{"id":5017,"date":"2021-03-15T18:07:37","date_gmt":"2021-03-15T18:07:37","guid":{"rendered":"http:\/\/staging16.marvinrivista.it\/?p=5017"},"modified":"2023-12-07T14:02:02","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:02","slug":"tribes-of-europa-peccato","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/03\/15\/tribes-of-europa-peccato\/","title":{"rendered":"Tribes of Europa, peccato"},"content":{"rendered":"\n<p>La visione famelica di serie tv praticata dal pubblico giovanile negli ultimi anni ha abituato corpo e mente, nell\u2019atto di sospensione che accompagna l&#8217;avvicendamento degli episodi, ad allontanarsi da s\u00e9 in cambio di una realt\u00e0 altra (tendenzialmente americana, con soggetti familiari pi\u00f9 per sentire universale che per prossimit\u00e0 di confini). <em>Tribes of Europa<\/em>, invece, si concentra sul concetto di Europa, nella sua veste politica di Unione, potenza pacificatrice che, per contrasto, si rivela nel momento della sua morte. La nuova serie tv originale Netflix, disponibile dallo scorso 19 febbraio prende avvio da una premessa: siamo nel 2074, il progetto dell&#8217;Unione Europea \u00e8 fallito e il Vecchio Continente \u00e8 diviso da guerre tra clan e microstati indipendenti, ognuno portavoce di valori e credenze proprie. Tutto si \u00e8 disgregato a partire da un misterioso blackout durante il \u201cDicembre nero\u201d, che ha causato la fine della tecnologia sull\u2019intero pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p>Diretta da Florian Baxmeyer e Philip Koch e scritta da Jana Burbach, Benjamin Seiler e Koch, <em>Tribes of Europa <\/em>nasce in Germania, dagli stessi produttori della fortunatissima <em>Dark<\/em>. Il sapore tedesco \u00e8 percepibile nelle intenzioni ambiziose del progetto, che punta a una narrazione post-apocalittica coinvolgente e imprevedibile. Il ritmo \u00e8 serrato, velocissimo \u2013 si pu\u00f2 guardare tutta d\u2019un fiato in una sola serata, zona rossa mi senti? \u2013 anche se a tratti potrebbe risultare frettoloso. La costruzione della storia si sviluppa in un crescendo sbilanciato, che sprigiona il suo potenziale principalmente nelle ultime due puntate. \u00abPeccato\u00bb, sar\u00e0 un pensiero ricorrente nel corso della visione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Tribes-Of-Europa-1x02-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5018 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"497\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Tribes-Of-Europa-1x02-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5018 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Tribes-Of-Europa-1x02-1.jpg 1000w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Tribes-Of-Europa-1x02-1-300x149.jpg 300w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Tribes-Of-Europa-1x02-1-768x382.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Il genere <em>sci-fi<\/em>&nbsp;e le atmosfere distopiche disegnano una cornice accattivante per lo spettatore di oggi, che guarda agli scenari post-catastrofisti con distacco e senso di straniamento sempre minori: nel periodo storico attuale, immaginare un futuro di rovesciamenti geopolitici causati da forze incontrollabili non \u00e8 poi cos\u00ec difficile. Proprio per questo, la narrazione che scorre davanti ai nostri occhi dovrebbe dirci qualcosa in pi\u00f9 sull\u2019avvenire, spiegarci come potrebbe essere e chiarirci quale sarebbe il modo migliore per affrontarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel futuro di <em>Tribes of Europa<\/em> esistono diverse civilt\u00e0: i Corvi, guerrieri senza piet\u00e0, schiavisti e portatori di morte, la cui iconografia urbana \u2013 vivono in una specie di modernissima Berlino \u2013 e umana \u2013 occhi bistrati di nero, vestiti di pelle e latex in linea con pratiche sessuali al limite del <em>BDSM<\/em> \u2013 affascina e rende perplessi al contempo, rivelandosi a tratti grottesca e priva di originalit\u00e0. I Crimson, soldati guidata dal Padre, uomo-simbolo degli ideali dell\u2019antica UE fondati sulla volont\u00e0 di pacificazione, sulla convinzione che la strategia difensiva sia l\u2019unica percorribile e che il conflitto possa risolversi grazie alla contrattazione e al dialogo. Gli Atlantidei, unici individui a non essere stati colpiti dal blackout tecnologico globale, popolo misterioso, legato, come il nome suggerisce, allo spazio del mare.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi ci sono gli Origini, una piccola trib\u00f9 fondata in mezzo alla foresta, immersa nella ritualit\u00e0 della natura, distante dalle dispute belliche per la supremazia politica; qui vivono Liv (Henriette Confurius), Kiano (Emilio Sakraya) ed Elja (David Ali Rashed), i fratelli protagonisti della serie.<\/p>\n\n\n\n<p>Le linee narrative dei tre personaggi si dividono quasi subito, e portano avanti ognuna una direzione promettente. Lo spettatore si trova cos\u00ec coinvolto da una doppia dimensione, particolare-familiare da una parte \u2013 Liv che tenta di riunirsi a Kiano catturato dai Corvi \u2013 e universale-storica dall\u2019altra \u2013 il viaggio di Elja cui \u00e8 stata affidata una missione superiore. Il suo compito, infatti, \u00e8 quello di portare un cubo-mappa-oracolo agli Atlantidei per avvertirli di una minaccia in arrivo, lo \u201csciame nero\u201d, e scoprire maggiori informazioni sul blackout che ha interrotto lo status quo. Il tentativo di immergersi dentro le fila del racconto, per\u00f2, resta disatteso, perch\u00e9 i tratti dei personaggi risultano solo accennati, incastrati dentro stereotipi che li rendono bidimensionali. Si fatica infatti a interpretare la loro natura non solo nel rapporto con l\u2019altro ma anche nei contorni caratteriali individuali, data la gamma valoriale poco approfondita. Lo spettatore sembra quasi non avere il tempo per conoscerli davvero, per odiarli o amarli. Spera che da un momento all\u2019altro il tessuto della trama si faccia pi\u00f9 fitto, che, per esempio, la figura della madre fondatrice degli Origini o la complessit\u00e0 emotiva di Kiano \u2013 personaggio potenzialmente molto interessante, se solo si riuscisse ad ascoltare i suoi pensieri \u2013 vengano  approfonditi. Eppure, quel momento non arriva mai.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/TribesOfEuropa-Cube-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5019 lazyload\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/TribesOfEuropa-Cube-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5019 lazyload\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/TribesOfEuropa-Cube-1024x683.jpg 1024w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/TribesOfEuropa-Cube-300x200.jpg 300w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/TribesOfEuropa-Cube-768x512.jpg 768w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/TribesOfEuropa-Cube.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00abPeccato\u00bb, dicevamo. Perch\u00e9 alcune intuizioni sono invece efficaci. In particolare, l\u2019idea \u2013 ancora solo accennata ma con un buon margine di crescita in vista di un\u2019ipotetica seconda stagione \u2013 delle Femen, amazzoni itineranti che vivono secondo il principio della sorellanza tra donne (il nome riprende quello del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/FEMEN\">movimento femminista<\/a> nato nel 2008 in Ucraina come protesta al turismo sessuale, alle discriminazioni sociali e al sessismo del paese). Anche in questo caso  per costruire un mondo futuro gli ideatori attingono a un immaginario conosciuto: le regole, e le rivendicazioni, del 2074 sono le stesse di oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Una ventata di aria fresca arriva con il personaggio di Moses, un rigattiere piuttosto stralunato a caccia di occasioni di guadagno, a cui Oliver Masucci, attore tedesco di origini italiane, regala un\u2019ottima prova interpretativa. Attraverso l\u2019ironia, Masucci riesce a rappresentare la ruvidezza di chi affronta la realt\u00e0 con prudente disillusione restituendo, allo stesso tempo, la sfumatura d\u2019animo di colui il quale custodisce una generosit\u00e0 involontaria; Moses diventa a poco a poco una figura di riferimento per Elja, che viaggia insieme a lui. Delicata e commovente \u00e8 la scena in cui Moses si rende conto di essere diventato come suo padre, alcolizzato, proprio mentre Elja guarda a lui come a una figura genitoriale.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche&nbsp;la performance attoriale di Ana Ularu si dimostra convincente: la figura di Grieta, guerriera dei Corvi prigioniera dei Crimson, aiuta a comprendere il sistema etico dei Corvi, lasciando trasparire un compendio emozionale variegato (l\u2019orgoglio ostinato, la fedelt\u00e0 alla propria natura, la paura di riconoscersi fragili). Nota di merito, infine, all\u2019attrice iraniana&nbsp;Melika Foroutan, perfettamente centrata nel personaggio di Lord Varvara.<\/p>\n\n\n\n<p>La colonna sonora, curata da&nbsp;ClintonShorter, alterna un tema di sottofondo con successi pi\u00f9 o meno noti della musica europea, tra cui anche due pezzi italiani (<em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=CJHC71y58ew&amp;ab_channel=VariousArtists-Topic\">Quando penso al tuo sorriso<\/a><\/em> e <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=x7n9sXNUxCM&amp;ab_channel=Caff%C3%A8sportOrchestra-Topic\"><em>Avorio splendido<\/em><\/a>) risultando godibile e in linea con l\u2019atmosfera narrativa. Stesso dicasi per la fotografia, che accompagna lo spettatore nei paesaggi della Svizzera sassone \u2013 zona naturalistica fra la Sassonia e la Repubblica Ceca \u2013 con giochi di luce che esaltano la bellezza degli spazi incontaminati.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, <em>Tribes of Europa<\/em> \u00e8 una serie tv che merita il beneficio del dubbio, disseminando qui e l\u00ec soluzioni affascinanti e originali, nella speranza che un\u2019eventuale seconda stagione dialoghi in modo pi\u00f9 approfondito con le attese dello spettatore, costruendo un\u2019identit\u00e0 narrativa non solo estetica, gi\u00e0 riuscita, ma anche di contenuto. Insomma, per adesso, un vero \u00abpeccato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abTribes of Europa mette al centro il concetto di Europa nella sua veste politica di Unione, potenza pacificatrice che, per contrasto, si rivela nel momento della sua morte\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":5020,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,10],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/03\/15\/tribes-of-europa-peccato\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Tribes of Europa, peccato - 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