{"id":5297,"date":"2021-05-07T07:35:48","date_gmt":"2021-05-07T07:35:48","guid":{"rendered":"https:\/\/staging16.marvinrivista.it\/?p=5297"},"modified":"2023-12-07T14:02:01","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:01","slug":"le-luci-della-ribalta-su-una-comunita-tranquilla","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/05\/07\/le-luci-della-ribalta-su-una-comunita-tranquilla\/","title":{"rendered":"Le luci della ribalta su una comunit\u00e0 \u201ctranquilla\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"indented\">\u00abLe luci della ribalta trasformano in mostruose anomalie quei semplici difetti che il volgo assolve con indulgenza tra i suoi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>A parlare \u00e8 il commissario Ericourt, incaricato di seguire le indagini per la morte di Frida Eidinger. Queste semplici battute racchiudono uno dei motivi principali per cui vale la pena leggere <em>La morte arriva in ascensore<\/em>. Esse, infatti, suggeriscono una modalit\u00e0 di lettura del testo che oltrepassa e risemantizza il giallo, un genere considerato minore.<\/p>\n\n\n\n<p>Tradotto in italiano da Francesca Bianchi, con prefazione di Ricardo Piglia e postfazione di Francesca Lazzarato, il libro inaugura la collana di narrativa straniera <em>\u00c1gua viva<\/em> di Rina Edizioni. \u00c8 stato pubblicato per la prima volta nel 1954 con il titolo <em>La muerte baja en el ascensor<\/em>, dalla casa editrice Emec\u00e9, nella collana <em>El S\u00e9ptimo C\u00edrculo<\/em>, curata da due non ancora celebri Jorges Luis Borges e Adolfo Bioy Casares.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autrice, Maria Angelica Bosco (Buenos Aires, 1909-2006) \u00e8 una mosca bianca nel panorama del poliziesco argentino, dominato da figure maschili. Di buona famiglia, pubblica due racconti in giovanissima et\u00e0. Successivamente si sposa e ha tre figli da un marito agiato. Intorno ai quarant&#8217;anni, la separazione da quest\u2019ultimo la esclude dai suoi privilegi, portandola a riprendere la scrittura anche come mezzo per guadagnarsi da vivere in autonomia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il romanzo si apre con la scoperta di un cadavere all\u2019interno dell\u2019ascensore di un palazzo elegante, situato in calle Santa Fe, Buenos Aires. I sospettati sono perlopi\u00f9 abitanti del palazzo. Non sono chiari i loro rapporti con la vittima, che non \u00e8 un\u2019inquilina e di cui non si spiega la presenza nel condominio.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La morte arriva in ascensore<\/em> \u00e8 a un primo sguardo quello che si definirebbe un giallo d\u2019enigma, genere reso celebre da autori come Arthur Conan Doyle, Agatha Christie, Edgar Allan Poe. C\u2019\u00e8 un delitto, dei sospettati, un luogo chiuso intorno al quale si svolgono gran parte delle azioni (il palazzo in cui viene ritrovato il cadavere) e un detective (in questo caso una squadra di polizia). Ci sono ipotesi, indizi disseminati nel testo, false piste. La ristrettezza dello spazio d\u2019osservazione, che coincide con una comunit\u00e0 piccola e facilmente isolabile, crea un ambiente quasi da laboratorio, in cui sembra che la verit\u00e0 possa essere afferrata attraverso le sole facolt\u00e0 della ragione deduttiva. Sembra, ma non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>In <em>La morte arriva in ascensore<\/em>, infatti, logica ed emotivit\u00e0 si mescolano all\u2019interno di una narrazione che non \u00e8 riconducibile al gioco intellettuale puro e semplice. I personaggi del romanzo sono figure complesse, che agiscono per motivi difficilmente catalogabili e sono portatori di una storia personale che non \u00e8 solo funzionale all\u2019intreccio, ma \u00e8 interessante da un punto di vista psicologico e rivela un intricato sistema di rapporti che gravitano intorno alle istituzioni del matrimonio e della famiglia borghese.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra di essi ricordo il dandy Pancho Soler, che conduce la sua esistenza passando da una donna all\u2019altra e vagabondando senza meta tra le luci della notte <em>porte\u00f1a<\/em>. Di lui Bosco sembra fornire una diagnosi psicanalitica nel momento in cui afferma che \u00abil suo egoismo non era, in fin dei conti, frutto dell\u2019atteggiamento risentito dell\u2019adulto, al contrario, conservava l\u2019integrit\u00e0 innocente e la fermezza dell\u2019egoismo del bambino\u00bb. A Soler si contrappone il dottor Luchter, medico di origini tedesche meticoloso e responsabile: \u00abLa volont\u00e0 di Luchter, volta all\u2019agire costruttivo, insorgeva contro le persone come Soler per le quali la vita non sembra essere altro che un molesto gioco proibito\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca di complessit\u00e0 di Bosco si manifesta nella scelta autoriale di far seguire le indagini non a un unico detective, ma a un\u2019intera squadra di polizia, composta di persone diverse, con le proprie peculiarit\u00e0 e il proprio modo di intendere la professione.<\/p>\n\n\n\n<p>Spiccano il commissario Ericourt e il suo giovane assistente, Ferruccio Blasi. Il primo \u00e8 un uomo singolare, dall\u2019intelligenza vivacissima e l\u2019attitudine pacata, ma che vive in un mondo tutto suo, indifferente agli altri eccetto per quegli elementi che gli permettono di risolvere un caso. \u00abPer certi versi giustizia e verit\u00e0 erano per lui una sorta di campionato sportivo il cui interesse si rinnova a ogni nuova giornata\u00bb. Blasi \u00e8 estremamente sveglio, ma non possiede il distacco del capo. \u00c8 impulsivo e in lui il piano professionale entra in conflitto con quello dei sentimenti. Allo stesso tempo, per\u00f2, mostra una capacit\u00e0 empatica che gli d\u00e0 accesso ad angoli di osservazione della realt\u00e0 preclusi a Ericourt.<\/p>\n\n\n\n<p>Eviter\u00f2 di tracciare un profilo completo dei molti personaggi che popolano questo libro per non togliere al lettore il piacere di inoltrarsi nei recessi delle loro psicologie. Mi preme per\u00f2 sottolineare che il romanzo riserva ampio spazio alle figure femminili, forse le pi\u00f9 complesse della storia. Di loro l\u2019autrice fa intravedere la dialettica che incarnano tra assoggettamento e spinte di rivolta in relazione ai canoni comportamentali prescritti alle donne nell\u2019Argentina degli anni \u201950.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 si pu\u00f2 dire a partire dalla stessa Frida, la misteriosa vittima, la cui personalit\u00e0 \u00e8 ricostruita a posteriori mediante le testimonianze degli indiziati e le congetture dei detective che, nel cercare notizie sulla sua morte, gettano luce sulla sua vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le donne del romanzo spicca Beatriz In\u00e3rra, giovane, al tempo stesso anticonformista e discreta, dotata di un sarcasmo pungente, capace di smascherare le ipocrisie di una comunit\u00e0 dominata dall\u2019imperativo del decoro. La vediamo apparire per la prima volta nelle parole di Soler: \u00abBetty \u00e8 una ragazza indipendente, la famiglia pu\u00f2 fare ben poco affidamento su di lei\u00bb. Stigmatizzata in questo giudizio morale, che viene da un personaggio tutt\u2019altro che integro, Betty si carattterizza immediatamente a partire dall\u2019indipendenza. Questa stride con l\u2019accondiscendenza prescritta al genere femminile, cristallizzata in altri personaggi: la sua matrigna, Gabriela I\u00f1arra, ha votato la propria esistenza ad assistere il marito malato; un\u2019altra inquilina del palazzo, Rita Czerb\u00f3 d\u00e0 l\u2019impressione di essere completamente assoggettata alla volont\u00e0 del fratello, il losco e autoritario Boris.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tentativo di risolvere il caso, gli investigatori \u2013 e con loro i lettori \u2013 entrano nella mente degli indiziati e nella complessa rete di relazioni personali e sociali in cui sono inseriti. Si indagano i rapporti familiari e le problematiche di una classe altoborghese raffinata e cosmopolita, dall\u2019apparenza rispettabile, ma che a uno sguardo pi\u00f9 attento rivela contraddizioni e segreti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro entra nelle zone d\u2019ombra dell\u2019istituzione della famiglia, fondata sul matrimonio e costruita attorno a valori come la discrezione, la rispettabilit\u00e0, la fedelt\u00e0. Parallelamente, attraverso lo scavo nel passato dei personaggi, affiorano dettagli inquietanti sulla loro vita individuale. Il romanzo \u00e8 scritto in uno stile piano e scorrevole. Alterna in modo molto equilibrato dialoghi e parti descrittive. Queste ultime sono spesso puntellate di similitudini che impreziosiscono la narrazione, espandendo ancora una volta i confini del genere poliziesco. Ne emerge una Buenos Aires che funziona come un\u2019estensione del condominio di calle Santa Fe. \u00c8 quotidiana e al tempo stesso inaccessibile, in bilico tra eucalipti e signore che sferruzzano a maglia sulle panchine e figure che avanzano nella notte, \u00abcome sonnambuli\u00bb, \u00absu uno sfondo di isolamento e solitudine\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Spicca l\u2019uso abbondante del monologo interiore, che spezza la rapidit\u00e0 narrativa del giallo e dilata lo spazio-tempo del romanzo, conferendo spessore alle psicologie dei personaggi e a elementi secondari dell\u2019intreccio, che, nell\u2019insieme, costruiscono l\u2019affresco di una comunit\u00e0 ristretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Per concludere, <em>La morte arriva in ascensore <\/em>rappresenta un ambiente che in superficie si mostra senza incrinature. Esso \u00e8 colpito da un evento traumatico che apparentemente lo sconvolge, ma in realt\u00e0 lo rivela, portando alla luce ci\u00f2 che era nascosto. Le indagini funzionano come una lente di ingrandimento che amplifica conflitti gi\u00e0 esistenti, desideri confinati nel chiuso delle stanze.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019immancabile ritornello. L\u2019ispettore se l\u2019aspettava&#8230; palazzi tranquilli e gente perbene&#8230; ogni volta&#8230; e allora com\u2019\u00e8 possibile che succeda sempre qualcosa?\u00bb. Il punto del romanzo allora non \u00e8 pi\u00f9 semplicemente chi ha ucciso Frida Eidinger, ma chi sono davvero gli abitanti di calle Santa Fe, quali desideri li muovono, quali fantasmi del passato cercano disperatamente di scacciare. Per capire tutto questo non bastano le armi della sola ragione deduttiva che, come afferma lo stesso Ericourt, \u00abha il vizio di fondo di essere soggettiva\u00bb, ma occorrono tutte le ferramenta teoriche della scrittrice attenta, empatica e ironica al tempo stesso, fine conoscitrice dell\u2019animo umano.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00ab\u201cLa morte arriva in ascensore\u201d rappresenta un ambiente che in superficie si mostra senza incrinature. 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