauelsson<\/a> che, tra ambient ed elettronica, dispiega echi e melodie ancestrali, cornice della nuova societ\u00e0\/trib\u00f9 post-apocalittica. Dall\u2019altro lato c\u2019\u00e8 poi la memoria, la ribellione adolescenziale e la tenerezza: da Loredana Bert\u00e8 a Frank Sinatra, da Mia Martini a Ornella Vanoni, fino ad Alan Parson Project e Alphaville. Piccolo capolavoro \u00e8 la sigla che apre ogni episodio, <a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/playlist\/1NJ6VkRF9OPkVERKVtMgC9?si=3e03c9a12bef4da9\"><em>Settembre<\/em><\/a> di Cristina Don\u00e0 \u2013 le cui parole hanno dato inizio a questa recensione, e che di volta in volta spalanca le porte a una nuova visione, non solo letterale, con l\u2019avvio della singola puntata, ma anche figurata, regalando un suono inedito al pensiero che abita lo spettatore:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00ab\u00c8 tempo di imparare a cadere. \u00c8 tempo di rinunciare al veleno. \u00c8 tempo di dominare il fuoco. \u00c8 tempo di ascoltare davvero\u00bb. <\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIn &#8220;Anna&#8221; la pandemia \u00e8 solo un pretesto, un artificio retorico che gioca a favore di una narrazione che vuole dire altro: quando tutte le leggi conosciute vengono meno, cosa accade all\u2019animo umano?\u00bb<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":5436,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,10],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/05\/28\/anna-ferocia-e-bellezza\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Anna, ferocia e bellezza - MARVIN\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u00abIn &quot;Anna&quot; 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