{"id":5234,"date":"2021-04-27T08:23:04","date_gmt":"2021-04-27T08:23:04","guid":{"rendered":"https:\/\/staging16.marvinrivista.it\/?p=5234"},"modified":"2023-12-07T14:02:01","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:01","slug":"i-ragazzi-dellipm","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/04\/27\/i-ragazzi-dellipm\/","title":{"rendered":"I ragazzi dell\u2019IPM"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><figure class=\"alignleft size-medium\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/image-210x300.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5235 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"210\" height=\"300\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/image-210x300.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5235 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/image-210x300.jpeg 210w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/image.jpeg 709w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ho compreso questo libro mentre non lo stavo leggendo. Ero in macchina, il sole del tardo pomeriggio bagnava i vetri, il Grande Raccordo Anulare scivolava sotto le ruote e mi stavo infilando in un ingorgo di cui non ero consapevole, e che mi avrebbe accolto di l\u00ec a qualche chilometro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo terminato da poche ore la lettura di&nbsp;<em>Barre<\/em>, edito da minimum fax, del rapper e poeta Francesco \u201cKento\u201d Carlo, un libro che racconta l\u2019esperienza dei laboratori rap negli Istituti Penali Minorili (IPM). L\u2019opera si distribuisce tra digressioni sui metodi per stimolare l\u2019ascolto critico e la scrittura in versi, dialoghi serrati con i ragazzi, analisi delle disfunzionalit\u00e0 strutturali delle carceri minorili. I capisaldi su cui si poggiano le lezioni di Kento sono due: da una parte l\u2019hip-hop, dall\u2019altra le poetry slam (gare di poesia performativa tra poeti, in cui a votare l\u2019esibizione \u00e8 il pubblico stesso).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, ancora a qualche curva dall\u2019imbottigliamento, provavo a riorganizzare gli stimoli che il libro mi aveva consegnato, tentando di dare loro una forma. Poi ho ricordato ci\u00f2 che mi ero ripromesso di fare da qualche giorno, e che avevo procrastinato: ascoltare il mixtape, sempre&nbsp;<em>Barre<\/em>, uscito in concomitanza con il libro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Solo quando ho fatto partire le canzoni su Spotify ho realizzato che la mia lettura poteva dirsi completa: le forme avevano assunto i loro contorni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abHo scritto un libro nuovo, parla di essere liberi \/ E trovare dignit\u00e0 in un luogo fatto per non darne \/ Ho scritto un libro per parlare ai miei simili \/ Ma forse servir\u00e0 pi\u00f9 a me, ognuno ha le sue sbarre\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo estratto, dalla prima strofa di&nbsp;<em>Orologi molli<\/em>&nbsp;(seconda delle tredici tracce del mixtape), rende nitidamente l\u2019idea del ponte costruito tra le due forme espressive, il piano di dialogo senza cui entrambe possono dirsi, se non incomplete, depotenziate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il ritornello di<em>&nbsp;Cazzate<\/em>&nbsp;(settima traccia), invece, fa cos\u00ec:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abLa mia gente non vuole pi\u00f9 stare tra le sbarre \/ Pensa a ci\u00f2 che manca, per\u00f2 \u00e8 stanca di parlarne \/ Non si \u00e8 abituata alle cazzate di un cantante \/ Vuole entrare in banca e andare a prendersi il contante\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se le rime possono risultare stimolanti, lo diventano di pi\u00f9 leggendo l\u2019incipit del libro, dove Kento dice ai ragazzi: \u00abNon voglio cazzate\u00bb. Il rapporto \u00e8 dunque ribaltato: se nel testo scritto \u00e8 l\u2019insegnante a redarguire gli alunni, nel mixtape sono loro ad attaccarlo alla giugulare. Mi sono domandato per quale ragione accada questo, se alcuni concetti fluiscano nella mente dell\u2019autore in una forma o in un\u2019altra. O addirittura se le stesse idee possano trovare una loro via preferibile, duplicandosi come doppelg\u00e4nger per esprimersi in una forma pi\u00f9 limpida e una pi\u00f9 oscura, maligna. Forse c\u2019entra con il fatto che scrivere un libro \u00e8 simile a scandagliare uno spazio sommerso, mentre suonare pu\u00f2 voler dire affogarci dentro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel dubbio, ho domandato questo e altro direttamente all\u2019autore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tu hai scritto altri due libri, e forse questa domanda ti \u00e8 stata gi\u00e0 posta. Penso per\u00f2 sia utile per i lettori comprendere cosa spinga un rapper a esprimersi in un linguaggio diverso, specialmente alla luce di un mixtape con cui possiamo fare un raffronto. Dici sul&nbsp;<\/strong><a href=\"https:\/\/www.minimumfax.com\/blog\/magazine-1\/post\/scrivanie-dove-nascono-i-libri-francesco-kento-carlo-1516\"><strong>blog di minimum fax<\/strong><\/a><strong>: \u00abScrivere serve per anticipare o prolungare l\u2019emozione del palco e a rendere pi\u00f9 dolce e sopportabile \u2013 in salita e in discesa &#8211; il picco di adrenalina estremo che mi d\u00e0\u00bb. Da quale scintilla \u00e8 nata stavolta la volont\u00e0 di scrivere? Pensi che, tra espressione musicale e saggistica, si possa rintracciare un diverso modo di organizzare l\u2019esperienza?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Bella tosta. Prima di tutto&nbsp;<em>Barre<\/em>&nbsp;non lo vedo come un saggio.&nbsp;<em>Barre<\/em>&nbsp;\u00e8 un libro di non-fiction narrativa: narrativa perch\u00e9 utilizza alcuni strumenti e tecniche del romanzo, non-fiction perch\u00e9 non \u00e8 invenzione. Non ho potuto raccontare tutto per filo e per segno perch\u00e9 avevo due tipi di ostacoli: uno di ordine etico \u2013 non ledere la privacy dei ragazzi coinvolti \u2013 e uno giuridico, perch\u00e9 ho firmato accordi di riservatezza. Insomma, volevo evitare di danneggiare i ragazzi o andare in carcere io stesso e farmi fare il laboratorio da altri rapper.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi \u00e8 un libro di non-fiction narrativa, anche se poi \u00e8 chiaro che un\u2019opera del genere diventa trasversale: il mio obiettivo (un po\u2019 ambizioso) era di fare da alfiere su questo scacchiere del racconto, provando a trattare anche elementi propri della saggistica (la teoria del deficit, della minore preferibilit\u00e0 e della giustizia riparativa), ma con i piedi ben saldi nel mondo della narrativa. Sono d\u2019accordo con te nel fatto che si sia trattato di un esperimento di scrittura, che sia stato come \u201ctradire\u201d in senso positivo la mia ispirazione originaria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Barre<\/em>&nbsp;nasce nel 2020: appena siamo entrati in lockdown io avevo firmato per minimum fax.&nbsp;Avere questo libro&nbsp;\u00e8 stato molto terapeutico, perch\u00e9 da un momento all\u2019altro mi si sono interrotti i concerti e non avevo molto da fare. Per\u00f2, dovevo scrivere e questa cosa mi ha salvato. Ho passato la prima settimana di lockdown a prendermi malissimo e riguardare le foto dei live. Il 2019 era andato molto bene, e il 2020 prometteva di andare meglio. E tutto \u00e8 saltato da un momento all\u2019altro. La prima settimana \u00e8 stata dura \u2013 senza fare paragoni blasfemi e fuori luogo, duro \u00e8 per i detenuti \u2013, per\u00f2 ecco, l\u2019anno precedente avevo fatto 70 date (tra concerti, ospitate e presentazioni), e passare da 70 a 0 \u00e8 come fare un frontale con la macchina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la prima settimana, ho smesso di riguardare le foto e mi sono riscritto all\u2019universit\u00e0 (Mediazione Culturale,&nbsp;<em>n.d.r.<\/em>), scritto un libro e buttato gi\u00f9 trenta canzoni. Mi rendo sempre pi\u00f9 conto, con il passare degli anni, che avere questi spunti creativi \u00e8 una cosa che mi stimola molto, forse anche troppo. Io sono drogato di stimoli, ed \u00e8 come l\u2019effetto frusta: pi\u00f9 sono alti e pi\u00f9 sono bassi i picchi quando questi mancano. L\u2019assenza di concerti \u00e8 stato un abisso particolarmente basso nella mia vita. E adesso, per fortuna o purtroppo, sta succedendo il contrario: ho messo troppa carne al fuoco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi \u00e8 chiaro che scrivere rap e un libro \u00e8 diverso. Quando ho scritto&nbsp;<em>Resistenza rap&nbsp;<\/em>l\u2019editor del tempo mi ha dato consigli molto semplici, ma particolarmente utili. Il primo \u00e8: \u00abNel dubbio scrivi, si fa sempre in tempo a modificare e cambiare\u00bb. E questo \u00e8 un grande consiglio. Il secondo \u00e8: \u00abOcchio a usare il passato remoto: se vuoi rendere una cosa immediata raccontala al presente indicativo\u00bb. Il terzo: \u00abQuando non sai come mettere in ordine degli avvenimenti, mettili in ordine cronologico e non sbaglierai mai\u00bb. Tre indicazioni molto semplici, ma che mi hanno aiutato parecchio.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi ho incontrato minimum fax, con cui ho bluffato, tra l\u2019altro. Minimum mi aveva chiamato per parlare alla presentazione di uno dei suoi libri:&nbsp;<em>Rap: Una storia, due Americhe<\/em>. Io sono andato e poi, parlando con la responsabile degli eventi, le ho detto: \u00abMa sai che anch\u2019io ho un libro che vi vorrei proporre?\u00bb Mi aspettavo che dicesse: \u00abS\u00ec vabb\u00e8, risentiamoci\u00bb. E invece lei mi fa: \u00abCerto, mandaci subito qualcosa da leggere\u00bb. Io non avevo nulla. Sono tornato a casa e mi sono chiuso a scrivere tutta la notte, buttando gi\u00f9 i primi due capitoli di&nbsp;<em>Barre<\/em>. In una settimana avevo firmato il contratto. \u00c8 l\u2019ennesima conferma che quando le cose devono succedere accadono subito. Mio nonno diceva sempre: \u00abLe cose lunghe si fanno serpi\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E allora continuiamo con minimum fax. In&nbsp;<\/strong><a href=\"https:\/\/www.minimumfax.com\/blog\/magazine-1\/post\/un-educazione-letteraria-e-musicale-francesco-kento-carlo-1521?fbclid=IwAR0XgwD81MtmaiDTZ1o7-y4CWecQoHkZqkd6ZDuZShzz-Kj92dO88e_YbPU\"><strong>un altro contributo<\/strong><\/a><strong>&nbsp;sempre sul loro blog, dici che&nbsp;<em>Il carcere<\/em>&nbsp;(Einaudi) di Cesare Pavese \u00e8 stata una delle opere centrali della tua educazione letteraria. Il protagonista \u00e8 Stefano, confinato a Brancaleone per esser stato trovato in possesso di lettere compromettenti di stampo antifascista (esattamente come accadde a Pavese). La sua condizione di reclusione \u00e8, oltre che fisica, esistenziale. Per lui anche il mare, luogo di libert\u00e0 per eccellenza, \u00e8 \u00abla quarta parete della sua prigione\u00bb. Come si fa a evitare che i ragazzi reclusi erigano pareti agli stimoli? Si pu\u00f2 trarre esperienza dal carcere e non semplicemente aspettare di uscire?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dipende dalle occasioni che i ragazzi hanno: ci sono quelli che reagiscono male, che diventano criminali veri. Altri (la maggior parte) fanno passare la nottata. Sono pochi quelli che riescono a prendere qualcosa di buono, perch\u00e9 nel carcere qualcosa di buono c\u2019\u00e8. Ma bisogna offrire di pi\u00f9. La prima cosa che dico ai ragazzi \u00e8: cogliete le opportunit\u00e0. Se in carcere io ho una buona occasione e la perdo, non \u00e8 detto che domani si ripresenter\u00e0. \u00c8 una consapevolezza che non hanno. Per\u00f2 esiste anche una responsabilit\u00e0 per gli adulti: ancora troppo spesso i ragazzi stanno chiusi in cella ore e ore.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Passiamo al metodo. Metti subito in chiaro che per comprendere l\u2019hip-hop ci vuole impegno, dedizione, sudore. Ricordi a te stesso: \u00abFagli capire cos\u2019\u00e8 l\u2019hip-hop, stimola un ascolto critico e consapevole, racconta, fornisci esempi concreti. Fa\u2019 che la tua aula sia un cerchio, una crew, una comunit\u00e0\u00bb. Porti esempi di rapper contemporanei e non. Parli di Notorious B.I.G., e del suo processo di scrittura:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\"><strong>\u00abNotorious B.I.G. partiva da un concetto, una rima o un\u2019immagine. Non \u00e8 detto che dovesse essere il primo verso della strofa, ma era il primo mattone su cui costruiva. Poi ne affiancava un altro, spostava, cambiava. Il tutto senza mai scrivere, ma ripetendo sempre a memoria. [\u2026] Tutto quello di cui aveva bisogno era nella sua testa\u00bb.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come si fa a insegnare l\u2019ascolto critico? E come sei riuscito a guadagnarti la fiducia dei ragazzi, a creare quello che nell\u2019hip-hop si definisce un \u00abcerchio\u00bb?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unica vera difficolt\u00e0 \u00e8 far cambiare loro posizione e ruolo. Questi ragazzi, per la maggior parte della loro vita, non sono stati coloro che dicono ma coloro a cui viene detto. Per la prima volta possono essere dalla parte della capsula del microfono. \u00c8 l\u2019unico passaggio difficile del lavoro. Il fatto di dire: voi avete una voce, e questa voce pu\u00f2 essere ascoltata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Loro poi sono nativi rap, e conoscono il genere. Comincio mostrando video mainstream, tipo&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=4LfJnj66HVQ&amp;ab_channel=Lilpump\">Gucci Gang<\/a>, e dico loro: voglio un voto da uno a dieci, ma me lo dovete spiegare. E gi\u00e0 questo basta a generare la scintilla di un ascolto critico. Un ragazzo mi dice: \u00abGli do cinque\u00bb, e io faccio: \u00abPerch\u00e9?\u00bb, e lui: \u00abPerch\u00e9 mi sembra una stupidaggine\u00bb, e io, di nuovo: \u00abPerch\u00e9 ti sembra una stupidaggine?\u00bb, e cos\u00ec via.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giusto. \u00c8 anche vero per\u00f2 che tu racconti dell\u2019aula teatro dove insegni, e degli affreschi che la decorano. Ci sono figure dipinte, che non parlano di una redenzione che arriva con la poesia o l\u2019hip-hop, ma \u00abtramite il lavoro e l\u2019istruzione tecnica\u00bb. Poi citi Majakovskij: \u00abL\u2019arte non \u00e8 uno specchio cui riflettere il mondo, ma un martello con cui scolpirlo\u00bb. Non ti sembra questo uno dei pi\u00f9 grandi ostacoli della forma artistica? Far capire che serva a qualcosa?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ti dico che poesia viene da&nbsp;<em>poiesis<\/em>, che significa \u201cproduzione\u201d. Per\u00f2 non voglio sfuggire alla tua domanda. Penso che l\u2019utilit\u00e0 maggiore di quello che faccio sia dare strumenti espressivi ai ragazzi. \u00c8 chiaro che uno su cento diventa un rapper forte. Ma a me interessano i novantanove che non lo diventeranno mai, che per\u00f2 hanno poggiato la penna sul foglio e hanno detto: e adesso che cavolo scrivo?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un aneddoto che tiro fuori spesso \u00e8 quello di un ragazzo con l\u2019aria da duro che partecipava ai miei laboratori, ma stava sempre in disparte. Un giorno si avvicina e mi fa: \u00abSenti, io voglio fare il rap\u00bb. E io gli chiedo: \u00abPerch\u00e9 vuoi fare il rap?\u00bb E lui dice: \u00abPerch\u00e9 voglio comprarmi tutte le Ferrari e rimorchiarmi tutte le ragazze\u00bb. E io mi sono domandato: \u00abChe faccio, glielo dico o non glielo dico?\u00bb Poi gli ho risposto: \u00abSenti, va bene, mettiti a scrivere e vediamo che ne viene fuori\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Io sono abbastanza sicuro che questo ragazzo non si comprer\u00e0 tutte le Ferrari e non si rimorchier\u00e0 tutte le ragazze del mondo. Per\u00f2 sono certo che nel momento in cui ha poggiato per la prima volta la penna sul foglio ha fatto un\u2019esperienza nuova. Ha capito che quel groviglio di emozioni, se diventa un filo unico con la penna, pu\u00f2 essere qualcosa di interessante: che aiuta intanto a capire s\u00e9 stessi e ad autoanalizzarsi.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Allora ti faccio una domanda, e per introdurtela parto da&nbsp;<em>I ragazzi della Nickel&nbsp;<\/em>(Mondadori) di Colson Whitehead, che tu hai menzionato come uno dei riferimenti centrali per questo libro. La Nickel \u00e8 un istituto che, nel momento in cui dovrebbe correggere e educare, affossa e incattivisce. Ti riporto un breve estratto:&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\"><strong>\u00abI ragazzi arrivavano alla Nickel gi\u00e0 guastati in vari modi, e subivano altri danni mentre erano l\u00ec. [\u2026] I ragazzi della Nickel erano fottuti prima, durante e dopo il periodo che trascorrevano nella scuola\u00bb.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tu ricordi che lo scopo della detenzione dovrebbe essere la \u00abriabilitazione dell\u2019individuo\u00bb. \u00c8 difficile porre una domanda senza banalizzarla: per\u00f2, secondo la tua esperienza, questo processo di riabilitazione si realizza?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ti rovescio la questione: quanto \u00e8 accettabile che funzioni il processo di rieducazione nel carcere minorile? Abbiamo cento ragazzi, e di questi cento quanti ne dobbiamo rieducare o educare? Cento su cento? Siamo messi male allora; oppure ci accontentiamo di cinquanta? O di uno? Prima di lavorare nel carcere minorile una domanda del genere l\u2019avrei vista come filosofica, ma filosofica non \u00e8. Perch\u00e9 se decidiamo che un ragazzo a quindici anni \u00e8 perduto, tanto vale ammazzarlo. Se invece scegliamo di recuperarlo, allora abbiamo una responsabilit\u00e0 come societ\u00e0, e non solo come persone che lavorano all\u2019interno dell\u2019amministrazione penitenziaria. Io sono un esterno, ho un occhio da fuori e uno storytelling diverso. Ma \u00e8 una domanda che ci possiamo fare tutti: fino a che punto stiamo facendo un buon lavoro?&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In effetti non \u00e8 semplice: dici che il carcere \u00e8 un \u00abMoloch che si nutre di belle intenzioni e vomita noia, rabbia, nichilismo\u00bb, oppure che, nei ragazzi: \u00abL\u2019attesa porta alla noia, la noia porta al fastidio, il fastidio porta alla rabbia, la rabbia a creare problemi a s\u00e9 e agli altri\u00bb. Quest\u2019ultimo passaggio mi ha ricordato il ritornello di&nbsp;<em>Danny Nedelko<\/em>, un pezzo degli&nbsp;<\/strong><a href=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/02\/13\/idles-il-punk-nella-gioia-come-atto-di-resistenza\/\"><strong>Idles<\/strong><\/a><strong>, gruppo post-punk di Bristol:&nbsp;\u00abFear leads to panic, panic leads to pain \/ Pain leads to anger, anger leads to hate\u00bb.&nbsp;<\/strong><br><strong>L\u2019hip-hop, secondo te, pu\u00f2 spezzare questo loop?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>No, l\u2019hip-hop da solo non basta. Aiuta a costruire uno strumento per esprimersi, ma non basta. Bisogna conoscere di pi\u00f9 la realt\u00e0 delle carceri. Tenerle presenti nelle nostre riflessioni, parlarne e capire che questi \u201cluoghi forti\u201d fanno parte del tessuto urbano. Quando vado a fare laboratorio nelle scuole, domando: \u00abMa lo sapete che ci sono ragazzi e ragazze come voi, dall\u2019altra parte del muro della citt\u00e0, che sono reclusi in carcere? Secondo voi come passano le giornate?\u00bb E molto spesso vedo sguardi stupiti, che dicono: \u00abNon ci avevo pensato\u00bb. Ed \u00e8 pi\u00f9 grave che non lo facciano nemmeno gli adulti. Secondo me il carcere minorile \u00e8 una realt\u00e0 anacronistica, e tra cinquant\u2019anni guarderemo indietro e diremo: \u00abMa veramente nel 2021 mettevamo ragazzi di 14 anni dietro le sbarre?\u00bb Sar\u00e0 come quegli istituti giuridici, tipo il delitto d\u2019onore e il matrimonio riparatore, che leggi i vecchi codici penali e dici: \u00abMa \u00e8 possibile che uno poteva stuprare una donna, poi proporsi di sposarla e sarebbe stato apposto cos\u00ec?\u00bb \u00c8 folle, eppure esisteva. Io penso che il carcere minorile abbia questo livello di barbarie, nel suo esistere come struttura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Penultima domanda. Nel libro passi con facilit\u00e0 dai codici della cultura hip-hop a quelli delle poetry slam. Oltre che un rapper, tu sei un poeta (e un MC delle poetry slam, il&nbsp;<em>Master of Ceremonies<\/em>&nbsp;che supervisiona la competizione) e si vede che per te il passaggio \u00e8 naturale, il ponte tra le due forme evidente. Ma se dovessi chiarire perch\u00e9 poesia e rap&nbsp;si parlano, come lo spiegheresti?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo fanno attraverso la poesia performativa, quella scritta per essere recitata dal vivo. \u00c8 uno scambio interessante da entrambi i lati, perch\u00e9 vengono rubate tecniche di scrittura e di esibizione sia dai poeti che dai rapper. La&nbsp;<em>spoken word<\/em>&nbsp;classica e la poesia performativa sono molto interessanti per il rap.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Concludiamo dove abbiamo cominciato. Il libro e l\u2019album&nbsp;dialogano: affrontano tematiche secondo prospettive complementari o divergenti a seconda dei casi. C\u2019\u00e8 uno dei due che \u00e8 nato prima, o nella tua testa c\u2019erano gi\u00e0 entrambi?&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Orologi molli<\/em>&nbsp;\u00e8 una delle ultime tracce che ho scritto.&nbsp;<em>Cazzate<\/em>&nbsp;l\u2019ho buttata gi\u00f9 quando gi\u00e0 lavoravo in carcere, ma avevo voglia di trappare: infatti \u00e8 un beat trap, e mi ci sono divertito tantissimo. Volevo che il mixtape fosse un lavoro coerente, senza risultare la didascalia del libro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quindi sono nati contemporaneamente?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Decisamente s\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-background has-white-background-color has-white-color is-style-default\"\/>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un aneddoto con cui mi sembra significativo concludere, anche se ormai sono lontano dal viaggio in macchina e dal traffico di Roma e da quel primo ascolto. Kento racconta nel libro che il rapper 2Pac aveva tatuato sull\u2019addome THUG LIFE, ovvero VITA CRIMINALE. Quando gli facevano domande sul tatuaggio, per\u00f2, lui dava anche un\u2019altra interpretazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si trattava di un acronimo: \u00abThe Hate U Give Little Infants Fucks Everybody\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Abbastanza sorprendente, no?<\/p>\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n<p><\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSecondo me il carcere minorile \u00e8 una realt\u00e0 anacronistica, e tra cinquant\u2019anni guarderemo indietro e diremo: &#8220;Ma veramente nel 2021 mettevamo ragazzi di 14 anni dietro le sbarre?&#8221;\u00bb<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":5243,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,34],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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