{"id":5359,"date":"2021-05-13T13:30:35","date_gmt":"2021-05-13T13:30:35","guid":{"rendered":"https:\/\/staging16.marvinrivista.it\/?p=5359"},"modified":"2023-12-07T14:02:00","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:00","slug":"soffia-sempre-sul-fuoco-della-ribellione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/05\/13\/soffia-sempre-sul-fuoco-della-ribellione\/","title":{"rendered":"Soffia sempre sul fuoco della ribellione"},"content":{"rendered":"\n<p>Michele Vaccari \u00e8 uno scrittore che non scende a compromessi con la banalit\u00e0. L\u2019ha dimostrato con il suo ultimo romanzo edito per NNE, <em>Urla sempre, primavera<\/em>, in cui disegna l\u2019intreccio di una contemporaneit\u00e0 che sembra distante anni luce dal presente, ma che d\u00e0 l\u2019impressione di poter diventare tangibile da un momento all\u2019altro (e tanto vorremmo non si realizzasse).<\/p>\n\n\n\n<p>Ci troviamo a Genova ed \u00e8 il 2022. Questo presente appartiene a Zelinda, l\u2019unica donna di cui \u00e8 certa la gravidanza; la democrazia parlamentare non esiste pi\u00f9, il governo \u00e8 ora rappresentato dalla Venerata Gherusia, un\u2019oligarchia di anziani che ha condotto Metropoli, il nuovo nome dato all\u2019Italia, a un\u2019arretratezza totalizzante, stabilendo l\u2019estinzione del genere umano. Procreare \u00e8 diventato un crimine e l\u2019unica alternativa alla ciclicit\u00e0 della vita \u00e8 invecchiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nuovo governo ha scelto Genova come nuova capitale in quanto citt\u00e0 pi\u00f9 vecchia d\u2019Europa, e non \u00e8 un caso che sia stato chiamato Gherusia, che in greco antico indicava un consiglio di anziani; tuttavia, la remota eco ellenica rivive in un senso antitetico alla saggezza che questo gruppo rivestiva all\u2019epoca, trascinando nel presente un\u2019ideologia contraria al progresso. I Venerati impongono una dittatura che preclude qualsiasi forma di ribellione e Zelinda \u00e8 colei che custodisce in grembo un pericoloso atto sovversivo: una bambina sfuggita all\u2019estinzione che porta in s\u00e9 il dono del sogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 riscontrare un richiamo a Margaret Atwood, che sostiene come, non appena si accende la scintilla di un regime, la prima cosa che il governo impone \u00e8 il controllo sul corpo delle donne. Controllare le donne vuol dire controllare la vita e, di conseguenza, il popolo che compone una nazione. Ma Vaccari segue un procedimento inverso a quello de <em>Il racconto dell\u2019ancella<\/em>: la Venerata Gherusia non \u00e8 pi\u00f9 interessata alla procreazione, il suo \u00e8 un controllo in negativo delle nascite.<\/p>\n\n\n\n<p>I bambini sopravvissuti al diktat sono gli Orfani, vivono nei boschi in un perenne stato pre-culturale, incapaci di leggere e scrivere, parlanti la Lingua Nuda: un inquietante e illogico idioma misto a un uso storpio e immoderato di anglicismi che supera in assurdit\u00e0 la Neolingua di Orwell.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna citt\u00e0 sarebbe stata pi\u00f9 adatta di Genova per l\u2019anti-governo dei Venerati. Genova \u00e8 stata la prima citt\u00e0 partigiana a combattere il regime nazifascista e conserva dentro di s\u00e9 il DNA di quella ribellione che, come un\u2019infezione salvifica, si sparse in Italia e aiut\u00f2 a tenere testa al nemico. Ora, memori di una lotta che ha reso grande la citt\u00e0 durante la liberazione, il neonato \u00abpopulismo geriatrico\u00bb<em> <\/em>accoglie le proverbiali insoddisfazioni del cittadino italiano medio in una primavera simbolicamente ribaltata: non \u00e8 pi\u00f9 la stagione della rinascita, ma una guerra di sfiancamento indotta da un pugno di vecchi, adoratori della regressione e del sonno della ribellione.<\/p>\n\n\n\n<p>Genova \u00e8 anche la citt\u00e0 del G8, di quel luglio del 2001 che ha reso celebre la violenza ingiustificata perpetrata dalla polizia nei confronti dei manifestanti. Il mondo fu messo davanti all\u2019autocompiacimento della brutalit\u00e0, a un moderno rastrellamento che radic\u00f2 una memoria indelebile di sopruso all\u2019interno di una democrazia liberale. Ricorda Zelinda:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00ab<em>Nel 2001 non \u00e8 iniziato il millennio, \u00e8 finito il nostro Paese, gli hanno ammazzato il futuro.<\/em><br><em>Per questo, abbiamo cos\u00ec paura.<\/em><br><em>Abbiamo gi\u00e0 visto cosa sono in grado di fare quando gli tocchi il potere<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Zelinda era ancora una bambina nel 2001, ma il DNA del martirio era gi\u00e0 dentro di lei e in tutti i genovesi che sarebbero nati. Oggi, nella Genova del 2022, le Milizie sono i sicari autorizzati dei Venerati, cani da caccia addestrati alla carneficina. In un mondo in cui essere madre \u00e8 proibito, Zelinda \u00e8 una preda ambita come il pi\u00f9 succoso degli ossi.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei nodi narrativi del romanzo \u00e8 il disvelamento della brutalit\u00e0 maschile in un ampio spettro di atteggiamenti, da una pi\u00f9 prosaica violenza fisica a un uso sottile del linguaggio che punta a ferire la dignit\u00e0 della donna. Essere un certo tipo di maschio significa spesso riconoscere un portato ideologico personale contrario alla liberalit\u00e0 dei costumi o alla vivacit\u00e0 della parola, vuol dire scegliere il sopruso perch\u00e9 congeniale alla sottomissione. La violenza maschile \u00e8 verbale ancora prima che fisica, \u00e8 una robusta impalcatura di offese che ha come primo obiettivo la mortificazione del corpo femminile, coacervo di un controllo ossessivo incancrenitosi nei secoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Controllare le donne vuol dire controllare l\u2019imprevedibilit\u00e0 della natura, che, nella sua controparte sterile e misogina, assume sempre l\u2019aspetto di un tirannico Dio Padre; la Venerata Gherusia \u00e8 l\u2019ennesimo prodotto di una parodia millenaria tutta maschile, vecchia e recalcitrante, che si fa portatrice di una superiorit\u00e0 esistenziale per innescare un processo di annichilimento della femminilit\u00e0, sovversiva e ribelle. Femminilit\u00e0 come natura: dunque, abolizione della primavera, a cui viene impedito, cos\u00ec, di urlare.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unico mezzo che Zelinda ha per suscitare la ribellione \u00e8 trasmettere alla figlia un dono, il potere del sogno, che le permetter\u00e0 di ricreare un mondo ormai disincantato e abituatosi all\u2019autoinganno.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa abbrutita e geriatrica primavera 2022, Zelinda e Guido, il suo compagno, vivono come fuggiaschi autoesiliati, finch\u00e9 trovano riparo da Carlo e Nadia, marito e moglie che, assieme al figlio, vivono su una collina intorno a Genova.<\/p>\n\n\n\n<p>Zelinda ha iniziato a registrare alcuni ricordi e istruzioni in cilindri fonografici perch\u00e9 la figlia possa un giorno seguire le sue parole e innescare la rivoluzione contro l\u2019ultima fase della Legge Progressiva, il referendum che decider\u00e0 l\u2019estinzione dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La distopia \u00e8 un genere che gioca con un ambiguo sentimento di tensione-repulsione; la nostra coscienza ha sviluppato una gamma di principi che governano la societ\u00e0 e la convivenza al suo interno, e a questi l\u2019uomo si aggrappa in nome dell\u2019etica, che garantisce un\u2019ideale di armonia; quando, per\u00f2, si rende conto che anche il principio pi\u00f9 nobile pu\u00f2 essere soggetto a un\u2019imprevedibile alterazione della verit\u00e0, ecco che una parola, un motto o uno slogan diventano vessilli di una sottomissione che non conosce dialogo e crea dittatura.<\/p>\n\n\n\n<p>Se si isolasse la distopia da un contesto meramente fittizio e letterario e la si adoperasse come cartina tornasole alla prima avvisaglia di alterazione della politica liberale, si arriverebbe alla non cos\u00ec sorprendente conclusione che essa non esiste soltanto sui libri; una societ\u00e0 distopica \u00e8 spesso la testimonianza di molti passati realmente verificatisi e tramandati dalla memoria collettiva e individuale, come il fascismo in Italia, che ha avuto la sua controparte utopistica nella Resistenza; il futuro ideale \u00e8 quello in cui, come sostiene Vaccari, non si perde la voglia di combattere.<\/p>\n\n\n\n<p>La polifonia spazio-temporale del romanzo torna indietro nel tempo al 1943. Nei boschi intorno a Genova, i partigiani sono in lotta contro i nazifascisti e a partecipare alla Resistenza c\u2019\u00e8 anche un ragazzo di tredici anni di nome Spartaco. Sa di essere <em>diversa<\/em>, preferisce guardare i ragazzi piuttosto che le ragazze.<\/p>\n\n\n\n<p>Spartaco pensa di s\u00e9 al femminile, talvolta al maschile, \u00e8 l\u2019imprevisto che sfugge al machismo fallico e imperialista di Mussolini, \u00e8 colui che lo frega custodendo dentro di s\u00e9 il polimorfismo del genere umano. <em>Nomen omen<\/em>: Spartaco scopre la potenza della ribellione e della guida nonostante sia circondato da uomini che guardano a lui come a un ambiguo, a qualcuno che si sottrae a un generico binarismo esistenziale, persino all\u2019interno della sua brigata: o si \u00e8 maschi o femmine, o fascisti o comunisti, o neri o rossi. Spartaco \u00e8 una parte di umanit\u00e0 storicamente annichilita dall\u2019arroganza fascista, un invertito, un deviato, quello che oggi chiameremmo <em>queer<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando giunge la notizia della liberazione, \u00e8 il 23 aprile 1945.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer noi, fino ad allora, era stata una fantasticheria da giovani sognatori che la primavera un giorno sarebbe stata capace di urlare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>A combattere sono le minoranze inascoltate della storia, alle quali Vaccari d\u00e0 un\u2019appartenenza a dispetto di antologie che le hanno trattate superficialmente o rimosse dal panorama storico-culturale. Come riporta Spartaco:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abQuella era l\u2019Italia che ci voleva gasare in massa, o linciarci nelle sale da pranzo delle mense operaie, coi bastoni per rimestare le olive, l\u2019Italia che avrebbe pagato per l\u2019avvento di un Mussolini qualsiasi che ci rinchiudesse nei manicomi al primo manifestare una qualche tensione poco cis\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono quelle comunit\u00e0, messe da parte da uomini eterosessuali bianchi, che vogliono sfuggire all\u2019etichetta, per questo l\u2019autore inveisce anche contro quei partiti, come il PCI, che hanno ignorato sovversivi come Mario Mieli, antesignano della liberazione dallo stigma binario di genere, nel cui ideale Spartaco si identifica.<\/p>\n\n\n\n<p>La natura torna a urlare pi\u00f9 volte durante la giovinezza di Spartaco, nonostante sia \u201ccontronatura\u201d. Gli sembra di essere invincibile, finch\u00e9 non si innamora di Fabio, che lo condurr\u00e0 a compiere un attentato che cambier\u00e0 le loro vite per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultima narrazione \u00e8 affidata a Egle, la figlia di Zelinda, che ha iniziato a usare il potere di cambiare il corso degli eventi tramite i sogni. Il presente, adesso, \u00e8 il 2043, il referendum \u00e8 alle porte e l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 sull\u2019orlo del collasso volontario. A Egle non resta che entrare nei sogni del Presidente Venerato e cambiare le sorti del paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Cento anni dopo la primavera del 1943, la razza umana sta per volgere al termine senza pi\u00f9 alcuna voglia di urlare; ci\u00f2 che le rimane \u00e8 il ritmo di una vita stanca e consapevole di non avere nulla all\u2019infuori della certezza di invecchiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Egle ha sempre vissuto nella natura, mai contaminata dalla propaganda dei Venerati. Grazie a un\u2019aura primordiale, ma ben consapevole delle dinamiche di Metropoli, la ragazza pu\u00f2 ancora diffondere la ribellione nei sogni di chi ha smesso di lottare. A poco pi\u00f9 di vent\u2019anni, Egle si appresta a muovere con gli Orfani una guerra contro la Venerata Gherusia.<\/p>\n\n\n\n<p>Metropoli sta per giungere alla sua fine, ma non importa. Come scritto da Beppe Fenoglio ne <em>Il partigiano Johnny<\/em>, l\u2019importante \u00e8 che a combattere ci sia anche soltanto un partigiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Il racconto in prima persona di Egle \u00e8 il resoconto di una vita passata in esilio, la cui eco era gi\u00e0 stata incarnata da Zelinda e Guido; \u00e8 una ragazza che ha vissuto in una primavera dilatata nel tempo, alla quale non rimane che richiamare a gran voce gli esiliati come lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Ascolta i cilindri di Zelinda per formarsi alla rivoluzione senza costringersi a farlo, perch\u00e9, come le rammenta la madre, la rivoluzione \u00e8 una scelta.<\/p>\n\n\n\n<p>In quanto unico essere umano venuto alla luce dal rifiuto di una donna di sottostare al potere, la Gherusia non ha il controllo su di lei, ma, a ben vedere, non lo ha per una ragione pi\u00f9 sottile. In vent\u2019anni di dittatura, il dominio del governo sulle nascite, l\u2019amministrazione totalitaria sui cittadini e le Milizie squadriste non hanno considerato due aspetti fondamentali; il primo \u00e8 che la natura dominer\u00e0 sempre sulla burocrazia, il secondo \u00e8 che i sogni non sono governabili da un sistema.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIl neonato &#8220;populismo geriatrico&#8221; accoglie le proverbiali insoddisfazioni del cittadino italiano medio in una primavera simbolicamente ribaltata: non \u00e8 pi\u00f9 la stagione della rinascita, ma una guerra di sfiancamento indotta da un pugno di vecchi, adoratori della regressione e del sonno della ribellione\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":5360,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/05\/13\/soffia-sempre-sul-fuoco-della-ribellione\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Soffia sempre sul fuoco della ribellione - MARVIN\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u00abIl neonato &quot;populismo geriatrico&quot; 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