{"id":5044,"date":"2021-03-18T17:31:07","date_gmt":"2021-03-18T17:31:07","guid":{"rendered":"https:\/\/staging16.marvinrivista.it\/?p=5044"},"modified":"2023-12-07T14:02:02","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:02","slug":"ananda-devi-e-la-poesia-delle-rovine","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/03\/18\/ananda-devi-e-la-poesia-delle-rovine\/","title":{"rendered":"Eva, la poesia delle rovine"},"content":{"rendered":"\n<p>Troumaron, quartiere malfamato della capitale mauriziana di Port Louis, \u00e8 lo scenario in cui sfilano le vite di Eva, Sadiq, Savita e Cl\u00e9lio, i quattro diciassettenni protagonisti di&nbsp;<em>Eva dalle sue rovine&nbsp;<\/em>\u2013 pubblicato dalla neonata Utopia e tradotto dal francese da Giuseppe G. Allegri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abSono in un posto grigio. O piuttosto marrone giallastro, degno del suo nome: Troumaron. Troumaron \u00e8 una specie di imbuto; l\u2019ultimo scolatoio dove confluiscono le acque sporche di tutto un paese. Qui vengono riaccasati i profughi dei cicloni, quelli che non sono riusciti a trovare una sistemazione dopo una tempesta tropicale e che, due o cinque o dieci o venti anni dopo, hanno ancora i piedi a mollo e gli occhi pallidi di pioggia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La crudezza di queste parole, nella loro poeticit\u00e0, apre la prima parte del romanzo di Ananda Devi, tra le voci pi\u00f9 rilevanti del panorama letterario africano contemporaneo. La scrittrice, classe \u201957 e originaria dell\u2019isola di Mauritius, ha ricevuto con&nbsp;<em>Eva dalle sue rovine<\/em>, nel 2006, il Premio dei cinque continenti della francofonia e nel 2010 \u00e8 stata eletta cavaliere dell\u2019Ordine delle arti e delle lettere dal governo francese. Ananda Devi dipinge il triste affresco della quotidianit\u00e0 dei protagonisti di questo dramma d\u2019oltremare, con una scrittura tanto acuminata quanto profonda e suggestiva, in cui lo spazio per il rammarico \u00e8 tagliato fuori. Le parole usate da Devi \u2013 e dunque dai quattro personaggi, pi\u00f9 una voce fuori campo che si frappone tra i capitoli \u2013 non passano attraverso alcun filtro; le vicende narrate si intrecciano nella dolorosa tela della vita povera, ma vera, di Troumaron.<\/p>\n\n\n\n<p>Eva fa del suo corpo merce di scambio. L\u2019innocenza adolescenziale si scontra con la violenza e la desolante umanit\u00e0 del quartiere di Port Louis, soccombendo irrimediabilmente. Eva \u00e8 il perno della narrazione e, per guadagnare piccoli oggetti insignificanti e per la ferrea volont\u00e0 di emanciparsi dai propri genitori, incagliati in un tempo immobile e assente dalla volont\u00e0, si prostituisce. Nelle prime pagine del romanzo leggiamo: \u00abMi menano, poi mi rimenano. A volte mi malmenano. Ma non mi importa. \u00c8 solo un corpo. Si aggiusta. \u00c8 fatto apposta\u00bb. Vive assecondando il motto \u201c<em>do ut des<\/em>\u201d: la carne \u00e8 solo carne, il corpo \u00e8 solo corpo; e la mente \u00e8 esule da ogni violenza fisica che subisce, lei crede. Eva si guarda sprofondare, ogni maltrattamento le annulla una parte di s\u00e9, fin quando non le resta che piegarsi al flusso intollerabile della vita, che la porta alla deriva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abNon capisco perch\u00e9 il mio corpo in movimento continui a fingere, quando mollare il colpo sarebbe stato meglio. \u00c8 come il fremito nervoso del tempo, che anche vuole farla finita. Giorni fiacchi di tepore, giorni sdolcinati, giorni di pollini, giorni di polluzione, di piogge come gocce di ombra ad affogare gli animi. Inverni pallidi, piatti come il dorso di una mano. Estati che esplorano i corpi con le loro dita roventi. Cicloni e siccit\u00e0 in&nbsp;successione accelerata. Il tutto in un solo anno. Quello dei miei diciassette anni. Di tutto mi \u00e8 successo: la vita e la morte\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Sadiq ha la vocazione per la poesia e ama le parole; qualcosa si accende in lui quando i versi del coetaneo Rimbaud gli piombano inaspettatamente addosso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abMi ricordo il giorno in cui mi sono diviso in due: al corso di francese, la prof, una giovane malaticcia dal colorito giallo pulcino come le sue camicette, che non \u00e8 poi rimasta a lungo (per questo dico che era qui solo per me, al momento giusto, come un segno del destino venuto a bussare sulla mia zucca addormentata), la prof, quindi, ha detto: leggeremo delle poesie di qualcuno della vostra et\u00e0. I maschi, appena sentono la parola poesia, fingono di vomitare e si tappano le orecchie facendo dei versacci. Lei, per\u00f2, in mezzo a tutto quel casino, con la sua vocina tremula, le poesie le ha lette lo stesso e anche qualche lettera di quel ragazzo. \u00c8 partita con: non si \u00e8 seri a diciassette anni. All\u2019inizio, mi sono detto: questo si sbaglia perch\u00e9, per noi, diciassette anni sono una cosa molto seria. Ma subito dopo ho sentito, non la voce di lei, ma quella aspra di un ragazzo che parlava delle sue voglie, della sua ribellione, delle sue ferite, dei suoi desideri, ma non solo, parlava anche del mondo, del suo e del mio, e di colpo ho avuto l\u2019impressione che parlasse a me soltanto. S\u00ec, direttamente. Mi diceva, sono tuo fratello\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Sadiq incarna lo spirito della poesia. \u00c8 innamorato di Eva, per la quale riserva un sincero senso di protezione; per lei compone i versi che scrive con decisione sui muri della sua camera, al chiuso da occhi e cuori che non capirebbero. Sadiq ha il dono della sensibilit\u00e0, che \u00e8 empatia e immedesimazione. L\u2019incontro con Rimbaud e la sua poesia danno al giovane diciassettenne una ragione di vita che, nel magma di una societ\u00e0 cieca alle ambizioni, \u00e8 l\u2019espediente per un riscatto individuale: \u00abIo voglio entrambe le cose: la scrittura ed Eva. Eva e la scrittura. Non una senza l\u2019altra. Solo, non sono niente. Loro due sono i frutti che mi riempiono, i semi che faranno germogliare altri semi e moltiplicare la mia voce come un baniano che divora continuamente spazio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Savita rappresenta invece l\u2019amore protettivo e materno. Dei quattro protagonisti, lei \u00e8 la sola ad andare oltre le convenzioni cristallizzate di noncuranza del quartiere Troumaron e prende la fragile Eva sotto la propria ala; se nelle pagine di questo romanzo c\u2019\u00e8 morale e speranza, le troviamo entrambe in Savita: il suo \u00e8 paziente stare in disparte, ma in costante ascolto nei confronti di Eva, per la quale prova premura e apprensione. Savita \u00e8 una costola di Eva, la sua Lilith: fedele al potere di scegliere e di autodeterminarsi, \u00e8 autorevole e sagace; Savita ripone cieca fiducia in Eva, e viceversa. In uno dei capitoli in cui \u00e8 Eva a parlare, quest\u2019ultima ammette: \u00abLa sola cosa che mi mantiene in vita \u00e8 Savita\u00bb. Eppure, nel microcosmo sregolato di Troumaron, dove regnano i violenti, Savita \u00e8 vittima di un riprovevole femminicidio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abBisogna che le parli. Dobbiamo andarcene, fuggire. I ragazzi del quartiere stanno diventando uomini, con un odio da uomini. Presto se la prenderanno con noi. Non sopporteranno pi\u00f9 di vederci tutte e due insieme. Lei, a loro, non fa caso. Io, s\u00ec. Vedo la rabbia che monta. Vedo il fervore che ribolle negli animi. Dobbiamo andarcene.<br>Ma come si fa a scappare quando ci si sente cos\u00ec pesanti? Fatico a camminare. Fatico a respirare. La terra mi si \u00e8 attaccata ai piedi. Ho i piedi intrappolati nella lava. Presto non riuscir\u00f2 pi\u00f9 a muovermi. Il vulcano mi far\u00e0 a pezzi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Cl\u00e9lio \u00e8 la scheggia impazzita. La sua rabbia \u00e8 giustificata, e nasce dall\u2019illusione di una vita pi\u00f9 felice, promessa fallita da parte di Carlo, suo fratello maggiore. Le parole di una figura-guida si fanno sigillo incastonato nel cuore speranzoso di Cl\u00e9lio; ma, dove il desiderio soccombe, odio e rancore mettono radici. Cl\u00e9lio \u00e8 colpevole innocente delle false credenze del quartiere: \u00e8 lui il solo capro espiatorio del femminicidio, lui il solo imputato. Nel suo animo ribelle, sconfitto a diciassette anni dalla vita, si nasconde un profondo amore per la musica che d\u00e0 rifugio ed \u00e8 ancora di salvezza nel mare mosso della vita di Troumaron.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abHo un turbinio di pensieri per la testa. Port Louis mi ruba qualcosa dentro. Troppa gente, troppe macchine, troppi palazzi, troppi vetri oscurati, troppi nuovi ricchi, troppa polvere, troppo caldo, troppi cani randagi, troppi topi. Non so dove andare. Proseguo la mia corsa circolare. Mi mordo la coda.<br>Mio fratello pi\u00f9 grande, Carlo, se ne \u00e8 andato. \u00c8 partito per la Francia dieci anni fa. Ero piccolo. Era il mio eroe. Partendo mi ha detto: torno a prenderti. E io aspetto. Non \u00e8 mai tornato. Qualche volta chiama, ma solo per dire banalit\u00e0. Non so cosa faccia l\u00ec. Ma dal tono della sua voce lo so che mente, che non ce l\u2019ha fatta. Dal tono della sua voce so che \u00e8 morto.<br>E allora, anch\u2019io vorrei uccidere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La struttura a capitoli alternati di&nbsp;<em>Eva dalle sue rovine<\/em>&nbsp;ricorda le opere di William Faulkner: il romanzo di Ananda Devi condivide, per esempio, la desolante e arida realt\u00e0 di&nbsp;<em>Mentre morivo<\/em>. Le voci di Eva, Sadiq, Savita e Cl\u00e9lio si affacciano con cruda limpidezza al lettore. Non c\u2019\u00e8 finzione nelle loro parole: ogni comportamento, dettato dalla libert\u00e0 o dalla determinazione, \u00e8 il frammento intimo della delicatezza adolescenziale che in una societ\u00e0 come questa non pu\u00f2 che soccombere. Le pagine del potente romanzo di Ananda Devi sono intrise della povert\u00e0 e del degrado di Troumaron, dove rabbia e abbandono hanno messo radici; di qui scaturisce il senso di impotenza e implosione, autoannientamento, abnegazione morale e dei valori dei personaggi. Per Eva, Sadiq, Savita e Cl\u00e9lio stare al mondo \u00e8 combattere giorno per giorno contro la giungla degli animi umani, ma non c\u2019\u00e8 cuore che regga alle umiliazioni \u2013 fisiche o psicologiche che siano.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Eva dalle sue rovine&nbsp;<\/em>\u00e8 un libro di violenti e violenze, di colpe e colpevoli. Ananda Devi guarda agli angoli bui della citt\u00e0 di Port Louis e punta i riflettori sulla realt\u00e0 delle cose che, su larga scala, passa troppo spesso in sordina.<\/p>\n\n\n\n\n\n<p><\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abAnanda Devi dipinge il triste affresco della quotidianit\u00e0 dei protagonisti di questo dramma d\u2019oltremare, con una scrittura tanto acuminata quanto profonda e suggestiva, in cui lo spazio per il rammarico \u00e8 tagliato fuori\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":5045,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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