{"id":3890,"date":"2020-12-08T21:52:21","date_gmt":"2020-12-08T21:52:21","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=3890"},"modified":"2023-12-07T14:02:04","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:04","slug":"ogni-cosa-e-bellissima-e-io-non-so-che-dire","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/12\/08\/ogni-cosa-e-bellissima-e-io-non-so-che-dire\/","title":{"rendered":"Ogni cosa \u00e8 bellissima, e io non so che dire"},"content":{"rendered":"\n<p>Un gruppo di persone sdraiate su un prato. \u00c8 questa l\u2019immagine con cui, a distanza di pochi mesi l\u2019uno dall\u2019altro, Dostoevskij e Manet riassunsero i vizi della borghesia francese. I parigini delle <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Note_invernali_su_impressioni_estive\"><i>Note invernali su impressioni estive<\/i><\/a> sembravano appena usciti dalla <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Colazione_sull%27erba_(Manet)\"><i>Colazione sull\u2019erba<\/i><\/a>: gente irrequieta alla ricerca di un giudizio, di un\u2019occhiata (nel caso del dipinto, di un osservatore) desiderosa di sembrare \u00abpi\u00f9 naturale, pi\u00f9 vicina alla natura\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In una tavola del suo fumetto d\u2019esordio (pubblicato in Italia da Edizioni Atlantide), Yao Xiao \u00e8 distesa sull\u2019erba e si riposa, cercando di dimenticare i timori che ci ha appena confidato, senza chiedere l\u2019approvazione di nessuno. Da quando ha riscoperto s\u00e9 stessa, da quando ha intrapreso il viaggio nelle profondit\u00e0 del proprio \u201cpeccato\u201d agli occhi della societ\u00e0 (\u00e8 immigrata negli Stati Uniti e per di pi\u00f9 \u00e8 bisessuale), Yao si \u00e8 accorta che tutto ci\u00f2 che la circonda \u00e8 bellissimo, e ora non ha pi\u00f9 paura di nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>E in effetti <i>Ogni cosa \u00e8 bellissima, e io non ho paura<\/i> \u00e8 anche il titolo del suo fumetto, un\u2019antologia che raccoglie alcuni episodi apparsi nel <a href=\"https:\/\/www.autostraddle.com\/author\/yaoxiaoart\/\">webcomic<\/a> dell\u2019autrice, tenuti insieme da <em>splash page<\/em> di raccordo che rendono la narrazione pi\u00f9 organica. Gi\u00e0 dall\u2019utilizzo ripetuto di questa tecnica, che nella grammatica del fumetto indica in genere una stasi o un momento topico della storia, Yao dimostra di volersi lasciare alle spalle il proprio passato, rappresentato dalle storie brevi apparse sul blog, caratterizzate da un utilizzo pi\u00f9 tradizionale del linguaggio (le classiche tre strisce per pagina) e quasi del tutto prive di sperimentazione. Raccolte in un\u2019opera che vuole essere univoca e con la quale l\u2019autrice traccia un bilancio di s\u00e9 in una sorta di autoanalisi, ne diventano l&#8217;esperienza di base. \u00c8 solo nelle vignette pi\u00f9 grandi che potrebbe emergere l\u2019esemplarit\u00e0 pedagogica di questa esperienza, ed \u00e8 sempre l\u00ec, in quelle <em>splash page<\/em>, che lo \u201cscavo\u201d dovrebbe acuirsi, ma, purtroppo, il pi\u00f9 delle volte, questo cede il posto a una morale non del tutto insincera ma sicuramente gratuita \u2013 in definitiva l\u2019unico nervo scoperto dell\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p>Analizzati singolarmente, invece, i vari momenti narrativi offrono spunti visivi interessanti, a cominciare dal colore e dal lettering. In un momento in cui Yao spiega quanto sia difficile essere donna in un paese conservatore come la Cina, la messa in pagina \u00e8 essenziale e simbolica: sulla destra, la protagonista viene ripresa nel suo percorso di crescita (da appena nata a com\u2019\u00e8 adesso) e reagisce alle provocazioni di qualcuno (sulla sinistra) che \u00e8 sempre fuori campo, forse una figura femminile che si evolve con lei, come intuiamo dalle nuvolette color rosa, a suggerirci come il pregiudizio di genere sia ancora vigente e come spesso, nei casi pi\u00f9 odiosi, provenga dallo stesso genere che ne \u00e8 vittima, a prescindere dall\u2019et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso modo, alcune pagine prima, ricordando una storia d\u2019amore finita male, una frase del testo va improvvisamente &#8220;a capo&#8221; (\u00abL\u2019ho capito allora\/accanto a te\u00bb), evidenziando anche sul piano visivo la brusca rottura del legame.&nbsp;Nulla di nuovo, sia chiaro, ma che giunge completamente inaspettato e gradito, in un\u2019opera altrimenti molto omogenea che nel bene o nel male punta sempre sulle stesse tematiche: inclusivit\u00e0 e accettazione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/photo5944864328786227817-823x1024.jpg\" alt=\"\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/photo5944864328786227817-823x1024.jpg\" alt=\"\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>La prima tavola qui sopra riassume la condizione di vita della ragazza, costantemente in bilico tra meravigliose aspettative (l\u2019immagine riflessa nell\u2019acqua) e le dure realt\u00e0 con cui deve fare i conti. A un primo sguardo non si nota, ma il riverbero va oltre lo specchio della pozzanghera, coinvolgendo le due figure sulla sinistra. La prima, in alto, triste e dubbiosa, si domanda come fare ad andare avanti; la seconda, gioiosa e spensierata, dice di trovarsi qui da sempre e sa perfettamente qual \u00e8 il suo posto nel mondo. Si specchia anche l\u2019orientamento delle parole: il lettore deve ribaltare il libro per poterle leggere correttamente, segno che per raggiungere la \u201cfelicit\u00e0\u201d bisogna fare fatica o, pi\u00f9 semplicemente, cambiare il modo in cui si guardano le cose, divergere dalla prospettiva comune.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019immagine riflessa, insomma, non \u00e8 altro che un bivio, un crocevia essenziale per raggiungere la vetta, che l\u2019autrice pone quasi a met\u00e0 libro, su una pagina di destra, affiancata da un altro racconto allegorico sui temi delle radici e della crescita, complementari a quelli della superficie e dell\u2019indecisione propri dell\u2019idea di &#8220;specchio&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>La scelta dei fatti da raccontare, degli episodi di vita che Yao ripercorre, \u00e8 importante tanto quanto lo stile con cui vengono rappresentati. Alcuni di questi ricordano <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/LMVDM_-_La_mia_vita_disegnata_male\"><i>LMVDM<\/i><\/a>, di Gipi, sia nella sostanza che nella forma. La somiglianza tra i due lavori emerge chiaramente fin dal titolo: nel 2008, <i>La mia vita disegnata male<\/i> era stata un punto di svolta per l\u2019autore toscano, che aveva cominciato a parlare di s\u00e9 e del proprio percorso di crescita, in famiglia e nelle relazioni. Per quanto diversissimo, anche il rapporto che l\u2019autrice ha con sua madre \u00e8 conflittuale e destinato a infrangersi pi\u00f9 volte \u2013 proprio come per Gipi, che per\u00f2 era in grado di tenerlo vivo anche quando la storia si concedeva lunghe digressioni, riprendendolo dal nulla, magari dopo una ventina di pagine. Qui, invece, nonostante compaia pochissimo e pronunci solo un paio di battute, la mamma della protagonista \u00e8 una presenza fissa che influenza la storia pi\u00f9 per quanto ci viene detto che per quanto ci \u00e8 permesso di vedere.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/gipi-lmvdm-756x1024.jpg\" alt=\"\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/gipi-lmvdm-756x1024.jpg\" alt=\"\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Nella seconda met\u00e0 della tavola di Gipi (riprodotta qui sopra), la ripetizione del punto di vista serve a prendere le distanze dal frangente paradossale (una madre che non ha paura per l\u2019avvenire del figlio), volgendo in farsa la scena.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche nell\u2019ultima tavola di Yao (riprodotta qui sotto) il punto di vista non cambia, ma solo perch\u00e9 tra i due personaggi si \u00e8 ristabilita una condizione paritaria e i valori che li dividevano si scoprono frutto di un\u2019incomprensione. La loro relazione sta diventando pi\u00f9 aperta, pi\u00f9 trasparente, come ci suggerisce l\u2019orientamento delle figure a portata di sguardo; nel mondo di Gipi, invece, non c\u2019\u00e8 ancora spazio per le riconciliazioni e il rapporto tra i due non ammette inquadrature frontali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/photo5944864328786227818-830x1024.jpg\" alt=\"\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/photo5944864328786227818-830x1024.jpg\" alt=\"\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019unico aspetto che accomuna i due autori, del resto, non \u00e8 la capacit\u00e0 di raccontare con ironia storie drammatiche senza sminuire la portata della tragedia, come sa fare benissimo Gipi, o spostare il discorso etico sul piano metafisico dell\u2019allegoria, come tenta di fare Yao, ma pi\u00f9 in generale ottenere sempre il massimo dalla forma, sapendo cosa offrire a chi legge per non scadere nella semplice e sterile testimonianza ombelicale.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abDa quando ha riscoperto s\u00e9 stessa, da quando ha intrapreso il viaggio nelle profondit\u00e0 del proprio \u201cpeccato\u201d agli occhi della societ\u00e0, Yao si \u00e8 accorta che tutto ci\u00f2 che la circonda \u00e8 bellissimo, e ora non ha pi\u00f9 paura di nulla\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":3891,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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