{"id":5173,"date":"2021-04-19T16:09:15","date_gmt":"2021-04-19T16:09:15","guid":{"rendered":"https:\/\/staging16.marvinrivista.it\/?p=5173"},"modified":"2023-12-07T14:02:01","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:01","slug":"sangue-madri-e-streghe","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/04\/19\/sangue-madri-e-streghe\/","title":{"rendered":"Sangue, madri e streghe"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image is-style-default wp-duotone-default-filter\"><figure class=\"alignleft size-medium is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/9788831498258_0_0_626_75-214x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5177 lazyload\" width=\"214\" height=\"300\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/9788831498258_0_0_626_75-214x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5177 lazyload\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/9788831498258_0_0_626_75-214x300.jpg 214w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/9788831498258_0_0_626_75.jpg 446w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;horror \u00e8 uno dei generi pi\u00f9 politici che esistano. Lo insegnava gi\u00e0 Romero con <em>L\u2019alba dei morti viventi<\/em> (1968) e i suoi zombie proletari, seguito da Carpenter, prima con la guerra fredda trasposta in Antartide (<em>La cosa<\/em>, 1982), poi con l&#8217;invasione consumistica aliena (<em>Essi vivono<\/em>, 1988). Settore a lungo appannaggio di registi uomini, l\u2019horror \u00e8 stato spesso considerato un genere misogino, che offriva corpi triturati di bionde in pasto a un pubblico in cerca di emozioni forti. In una temperie storica in cui il femminile rivendica sempre pi\u00f9 spazio e voce, Jude Ellison Sady Doyle, con <em>Il mostruoso femminile. Il patriarcato e la paura delle donne <\/em>(Edizioni Tlon, traduzione di Laura Fantoni), ci consegna un testo stratificato e multiforme \u2013 \u00abun mostro di Frankenstein\u00bb \u2013 che analizza i modi in cui la femminilit\u00e0 \u00e8 stata demonizzata nella cultura popolare e trasferita su pellicola. Scopo dell\u2019autore \u00e8 tracciare una mappa a partire dalle tre macrocategorie in cui la donna \u00e8 ingabbiata dal patriarcato \u2013 figlia, moglie, madre \u2013 per redigere una \u00abcontromitologia\u00bb dell\u2019orrore e liberare queste figure dalla loro prigionia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il mostruoso femminile \u00e8 un testo brillante e limpido, che oscilla tra leggende e finzioni cinematografiche, senza temere di lasciarsi contaminare dalla realt\u00e0. \u00c8 infatti nelle tragiche storie vere di donne maltrattate e uccise che tu rintracci gli archetipi delle sublimazioni narrative diventate poi cult ai botteghini (penso ad Augusta Gein come ad Anneliese Michel, a Laci Peterson come a Bridget Cleary). Uno degli aspetti che pi\u00f9 colpisce del libro \u00e8 come, pur mantenendo una profonda sensibilit\u00e0 e senso di&nbsp;<em>pietas<\/em>&nbsp;verso queste figure, la scrittura riesca sempre a includere un sottotesto ironico. Il mostruoso femminile \u00e8 infatti, tra le altre cose, un trattato spaventosamente divertente, che ricorda la risata liberatoria che segue un <em>jump scare<\/em> al cinema. Lo definiresti il sarcasmo caustico di chi osserva la catastrofe?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Trovo che l\u2019horror sia un genere davvero liberatorio, perch\u00e9 tratta la violenza del mondo in modo schietto. Trascorriamo la maggior parte delle nostre vite evitando certi argomenti: il sesso, la morte, il corpo. Di violenza domestica e sessuale soprattutto, e questo vale per le donne, non si dovrebbe parlare. E non solo si dovrebbe vivere nel terrore di toccare certi temi, sempre tesi a schivarli, ma anche parlare di quel terrore \u00e8 diventato un tab\u00f9. L\u2019horror spalanca la porta alla violenza e alle emozioni interdette, permettendoci di nominarle.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 significa che l\u2019horror pu\u00f2 essere molto divertente. Anche la commedia, infatti, ha origine dai tab\u00f9. Molti appassionati dell\u2019horror sviluppano un macabro senso dell\u2019umorismo, a forza di guardare personaggi subire ridicole atrocit\u00e0. Nell\u2019horror involontariamente comico che preferisco,\u00a0<em>The Unborn<\/em> (1991), c\u2019\u00e8 una donna che porta in grembo un feto malvagio e che decide di abortire. Il feto, per\u00f2, non solo sopravvive all\u2019aborto ma si arrabbia tanto da nascondersi nella sua macchina e saltar fuori dal vano portaoggetti per attaccare il guidatore. La macchina si schianta ed esplode, ovviamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora oggi non mi viene in mente nulla di pi\u00f9 divertente di quel piccolo fantoccio in agguato nella macchina con un coltello. Per tutta la vita l\u2019aborto e la contraccezione mi hanno scandalizzato, perch\u00e9 ero indotto a ritenerli forme di \u201cinfanticidio\u201d, a pensare che fossero azioni crudeli o violente, che l\u2019autonomia riproduttiva fosse vergognosa. L\u2019idea che questa donna abbia tutte le ragioni del mondo per abortire, dal momento che il suo feto stava gi\u00e0 pianificando di farle saltare in aria la macchina, la trovo incantevole.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019umorismo del<em>&nbsp;Mostruoso femminile<\/em>&nbsp;viene da qui. Se si affrontano i tab\u00f9 a testa alta si capisce non solo in che senso siano pericolosi, ma anche quanto siano assurdi. \u00c8 un mondo vecchio e crudele, ma \u00e8 anche ridicolo. Pensavo che non sarebbe stato possibile sopportare tutto il dolore di cui si parla nel libro, a meno che non ne avessi resa evidente l\u2019intrinseca assurdit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il saggio mostra (fra note e appendice) un tenace lavoro di ricerca. Come ti sei mosso per la selezione del materiale e dei temi? Il lavoro di scrittura procedeva parallelamente a quello di ricerca, o il primo ha avuto origine quando hai pensato di aver collezionato abbastanza?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Di alcune storie contenute nel libro ho sempre voluto scrivere. Quando avevo sedici anni mi sono imbattuto nell\u2019omicidio di Bridget Cleary e da allora il suo caso mi ha ossessionato. Il marito la uccise perch\u00e9 credeva che fosse un&nbsp;<em>changeling<\/em>, un sostituto mandato dalle fate. Le leggende sui&nbsp;<em>changeling<\/em>, soprattutto quelle che riguardano i bambini o, meglio, che forniscono ai genitori un pretesto per uccidere o abbandonare i propri figli, sono terribili, e ne ho letto per decenni. Lo stesso vale per l\u2019esorcismo di Anneliese Michel: anche qui il sovrannaturale \u2013 in questo caso la possessione demoniaca \u2013 \u00e8 stato invocato per giustificare la violenza dei genitori verso la figlia. E la storia di Mercy Brown, il cui cadavere \u00e8 stato in parte divorato dal fratello che la credeva un vampiro, \u00e8 una di quelle cose che non si scordano mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Pur avendo tutte queste storie di donne tacciate di essere mostri e perci\u00f2 punite, mi mancava un contesto pi\u00f9 ampio in cui inserirle per poter condurre un\u2019analisi. Dovevo tracciare una mappa di tutte le tipologie di mostro pi\u00f9 comuni che una donna pu\u00f2 incarnare. Ho voluto cominciare da esempi che tutti potessero riconoscere, archetipi contemporanei, e cos\u00ec ho iniziato a guardare film horror. Per mesi, ogni giorno ne guardavo moltissimi uno dopo l\u2019altro. Passavo in rassegna tutte le piattaforme streaming a mia disposizione. Poi mi sono reso conto che non stavo scrivendo un libro di critica cinematografica, e che forse molti di questi mostri erano \u201ctratti da una storia vera\u201d (<em>Dracula<\/em>, per esempio, in parte si ispira a ci\u00f2 che \u00e8 accaduto a Mercy Brown, e&nbsp;<em>Psycho&nbsp;<\/em>a un serial killer di nome Ed Gein), allora sono passato a cercare nella letteratura true crime, nelle leggende metropolitane e in altre storie di violenza dei giorni nostri.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec mi sono fatto un\u2019idea di quali creature mostruose popolino la nostra immaginazione oggi. Ma quei mostri non sono sbucati fuori dal nulla: dopo aver esaurito il presente, ho dovuto seguire le loro tracce indietro fino al tempo del mito. Il mostro di&nbsp;<em>Under the Skin<\/em>, l\u2019alieno mangia-uomini che vive in un abisso nero e ha le sembianze di una bellissima donna, rimanda chiaramente alle sirene e alle lamie. Il T-Rex di&nbsp;<em>Jurassic Park<\/em>&nbsp;\u00e8 un\u2019altra versione del mostro di Frankenstein \u2013 \u00e8 tornata in vita dalla \u201cmorte\u201d dell\u2019estinzione per mano di scienziati che non riescono a controllarla \u2013 ma \u00e8 anche connessa alle splendide dee-drago, come Tiamat. A partire da&nbsp;<em>Jurassic Park<\/em>&nbsp;\u00e8 possibile risalire fino alle origini della parola scritta, e mi sembra magnifico. Conoscere i nostri miti contemporanei permette di osservare l\u2019intera storia della paura umana.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ho notato che tra i materiali analizzati non ci sono riferimenti al sottogenere del rape&amp;revenge, di cui uno dei pi\u00f9 noti e controversi capostipiti \u00e8 <em>I Spit on Your Grave <\/em> (spesso definito al limite del\u00a0<em>torture porn<\/em>), e in cui si ritrovano anche opere pi\u00f9 pop come il dittico\u00a0<em>Kill Bill<\/em>, fino al recentissimo\u00a0<em><a href=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/03\/23\/gli-occhi-sono-quassu\/\">Una donna promettente<\/a><\/em>\u00a0di Emerald Fennell, candidato a cinque Oscar. Non analizzare questo filone \u00e8 una semplice scelta di gusto o spazio, o deriva invece da un ragionamento preciso?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Spero in futuro di poter analizzare il genere rape&amp;revenge pi\u00f9 diffusamente, perch\u00e9 credo che racchiuda molto potenziale. Ho amato<em>\u00a0Una donna promettente<\/em>. Negli Stati Uniti si discute molto se sia abbastanza positivo o edificante; io, invece, lo trovo liberatorio proprio perch\u00e9 non ha un messaggio edificante \u2013 non accade quasi mai che una donna dia sfogo a tali sentimenti di rabbia e disperazione assolute come quelli che sono al cuore di questa storia. Quel film non \u00e8 altro che un urlo di furia primordiale, che non vuole aggiustare nulla, ma vuole soltanto essere ascoltato e onorato. Potentissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, alcuni film rape&amp;revenge funzionano. L\u2019esempio classico<em>&nbsp;<\/em>\u00e8<em>&nbsp;L\u2019angelo della vendetta<\/em> (<em>Ms .45<\/em>). Mi piacciono anche&nbsp;<em>Audition&nbsp;<\/em>e&nbsp;<em>Jennifer\u2019s Body<\/em>. Detto questo, per\u00f2, non riesco a vederne molti, perch\u00e9 spesso lo stupro viene mostrato e spettacolarizzato al punto da renderne la visione traumatica e dolorosa. Di solito per il pubblico maschile il fascino del rape&amp;revenge risiede tanto nello&nbsp;<em>stupro&nbsp;<\/em>quanto nella&nbsp;<em>vendetta<\/em>: prima guardano una donna che viene brutalizzata e godono di quella violenza cruenta, esplicita e sessualizzata, poi assistono alla sua furia abbattersi sugli aggressori e cos\u00ec possono scrollarsi di dosso il peso per aver gradito lo stupro.<\/p>\n\n\n\n<p>Non voglio esserne parte. Come\u00a0<em>survivor<\/em>\u00a0non ne ricavo n\u00e9 piacere n\u00e9 liberazione. Vorrei piuttosto che le storie rape&amp;revenge fossero centrate sui bisogni e sulle prospettive di chi sopravvive all\u2019abuso. Le donne stanno esplorando nuovi approcci a questo genere che non facciano della violenza una forma di spettacolo sessualizzata: la scena di \u201cstupro\u201d in\u00a0<em>Jennifer\u2019s Body<\/em>\u00a0\u00e8 straziante perch\u00e9 si concentra sulla paura e l\u2019impotenza di Jennifer, ma \u00e8 anche profondamente metaforica e termina prima che possiamo vederla. Il suo corpo non \u00e8 a nostra disposizione.\u00a0<em>Una donna promettente\u00a0<\/em>non mostra mai scene di stupro, eppure quell\u2019orrore \u00e8 sempre reale e palpabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stupro priva la vittima della possibilit\u00e0 di agire, e la\u00a0<em>vendetta<\/em>, credo, \u00e8 una fantasia seducente soprattutto perch\u00e9 consiste nel riassumere il comando. Per me questa \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante: restituire il controllo alle\u00a0<em>survivor<\/em>, che sia nel modo in cui gestiamo le conseguenze dell\u2019aggressione o dando loro la possibilit\u00e0 di governare la narrazione di queste storie.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>All\u2019interno di molti passi del volume sottolinei quanto alcuni flagelli del mondo femminile si estendano (con tutto il loro peso) ad altri soggetti oppressi per classe sociale, origine e\/o colore della pelle.&nbsp;\u00abIn questo sistema le donne bianche, come Melinda Moser, ottengono una sorta di potere patriarcale che possono esercitare sulla capacit\u00e0 riproduttiva delle donne con meno privilegi, utilizzando i loro corpi emarginati per creare la famiglia che desiderano. Proprio come i patriarchi, le donne con i soldi possono requisire la maternit\u00e0 a quelle che i soldi non li hanno\u00bb.&nbsp;&nbsp;La necessit\u00e0 di intersezionalit\u00e0 \u00e8 una consapevolezza che sta arrivando anche alle vette del femminismo convenzionale, ma non \u00e8 ben chiaro come e se il <em>blob<\/em> della commercializzazione capitalistica (la stessa che crea i kit da strega di Sephora) arriver\u00e0 a imbrigliarlo. Pensi che questo cortocircuito porter\u00e0 a uno scossone o il <em>blob <\/em>l\u2019avr\u00e0 ancora vinta?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il mostruoso femminile<\/em>&nbsp;parla di genere (soprattutto di donne), ma spero sia chiaro che non credo sia questa l\u2019unica struttura oppressiva a operare nel mondo. Tutto ci\u00f2 \u00e8 profondamente connesso al capitalismo, al colonialismo, alla supremazia bianca, all\u2019omofobia e alla transfobia \u2013 questo&nbsp;<em>blob<\/em>, come lo avete definito, vuole consumarci tutt\u0259.<\/p>\n\n\n\n<p>Comprendo il genere, il patriarcato e la misoginia meglio delle altre strutture. Su quel fronte ho studiato di pi\u00f9. Ma questi argomenti sono inevitabilmente connessi l\u2019uno all\u2019altro. Se al tempo in cui ho scritto il libro fossi stato pi\u00f9 informato riguardo al colonialismo, per esempio, avrei saputo che l\u2019idea patriarcale dei due generi, uno dei quali \u00e8 \u201cnaturalmente\u201d responsabile dell\u2019altro, \u00e8 un\u2019invenzione recente \u2013 un\u2019invenzione bianca, occidentale e cristiana. Le altre culture che di generi ne avevano pi\u00f9 di due sono state sistematicamente cancellate e soppresse. Credo che un\u2019approfondita analisi del legame tra supremazia bianca e mostruosit\u00e0 condurrebbe a risultati altrettanto interessanti di quelli presentati in questo libro, se non di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli Stati Uniti spesso parliamo di capitalismo e identit\u00e0 come se fosse possibile occuparsi solo dell\u2019uno o dell\u2019altra. Il punto \u00e8 che \u201cle politiche identitarie\u201d impediscono a tutt\u0259&nbsp;noi di unirci in un\u2019unica classe operaia. \u00c8 vero che il capitalismo si impadronir\u00e0 di quanto pi\u00f9 gli \u00e8 possibile \u2013 non \u00e8 solo Sephora, spesso a perpetrare questa grottesca appropriazione di pratiche spirituali indigene o della popolazione di colore sono anche i gruppi New Age o neopagani. Grattato via il marchio di fabbrica e aggiunto un cartellino con il prezzo, diventa subito l\u2019ultima moda tra i bianchi. Pensare soltanto al proprio \u201cpotere\u201d o alla propria felicit\u00e0, senza badare a come i sistemi pi\u00f9 grandi cerchino profitto, \u00e8 pericoloso. Senza giri di parole: hanno bisogno che ci sentiamo impotenti, perch\u00e9 solo cos\u00ec continueremo a comprare quelle stronzate che dovrebbe farci stare meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, pi\u00f9 scendiamo in profondit\u00e0 nelle nostre oppressioni individuali pi\u00f9 avvertiamo le connessioni. Con&nbsp;<em>Il mostruoso<\/em>&nbsp;<em>femminile<\/em>&nbsp;ho iniziato dal femminismo e ho continuato a scavare fino a imbattermi nella teoria queer, che si \u00e8 rivelata essere ci\u00f2 di cui avevo bisogno. La teoria queer, poi, mi ha costretto ad affrontare la cultura bianca, la cancellazione di tutti i generi non-binari che questa ha operato e la costruzione del patriarcato che conosco e disprezzo. Dobbiamo prendere coscienza a partire dalla nostra personale condizione, avere presente chi stiamo ferendo e chi, invece, sta ferendo noi, e poi possiamo iniziare a fare a pezzi il <em>blob<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00abL\u2019umanit\u00e0 \u00e8 definita dagli uomini, perci\u00f2 le donne, che non sono uomini, non sono umane. Da qui la necessit\u00e0 che vengano dominate dagli uomini \u2013 e se le donne si ribellano a questo dominio, diventano mostruose\u00bb. Con questo assioma definisci fin dalle prime pagine del libro la donna come &#8220;Totalmente Altro&#8221; rispetto a quell\u2019ordine di idee sistematizzato e pervasivo che \u00e8 il patriarcato. Ti senti vicina a pensatrici del post-antropocentrismo come ad esempio Donna Haraway, che nel suo Chthulucene (Nero edizioni) parla proprio dell\u2019importanza della mostruosit\u00e0 e dell\u2019ibridazione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Devo ammetterlo, non ho letto quel libro di Haraway, ma gi\u00e0 il titolo mi ha conquistato. Per me essere mostruoso significa essere quel tipo di persona per cui la nostra cultura non ha spazio nella sua immaginazione. Significa essere queer, trans,&nbsp;<em>gender non-conforming<\/em>&nbsp;\u2013 in una societ\u00e0 che definisce la \u201cfemminilit\u00e0\u201d come \u201cimpotenza\u201d, ogni donna dotata di potere \u00e8&nbsp;<em>gender non-conforming&nbsp;<\/em>\u2013 significa non provare vergogna n\u00e9 paura, essere fino in fondo s\u00e9 stessi senza alcun riguardo per le definizioni o i limiti che la nostra cultura impone. Quasi certamente quella persona verr\u00e0 insultata o additata come mostruosa perch\u00e9 rappresenta una minaccia per il potere costituito. Gli insulti, per\u00f2, potranno diventare medaglie al valore, la prova di quanto \u00e8 forte.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel libro riprendi il pensiero di Silvia Federici e la sua analisi dello stretto legame che intercorre tra capitalismo e oppressione patriarcale, dove la caccia alle streghe non sarebbe che una delle prime manifestazioni di un potere fondato sull\u2019accumulazione maschile di patrimoni e conoscenze. Secondo le teorie accelerazioniste, il capitalismo \u00e8 insostenibile e contiene in s\u00e9 i germi della propria distruzione. Credi che lo stesso possa dirsi per il patriarcato?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec. La prima cosa da dire riguardo al patriarcato \u00e8 che \u00e8 costruito. Non rispecchia alcuna verit\u00e0 essenziale dell\u2019umanit\u00e0, non pu\u00f2 funzionare. L\u2019intero sistema \u00e8 fondato su un innaturale binarismo di genere e una gerarchia biologica deterministica che non esiste in natura. Si sostanzia della capacit\u00e0 che gli uomini cis hanno di controllare una certa funzione, quella della gestazione, che non avviene nei loro corpi \u2013 e anche nei corpi in cui accade non \u00e8 pienamente controllabile. L\u2019idea patriarcale \u00e8 che Dio \u00e8 un uomo (un uomo bianco, cis, abile e pi\u00f9 o meno etero: il Dio cristiano forse non ha una ragazza, ma&nbsp;<em>di certo<\/em>&nbsp;non ha un ragazzo) che ha il pieno potere sul Suo regno, l\u2019universo intero. Re, CEO e simili sono come Dio ma in scala ridotta, anche loro bianchi cis etero e abili e in completo controllo delle loro societ\u00e0 o nazioni; scendendo ancora nella scala, il padre \u00e8 il Dio che governa la propria famiglia\u2026 Ma questo \u00e8 un mito: \u00e8 impossibile avere il pieno dominio sul corpo o i desideri di un altro individuo. Il potere a cui aspirano gli uomini sfugge dalle loro mani di continuo. Tutta la violenza che hanno esercitato su donne e persone queer aveva lo scopo di farci rigare dritto, eppure donne e queer sono ancora qui a fare le proprie scelte. Non puoi liberarti di noi, non puoi controllarci. Presto o tardi tutto questo andr\u00e0 in rovina. E allora perch\u00e9 non ora? La casa sta gi\u00e0 cadendo a pezzi, perch\u00e9 non darle fuoco?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dopo le tre lenti di figlia, moglie e madre con cui osservi la donna nel tuo libro, proponi un\u2019alternativa: la strega. La magia femminile, con la sua spinta vitale e la sua carica sovversiva, \u00e8 incarnazione di un legame con la natura non pi\u00f9 basato sull\u2019oppressione ma su liberazione e compenetrazione, un modello di vita pi\u00f9 fluido contro le strutture rigide imposte dal patriarcato. In questo senso lo scatenarsi di un simile potere potrebbe rappresentare il cambiamento di paradigma necessario a un rapporto pi\u00f9 sostenibile con il resto del vivente?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La figura della strega mi affascina perch\u00e9 vive al confine tra l\u2019umano e il mostruoso. Penso alla leggenda di Biddy Early, una strega irlandese molto nota. Venne processata per stregoneria, ma non fece la triste fine di chi subisce queste accuse: fu giudicata innocente perch\u00e9 nessuno dei suoi vicini testimoni\u00f2 contro di lei \u2013 una met\u00e0 le doveva qualcosa, l\u2019altra met\u00e0 la temeva. Era una strega talmente rinomata che nessuno si sarebbe azzardato a darle della strega in pubblico. Questo \u00e8 vero potere.<\/p>\n\n\n\n<p>Biddy aveva ottenuto quel potere dopo che le era accaduto un fatto terribile. Le versioni differiscono: a quanto pare suo figlio, o suo fratello, era stato rapito dalle fate. Indipendentemente da chi le venne sottratto, Biddy fu cos\u00ec buona con il changeling ricevuto in cambio che le fate le assicurarono per sempre la loro assistenza. In Irlanda le fate non erano creature gentili: oscure e terribili, uccidevano bambini, vivevano ai margini in luoghi selvaggi, e se le incontravi ti facevano diventare pazzo o ti rubavano l\u2019anima. Eppure trattandole con rispetto e benevolenza, Biddy Early era stata in grado di creare con loro un legame. Cos\u00ec, se uno dei suoi vicini fosse divenuto il loro bersaglio, Biddy poteva fare un paio di chiamate e farle smettere.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sembra una potente metafora per comprendere il modo in cui gestiamo il nostro dolore quando siamo emarginati. Se ti capita qualcosa di oscuro e terribile, puoi respingerlo e rifiutarlo oppure puoi rendere quella ferita la tua luce. Se facciamo amicizia con le verit\u00e0 che la nostra societ\u00e0 rigetta, con l\u2019oscurit\u00e0 che \u00e8 dentro di noi, se agiamo solidali con chi \u00e8 considerato \u201cmostruoso\u201d o subumano, acquisiremo saggezza e potere.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 significa vivere in armonia con la natura, certo, anche se non sono abbastanza ecofemminista per dire come si debba fare. Significa abbandonare l\u2019idea di dover per forza dominare la natura e sfruttarne le risorse. Significa soprattutto, per come la vedo io, smettere di dominare gli altri esseri umani e di sfruttare le loro risorse. Ci sono modi diversi di essere potenti e derivano tutti dalla solidariet\u00e0, dalla comunit\u00e0 e dal modo in cui usiamo il nostro dolore per fare del bene agli altri: Biddy Early, dopo aver perso un figlio, si \u00e8 assicurata che nessuno dei suoi vicini ne perdesse altri. Se ti viene inflitta una ferita, ti viene anche dato uno scopo e una comunit\u00e0, sei chiamato a proteggere le altre persone dal venire ferite nella stessa maniera.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vero potere \u00e8 questa trasformazione alchemica del dolore e dell\u2019impotenza in solidariet\u00e0, saggezza e compassione. Spero che tutt\u0259&nbsp;noi diventeremo streghe venendo a patti, ognun\u0259&nbsp;a suo modo, con ci\u00f2 che si trova l\u00e0 fuori nel bosco.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n<p><\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSe ti capita qualcosa di oscuro e terribile, puoi respingerlo e rifiutarlo oppure puoi rendere quella ferita la tua luce. 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