{"id":4348,"date":"2021-02-16T08:45:41","date_gmt":"2021-02-16T08:45:41","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=4348"},"modified":"2023-12-07T14:02:02","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:02","slug":"come-sovvertire-se-stessi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/02\/16\/come-sovvertire-se-stessi\/","title":{"rendered":"Come sovvertire s\u00e9 stessi"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abForget subversion. The point is self-subversion, overthrowing the power structure in your own head. The enemy is the mind&#8217;s tendency to systematize, sew up experience, place a distance between itself and immediacy\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa citazione di Simon Reynolds \u2013 uno dei critici culturali pi\u00f9 apprezzati dal panorama artistico contemporaneo \u2013 porta con s\u00e9 una questione significativa, utile a comprendere tanto il saggio di cui andremo a parlare quanto le strutture psicologiche individuali che approfondiremo nel corso dell\u2019articolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abForget subversion. The point is self-subversion\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello specifico, <em>questa<\/em> sar\u00e0 la nostra linea guida. Da qui dovremo partire, qui dovremo tornare.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque, cominciamo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><u><a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/libro\/9788822904881\"><em>La scommessa psichedelica<\/em><\/a><\/u> (Quodlibet, 2020), \u00e8 una collettanea di saggi che declinano sotto vari aspetti il tema del cosiddetto Rinascimento Psichedelico, la serie di rivoluzionarie scoperte scientifiche che negli ultimi quindici anni hanno rivitalizzato la discussione sulle propriet\u00e0 terapeutiche delle sostanze lisergiche. La raccolta, partendo da questo assunto, riesce a coprire una vastissima area di interesse, fornendo al lettore neofita coordinate essenziali non solo per muoversi all\u2019interno dell\u2019argomento senza affogare, ma anche per riconoscere le gocce psichedeliche che, inconsapevolmente, sono state inoculate nei suoi sensi per tutta una vita, principalmente sottoforma di romanzi, album, pellicole cinematografiche. I temi trattati spaziano dai trip report di Peppe Fiore alla memetica psichedelica di Silvia Dal Dosso e Noel Nicolaus, dallo gnosticismo acido di Edoardo Camurri ai legami tra psichedelia e letteratura di Carlo Mazza Galanti, dalle analisi sociopolitiche di Ilaria Giannini, Agnese Codignola, Marco Cappato alla psichedelia di mercato di Vanni Santoni, dalla relazione tra ayahuasca e coscienza ecologica di Francesca Matteoni ai festival psichedelici di Chiara Baldini, dalla restaurazione psichedelica di Andrea Betti allo pseudoglossario di Gregorio Magini. Questa elaborata geografia tematica viene poi armonizzata in mappa da Federico di Vita, curatore della raccolta, prefatore e saggista a sua volta, che nell\u2019introduzione, <em>Breve storia universale della psichedelia<\/em>, contestualizza l\u2019argomento, ne elenca le cruciali svolte storiche, semina nella mente del lettore questioni chiave che saranno approfondite nelle singole sezioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Appurate queste premesse, proveremo, nella parte restante dell\u2019articolo \u2013 e sempre tenendo a mente la considerazione di Reynolds \u2013 a capire perch\u00e9 questo Rinascimento Psichedelico, a oggi, possa essere considerato fenomeno di assoluto rilievo, nonch\u00e9 strumento interpretativo per accedere a stratificazioni sotterranee della realt\u00e0.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ne <u><a href=\"https:\/\/www.edizioninottetempo.it\/it\/la-societao-della-stanchezza\"><em>La societ\u00e0 della stanchezza<\/em><\/a><\/u> Byung-Chul Han, filosofo coreano e docente di filosofia alla Universit\u00e4t der K\u00fcnste di Berlino, afferma che il nostro periodo storico pu\u00f2 essere considerato quello del passaggio dal <em>dover<\/em> fare al <em>poter<\/em> fare, ovvero il transito dalla societ\u00e0 della <em>costrizione<\/em> a quella della <em>prestazione<\/em>. In breve, questo vuol dire che se prima il nostro lavoro era posto sotto un giogo di tipo sociale, economico, politico, adesso, a causa di una profonda deregolamentazione neoliberale (e, c\u2019\u00e8 da dirlo, a una significativa acquisizione di diritti) siamo pi\u00f9 o meno nella condizione di realizzarci a seconda di desideri e preferenze. Il fatto, per\u00f2, \u00e8 che libert\u00e0 ed essere liberi spesso non coincidono, e il potere pu\u00f2 volgersi in competizione, come spiega Han nel suo saggio: \u00abCome sfruttatore, qui, non c\u2019\u00e8 l\u2019Altro, che mi costringe a lavorare e mi sfrutta, piuttosto mi sfrutto io stesso volontariamente nella convinzione di realizzarmi. Mi realizzo fino alla morte. Mi ottimizzo fino a morire\u00bb. Questo accade perch\u00e9, come sostiene sempre il filosofo coreano: \u00abIl dovere ha i suoi limiti; il potere, invece, non ne ha, \u00e8 aperto verso l\u2019alto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Essendo il potere uno strumento di sviluppo sostanzialmente illimitato e l\u2019individuo l\u2019unico campo su cui testarne la riuscita, il soggetto di prestazione concorre con s\u00e9 stesso <em>ad nauseam<\/em>, cadendo \u00absotto la costrizione distruttiva a doversi superare costantemente\u00bb. Han connette questo sistema lavorativo performante all\u2019\u00abepidemia di disagio psichico\u00bb (Gregorio Magini in <em>Pseudoglossario<\/em>) della depressione, vera <em>autentica<\/em> pandemia strutturata del nostro secolo. Per capirci, secondo l\u2019ultimo rapporto del 2017 dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0, riportato da Ilaria Giannini in <em>Rompere gli schemi: la cura psichedelica alla depressione<\/em>, i casi di depressione sarebbero oltre 322 milioni (a oggi, il Covid-19 ha infettato 107 milioni di persone), con un tasso di suicidi, principalmente ascrivibili a questa malattia, di 800mila l\u2019anno (le vittime del Covid-19 al momento sono 2,35 milioni, rapporto che potrebbe portare a pensare che viviamo un\u2019epidemia da Coronavirus pi\u00f9 o meno ogni tre anni di cui nessuno, <em>nessuno<\/em>, si rende realmente conto).<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Han, la depressione sarebbe dunque una malattia strutturale al nostro periodo storico, scatenata da un autosfruttamento forsennato e privo di limiti (o, come dice il filosofo coreano, privo di <em>negativit\u00e0<\/em>, ovvero di ostacoli, il che renderebbe la nostra societ\u00e0 <em>assolutamente positiva<\/em>). Questo genere di sfruttamento sarebbe particolarmente funzionale perch\u00e9 legato, al contrario di quello costrittivo, a una sensazione di profonda libert\u00e0, di fulgida realizzazione individuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto \u00e8 che in questo gioco al massacro arriva presto ad aprirsi uno iato \u2013 prima piccolo, poi sempre pi\u00f9 largo \u2013 tra l\u2019Io-Reale, ovvero ci\u00f2 che siamo e riusciamo a fare in questo momento, e l\u2019Io-Ideale, la versione iperperformante di noi che, come ormai dovrebbe essersi compreso, <em>non ha un limite<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La sofferenza percepita a causa della voragine cupa che si stende tra Io-Reale e Io-Ideale assume, in questa accezione specifica, il nome di depressione. La conseguenza, in caso di mancata realizzazione personale, \u00e8 il passaggio dall\u2019autosfruttamento alla pi\u00f9 feroce autoaggressivit\u00e0 (essendo il soggetto di prestazione l\u2019unico colpevole del proprio fallimento) che culmina nei casi pi\u00f9 tragici nel suicidio.<\/p>\n\n\n\n<p>Detto in altri termini: io posso pi\u00f9 di quanto posso adesso, e potr\u00f2 farlo sempre di pi\u00f9 nel futuro. Se non riesco la responsabilit\u00e0 \u00e8 mia e di nessun altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni centimetro di questo circuito \u00e8 un tragitto tracciato nel nostro cervello, una pista rodata su cui scorrazziamo senza che nessun ostacolo intralci la gara folle contro noi stessi. In breve, costruiamo una serie di pattern, o, per dirla con lo scrittore fantascientifico Aldous Huxley, una \u00abvalvola di riduzione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa maggior parte della gente, per la maggior parte del tempo, conosce soltanto ci\u00f2 che passa attraverso la valvola di riduzione e viene consacrato come genuinamente reale dal linguaggio del luogo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Federico di Vita, nella sua introduzione, ci spiega che la valvola di riduzione sarebbe \u00abil filtro di sintesi messo a punto dal cervello umano per ottimizzare il flusso degli impulsi e organizzare le singole decisioni\u00bb. Aggiungendo, poi, che \u00ablo scrittore individu\u00f2 tra le dinamiche principali generate dall\u2019azione della psilocibina la capacit\u00e0 della mente di scardinare questo meccanismo, cos\u00ec che il soggetto possa percepire l\u2019intera gamma della variet\u00e0 e complessit\u00e0 degli stimoli che incessantemente il mondo ci invia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa valvola, prosegue Federico di Vita, ha un nome scientifico, Default Mode Network (DMN), e ci permette di elaborare in automatico la quantit\u00e0 di impulsi che giungono dall\u2019esterno, prendendo decisioni sulla base di automatismi consolidati. Il fatto \u00e8 che il Default Mode Network, come ricorda Ilaria Giannini, \u00e8, nei soggetti depressi, \u00abiperattivo, come assorbito in una costante ruminazione che conduce a una spirale di pensieri negativi e ripetitivi a cui \u00e8 impossibile fuggire\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora per\u00f2 \u00e8 importante fare un appunto, prima di proseguire.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo articolo (come del resto la raccolta di saggi) non vuole essere in alcun modo un promotore degli allucinogeni come <em>unica<\/em> via per l\u2019uscita dai disturbi depressivi. Anzi, vuole tentare di comprendere, pi\u00f9 che far comprendere (l\u2019articolo finora non sa nulla, non \u00e8 giunto a conclusioni, ignora quasi tutto di s\u00e9), quanto un dirottamento dai propri tracciati abituali \u2013 con o senza l\u2019utilizzo di acidi lisergici \u2013 possa costituire un esercizio assolutamente salutare da compiere, un \u00abapproccio psichedelico alla vita\u00bb essenziale per smettere di sopravvivere e iniziare a vivere. Come ricorda lo stesso Peppe Fiore nel saggio <em>Il trip report come sottogenere della letteratura di viaggio<\/em>: \u00abPenso che l\u2019LSD non contenga in s\u00e9 nessuna risposta, ma sia un formidabile acceleratore di domande\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, ricominciamo. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Italo Calvino, nel suo reportage <u><a href=\"https:\/\/www.librimondadori.it\/libri\/un-ottimista-in-america-italo-calvino\/#close-modal\"><em>Un ottimista in America<\/em><\/a><\/u>, affermava che, passando davanti alle stazioni di benzina americane, i rivenditori di auto con le bandierine colorate, le banche drive-in, aveva capito la <em>beat generation<\/em>, \u00abil no assoluto, il rifiuto di tutto questo [\u2026] qualcosa che non \u00e8 una trasformazione del mondo, ma una trasformazione del modo di stare al mondo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella <em>beat generation<\/em> \u2013 incarnata da personaggi come Allen Ginsberg che, dopo la prima dose di LSD somministrata dallo psicologo Timothy Leary, telefon\u00f2 a diversi capi di Stato per comunicare loro che ogni conflitto internazionale sarebbe stato risolto e, ignorato da tutti, chiam\u00f2 Jack Kerouac annunciando \u00abqui \u00e8 D-I-O- che parla\u00bb \u2013 quella <em>beat generation<\/em>, dicevamo, aveva dato il via a un processo di mutamento che non riguardava tanto il mondo, quanto il modo di abitarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Di nuovo: \u00abForget subversion. The point is self-subversion\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Una reazione simile, ma in grado di andare \u00aboltre\u00bb gli anni \u201960, \u00e8 quella che professa Vanni Santoni in <u><a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/muro-di-casse-libro-vanni-santoni\/e\/9788858116180\"><em>Muro di casse<\/em><\/a><\/u>, quando ricorda:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSai cosa ti dico, ci \u00e8 mancata la forza di rivendicare le droghe, abbiamo messo su un pudore che ci ha impedito di dire chiaro e tondo che cosa voglia dire, mettersi sulla lingua quel quadrettino di carta impregnata di dietilammide dell\u2019acido lisergico quando la serata sta iniziando, sentire un\u2019energia nuova e strutturata attraversarci come se arrivasse a noi da chiss\u00e0 dove, ballare nel caos stellante, godere dei sensi esplosi, farsi baciare all\u2019alba dal sole. Tu mi dirai ma questo lo hanno gi\u00e0 fatto quelli l\u00e0 negli anni \u201960. Vero. Dovevamo andare oltre. [\u2026] e a un certo punto arriv\u00f2 proprio la tua Cleo, che poi diciamocelo, era una stronza che pensava ancora di essere negli anni, ma che ne so, \u201970, venne a dirci Ma muovete il culo una buona volta, mobilitatevi, fate qui, fate l\u00e0, rivendicate qualcosa, e Foffo tutto fatto a mezzo pomeriggio, sdraiato sullo scalino del camper disse, anzi farfugli\u00f2, Io rivendico la ketamina\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il senso di queste due citazioni \u00e8 sottolineare quanto, prima ancora di modificare il mondo che ci circonda (quando e se possibile \u00e8 tutt\u2019altro discorso) sia vitale disintegrare e riassemblare il nostro universo interno. Questo aspetto del Rinascimento Psichedelico, avverte Carlo Mazza Galanti in <em>Fantadroghe e pseudorealt\u00e0,<\/em> potrebbe condurre allo \u00absforzo di rimediare a una serie di malattie tutte eminentemente sociali, eludendone la genesi e il senso pi\u00f9 profondamente economico, culturale e politico\u00bb, o, ancora, dare \u00abuna risoluzione individuale di problemi sistemici\u00bb (<u><a href=\"http:\/\/www.carocci.it\/index.php?option=com_carocci&amp;Itemid=72&amp;task=schedalibro&amp;isbn=9788843068142\"><em>La societ\u00e0 del rischio. Verso una seconda modernit\u00e0<\/em><\/a><\/u>). Essendo la struttura neoliberista e iperperformativa parte integrante del nostro modo di decifrare il reale (non <em>imposta<\/em> ma <em>desiderata<\/em>, come direbbe Han) per applicare una richiesta sistemica di questa entit\u00e0 si sente per\u00f2 il bisogno di partire da un mutamento individuale, che non intenda narcotizzare il dissenso ma anzi riesumarlo, generando soggetti in grado di richiedere questo cambiamento.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra domanda sorge spontanea: come farebbe questo \u00abquadrettino di carta\u00bb a cortocircuitare il nostro stile di vita? Dove andrebbe ad agire?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLe strutture di eventi organizzati\u00bb ci dice Peppe Fiore, \u00abci illudono, a torto o a ragione, che esista una causa prima da cui discendono le conseguenze, ci danno l\u2019impressione che al disordine sottostia una trama, e quella trama \u00e8 il fondamento della nostra esperienza [\u2026]. La psichedelia invece scardina il tempo, e con il tempo la consequenzialit\u00e0 degli eventi. Ci porta in un mondo in cui a un effetto non \u00e8 necessariamente presupposta una causa. In qualche modo, simula il delirio paranoide\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019LSD, dunque, aiuterebbe a perdere alcuni riferimenti quotidiani come la solidit\u00e0 dello spazio-tempo (colonna portante della societ\u00e0 della prestazione) frizionando percorsi narrativi noti, sciogliendo i pattern consunti nell\u2019acido, generando percorsi vergini (molti pisconauti hanno paragonato l\u2019esperienza lisergica a un \u00abreset\u00bb, per altri l\u2019LSD \u00e8 stata un \u00abriprogrammatore\u00bb, o un modo per \u00abhackerare la mente\u00bb). Non \u00e8 un caso che l\u2019apice del viaggio lisergico sia la cosiddetta <em>ego loss<\/em>, ovvero la \u00abdissoluzione della coscienza: uno stato parente all\u2019estasi mistica o al nirvana, in cui l\u2019essere fluttua in purezza, [\u2026] dimentico di se stesso, immobile nel vuoto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Le potenzialit\u00e0 di questa volontaria alterazione della realt\u00e0 erano state riconosciute anche da Mark Fisher, il quale aveva iniziato ad abbozzarne la struttura nel suo <u><a href=\"https:\/\/www.minimumfax.com\/shop\/product\/il-nostro-desiderio-e-senza-nome-2243\"><em>Comunismo acido<\/em><\/a><\/u>, un saggio che identifica l\u2019esperienza lisergica come \u00abesternalizzazione del cervello\u00bb che aiuterebbe a passare da una <em>realt\u00e0 rigida<\/em> priva di alternative a una <em>realt\u00e0 plastica<\/em>, mettendo in dubbio paradigmi rodati della mente umana: \u00abSe gli elementi fondamentali dell\u2019esperienza, come il nostro senso di spazio e tempo, possono essere alterati, non significa forse che le categorie attraverso cui viviamo sono plasmabili, mutevoli?\u00bb. Questo potrebbe aiutare il soggetto stesso a uscire fuori dalla propria coscienza, a compiere quella sorta di \u00abpasso di lato\u00bb auspicato da Gregorio Magini nello <em>Pseudoglossario<\/em>, quando afferma che, se la coscienza \u00e8 un vetro attraverso cui osserviamo ci\u00f2 che si trova fuori da noi, un \u00abpasso di lato\u00bb potrebbe permetterci di percepire il vetro stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma come fa, scientificamente, questo cortocircuito a verificarsi?<\/p>\n\n\n\n<p>Il Rinascimento Psichedelico si deve, anche e soprattutto, al suo recupero a livello medico, e alla ri-identificazione delle propriet\u00e0 curative di questo potente allucinogeno, culminate nella <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=CNR4o5JZEi0&amp;ab_channel=MAPS\">scoperta<\/a> di Robin Carhart-Harris (attualmente a capo del Centre for Psychedelic Research dell\u2019Imperial College di Londra) che, ancora dottorando, nel 2016 ebbe l\u2019idea di mappare \u2013 tramite la tecnologia del <em>brain imaging<\/em> \u2013 il cervello umano in preda a un trip lisergico. Il risultato fu sorprendente: i neuroni dialogavano con aree del cervello con cui non erano mai entrati in contatto (ragione per cui, spesso, chi fa uso di acidi lisergici va incontro a improvvise sinestesie) donando forma a una specie di \u00abcervello unificato\u00bb, o \u00abcervello entropico\u00bb, infiammato da miliardi di nuove connessioni. David Nutt, neuropsicofarmacologo inglese specializzato nella ricerca delle propriet\u00e0 curative delle sostanze psicotrope, defin\u00ec queste immagini \u00abil bosone di Higgs delle neuroscienze\u00bb. Carhart-Harris, in breve, aveva mostrato al mondo cosa volesse dire far saltare in aria il Default Mode Network.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sarebbe ancora molto da dire su questo saggio, una chiave fatta di pagine per accedere a mondi multipli, battaglia di una \u00abguerra spirituale\u00bb \u2013 come la definisce Edoardo Camurri \u2013 che sta invadendo (e invader\u00e0) il panorama socioculturale dei prossimi anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se alla fine di un viaggio, di questo nostro brevissimo viaggio, vogliamo segnare un punto d\u2019arrivo, un traguardo, questo pu\u00f2 essere identificato in un nuovo modo di concepire, e <em>immaginare<\/em>, noi stessi nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p><u><a href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845918476\"><em>Invito a una decapitazione<\/em><\/a><\/u> di Vladimir Nabokov \u00e8 la storia di un uomo \u00abtraslucido\u00bb, \u00abopaco\u00bb che viene condannato a morte per il solo fatto di non essere \u00abtrasparente\u00bb come ogni altro individuo, e, per questa ragione, viene relegato in carcere fino alla morte. Il protagonista, tutt\u2019altro che torbido, \u00e8 un individuo dall\u2019immaginazione fervidissima, la cui unica colpa \u00e8 quella di non voler condividere questo universo interiore con il resto del mondo. Il protagonista illustra il suo rapporto con la facolt\u00e0 immaginifica cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUna volta, quando ero bambino, durante una gita scolastica in una localit\u00e0 lontana, [\u2026] mi ritrovai, [\u2026] in una sonnacchiosa cittadina, cos\u00ec sonnacchiosa che quando un uomo, [\u2026] finalmente si alz\u00f2 per aiutarmi a trovare la strada, la sua ombra azzurrina proiettata sul muro non lo segu\u00ec subito\u2026 [\u2026] tra il suo movimento e il movimento dell\u2019ombra indolente \u2013 un secondo, una sincope \u2013 si trova quel singolare tipo di tempo in cui io vivo, la pausa, lo iato, quando il cuore \u00e8 una piuma\u2026\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Irrorare lo iato di cui molto sopra \u2013 quello depressivo, cupo, la voragine panica tra l\u2019Io-Reale e l\u2019Io-Ideale \u2013 con <em>questo<\/em> iato, attraversato da cosmi celebrali a carica fantastica, formazioni lisergiche di deliri chimici, potrebbe essere il punto da cui ripartire per ricostruire le nostre esistenze a pezzi, la chiave per sovvertire l\u2019ordine interno, la striscia chiodata da stendere per rallentare la corsa folle contro noi stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>O anche, pi\u00f9 semplicemente: \u00abForget subversion. The point is self-subversion\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><br><a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/playlist\/17AwTFF36RtD5o97JXjUJf?si=cSDNe_WqRN2KJmBx_Vhc_A\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><br><\/a><\/p>\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abOgni centimetro di questo circuito \u00e8 un tragitto tracciato nel nostro cervello, una pista rodata su cui scorrazziamo senza che nessun ostacolo intralci la gara folle contro noi stessi\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":4538,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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