{"id":4548,"date":"2021-02-20T16:22:48","date_gmt":"2021-02-20T16:22:48","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=4548"},"modified":"2023-12-07T14:02:02","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:02","slug":"lacqua-del-lago-non-e-mai-immobile","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/02\/20\/lacqua-del-lago-non-e-mai-immobile\/","title":{"rendered":"L&#8217;acqua del lago non \u00e8 mai immobile"},"content":{"rendered":"\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.bompiani.it\/catalogo\/lacqua-del-lago-non-e-mai-dolce-9788830103245\">L\u2019acqua del lago non \u00e8 mai dolce<\/a><\/em>, pubblicato da Bompiani il 13 gennaio e recentemente candidato al Premio Strega 2021, ha un incipit fulminante.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTutte le vite iniziano con una donna e cos\u00ec anche la mia, una donna con i capelli rossi che entra in una stanza e ha addosso un completo di lino, l&#8217;ha tirato fuori dall&#8217;armadio per l&#8217;occasione, se l&#8217;\u00e8 comprato al banco di Porta Portese, il banco buono dei vestiti di marca ribassati, non quelli da poche lire, ma quelli con sopra il cartello: PREZZI VARI\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Informa da subito su quali siano gli elementi universali attorno cui \u00e8 costruito il libro, cos\u00ec chi inizia la lettura sa cosa lo attende. Questa \u00e8 la storia di un rapporto madre-figlia, di lotta, di rivalsa, ma soprattutto \u00e8 la storia di chi narra.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/dbb89334107f47bebaa4d6c5dcf47256-2-731x1024.jpg\" alt=\"l'acqua del lago\" class=\"wp-image-4679 lazyload\" width=\"236\" height=\"329\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/dbb89334107f47bebaa4d6c5dcf47256-2-731x1024.jpg\" alt=\"l'acqua del lago\" class=\"wp-image-4679 lazyload\" width=\"236\" height=\"329\" srcset=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/dbb89334107f47bebaa4d6c5dcf47256-2-768x1075.jpg 768w, http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/dbb89334107f47bebaa4d6c5dcf47256-2.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 236px) 100vw, 236px\" \/><\/noscript><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u00c8 forse questo l\u2019aspetto che pi\u00f9 ha stimolato la nostra curiosit\u00e0, la costruzione di una voce narrante che, in prima persona, guarda, osserva e giudica. Seguendo la trama si \u00e8 legittimati a credere che questo sia un romanzo di formazione, ma cos\u00ec non \u00e8. La protagonista proviene da una famiglia con gravi difficolt\u00e0 economiche, che lottando per aggiudicarsi una casa popolare si trasferisce da Roma ad Anguillara Sabazia, sulle rive del lago di Bracciano. La storia segue la sua vita partendo dall\u2019infanzia, passando per l\u2019adolescenza e arrivando poi agli anni dopo la laurea, descrivendo le battaglie combattute a scuola come in famiglia, le amicizie strette e poi bruciate nel corso del tempo e l\u2019ambiente in cui si trova a vivere, l\u2019hinterland romano e la grande citt\u00e0. Eppure del viaggio di formazione sembra mancare l\u2019effettivo sviluppo, l\u2019evoluzione che i personaggi sperimentano attraversando crisi e riti di passaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>In quello che si rivela essere piuttosto un romanzo generazionale (l\u2019autrice \u00e8 nata alla fine degli anni \u201980, cos\u00ec anche il suo personaggio) abbiamo riscontrato una dicotomia di fondo, tra la mobilit\u00e0 accelerata di un mondo in continuo sviluppo, quello degli anni \u201990 e dei primi 2000, che circonda la narratrice e la sua famiglia, e l\u2019immobilit\u00e0 che, invece, sembra irrigidirle la mente e le gambe. L\u2019azione si stabilisce in un eterno presente e all\u2019interno di uno spazio che, pur modificandosi storicamente e urbanisticamente, viene descritto come immutato. La voce che narra sfugge al tempo e, racchiusa in una bolla di vendette, rancori e progetti tutti individuali e privati, resiste granitica ai grandi eventi politici di massa, cos\u00ec come agli intimi dolori personali.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo perci\u00f2 deciso di porre alcune domande a Giulia Caminito riguardo questa dicotomia, declinandola dal punto di vista narrativo e linguistico, socio-geografico e temporale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00abQuello che ho fatto per anni \u00e8 stato rimanere dove ero, stesso posto, stessa ora, stesso ruolo, stessa faccia, ad attendere i miei diciotto anni come s\u2019aspetta una profezia, l\u2019arrivo di una tempesta, il crollo di un muro\u00bb.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La voce di Gaia accompagna il lettore attraverso alcune tappe che appaiono ineludibili nella formazione di questa generazione, eppure la protagonista sembra condannata a un certo&nbsp;<em>immobilismo<\/em>. La seguiamo mentre rimane in attesa di una rivoluzione, o di un riconoscimento, tentando di soddisfare le pretese della madre \u2013 che per lei desidera un riscatto sociale attraverso lo studio \u2013, di combattere i pregiudizi imposti dal suo stato sociale, a osservare il semplice susseguirsi degli eventi. \u00c8 difficile rintracciare momenti di reale crescita ed evoluzione, l\u2019agire di Gaia sembra avvenire sempre in risposta a sfide lanciate da altri. Qual \u00e8 \u2013 se c\u2019\u00e8 \u2013 il rapporto con il pi\u00f9 classico \u201cromanzo di formazione\u201d?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019immobilit\u00e0 \u00e8 un tema del romanzo, sicuramente. A partire dalla scelta del lago come fonte d\u2019acqua e di vita nel libro, l\u2019idea \u00e8 quella di raccontare una superficie chiusa, un orizzonte riconoscibile, un perimetro circoscritto dentro cui si agita la voglia di cambiamento e di ascensione della protagonista. Molta della nostra idea di formazione \u00e8 infatti proiezione verticale, movimento verso l\u2019alto. Pi\u00f9 saprai rispondere alle difficolt\u00e0 della vita, pi\u00f9 studierai, pi\u00f9 sarai adatto, pi\u00f9 salirai e in alto troverai qualcosa di buono: un premio, l\u2019agio, la salvezza. L\u2019idea di progresso credo governi da tempo non solo la nostra idea di Storia e di Societ\u00e0, ma anche nel nostro piccolo l\u2019esistenza singola, che deve tendere al miglioramento. Almeno questo \u00e8 quello che Gaia immagina per s\u00e9 stessa: il compiersi di inaspettate opportunit\u00e0. Se&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bompiani.it\/catalogo\/un-giorno-verra-9788845296338\"><em>Un giorno verr\u00e0<\/em><\/a>(Bompiani 2019) per me era un romanzo di formazione, soprattutto politica,&nbsp;<em>L\u2019acqua del lago non \u00e8 mai dolce<\/em>&nbsp;\u00e8 quello della formazione mancata, delle sabbie mobili, che pi\u00f9 ti muovi per emergere pi\u00f9 ti inghiottono.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La scelta di narrare al presente attraverso una prima persona, come<\/strong>&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/libreriatuba\/videos\/2810700549218472\"><strong>hai dichiarato<\/strong><\/a><strong>, \u00e8 motivata dal voler privare il romanzo di una prospettiva teleologica: non c\u2019\u00e8 un traguardo su cui Gaia siede e da cui guarda il proprio passato, tutto viene raccontato nel momento in cui accade. Quali sono i maggiori ostacoli con cui ti sei dovuta confrontare utilizzando una voce narrante di questo tipo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il problema principale \u00e8 stato trovare una voce adatta e continuativa, credibile e riconoscibile, cosa su cui ho lavorato molto ma che di sicuro \u00e8 perfettibile e ancora in fieri nel mio percorso personale. Mi veniva naturale all\u2019inizio scrivere al passato, facevo proprio fatica a mettermi in un\u2019altra posizione temporale. Ma ho imparato, lavorando sugli altri due romanzi precedenti, che la scelta del tempo \u00e8 una scelta cardine, intorno a cui ruotano sia il senso del romanzo che la sua leggibilit\u00e0. Io mi ero sempre confrontata con lo spostamento tra passato e futuro, tra anticipazioni e momenti appena trascorsi, qui invece ho eliminato la proiezione in avanti, del tutto. Non c\u2019\u00e8 infatti un punto di arrivo da cui la narratrice ci racconta il suo passato, ma una presa diretta narrativa. C\u2019\u00e8 questo presente immobile, in cui lei si dibatte.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gaia conserva in s\u00e9 una doppia anima: passa da un rapporto viscerale con la parola a una fisicit\u00e0 estrema e violenta, che si mostra (sempre o quasi) ultima risposta possibile quando la verbalizzazione appare inutile. Questa diramazione trova un punto d\u2019incontro preciso: la scena di grande impatto in cui Gaia distrugge il suo vocabolario, simbolo di riscatto promesso e poi negato dalle contingenze di un\u2019epoca.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00abPoi lo vedo, \u00e8 dritto e robusto, il mio dizionario, se ne sta l\u00ec placido, non teme giudizi o cattiverie, allora lo assalto, perch\u00e9 \u00e8 stato lui il primo a mentirmi, a farmi credere che con le parole avrei cambiato la mia vita, l\u2019avrei riscritta, narrata in prima persona e invece no, sono sempre gli altri a raccontarci, sono loro che trovano le nostre definizioni, le nostre parentesi quadre, le radici da cui proveniamo\u00bb<em>.&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La protagonista non usa pi\u00f9 le parole come arma ma finisce per subirle. Com\u2019\u00e8 avvenuto questo tradimento, nel romanzo e nella realt\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il romanzo gioca da una parte sulla incapacit\u00e0 di Gaia di reagire a parole, ogni volta lei dice \u00abvorrei gridare\u00bb, \u00abvorrei farmi sentire\u00bb, \u00abvorrei rispondere\u00bb ma non lo fa; dall\u2019altra queste parole la abitano, le colleziona da quando \u00e8 bambina, le condivide segretamente con il lettore e la lettrice, le sfrutta per autonarrarsi, tagliare come meglio crede la realt\u00e0. Le parole sono quindi la sua arma e il suo modo di ferire il mondo, ma da queste viene anche colpita perch\u00e9 ha riposto molta fiducia nella possibilit\u00e0 che lo studio e la lettura la aiutassero nei suoi tentativi di rivalsa e la allontanassero dalle indigenze di famiglia, cosa che non succede. Dal mio punto di vista, quello della mia realt\u00e0, le parole sono l\u2019unica cosa che non pu\u00f2 tradire, io le sento profondamente fedeli, le uniche con cui posso confrontarmi, posso sceglierle, accorparle, disturbarle anche ma cerco sempre di studiarle prima e rispettarle, corteggiarle un po\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da una parte la parabola fuori dal tempo di Gaia si innesta in una geografia della provincia in cui il cambiamento ha prodotto \u2013 e sta producendo \u2013 una complessa&nbsp;<em>stratificazione<\/em>. L\u2019etnografia lirica di alcuni passi del libro narra l\u2019hinterland romano, ne mostra l\u2019invasione a opera di diversi soggetti sociali, di cui espone il \u00abgrado di estraneit\u00e0\u00bb. Allo stesso tempo \u2013 diversa ma strettamente collegata \u2013, c\u2019\u00e8 la materializzazione di uno&nbsp;<em>spazio nuovo<\/em>, un\u2019estensione del paese (o della citt\u00e0?) ancora senza un nome e difficile da definire.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00ab[\u2026] il paese si sta allungando verso l\u2019interno e riempiendo di villette a schiera, parcheggi blu, benzinai, supermercati, scuole pubbliche e palestre, quelli di Roma si stanno mescolando a chi \u00e8 nato l\u00ec e questo impasto crea dissapori, inquietudini, apprensioni\u00bb.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La relazione tra la stratificazione-spazio nuovo e la realt\u00e0 del paese (che necessita soprannomi\/definizioni tramandate) crea un cortocircuito, o almeno lo creava quando Gaia si preparava a iniziare le medie. Pensi che questo nuovo luogo, con i suoi eterogenei abitanti, sia stato finalmente battezzato o forse non ne ha mai avuto bisogno?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Io ho sempre vissuto in quella lingua protesa che non \u00e8 totalmente provincia e non \u00e8 totalmente citt\u00e0. L\u2019hinterland romano, almeno dalla parte nord, \u00e8 composto da molti paesi e borghi storici di piccole dimensioni che coesistono sul bordo frastagliato di una citt\u00e0 enorme, tra le pi\u00f9 grandi d\u2019Europa che non ha altri paragoni in Italia. Roma dentro il suo Comune ha almeno altre dieci \u201ccitt\u00e0\u201d e anche le cittadine che si trovano ai suoi confini fanno parte del suo mondo, ne sono attratte: Roma esercita su di loro una forza magnetica. Ovviamente se da una parte questi posti si sono riempiti di romani in fuga dai costi e dal caos della metropoli, dall\u2019altra le famiglie originarie cercano di tenere sempre viva l\u2019identit\u00e0 specifica del proprio borgo tramite la nominazione misteriosa dei luoghi, le feste annuali come le sagre, il rapporto con qualcosa che Roma non potr\u00e0 mai avere: il lago. Ecco, io non so se prima o poi Roma manger\u00e0 questi paesini che vivono alle sue soglie, per\u00f2 certo quella provincia l\u00ec credo sia molto diversa da tanta provincia del resto d\u2019Italia. Io \u00e8 cos\u00ec che mi sono sempre sentita per tutta l\u2019adolescenza: a una fermata di treno da Roma. E volevo provare a raccontarlo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>C\u2019\u00e8 qualche autore che ti ha aiutata a definire l\u2019hinterland in cui vive la protagonista?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un tema molto trattato dalla nostra narrativa quello delle province o le estreme periferie, per\u00f2 no, per questo aspetto non mi viene in mente nessun libro in particolare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00abNoi non abbiamo i cellulari, non abbiamo la televisione, non abbiamo un computer, noi senza mezzi, senza possibilit\u00e0 di comunicazione, chiusi nel passato di un mondo che sta correndo al galoppo, ci sorpassa, ci schiaccia sotto i suoi zoccoli\u00bb.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Questo passaggio sembra descrivere un aspetto sotterraneo del dislivello economico sperimentato dalla protagonista, e rappresentato a pi\u00f9 riprese nel corso delle pagine: pi\u00f9 che un separatore sociale, infatti, nel tuo romanzo l\u2019indigenza viene rappresentata come un separatore&nbsp;<em>temporale<\/em>. Gaia, per mezzo del suo apprendimento forsennato, appare intenzionata ad accelerare il tempo per raggiungere le vite del presente, condannando invece s\u00e9 stessa a un movimento solo apparente, che conduce all\u2019esaurimento e all\u2019incendio del proprio intelletto. Esiste un momento, nel romanzo, in cui questo percorso avrebbe potuto prendere una piega differente? E Gaia, nel mondo contemporaneo, ha alternative valide a questa corsa febbrile?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Credo ci siano sempre alternative, il percorso della vita di Gaia \u00e8 legato al mondo in cui cresce ma anche alle sue scelte, e lei ne fa di parecchio azzardate. Avrebbe potuto evitare per esempio di aiutare un gruppo di ragazzi a derubare il suo ex fidanzato pur di farsi regalare un cellulare, avrebbe potuto scegliere una facolt\u00e0 diversa da quella di filosofia, avrebbe potuto smettere di essere gelosa delle sue amiche e solo godersele, avrebbe potuto ambire a una carriera pi\u00f9 fattibile per lei come quella da insegnante, ma non lo ha fatto, perch\u00e9 difficilmente noi lo facciamo, sappiamo scegliere esattamente il meglio per noi e sappiamo, mentre siamo immersi nelle nostre decisioni, capire che cosa ci attende. Lei \u00e8 una ragazzina, in fondo, e vorrebbe il meglio pur agendo spesso nel peggiore dei modi. Se devo scegliere un momento, quello che cambia le sue sorti, \u00e8 la scena della racchetta, il primo atto violento che lei compie, l\u2019aggressione al suo compagno di classe delle medie, che la fa sentire per la prima volta rispettata, autosufficiente, presente nel mondo. Un gesto rituale per lei, che continuer\u00e0 a compiere ogni volta che questo scatenamento di rabbia le sembrer\u00e0 opportuno, un po\u2019 una fondazione della persona che diventer\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Su<\/strong>&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/idee\/cultura\/lo-strega-non-rosa-il-premio-letterario-dove-le-donne-non-vincono-quasi-mai-khlgsx92?fbclid=IwAR0zybfSMVbruGBbf3Emiiea8Vv1LrzJDa7HsdisbrMs-Y0lLI2K2DOE7bQ\"><strong><em>Domani<\/em><\/strong><\/a><strong>&nbsp;hai recentemente pubblicato un dossier che analizza dati su candidature, vincitori e vincitrici, giuria del Premio Strega, segnalando numerose disparit\u00e0 sulla presenza delle donne. In un\u2019<\/strong><a href=\"https:\/\/leortique.wordpress.com\/2021\/01\/22\/le-donne-dello-strega-intervista-a-giulia-caminito-a-cura-di-clelia-lombardo\/?fbclid=IwAR0xY6iiDiW5mBdiLke9ZTKNx5eFS1dztohu3Bf0KUkqV6npX6Nt7ZXBGKs\"><strong>intervista<\/strong><\/a><strong>&nbsp;sul tema, hai affermato che:&nbsp;<\/strong><strong>\u00ab<\/strong><strong>La constatazione attuale \u00e8, ahim\u00e8, che tanti bei libri di scrittrici, che sono anche passate per il Premio, sono da tempo introvabili e non vengono neanche pi\u00f9 nominati, oltre che non ripubblicati. L\u2019assenza di nominazione, la scomparsa dalle librerie e la totale indifferenza dei programmi scolastici rischiano di lasciare un vuoto pericoloso nella storia della letteratura<\/strong><strong>\u00bb<\/strong><strong>. Da quali premesse deve partire, secondo te, quest\u2019opera di recupero? Esistono case editrici che stanno attualmente lavorando in tal senso?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 fermento secondo me, su vari fronti. Intanto quello scolastico perch\u00e9 molte insegnanti stanno smuovendo la questione dei programmi ministeriali e chiedendo ascolto sulla loro revisione o integrazione a favore di una presenza delle donne decisamente pi\u00f9 marcata. Le studiose e gli studiosi continuano il prezioso lavoro di conservazione della memoria delle scrittrici, penso alla Societ\u00e0 italiana delle Letterate. Poi editorialmente parlando sono nate riviste, collettivi, gruppi di studio, ci sono stati incontri, tavole rotonde, seminari; la forza c\u2019\u00e8 e le conoscenze pure. All\u2019estero spesso nei corsi di italianistica si sta optando per l\u2019inclusione delle scrittrici dimenticate nei programmi, anche pi\u00f9 che negli atenei italiani. Vanno avanti le raccolte dati, a cui abbiamo partecipato anche io e Giorgia Tolfo con il dossier pubblicato su&nbsp;<em>Domani<\/em>, che servono per una mappatura pi\u00f9 chiara e condivisa. I podcast, che hanno ricevuto molta attenzione in questo anno, anche testimoniano interesse per la riscoperta delle scrittrici, ve ne segnalo due&nbsp;<a href=\"https:\/\/missconosciute.wordpress.com\/\"><em>Misconosciute<\/em><\/a>&nbsp;e&nbsp;<a href=\"https:\/\/not.neroeditions.com\/tag\/phenomena\/\"><em>Phenomena<\/em><\/a>. Il dibattito \u00e8 ormai aperto e in molti e molte ascoltano, bisogner\u00e0 non mollare la presa e continuare a fare rete comune per portare avanti progetti, ricerche e anche concreti cambiamenti. Tra gli editori penso a Cliquot, Elliot, Effequ, Safar\u00e0, Rina edizioni, Iacobelli, Reader for blind che inaugurer\u00e0 una nuova collana \u201cLe polveri\u201d in cui ci saranno molte scrittrici. Anche i grandi editori non mancano, basti pensare alla recente pubblicazione di Paola Masino da parte di Feltrinelli o l\u2019edizione Mondadori di tutte le poesie di Ada Negri.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abA partire dalla scelta del lago come fonte d\u2019acqua e di vita nel libro, l\u2019idea \u00e8 quella di raccontare una superficie chiusa, un orizzonte riconoscibile, un perimetro circoscritto dentro cui si agita la voglia di cambiamento e di ascensione della protagonista\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":4555,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,34],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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