{"id":5150,"date":"2021-04-16T09:56:55","date_gmt":"2021-04-16T09:56:55","guid":{"rendered":"https:\/\/staging16.marvinrivista.it\/?p=5150"},"modified":"2023-12-07T14:02:01","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:01","slug":"la-diversita-che-osa-dire-il-suo-nome","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/04\/16\/la-diversita-che-osa-dire-il-suo-nome\/","title":{"rendered":"La diversit\u00e0 che osa dire il suo nome"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Latte arcobaleno <\/em>\u00e8 una delle ultime novit\u00e0 di Atlantide. L\u2019autore del romanzo \u00e8 Paul Mendez, inglese alla sua prima prova letteraria, mentre la traduzione \u00e8 di Clara Nubile.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia \u00e8 bipartita tra ieri e oggi. C\u2019\u00e8 un prima, raccontato in prima persona da Norman Alonso, giamaicano che, negli anni \u201950, arriva nelle Midlands inglesi in cerca di fortuna, e un dopo, affidato alle vicende del giovane Jesse McCarthy che, agli inizi degli anni Duemila, si trasferisce in una Londra cinica e spietata.<\/p>\n\n\n\n<p>Norman e sua moglie Claudette arrivano a Bilston, nelle Midlands, il 26 maggio del 1956. Mendez introduce la loro storia tre anni dopo l\u2019arrivo in Inghilterra: adesso hanno una casa, due figli di nome Robert e Glorie, entrambi lavorano, ma al prezzo di sorbire malelingue e soprusi, come quelli di alcuni estremisti che scrivono \u00abL\u2019Inghilterra deve restare bianca\u00bb sulla loro porta di casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Norman comprende presto cosa questo significhi: stai in casa il pi\u00f9 possibile, esci solo per andare al lavoro, evita di cucinare roba giamaicana, che ha un odore che i bianchi non riescono a sopportare, e cerca di non parlare col tuo accento, perch\u00e9 fa troppo colonia britannica.<\/p>\n\n\n\n<p>I primi moti xenofobi delle Midlands risalgono agli anni \u201950 del Novecento, e si sono sviluppati anche grazie a movimenti come la White Defence League, un gruppo di estrema destra, che ha usato i moti migratori dalle colonie britanniche come pretesto per le proprie manifestazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Norman considera simili la Giamaica e l\u2019Inghilterra: entrambe sono due isole, in entrambe la lingua pi\u00f9 diffusa \u00e8 l\u2019inglese, entrambe sono governate dalla stessa monarchia. Ma i suoi pensieri non si adattano facilmente alla realt\u00e0 dei fatti: ai neri sono richiesti sforzi maggiori per adattarsi alla cultura bianca e, secondariamente, per imparare a pensare da bianchi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abAvevamo lasciato il Giardino dell\u2019Eden per la Terra di Latte e Miele e avevamo trovato Sodoma e Gomorra. Invece delle colline ondulate, c\u2019era una montagna di spazzatura. Un fiume di petrolio greggio. Al posto degli alberi, gli altiforni. Facevo boxe, e mi sono preso qualche pugno, per\u00f2 niente mi prendeva alla sprovvista come un ragazzino senza paura coi capelli come il sole, occhi azzurri d\u2019angelo e una pistola al posto della lingua\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il racconto di Norman incarna il topos dell\u2019emigrazione, della ricerca di fortuna lontano da casa. Che sia il giamaicano del secondo Novecento che va in Inghilterra, il messicano che oltrepassa il confine con gli Stati Uniti o il meridionale che trova lavoro a Milano, l\u2019agognata terra promessa adesca lo straniero e distorce la sua visione del futuro, soprattutto quando a giocare con la sua integrazione sociale \u00e8 l\u2019intolleranza di pochi.<\/p>\n\n\n\n<p>La polarizzazione tra fascinazione della terra promessa e disillusione, tra vecchia generazione e nuova, tra XX e XXI secolo \u00e8 tutta nelle parole e nei gesti di Norman e Jesse. Norman, comunque, mantiene un occhio distaccato dalla \u00abrealt\u00e0 bianca\u00bb che lo circonda; il suo candore non trova un reale motivo per attaccare chi lo chiama <em>negro <\/em>o <em>gorilla<\/em>, nonostante ne subisca sempre il contraccolpo. La reazione alle reiterate e sordide provocazioni non trova sfogo in una reale ribellione: sarebbe semplicemente un\u2019occasione in pi\u00f9, per i bianchi, di nutrire il proprio sentimento xenofobo gridando al <em>pericolo nero<\/em>; tra l\u2019altro, come nota lo stesso Norman, chi gli si rivolge in modo offensivo \u00e8 spesso un incolto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abQuello che i colleghi non riescono a capire \u00e8 che io sono un giamaicano. Io sono un uomo giamaicano, e quindi un uomo britannico. Io sono nato britannico, quindi sar\u00f2 britannico tutta la mia vita. Noi serviamo la regina, e prima di lei il re, allo stesso modo. Ogni volta che passeggi per il viale principale nel centro di Kingston si sente la banda che suona \u201cGod Save the Queen\u201d. Abbiamo combattuto per il nostro paese. Abbiamo dato le nostre mani per ricostruire questo paese. L\u2019abbiamo fatto arricchire. Senza di noi, non potevano avere un esercito cos\u00ec grande, una marina militare cos\u00ec grande. Senza di noi, forse non erano capaci di conquistare il mondo. Forse perdevano pure la guerra contro Hitler\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Inghilterra, anni Duemila. Jesse McCarthy \u00e8 un giovane nero di vent\u2019anni che si trasferisce a Londra, dopo aver lasciato la sua famiglia originaria di Wordsley, nelle Midlands. Il suo recente passato \u00e8 quello di un fervente testimone di Geova, membro di una comunit\u00e0 che, dopo aver scoperto la sua omosessualit\u00e0, lo ha allontanato per sempre da casa. Jesse non ha mai conosciuto il padre biologico e sua madre, che soffre di una depressione cronica, non gliene ha mai voluto parlare; il vuoto, sostanziato da una presenza fittizia e assordante di ricordi fumosi, \u00e8 colmato in parte da Graham, il bianco padre adottivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mendez racconta la diversit\u00e0 di Jesse in maniera originale, attingendo in parte al proprio vissuto. Prende spunto dalla sua condizione di nero e omosessuale e la trasporta su carta senza censure, con un linguaggio che si avvale di una poetica erotizzante al massimo grado. Questo erotismo audace e indulgente gioca con le ossessioni di Jesse, il vero protagonista di <em>Latte arcobaleno<\/em>, demistifica le circostanze e le abitudini dell\u2019ipocrisia borghese e le innalza a momenti di massima sensualit\u00e0, che, tuttavia, non gli permettono di coltivare l\u2019etica di un affetto duraturo. Jesse, infatti, si mantiene facendo marchette a perfetti sconosciuti, tutti bianchi, ma non pu\u00f2 nascondere il senso di vuoto riempito da un sesso occasionale e sfrenato, realizzato per il piacere del piacere stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella scrittura di Mendez non esiste la pi\u00f9 lontana ombra di biasimo. Il sesso \u00e8 percettivit\u00e0, \u00e8 un piacere che pu\u00f2 anche nascere all\u2019improvviso e va goduto quando se ne ha l\u2019occasione (almeno secondo la visione iniziale di Jesse). La vita vissuta fino al suo arrivo a Londra gli si presenta ora come un falso sermone durato diciannove anni e, per quanto la metropoli gli si mostri in tutta la sua brutalit\u00e0, la voracit\u00e0 del sesso occasionale \u00e8 quanto di pi\u00f9 veritiero abbia mai provato.<\/p>\n\n\n\n<p>Londra \u00e8 una miniera d\u2019oro per Jesse, ossessionato dal corpo maschile in tutte le sue sfumature. Godere delle forme virili \u00e8 un\u2019attitudine anche mentale. I numerosi riferimenti sessuali celano, per\u00f2, una verit\u00e0 doppia: se Londra \u00e8 la citt\u00e0 della libido sfrenata e ogni atto \u00e8 permesso, l\u2019assoluta libert\u00e0 non gli permette comunque di dimenticare il suo passato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00ab<em>Jesse McCarthy<\/em>. Non fratello Jesse McCarthy. Nemmeno <em>il giovane fratello Jesse McCarthy<\/em>. Soltanto Jesse McCarthy. Jesse, che era stato chiamato cos\u00ec come il fuorilegge Jesse James, e non come il re Jesse, il padre senza peccato di Davide, e nemmeno come Jesse Owens, che con la sua risata aveva creato scompiglio nel suprematismo bianco. <em>Informiamo la congregazione<\/em>. A nessuno era consentito di sapere perch\u00e9 era stato disassociato. Poteva essere un ladro impenitente, un tossicodipendente, poteva aver commesso reati sessuali o frodi; o magari era stato vittima di un incidente o gli avevano diagnosticato una brutta malattia e aveva scelto di accettare una trasfusione di sangue.<br><em>Disassociato<\/em>. I testimoni di Geova evitavano i disassociati come se avessero la lebbra e l\u2019AIDS. Diverse teste si sarebbero girate per vedere se lui era seduto sul retro, accanto alla porta, poi il loro sguardo si sarebbe spostato alla sua famiglia, in particolare a sua madre. All\u2019improvviso, lei era diventata la madre patetica di un adolescente nero incorreggibile, ora smarrito; e loro avrebbero capito l\u2019origine delle depressioni di cui la donna soffriva da lungo tempo. Non si poteva fare niente riguardo agli adolescenti neri incorreggibili, a parte dare loro la punizione che si meritano\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Latte arcobaleno <\/em>\u00e8 anche un libro sulla \u201cdipendenza dai bianchi\u201d, una condizione che in modo diretto interessa Jesse fin dall\u2019infanzia. Poco dopo essere stato disassociato, Jesse realizza di aver sempre desiderato essere un ragazzo bianco e biondo perch\u00e9 le cose sarebbero state pi\u00f9 semplici. Mendez riflette su quanto possa risultare paradossale che essere \u00abnero e gay\u00bb venga considerato una condizione biasimevole e svantaggiata rispetto a essere \u00absoltanto gay\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00ab<em>Sei un nero nel corpo di un bianco<\/em>, dicevano i colleghi di Graham alla discarica. I ragazzi bianchi da McDonald\u2019s facevano lo stesso. Jesse si rese conto che aveva passato gran parte della sua vita a imparare dai bianchi cosa significasse essere un ragazzo di colore. <em>Sei come un ragazzo nero che cerca di essere un ragazzo bianco che cerca di essere un ragazzo nero<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Mendez rivisita lo <em>status quo<\/em> con uno stile impudico, che non teme l\u2019evidenza dei particolari sessuali e, pi\u00f9 in generale, dell\u2019ipocrisia borghese. Il tema di fondo cui si \u00e8 abituati \u00e8 disarmante: pi\u00f9 si rimane in silenzio e si cede al pudore (di qualsiasi tipo), pi\u00f9 si accontenta il quieto vivere altrui. Mendez ribalta ogni cosa: pi\u00f9 sicurezza si dimostra, meno attacchi si subiranno e questo vale anche per la schiettezza delle avventure sessuali di Jesse, che il lettore non ha ragione di criticare.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno, le cose cambiano. Jesse riesce a trovare alloggio in un appartamento condiviso, dove si \u00e8 appena trasferito un uomo di nome Owen. \u00c8 il Natale del 2002. Jesse ha sempre avuto paura del Natale, che i testimoni di Geova non festeggiano; \u00e8 un giorno per sentire i fantasmi del passato pi\u00f9 vicini del solito. Owen \u00e8 un poeta e insegna scrittura creativa all\u2019University College di Londra, ha undici anni pi\u00f9 di Jesse e si \u00e8 da poco separato dalla moglie. Owen incontra spesso uomini su Gaydar e Jesse non l\u2019ha mai visto senza un sorriso sulle labbra. Jesse capisce subito che Owen \u00e8 l\u2019antitesi di tutti gli uomini che ha conosciuto in chat: \u00e8 amabile, colto, di bell\u2019aspetto, sembra quasi irreale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abIn vita sua non era mai andato a un vero appuntamento: sentiva che nessuno l\u2019avrebbe preso sul serio come oggetto di una storia d\u2019amore. Nessun uomo l\u2019aveva mai portato a cena al ristorante. I clienti gli chiedevano di andare in albergo, ma non erano mai disposti a farsi vedere con lui in pubblico, perch\u00e9 quale reazione sociale avrebbe suscitato un uomo ricco che lo portava fuori a cena? Come avrebbero giustificato che si conoscevano? Di sicuro questo non era un pensiero che preoccupava troppo gli escort bianchi, s\u2019immagin\u00f2 Jesse: potevano sempre essere spacciati come parenti o colleghi pi\u00f9 giovani. Nessuno voleva fare l\u2019amore con lui. Era un ragazzo nero di vent\u2019anni, magro, con un cazzo grosso, che tutti sembravano volere brevemente, e volevano solo quello: era solo una macchina per scopate a pagamento, di cui poi sbarazzarsi. Era stato scopato, s\u00ec, ma esclusivamente da uomini bianchi che volevano dimostrare il loro potere, la loro forza e supremazia, o da uomini neri che cambiavano strada se lo incontravano il giorno dopo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il Natale che Jesse passa con Owen \u00e8 diverso: oltre a essere il primo vero Natale della sua vita, si trova insieme a un uomo (bianco) che non desidera fare sesso con lui. Jesse comprende che il genere di societ\u00e0 in cui le circostanze l\u2019hanno trascinato pu\u00f2 rivelare piccole ma preziose sorprese. Jesse e Owen condividono un presente sfocato impreziosito dalla scoperta della poesia e dal racconto reciproco di un passato recente. Jesse pensa che, anche se dovessero soltanto fare sesso, con Owen sarebbe diverso rispetto agli incontri cui si \u00e8 assuefatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abDesider\u00f2 che si fosse preservato per questo momento, che non fosse mai stato toccato da un uomo in vita sua\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>2016. Jesse e Owen hanno consolidato la loro relazione. Jesse \u00e8 cambiato e, da quando si \u00e8 fidanzato con Owen, ha abbandonato in modo definitivo il sesso occasionale. Ma quell\u2019anno rappresenta anche un\u2019altra svolta per la sua vita. Durante un picnic con alcuni amici, Conroy, un ragazzo conosciuto da poco, nota che Jesse somiglia molto a un certo Robert Alonso, pittore scomparso negli anni \u201990, di cui Conroy frequentava la sorella, Glorie. Il nome non gli \u00e8 nuovo, ma non riesce a ricordare dove l\u2019abbia sentito prima; ad ogni modo, \u00e8 sufficiente per instillargli un atroce dubbio: e se Robert Alonso fosse il padre biologico di Jesse?<\/p>\n\n\n\n<p><em>Latte arcobaleno <\/em>celebra la diversit\u00e0 a dispetto delle costrizioni mentali, sociali e familiari; con un livello di schiettezza che pu\u00f2 raramente essere equiparato, Mendez espone i meccanismi di un retaggio coloniale ancora persistente, che si riflette sia nella generazione di Norman che in quella, pi\u00f9 recente, di Jesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Jesse scoprir\u00e0 presto che il primo passo per un\u2019effettiva emancipazione dalla maggioranza bianca inizia da una personale autocritica, diventando consapevole \u00abdi come i bianchi influenzino i neri riguardo alla percezione di s\u00e9 stessi, come le qualit\u00e0 attribuite rispettivamente ai bianchi e ai neri vengano interiorizzate dai neri e poi usate come armi suicide contro la neritudine\u00bb.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n<p><\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLatte arcobaleno celebra la diversit\u00e0 a dispetto delle costrizioni mentali, sociali e familiari; 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