{"id":4319,"date":"2021-02-12T09:38:27","date_gmt":"2021-02-12T09:38:27","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=4319"},"modified":"2023-12-07T14:02:02","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:02","slug":"4319","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/02\/12\/4319\/","title":{"rendered":"La genesi del male in viaggio nel tempo"},"content":{"rendered":"\n<p>Stella una mattina ha deciso di uccidersi. Indossa l\u2019abito migliore, quello da sposa. Guarda fuori dalla finestra, \u00e8 una giornata di pioggia torrenziale. Si sporge per gettarsi, ma improvvisamente viene interrotta. Qualcuno bussa alla porta.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno sconosciuto vuole entrare, sostiene di aver prenotato una stanza in quella casa che probabilmente un tempo era un albergo o una pensione. Stella \u00e8 titubante, non lo conosce, non si fida e fino a pochi minuti prima voleva togliersi la vita. La tempesta continua, il cielo \u00e8 nero e lui insiste.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo misterioso dalle maniere leziose ha un sorriso ambiguo che lascia presagire un cambio di scena repentino, ma lei cede. Non pu\u00f2 immaginare che quell&#8217;individuo sia suo figlio tornato dal futuro per fare i conti con il proprio passato.<\/p>\n\n\n\n<p>Comincia cos\u00ec <em>La stanza, <\/em>l\u2019ultima opera di Stefano Lodovichi disponibile su Amazon Prime video e prodotta da Lucky Red. Teatrale, claustrofobico e allegorico, il film \u00e8 incentrato sulle elucubrazioni di un assassino che vuole modificare il corso della propria infanzia, costellata di traumi e tormenti responsabili del suo attuale squilibrio mentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Giulio (Guido Caprino) bussa a quella porta con l\u2019unico scopo di estirpare alla radice l\u2019origine di tutti i suoi mali. Vuole uccidere il mostro che dal suicidio della madre abita nella sua pelle.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/coverlg.jpg\" alt=\"\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/coverlg.jpg\" alt=\"\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>La casa \u00e8 il palcoscenico del dramma. Madre, padre e figlio sono gli unici personaggi. Il film sembra essere in tutto e per tutto un riflesso del lockdown, sia nella forma che nella sostanza, dal momento che la trama si svolge interamente all\u2019interno di una casa: non c\u2019\u00e8 alcun contatto con l\u2019esterno, nessuno partecipa, nessuno interviene, nessuno sa. I protagonisti sono isolati in uno spazio indefinito e in un tempo incerto. Fuori \u00e8 un mondo di pioggia. L\u2019edificio non \u00e8 un focolare domestico, ma un luogo oscuro, un incubo, un microcosmo di panni sporchi da lavare tra quelle quattro mura.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma facciamo un passo indietro.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/movieplayer.it\/articoli\/la-stanza-intervista-cast-regista_24060\/\">L\u2019idea iniziale da cui parte Lodivichi<\/a> per la scrittura di questo film \u00e8 quella di voler parlare degli <em><a href=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/02\/09\/timide-opere-prime-di-scrittori-skillati\/\">hikikomori<\/a>, <\/em>persone che scelgono di isolarsi, costruendo una barriera tra la loro stanza e l\u2019esterno. La quarantena e l\u2019isolamento forzato a cui siamo stati costretti per contrastare l\u2019emergenza sanitaria hanno riacceso i riflettori su questa manifestazione estrema di emarginazione volontaria, dal momento che anche in culture pi\u00f9 socialmente aperte, come la nostra, il rapporto tra pubblico e privato \u00e8 stato completamente stravolto.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 la genesi della sceneggiatura, rimaneggiata in seguito da Lodovichi. Il regista ha preferito infatti portare sullo schermo le cause psicologiche della segregazione volontaria, attualizzandole nella cornice di una famiglia odierna. E cos\u00ec un padre con una nuova famiglia, una madre che non accetta l\u2019abbandono e un figlio che si sente in colpa diventano il prototipo del dramma familiare ai tempi del Covid-19, in cui la convivenza forzata in spazi ristretti logora spesso i rapporti.<\/p>\n\n\n\n<p>Giulio \u00e8 un adulto che ha fatto un viaggio nel tempo, ma Stella (Camilla Filippi) non lo riconosce. Infatti, quando decide di buttarsi dalla finestra, suo figlio ha solo dieci anni, \u00e8 chiuso in una stanza e rifiuta ogni contatto con l\u2019esterno. La sequenza temporale non \u00e8 lineare, i protagonisti vivono lo stesso spazio, ma non lo stesso tempo. Non si sa cosa \u00e8 presente e cosa \u00e8 futuro, si conosce solo il passato. Non ci \u00e8 dato sapere come Giulio sia tornato all\u2019epoca della sua infanzia (d\u2019altronde, dal momento in cui al thriller viene aggiunta questa nota onirica, non sappiamo pi\u00f9 cosa sia reale e cosa no).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/la-stanza-film.jpg\" alt=\"\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/la-stanza-film.jpg\" alt=\"\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Sebbene il figlio non sveli immediatamente la sua identit\u00e0, Stella percepisce che la presenza di quell\u2019uomo non \u00e8 casuale. <em>Deus ex machina<\/em> tornato dal futuro, Giulio entra in scena per salvare la madre dal suicidio, preservando quindi la sua stessa esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui le parla del Giappone (un riferimento non casuale al luogo in cui nasce il fenomeno degli <em>hikikomori<\/em>) e lei lo lascia raccontare di viaggi lontani. Si crea una connessione tra l\u2019uomo e la donna, un erotismo latente e incestuoso interrotto dall\u2019arrivo del padre, Sandro (Edoardo Pesce). La famiglia \u00e8 al completo, l\u2019idillio svanisce. Giulio, figlio vittima dei genitori, si trasforma in un terribile carnefice.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo averli legati uno davanti all\u2019altro, esige un chiarimento definitivo, vuole parlare di tutto ci\u00f2 che ha lacerato il loro rapporto. \u00c8 crudele. Parla della doppia vita di Sandro, della nuova moglie, di un altro figlio. L\u2019occhio della regia segue le ragioni e la follia del protagonista che vede nel tradimento del padre il crollo di un intero mondo: il suicidio della madre, la clausura in camera, la devastazione psicologica e la crescita di un bambino che si fa uomo, di una vittima che diventa un assassino.<\/p>\n\n\n\n<p>Caprino porta in scena un\u2019interpretazione camaleontica. Riesce perfettamente nella trasformazione da oppresso a oppressore; \u00e8 lui che tiene le redini della trama ed \u00e8 sempre in lui che convivono i vari generi della pellicola: a volte squisitamente drammatico, poi horror, thriller e a tratti anche sci-fi. La pellicola \u00e8 disseminata di riferimenti ai classici del terrore, dal Jack Torrance di <em>Shining<\/em> al drammatico <em>Joker<\/em> di Joaquin Phoenix, uomini la cui follia \u00e8 portata alle estreme conseguenze dall\u2019incapacit\u00e0 di domare dei mostri che, latenti, si sono fatti strada nella loro mente come acqua nelle crepe di una roccia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 difficile non entrare in sintonia prima con uno poi con l\u2019altro personaggio. A tutti e tre si riconoscono debolezze umane, e per questo lo spettatore \u00e8 portato ad assolverli, per poi rendersi conto che sono colpevoli, nessuno escluso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il perno su cui ruota la trama \u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 comunicativa che intercorre tra padre e figli, un argomento complesso, qui forse banalizzato. L\u2019idea alla base della sceneggiatura \u00e8 buona, ma l\u2019introduzione dell\u2019elemento fantascientifico stride con l\u2019ambientazione realistica della pellicola. Il film perde cos\u00ec di credibilit\u00e0 lasciando lo spettatore confuso e disorientato. Inoltre, sul piatto da gioco c\u2019\u00e8 tanto, forse troppo: un tradimento, una donna distrutta dal dolore, un complesso edipico irrisolto, una madre che mette avanti la delusione d\u2019amore ai bisogni del figlio, un padre assente e una seconda famiglia sullo sfondo.<\/p>\n\n\n\n<p>La casa \u00e8 la vera protagonista, austera, cupa e abbandonata. Le porte sono sprangate, le finestre sussurrano che fuori dall\u2019incubo c\u2019\u00e8 una luce di speranza, troppo lontana per\u00f2 per essere raggiunta (se non attraverso la morte). \u00c8 impossibile per i protagonisti uscire dall\u2019abitazione: chiusi nei loro problemi, non trovano oltre quelle quattro mura n\u00e9 pace n\u00e9 dannazione. La casa soffre con i personaggi che la vivono. Non si limita solo a nascondere la tragedia, i suoi muri scrostati sembrano graffi sulla pelle, tutto seppur morto, vive, respira, parla, grida aiuto. La casa rappresenta cos\u00ec l\u2019archetipo del dramma nascosto, dove per\u00f2 l\u2019incubo non arriva di notte, ma attraversa le ere dei tempi.<\/p>\n\n\n\n<p><br><a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/playlist\/17AwTFF36RtD5o97JXjUJf?si=cSDNe_WqRN2KJmBx_Vhc_A\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><br><\/a><\/p>\n\n\n\n\n\n<p><\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa casa \u00e8 la vera protagonista, austera, cupa e abbandonata. 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