{"id":4142,"date":"2021-01-21T16:55:44","date_gmt":"2021-01-21T16:55:44","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=4142"},"modified":"2023-12-07T14:02:03","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:03","slug":"come-vivere-oltre-la-morte","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2021\/01\/21\/come-vivere-oltre-la-morte\/","title":{"rendered":"Come vivere oltre la morte"},"content":{"rendered":"\n<p>In una Boston gelida e livida tutto ricorda la morte. Il tempo sembra essersi fermato nella casa di Martha e Sean: le piante appassite, i piatti sporchi nel lavandino, i mozziconi di sigarette in posaceneri mai svuotati. L\u2019orologio \u00e8 rimasto fermo e immobile, aggrappato all\u2019ultimo secondo in cui la vita li ha abbandonati.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si perde un figlio sembra impossibile adeguarsi al cambiamento. A chi aggrapparsi per andare avanti? Come liberarsi dal dolore?<\/p>\n\n\n\n<p>Da queste domande nasce <em>Pieces of a woman,<\/em> l\u2019ultima opera di Korn\u00e9l Mundrucz\u00f3, presentata in concorso alla 77\u00aa edizione del Festival di Venezia, un film che racconta la morte improvvisa di una bambina appena nata. Un\u2019esperienza devastante che il regista ungherese e la sceneggiatrice, sua moglie Kata W\u00e9ber, hanno realmente vissuto: \u00abVolevamo condividere con il pubblico una delle nostre esperienze pi\u00f9&nbsp;personali attraverso la storia di un figlio non nato, nella convinzione che l\u2019arte possa essere la miglior cura per il dolore\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>I primi venti minuti sono una serrata ripresa in piano sequenza che permette allo spettatore di partecipare interamente al dolore della scena: prima la sofferenza fisica del parto, poi il battito lieve di un cuoricino che preannuncia la catastrofe. I primi gemiti e poi la fine.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel cast, quasi tutto al femminile, domina senza dubbio l\u2019interpretazione di Vanessa Kirby (<em>The crown)<\/em> che, per la prima volta sullo schermo come protagonista, si aggiudica una meritatissima Coppa Volpi. Accanto a lei, unico uomo del dramma familiare, c\u2019\u00e8 Shia LaBoeuf nelle vesti del marito Sean. L\u2019attore, <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2020\/12\/11\/arts\/music\/fka-twigs-shia-labeouf-abuse.html\">accusato di abusi domestici<\/a> nella vita privata, qui riveste alla perfezione il ruolo del compagno inquieto e tormentato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/pieces-of-a-woman-recensione-film-netflix-1-1024x611.jpg\" alt=\"\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/pieces-of-a-woman-recensione-film-netflix-1-1024x611.jpg\" alt=\"\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Persi nel loro dolore, Martha e Sean devono capire come affrontare un lutto che non trova ragione. Una tragedia che non risponde al <em>normale<\/em> corso degli eventi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cos\u2019\u00e8 davvero normale quando un evento del genere si abbatte sulla vita di una coppia? \u00c8 normale la rabbia? Il desiderio di vendetta? Il senso di colpa? O persino la vergogna nei confronti degli altri? Nessuno ti insegna ad affrontare un dolore simile, eppure c\u2019\u00e8 sempre chi l\u2019avrebbe fatto meglio. E mentre il mondo giudica, parla, cerca di dare un senso alla tragedia trovando capri espiatori e significati, ci sono due genitori che devono sforzarsi di soffrire nel modo giusto, ovvero quello ritenuto accettabile da chi sta l\u00ec a guardare.<\/p>\n\n\n\n<p>La grande Ellen Burstyn (<em>L\u2019esorcista<\/em>, per citarne uno) veste i panni della madre di Martha. \u00c8 un personaggio invadente, che non riesce a lasciare la figlia libera di decidere per s\u00e9 stessa. Non perde occasione per ricordarle infatti quanto le sue scelte siano <em>anormali<\/em>: a cominciare da Sean (troppo rozzo e con un passato da alcolista), passando dalla decisione azzardata di partorire in casa, per arrivare allo scarso impegno profuso nella causa legale contro l\u2019ostetrica (Molly Parker, <em>House of cards<\/em>) responsabile della morte della bambina.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/pieces-of-a-woman-1-1024x576.jpg\" alt=\"\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/pieces-of-a-woman-1-1024x576.jpg\" alt=\"\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Classista e piena di livore, la donna sembra pi\u00f9 interessata a mettere a posto le cose che ad accettare il dolore, il suo e di Martha. Da un lato c\u2019\u00e8 il senso di colpa per non aver fatto abbastanza, dall\u2019altro la consapevolezza di non essere stata in grado di proteggere chi pi\u00f9 ama (stesso sentimento che Martha nutre, a sua volta, nei confronti della neonata). C\u2019\u00e8 una reciproca dipendenza madre-figlia, una catena di senso di colpa e frustrazione che si interrompe solo quando la protagonista riesce a togliersi i panni da figlia e comincia a essere una madre, anche se poi di fatto madre non lo \u00e8 pi\u00f9. \u00c8 un rapporto complicato quello delle due donne, come d\u2019altronde spesso accade. L\u2019una \u00e8 lo specchio dell\u2019altra e di conseguenza lo sono anche i rispettivi fallimenti. Lo scarto generazionale gioca un ruolo importante, perch\u00e9 se per l\u2019anziana signora ci sono delle regole di costume a cui bisogna necessariamente rispondere per superare il lutto (come il funerale, la scelta minuziosa della bara e il processo), per Martha, invece, l\u2019accettazione delle convenzioni \u00e8 parte intrinseca del dolore. La rigidit\u00e0 materna \u00e8 qualcosa con cui ha dovuto fare i conti anche prima della gravidanza, \u00e8 un vestito che le va stretto e da cui non riesce a uscire. Le sue scelte, non ultima la relazione con Sean, sembrano essere dettate dalla volont\u00e0 di staccare (a sua volta) il cordone ombelicale e di vivere la sua vita. Questo passaggio, fondamentale nella vita di tutti, sembra coincidere per la protagonista con la definitiva accettazione del lutto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/madre-1024x554.png\" alt=\"\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/madre-1024x554.png\" alt=\"\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Martha, Sean, la madre, la sorella, sono tutti accumunati dalla partecipazione allo stesso dolore per motivi diversi, ma nessuno \u00e8 in grado di comprendere l\u2019altro e cos\u00ec finiscono per essere soli. I rapporti si sgretolano perch\u00e9 vengono eretti muri sempre pi\u00f9 alti. Sean che nella vita costruisce ponti, non \u00e8 capace di tenere in piedi quello coniugale; e, quando le loro differenze, sociali e culturali, cominciano a farsi pi\u00f9 aspre e la crisi raggiunge il suo culmine, sentendosi inadeguato, scappa. Martha rimane cos\u00ec sola e persa, ma quasi sollevata di potersi finalmente abbandonare alla sua sofferenza, ovattata da un inverno nevoso che sembra non finire mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si sa come Sean riuscir\u00e0 ad affrontare la sua pena. La fuga lascia tutto interrotto, come il dolore anche il ponte che stava costruendo. Non a caso a scandire il tempo del film \u00e8 l\u2019avanzamento dei lavori tra le due sponde del fiume che si concluderanno simbolicamente solo nel finale, senza Sean, con l\u2019elaborazione definitiva della morte da parte di Martha.<\/p>\n\n\n\n<p>Mundrucz\u00f3 va ben oltre la conduzione della camera. Riesce a far trasparire dalla pellicola tutto il suo dolore, anche quello taciuto, oggi libero di andarsene attraverso l\u2019arte della cinepresa. Difatti la principale funzione del cinema, e dell\u2019arte pi\u00f9 in generale, \u00e8 quella di rappresentare le emozioni, tentando di sdoganare i tab\u00f9 del linguaggio e del senso comune come quello appunto della morte di un neonato, un tema che incontra diverse barriere nell\u2019immaginario collettivo. Non c\u2019\u00e8 da stupirsi. \u00c8 la vita appena sbocciata che ricade nella morte. <em>Eros<\/em> e <em>thanatos, <\/em>mai cos\u00ec vicini, si congiungono e non lasciano spazio ad alcuna risoluzione. Un tab\u00f9, insomma, ma che purtroppo accade e non sempre, come in questo caso, trova una ragione. Per questo chi lo vive si trova a essere veramente solo, perch\u00e9 oltre all\u2019inadeguatezza personale deve fare i conti con le barriere dell\u2019accettazione sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il processo in tribunale, con cui si chiude la pellicola, sembra infatti mosso pi\u00f9 che alla levatrice, al modo anormale che ha Martha di vivere la sua perdita. Lei, dal banco dei testimoni \u00e8 costretta a ricordare tutti i dettagli della bambina: i piedini, le mani e il colore dei capelli. \u00abHa notato qualcos\u2019altro? Aveva dieci dita delle mani e dei piedi?\u00bb incalza l\u2019avvocato, ma solo di una cosa Martha \u00e8 certa: sua figlia profumava di mela. Quello \u00e8 il momento pi\u00f9 straziante, pi\u00f9 dolce, forse pi\u00f9 lirico di tutto il film. \u00c8 tutto ci\u00f2 che vuole tenersi stretta: l\u2019unica cosa che sa di buono in mezzo a tutto quel dolore. In quel momento la voglia di rinascita sovrasta la paura, riesce finalmente a scrollarsi di dosso quello che gli altri si aspettano da lei. Cos\u00ec come dai semi di una mela germogliano nuovi frutti cos\u00ec Martha finalmente sente di poter vivere, di nuovo, oltre la morte.<\/p>\n\n\n\n<p><br><a href=\"https:\/\/spoti.fi\/31LEmoO\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><br><br><\/a><\/p>\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abNessuno ti insegna ad affrontare un dolore simile, eppure c\u2019\u00e8 sempre chi l\u2019avrebbe fatto meglio. 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