{"id":4286,"date":"2021-02-10T10:02:42","date_gmt":"2021-02-10T10:02:42","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=4286"},"modified":"2023-12-07T14:02:03","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:03","slug":"il-viaggio-dellantieroe","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/02\/10\/il-viaggio-dellantieroe\/","title":{"rendered":"Il viaggio dell\u2019antieroe"},"content":{"rendered":"\n<p>Fra i molti manuali di narrativa o sceneggiatura in circolazione, si pu\u00f2 riscontrare un assunto abbastanza condiviso: ogni antagonista \u00e8 l\u2019eroe della propria storia. <a href=\"https:\/\/www.audinoeditore.it\/libro\/9788875271916\"><em>Il viaggio dell\u2019Eroe <\/em><\/a>di Christopher Vogler, probabilmente il pi\u00f9 famoso e influente tra questi testi, \u00e8 forse quello che riporta meglio archetipi e passaggi di questa figura centrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 verso la fine degli anni \u201970, <em>Il viaggio dell\u2019Eroe <\/em>diventa il manuale di riferimento per molti sceneggiatori di Hollywood, nonch\u00e9 il testo di riferimento di una tra le saghe pi\u00f9 famose di sempre, <em>Star Wars<\/em>. Negli episodi prequel, infatti, si vede il cavaliere jedi Anakin Skywalker cedere progressivamente al lato oscuro. Le sue motivazioni, per\u00f2, sono tra le pi\u00f9 nobili: portare ordine nella galassia e salvare Padm\u00e9 Amidala, la donna amata. Motivazioni che prese <em>tout court<\/em> potrebbero essere condivise da molti eroi che conosciamo. Eppure, \u00e8 proprio sul filo di questo confine labile che si denota la tonalit\u00e0 eroica o meno di un personaggio, non tanto in base al suo scopo quanto alle azioni compiute per perseguirlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto si possa <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KPt1am18lR4&amp;ab_channel=RedLetterMedia\">disdegnare<\/a> l\u2019interpretazione di Hayden Christensen e la regia e sceneggiatura di George Lucas, Anakin Skywalker\/Dart Fener resta uno degli antagonisti pi\u00f9 iconici della storia del cinema, il cui fascino risiede proprio nel percorso di caduta e redenzione. In fondo, il cavaliere nero resta pur sempre un cavaliere.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, <em>Cobra Kai<\/em> \u00e8 il suo <em>villain<\/em>, Johnny Lawrence (William Zabka), e Johnny Lawrence \u00e8 Cobra Kai. Nonostante le osservazioni e le <a href=\"https:\/\/it.ign.com\/cobra-kai-stagione-3\/177184\/review\/cobra-kai-stagione-3-la-recensione\">critiche<\/a> che si possano muovere alla serie, se c\u2019\u00e8 un elemento che le ha permesso di restare sulla cresta dell\u2019onda per cos\u00ec tanto tempo quello \u00e8 proprio il sensei dal kimono nero.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/1602012761-johnny-lawrence-cobra-kai-1024x682.jpg\" alt=\"\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/1602012761-johnny-lawrence-cobra-kai-1024x682.jpg\" alt=\"\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel 2018 lo show debutta come prodotto di punta della giovane piattaforma YouTube Premium. Scritto e diretto da Jon Hurwitz e Hayden Schlossberg \u2013 famosi in America per la saga degli <em>stoner movies<\/em> di <em>Harold &amp; Kumar <\/em>(qui in Italia il pi\u00f9 conosciuto \u00e8 <em>American Trip &#8211; Il primo viaggio non si scorda mai <\/em>del 2004) \u2013 arriva nel gennaio 2021 alla sua terza stagione, prodotta e distribuita da Netflix (e con una quarta gi\u00e0 in cantiere).<\/p>\n\n\n\n<p>Riassumere <em>Cobra Kai <\/em>risulta quasi impossibile: la serie \u00e8 composta da decine di personaggi con linee narrative autonome (alcune delle quali, purtroppo, vengono abbandonate tra una stagione e l\u2019altra, generando una sensibile confusione). In quanto a registro e stile, la serie \u00e8 a tratti schizofrenica, ed \u00e8 capace di saltare da una gag comica a un momento carico di pathos, da un combattimento acrobatico al teen drama pi\u00f9 sdolcinato che si possa infliggere, senza troppe remore.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 negare che lungo la strada gli acciacchi e le incertezze siano diversi. Si possono tuttavia individuare tre elementi, tre colonne portanti, che tengono in piedi l\u2019intera impalcatura di <em>Cobra Kai<\/em>: Johnny Lawrence, il bullismo e una (sana) critica al politicamente corretto. Tre pilastri, un po\u2019 come il motto alla base del <em>dojo<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Strike first<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Strike hard<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>No mercy<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Chi \u00e8 Johnny Lawrence?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In principio c\u2019era l\u2019antagonista. <em>The Karate Kid<\/em> (o come \u00e8 arrivato in Italia <em>Per vincere domani &#8211; The Karate Kid<\/em>) esce nel 1984 e racconta la storia di Daniel LaRusso (Ralph Macchio), sedicenne italoamericano tormentato dalle difficolt\u00e0 di integrazione dopo il trasferimento dal New Jersey alla California. Il suo principale ostacolo, tanto nell\u2019adattarsi al nuovo ambiente quanto nel conquistare Ali (la ragazza di cui \u00e8 innamorato) \u00e8 proprio Johnny Lawrence che pratica karate presso il Cobra Kai, il <em>dojo<\/em> guidato dal sensei Kreese (Martin Kove). LaRusso e Lawrence, dopo essersi scontrati a pi\u00f9 riprese, decidono che per risolvere i dissapori la cosa migliore sia affrontarsi al torneo regionale di karate Under18, per il quale Daniel si preparer\u00e0 grazie all\u2019aiuto del maestro Miyagi (il mentore per antonomasia nella storia del cinema). Il resto \u00e8 storia: \u00abTogli la cera, metti la cera\u00bb e calci in faccia (letteralmente) per il primo premio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questo \u00e8 <em>Karate Kid<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sta a <em>Cobra Kai<\/em> per\u00f2 dare la propria versione dei fatti, spesso attraverso costanti (e a tratti invadenti) spezzoni presi dalla pellicola originale. All\u2019inizio dell\u2019ottava puntata della prima stagione, infatti, Johnny racconta al proprio pupillo l\u2019origine della sua faida con Daniel LaRusso.<\/p>\n\n\n\n<p>Johnny si \u00e8 appena lasciato con la ragazza, Ali, che trova una sera in spiaggia, mentre chiacchiera con uno sconosciuto. Perde la testa e raggiunge Ali per chiederle spiegazioni, ma la situazione degenera perch\u00e9 il nuovo arrivato reagisce alle provocazioni colpendolo al volto. Johnny allora usa il karate per metterlo al tappeto, ma cos\u00ec facendo compromette inesorabilmente i rapporti con la sua ex. Quella sera in spiaggia, Johnny ha incontrato la sua nemesi, Daniel LaRusso. I due continueranno a sfidarsi nei mesi successivi, fino alla resa dei conti al torneo di karate per gli Under18. Qui, contro ogni aspettativa, Daniel LaRusso arriva in finale insieme a Johnny e riesce a metterlo al tappeto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/1200px-Karate_Kid-1024x554.jpg\" alt=\"\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/1200px-Karate_Kid-1024x554.jpg\" alt=\"\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p><em>The Karate Kid &#8211; Part II <\/em>(in Italia a quanto pare ci piace allungare il brodo proponendo <em>Karate Kid II &#8211; La storia continua<\/em>) si apre con Johnny che litiga con il suo sensei, Kreese, che lo accusa di essere un perdente, e prova a strangolarlo. L\u2019intervento del maestro Miyagi libera il ragazzo dalla presa del sensei, ma questo episodio allontaner\u00e0 Johnny dal karate per molto tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 Barney Stinson (Neil Patrick Harris) in <em>How I Met Your Mother<\/em> insisteva sul fatto che Johnny fosse il vero protagonista del film (nella ventiduesima puntata dell\u2019ottava stagione <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Nrzqc7F-Ans&amp;t=12s&amp;ab_channel=emmsanandersson\">L&#8217;addio al celibato\/The Bro Mitzvah<\/a>), in una rivisitazione del suo personaggio in chiave di eroe tragico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma lasciamoci finalmente alle spalle <em>Karate Kid <\/em>ed entriamo nel merito del suo sequel\/spin-off <em>Cobra Kai<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La serie si concentra sulla storia di Johnny Lawrence, che, come accade per ogni bullo degli anni \u201980 sconfitto dall\u2019eroe di turno, subisce il contrappasso di una vita amara e deludente (basti pensare a Biff di <em>Ritorno al futuro<\/em>). A trentaquattro anni dalla sconfitta al torneo, Lawrence vive in uno squallido appartamento, svolge piccoli lavoretti di manutenzione e si \u00e8 lasciato alle spalle un matrimonio disastroso, con un figlio che lo disprezza profondamente per non essersi mai preso cura di lui. Come se non bastasse, la figura del suo acerrimo nemico, Daniel LaRusso, campeggia nei cartelloni pubblicitari dell\u2019autosalone in cui lavora, e ricorda a Lawrence tutto quello che avrebbe potuto essere e che non sar\u00e0 mai: un imprenditore di successo, un marito e un padre premuroso e soprattutto un autentico <em>karateka<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incontro con il nuovo vicino di casa, Miguel (Xolo Maridue\u00f1a), un ragazzo ecuadoriano che vive con la madre single e la nonna, costituir\u00e0 la rampa di lancio per riprendere le redini della propria vita. Una sera Miguel viene preso di mira da un gruppo di bulli, e quando finiscono per importunare Johnny \u2013 che si trovava in disparte a mangiare per terra \u2013 questo interviene a colpi di karate. L\u2019avvenimento lo porter\u00e0 a riflettere sulla propria vita e, nonostante le inziali resistenze, a prendere Miguel come allievo e riaprire il vecchio <em>dojo<\/em>: il Cobra Kai. Questa iniziativa, per\u00f2, sar\u00e0 particolarmente sgradita al suo vecchio rivale, LaRusso, che ne ostacoler\u00e0 i piani.<\/p>\n\n\n\n<p>A dare un ulteriore spinta alla trama \u00e8 Robby (Tanner Buchanan), il figlio di Johnny, il quale, sentendosi doppiamente tradito dal padre (con l\u2019arrivo di Miguel) entra nel <em>dojo<\/em> di LaRusso, il Miyagi Do. Un espediente narrativo forse pigro ma che, alla fine, trova lo spazio che merita nella dimensione farsesca che assume l\u2019intero racconto.<\/p>\n\n\n\n<p>A distanza di tre stagioni, Johnny Lawrence continua a valere il prezzo del biglietto. Sar\u00e0 perch\u00e9 William Zabka in questo ruolo fa scintille, donandogli espressivit\u00e0 e umanit\u00e0; ma il grosso di questa formula magica si deve alla scrittura del personaggio. Sar\u00e0 la sua vena politicamente scorretta, l\u2019incoscienza o l\u2019irrazionalit\u00e0 a renderlo cos\u00ec simpatico? O forse sar\u00e0 perch\u00e9 rappresenta i <em>boomer<\/em> cresciuti negli anni \u201980, con la testa piena di mascolinit\u00e0 tossica, luoghi comuni razzisti e analfabetismo digitale? Pi\u00f9 semplicemente, Johnny Lawrence \u00e8 l\u2019antieroe di cui tutti comprendiamo le motivazioni e condividiamo le reazioni. Per ritornare alla correlazione con la saga pi\u00f9 famosa della storia del cinema: chi non preferisce Han Solo a Luke Skywalker? Difficile immaginarsi la vecchia trilogia di <em>Star Wars<\/em> senza il sorriso da canaglia di Harrison Ford.<\/p>\n\n\n\n<p>La figura del sensei dal kimono nero funziona ancora meglio quando viene messa di fronte alla sua controparte candida: Daniel LaRusso. Che sia la recitazione legnosa e poco espressiva di Ralph Macchio o gli insostenibili discorsi retorici che gli sceneggiatori gli mettono in bocca, LaRusso non fa che spostare tutta l\u2019approvazione e il sostegno del pubblico verso la sua nemesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non solo: sono gli stessi autori a delegare ai personaggi secondari l\u2019onere di evidenziare la somiglianza tra i rivali, sottolineando quanto, tra Johnny e Daniel, in fondo passi solo il risultato di un torneo. Certo, un mentore saggio come il maestro Miyagi non \u00e8 paragonabile al crudele Kreese. Eppure, entrambi sono a loro modo arroganti, pieni di s\u00e9, emotivi e promotori di filosofie inflessibili, incapaci di stare al passo con i tempi. Ma mentre per LaRusso il Cobra Kai era nel film un riscatto e un inizio di vita, per il secondo la ripresa del conflitto appare come una crisi di mezza et\u00e0 \u2013 aspetto sottolineato dalla moglie (interpretata da Courtney Henggeler), forse il personaggio pi\u00f9 consapevole e pragmatico dell\u2019intera serie.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 in questo intricato gioco di specchi che non si riesce pi\u00f9 a distinguere chi sia stato il carnefice e chi la vittima.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il bullismo \u00e8 duro a morire.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La saga di <em>Karate Kid <\/em>racconta di bullismo. Si potrebbe dire che tratti di arti marziali, di integrazione o pi\u00f9 semplicemente di riscatto, ma la verit\u00e0 \u00e8 che senza le prevaricazioni e le umiliazioni non ci sarebbe stato bisogno di difendersi (una delle ragioni che pu\u00f2 spingere a imparare le arti marziali). <em>Cobra Kai <\/em>parte dalle stesse premesse: Miguel non \u00e8 che un altro Daniel LaRusso, solo con un sensei pi\u00f9 imbranato e meno saggio del celebre maestro di Okinawa. La serie ne d\u00e0 una rappresentazione convincente: in trentaquattro anni saranno cambiati gli strumenti e il linguaggio, ma il senso di impotenza, di umiliazione e di emarginazione delle vittime rimane sempre lo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Cyber o meno che sia, il bullismo \u00e8 ancora una volta la molla che porta al <em>dojo<\/em>. Ma una cura vecchia potrebbe non essere pi\u00f9 efficace come una volta. Bene inteso: neanche negli anni \u201980 andare in giro a stendere persone era privo di conseguenze; ma nella fiction di quegli anni la violenza a fin di bene era considerata priva di ripercussioni (il ricorrervi era anzi atto di coraggio necessario a sconfiggere l\u2019antagonista).<\/p>\n\n\n\n<p><em>Cobra Kai <\/em>da questo punto di vista ha la splendida capacit\u00e0 di mettere in discussione il registro drammatico della saga da cui proviene. L\u2019elemento pi\u00f9 ricorrente (e divertente) a questo proposito \u00e8 vedere due adulti, intrappolati nel ricordo dei tempi gloriosi, dover scendere a patti con la realt\u00e0. Non si sta discutendo se le arti marziali siano uno strumento adeguato a combattere il bullismo, non \u00e8 una serie che va presa sul serio perch\u00e9 ci pensa lei stessa a smorzare i toni. Anzi, in pi\u00f9 di un\u2019occasione, i sensei Lawrence e LaRusso vengono criticati proprio sulla base dei loro antiquati metodi di combattimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 cos\u00ec che il <em>dojo<\/em> che sfornava i bulli torna a sfornare bulli.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/CobraKai_20200908153821-1024x653.jpg\" alt=\"\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/CobraKai_20200908153821-1024x653.jpg\" alt=\"\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 tra carnefice e vittima, cos\u00ec come tra eroe e antagonista, il confine pu\u00f2 essere particolarmente labile. Gli insegnamenti del sensei Lawrence (e prima del sensei Kreese, che ritorna nella seconda stagione come <em>villain<\/em> assoluto) puntano sulla sicurezza e l\u2019aggressivit\u00e0 (quel <em>Strike first. Strike hard. No mercy <\/em>\u00e8 abbastanza auto-esplicativo), e combattere il fuoco con il fuoco \u00e8 forse il modo pi\u00f9 semplice per bruciarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, l\u2019alternativa ci sarebbe: parlare con i propri genitori o con i docenti, denunciare i comportamenti intimidatori e non isolarsi. Ma a nessuno sembra efficace, meno che mai alle vittime. A dover convivere con gli insegnamenti e la retorica delle due palestre rivali, c\u2019\u00e8 l\u2019America del politicamente corretto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il flebile colpo del politically correct<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cobra Kai <\/em>d\u00e0 molto spazio (alle volte forse anche troppo) al <em>teen drama<\/em>. Il tono resta farsesco e le dinamiche relazionali (per non parlare degli intrecci amorosi) tra i personaggi adolescenti vanno parecchio oltre la soglia dell\u2019incredulit\u00e0, tanto da sembrare usciti da un anime giapponese (ovviamente uno di quelli pieni di combattimenti). Fra una dozzina di ragazzini per\u00f2, quelli pi\u00f9 utili a comprendere la critica a una rappresentazione stereotipata, tanto dell&#8217;autorit\u00e0 scolastica (troppo cauta e protettiva) quanto delle arti marziali (aggressive e istintive) sono Aisha (Nichole Brown) ed Eli\/Hawk (Jacob Bertrand).<\/p>\n\n\n\n<p>Aisha ed Eli sono due vittime di bullismo ed emarginazione scolastica: Aisha \u00e8 una ragazza sovrappeso, appassionata di materie scientifiche e scarsamente interessata al proprio aspetto fisico; Eli \u00e8 un ragazzo che porta una cicatrice sul labbro superiore, a causa di un intervento per sigillare il labbro leporino. Aisha subisce umiliazioni pubbliche e attacchi di cyberbullismo a causa del peso, mentre Eli, anche lui vittima di umiliazioni pubbliche, si sente ancora pi\u00f9 vulnerabile a seguito dell\u2019intervento dell\u2019autorit\u00e0 scolastica che cerca, goffamente, di tutelarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrambi i ragazzi scelgono di entrare nel Cobra Kai per imparare a difendersi e acquisire un po\u2019 di sicurezza. Mentre Aisha guadagna l\u2019audacia necessaria per vendicarsi della ragazza che l\u2019aveva presa di mira, Eli subisce una vera e propria trasformazione, lasciandosi alle spalle s\u00e9 stesso e creandosi un alias: Hawk. Hawk \u00e8 la completa negazione di Eli: sfrontato, sleale, provocatorio e aggressivo. Per distogliere l\u2019attenzione dal suo labbro si fa una cresta dal colore metallizzato (prima blu e poi rossa). Il suo \u00e8 probabilmente uno dei percorsi sviluppati con maggiore attenzione, soprattutto per quanto riguarda il rapporto\/scontro con il vecchio amico Demetri (Gianni Decenzo).<\/p>\n\n\n\n<p>La scuola non ha saputo aiutare Eli con i suoi timidi e cauti interventi, cos\u00ec come il Cobra Kai non ha fatto altro che rimpiazzarlo con un altro bullo, Hawk.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso della serie emerge comunque una certa cautela nell\u2019attaccare l\u2019approccio <em>politically correct<\/em> all\u2019interno della scuola americana. Con il passaggio di produzione a Netflix, \u00e8 apparsa pi\u00f9 evidente l\u2019emersione di una morale precisa, quella del non \u201cbuoni e cattivi\u201d, ma \u201cbuoni e buoni che si sono persi per strada\u201d (passaggio pi\u00f9 esemplificativo la rievocazione del passato del sensei Kreese). Ma questo \u00e8 anche uno dei tratti fondanti di <em>Cobra Kai<\/em> stesso, trattandosi pur sempre di una serie sul riscatto dell\u2019antagonista.<\/p>\n\n\n\n<p>Dispiace che dalla terza stagione sia stato eliminato il personaggio di Aisha, attraverso una giustificazione peraltro debole (a causa dei fatti narrati nella seconda stagione i genitori si sono trasferiti e le hanno cambiato scuola), cos\u00ec come deboli sembrano le <a href=\"https:\/\/www.hallofseries.com\/news\/cobra-kai-3-showrunner-esclusione-aisha\/\">motivazioni<\/a> date dagli showrunner per l\u2019assenza Nichole Brown dal cast.<\/p>\n\n\n\n<p>Si spera di rivedere Aisha nella quarta stagione, implicitamente annunciata nell\u2019ultima puntata della terza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019ultimo colpo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La fortuna di <em>Cobra Kai <\/em>\u00e8 di essere stata un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Nonostante la nostalgia degli anni \u201980 caratteristica di questo periodo storico (con in testa <em>Stranger Things<\/em> dei fratelli Duffer) la popolarit\u00e0 delle arti marziali nei media \u00e8 tramontata da parecchio. \u00c8 cos\u00ec che la prima stagione \u00e8 arrivata, quasi quattro anni fa, senza alcuna aspettativa addosso e con ampi margini di manovra: partendo da una buona idea, sviluppandola meglio, intrattenendo e riuscendo a sfruttare in maniera credibile personaggi e situazioni appartenenti a un passato non troppo lontano.<\/p>\n\n\n\n<p>A distanza di quasi quattro anni, per\u00f2, gli autori non sono riusciti a mantenere la stessa perfetta alchimia della prima stagione. Molti tra i fan temevano che l\u2019assorbimento di Netflix avrebbe tradito lo spirito della serie, ma la verit\u00e0 \u00e8 che gi\u00e0 nella seconda stagione \u2013 ancora prodotta da YouTube Premium \u2013 si poteva intravedere una lenta discesa, dovuta all\u2019intensificazione di quegli elementi surreali, farseschi e ridicoli che dovevano essere non centro ma contorno.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec <em>Cobra Kai <\/em>arriva alla sua terza stagione in bilico tra essere un buon show scanzonato e ricco di combattimenti e uno dei tanti <em>guilty pleasures,<\/em> che continuiamo a vedere per affetto, coscienti delle evidenti criticit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ci aspetta ancora un ultimo (si spera) round, dove dare il tutto per tutto, fino alla fine<\/p>\n\n\n\n<p><br><a href=\"https:\/\/spoti.fi\/31LEmoO\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><br><\/a><\/p>\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abCobra Kai \u00e8 il suo villain, Johnny Lawrence, e Johnny Lawrence \u00e8 Cobra Kai. 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