{"id":5121,"date":"2021-04-09T17:05:45","date_gmt":"2021-04-09T17:05:45","guid":{"rendered":"https:\/\/staging16.marvinrivista.it\/?p=5121"},"modified":"2023-12-07T14:02:01","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:01","slug":"storia-della-nostra-ossessione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/04\/09\/storia-della-nostra-ossessione\/","title":{"rendered":"Storia della nostra ossessione"},"content":{"rendered":"\n<p>Il narratore di <em>Hagard<\/em> ci mette in guardia fin dalle prime righe: nonostante i numerosi tentativi, non \u00e8 riuscito a scoprire il mistero che si cela dietro la storia di Philip. I fatti gli sono perfettamente noti, saprebbe metterli in sequenza dal primo all\u2019ultimo; conosce il giorno e le circostanze che hanno dato il via alla catena di azioni destinata a stravolgere la vita del protagonista \u2013 anche se \u00abnessuno pu\u00f2 stabilire con quale evento prenda avvio una storia\u00bb \u2013 e conosce il tragico epilogo, eppure non comprende nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma andiamo con ordine. Philip \u00e8 un uomo sulla quarantina e lavora nel campo immobiliare; lo incontriamo per la prima volta mentre sta aspettando un cliente in un bar. Siamo a Zurigo, una citt\u00e0 in cui da qualche anno si respira un\u2019aria diversa, di sfiducia e diffidenza (\u00absi trattava di un rivolgimento invisibile; esteriormente tutto appariva come prima, ma un dubbio si era insinuato nella coscienza delle persone\u00bb). Il giorno \u00e8 l\u201911 marzo di un anno non ben precisato, anche se da alcune informazioni disseminate qua e l\u00e0 (come il riferimento all\u2019aereo della Malaysia Airlines sparito nel nulla) capiamo essere il 2014. Il cliente non si presenta, cos\u00ec Philip lascia il tavolo. In strada si mette a osservare le persone che escono dai grandi magazzini e il suo sguardo rimane incagliato su un paio di ballerine color prugna ai piedi di una ragazza. Questo insignificante particolare \u00e8 l\u2019inizio di una caccia forsennata: da quel momento in poi vagher\u00e0 per la citt\u00e0 come un segugio dietro le tracce della sconosciuta, senza mai riuscire a scorgerne il volto.<\/p>\n\n\n\n<p>La trama procede veloce, scandita dalle disavventure di Philip, spesso grottesche e tragicomiche. Il lettore viene risucchiato nella follia del protagonista, tanto pi\u00f9 inquietante perch\u00e9 si manifesta in un uomo apparentemente normale. Gli eventi sono filtrati dallo sguardo di un misterioso narratore, una voce esterna che d\u00e0 giudizi e fa ipotesi, e che forse \u00e8 l\u2019elemento pi\u00f9 interessante del romanzo. \u00c8 qualcuno che conosce bene i fatti, come se fosse lui stesso a esserne stato protagonista, eppure non prende mai parte all\u2019azione (\u00abSono testimone di quei giorni di marzo, e in quanto testimone li racconter\u00f2 senza omettere n\u00e9 risparmiare nulla. Alcuni elementi mi porranno in cattiva luce, ma non mi importa\u00bb). La sua ossessione per la storia di Philip \u00e8 dichiarata fin dalle prime righe; non vuole unicamente comprendere le motivazioni che hanno spinto una persona qualunque a infilarsi in un inseguimento pieno di peripezie, piuttosto si chiede quale sia il rapporto tra la sua esistenza e la vicenda che sta raccontando:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abDopo numerosi tentativi andati a vuoto di trovare un filo conduttore tra le immagini, sono giunto alla conclusione che non sia tanto la storia in s\u00e9 a sfuggirmi. Il punto \u00e8 il mio coinvolgimento; voglio scoprire cosa abbiano da dirmi quelle visioni in grado di affascinarmi, incantarmi e a volte condurmi sull\u2019orlo della follia. Mi sono convinto che da questa storia dipenda la mia esistenza, per\u00f2, allo stesso tempo, sono consapevole di quanto sia ridicola questa idea; non ho nulla da temere: potrei accantonare gli eventi di quei giorni di marzo e non mi accadrebbe niente\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Man mano che si va avanti con la lettura ci si immedesima sempre di pi\u00f9 con il narratore e con la sua frustrazione, perch\u00e9 anche noi cominciamo a porci le stesse domande. Il tutto \u00e8 reso ancora pi\u00f9 enigmatico dal fatto che la voce narrante sembra parlarci da un\u2019epoca lontana, diversa da quella in cui si svolge la storia, quasi venisse dal futuro (\u00abNelle prime decadi del ventunesimo secolo l\u2019epoca antica non era ancora del tutto scomparsa\u00bb). Il presente narrativo \u00e8 descritto come un momento di quiete apparente prima di un disastro, conferendo al romanzo &nbsp;un sapore quasi distopico o apocalittico:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abErano in pochi a parlarne, ma molti attendevano in segreto un crollo e, nelle officine, nelle aule universitarie e negli open space degli uffici, operai, professori e impiegati mormoravano della catastrofe incombente\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In quest\u2019atmosfera, le persone sono dominate dalla tecnologia. Le loro vite sono dipendenti non dal cellulare \u2013 come ci ripetiamo di continuo \u2013 ma piuttosto dall\u2019alimentatore con il suo cavetto, un oggetto quasi insignificante ma senza il quale \u00e8 impossibile utilizzare \u00abl\u2019onnipotente congegno\u00bb. In un momento importante della narrazione Philip si trover\u00e0 a dover fare a meno del telefono, e questo problema contribuir\u00e0 in larga misura alla sua disfatta.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il modo in cui il romanzo \u00e8 strutturato \u00e8 originale, perch\u00e9 Lucas B\u00e4rfuss introduce alcuni cambi di prospettiva interessanti. Nelle prime pagine, il narratore abbandona per qualche paragrafo il suo personaggio, affermando di volersi dedicare a \u00abquestioni pi\u00f9 importanti\u00bb e rassegnandosi \u00aball\u2019idea di aver presunto un mistero l\u00ec dove non vi era altro che qualche spicciolo di sentimentalismo piccolo borghese\u00bb. In quel momento sorge il dubbio che a parlare sia l\u2019autore stesso, e che tutta la storia di <em>Hagard <\/em>non sia altro che una metafora sul processo della scrittura (\u00abDevo ammettere, per\u00f2, di aver provato anche la tentazione di abbandonare Philip al suo destino e di starmene a guardare mentre se ne andava in malora. Ma forse ero troppo pessimista. Perch\u00e9 quella storia non poteva avere un lieto fine?\u00bb). Il secondo cambio di prospettiva si trova invece verso la fine, quando il narratore ripercorrere la vita di un uomo (uno di \u00abquegli spiriti che da tempo avrebbero dovuto essere morti, ma che non potevano ancora morire\u00bb) che alla fine si riveler\u00e0 essere il tassista che soccorre Philip (il quale si \u00e8 ritrovato senza macchina, senza portafoglio e col cellulare scarico). Tramite questo espediente B\u00e4rfuss fa emergere il tema della privazione economica e dell\u2019emarginazione sociale: la vita del tassista \u00e8 stata infatti piena di disgrazie, rispetto a quella del protagonista. Tutto ci\u00f2 ha l\u2019effetto di rendere ridicola l\u2019ossessione per la ragazza con le ballerine color prugna, soprattutto se confrontata con le basilari logiche di sopravvivenza con cui alcune persone devono quotidianamente fare i conti. Lo stesso Philip sperimenta una situazione di privazione materiale quando perde una delle sue scarpe; continuando l\u2019inseguimento sotto la pioggia battente e con un calzino zuppo d\u2019acqua \u2013 senza la possibilit\u00e0 di comprarsi calzature nuove n\u00e9 cibo, visto che non ha soldi \u2013 capisce improvvisamente cosa significa essere un senza tetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie a tutti questi elementi, Lukas B\u00e4rfuss scrive un romanzo ben congeniato, costruito su diverse ossessioni. La prima, la pi\u00f9 evidente, \u00e8 quella di Philip per la donna sconosciuta. In questo senso, Philip \u00e8 come l\u2019animale che d\u00e0 il titolo al romanzo: \u201chagard\u201d \u00e8 infatti un termine usato nel mondo della caccia per designare quei falchi catturati in et\u00e0 adulta che non si lasciano addomesticare. C\u2019\u00e8 poi quella del narratore, che cerca di capire quali siano le ragioni che portano un uomo adulto, con un\u2019esistenza apparentemente appagante, a uscire completamente fuori dai binari della morale cos\u00ec come la societ\u00e0 la concepisce; e infine la terza ossessione, che in realt\u00e0 le racchiude tutte, ovvero quella del lettore, che si sente proprio come \u00abquel tipo che a furia di fissare gli alberi non vedeva pi\u00f9 la foresta\u00bb. A quale conclusione dobbiamo arrivare? Davvero basta un attimo di irrazionalit\u00e0 per impazzire? Potrebbe succedere anche a noi? Saremmo capaci di rinunciare a tutto per inseguire un\u2019idea, un desiderio impossibile e soprattutto inspiegabile? &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cercando una soluzione a questo dilemma ho pensato che in fondo la vicenda di Philip non \u00e8 molto diversa da quella del protagonista di <em>I baffi,<\/em> di Emmanuel Carr\u00e8re (e questo \u00e8 solo uno dei tanti esempi che si potrebbero trovare). Anche l\u00ec la pazzia si innesca a partire da un evento apparentemente insignificante: un uomo che ha sempre creduto di avere i baffi decide di tagliarli, ma nessuno se ne accorge, anzi, tutti sostengono che lui non li abbia mai avuti. Entrambi i libri sembrano suggerirci che la nostra normalit\u00e0 e le certezze sui cui abbiamo costruito tutta la vita possono essere ribaltate da un momento all\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a questo<em>, Hagard <\/em>ci mette davanti alle nostre stesse contraddizioni, mostrandoci che per quanto ci sforziamo di agire razionalmente e di evitare comportamenti autodistruttivi alla fine ci ritroviamo a ripetere sempre gli stessi errori, proprio come afferma il filosofo Parmenide nel frammento posto a epigrafe del romanzo (\u00abPer me \u00e8 lo stesso, da qualsiasi parte cominci: l\u00e0 infatti di nuovo far\u00f2 ritorno\u00bb). E cos\u00ec, se non riusciamo a porre fine a certi schemi, tentiamo almeno di trovarne il senso, qualcosa che ci aiuti a giustificarli, ed \u00e8 anche questo che cerchiamo a volte nei libri: qualcosa che ci aiuti a capire meglio noi stessi. Non troveremo nessuna risposta nel romanzo di B\u00e4rfuss, ma solo interrogativi. Forse per\u00f2 &nbsp;il compito della letteratura \u00e8 proprio questo, ritrarre la vita cos\u00ec com\u2019\u00e8, contraddittoria e, a volte, senza senso.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abHagard ci mette davanti alle nostre stesse contraddizioni, mostrandoci che per quanto ci sforziamo di agire razionalmente e di evitare comportamenti autodistruttivi alla fine ci ritroviamo a ripetere sempre gli stessi errori\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":5122,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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