{"id":3848,"date":"2020-11-30T19:40:11","date_gmt":"2020-11-30T19:40:11","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=3848"},"modified":"2023-12-07T14:02:04","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:04","slug":"le-streghe-son-tornate","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/11\/30\/le-streghe-son-tornate\/","title":{"rendered":"Le streghe son tornate"},"content":{"rendered":"\n<p>Non sono molte, credo, le lesbiche sui trenta che brancolano nel buio quando si parla di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/The_L_Word\"><em>The L Word<\/em><\/a>. Nella serie tv, andata in onda dal 2004 al 2009, si chiamava <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/The_L_Word#%22The_Chart%22\"><em>The Chart<\/em><\/a> la rappresentazione grafica, realizzata da una delle protagoniste, dei collegamenti sessuali\/sentimentali che uniscono tra loro un po\u2019 tutte le donne che amano altre donne a Los Angeles. Perch\u00e9, si sa, le lesbiche si innamorano subito e tutte le lesbiche vanno a letto tra loro (pia illusione). Insieme alla \u201cpoiana\u201d \u2013 simbolo del destino tragico dell\u2019amore lesbico installatosi nell\u2019immaginario con il film di L\u00e9a Pool <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/L%27altra_met%C3%A0_dell%27amore\"><em>L\u2019altra met\u00e0 dell\u2019amore<\/em><\/a> \u2013 <em>The Chart<\/em> ha fatto parte di un lessico condiviso che mi ha permesso, poco pi\u00f9 che ventenne, di integrarmi nella piccola comunit\u00e0 delle lesbiche romane, di riconoscermi, riconoscerci e sentirci, tutte, al sicuro \u2013 pi\u00f9 o meno. Una cartina simile a quella che compare nella celebre serie tv americana potrebbe essere utile per leggere <em>Ragazza, donna, altro <\/em>di Bernardine Evaristo, portato in Italia da Edizioni SUR, nella traduzione di Martina Testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel romanzo vincitore del Booker Prize 2019, a pari merito con <em>I testamenti <\/em>di Margaret Atwood, le vite di dodici donne si connettono l\u2019una all\u2019altra tramite allacci e intrecci molteplici: le traiettorie delle personagge tracciano cos\u00ec l\u2019immagine di un secolo di storia inglese da un punto di vista inedito. Le voci e gli sguardi convergenti nel potente flusso narrativo generato dall\u2019immaginazione di Evaristo danno la percezione della profondit\u00e0 e, allo stesso tempo, grazie al loro dinamismo, ampliano e movimentano l\u2019orizzonte delle lettrici e dei lettori. La narrazione lavora come un impasto la nostra visione del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il romanzo comincia al National Theatre, la sera della prima di <em>L\u2019ultima amazzone del Dahomey<\/em>. L\u2019autrice dello spettacolo, Amma, ha superato la cinquantina e, dopo una carriera da outsider nella scena underground, si prende il suo spazio in un territorio dominato da un canone che ha sempre escluso presenze come la sua: donne nere, lesbiche, anti-establishment.<\/p>\n\n\n\n<p>La stessa Bernardine Evaristo viene da un\u2019esperienza per molti versi simile a quella della sua Amma: negli anni Ottanta, in particolare, contribu\u00ec ad animare la scena teatrale espressione della controcultura nera e femminista londinese, che si trovava in un momento particolarmente vivace. E, come Amma, Evaristo si trova oggi non soltanto ad accedere a una posizione e riconoscimenti di prestigio, ma anche a dar voce nella sua opera a una moltitudine troppo spesso relegata nel campo dell\u2019irrilevanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Le protagoniste sono dodici ma, ha dichiarato la scrittrice, avrebbero potuto essere un migliaio. Dominique segue l\u2019amore in una comunit\u00e0 di separatiste negli Stati Uniti; Bummi \u00e8 una matematica nigeriana che si guadagna da vivere facendo le pulizie; Carole lavora come broker e lotta ogni giorno per consolidare la propria posizione; Shirley lamenta la degenerazione del sistema scolastico inglese e Hattie vota UKIP dalla sua fattoria al confine con la Scozia. Da chi sfugge alle maglie strette dell\u2019abuso a chi vive con naturalezza l\u2019attaccamento alla terra \u2013 in una contemporaneit\u00e0 di social e attivismo queer \u2013, da chi con la stessa naturalezza vive la sessualit\u00e0 del proprio corpo maturo a chi cerca il proprio posto in un mondo bianco a perdita d\u2019occhio, le dodici amazzoni di Evaristo, a ciascuna delle quali \u00e8 dedicato un capitolo, si avvicendano una dopo l\u2019altra sul palco offerto loro dalla voce narrante.<\/p>\n\n\n\n<p>Amma pu\u00f2 quasi apparire come un avatar di Bernardine Evaristo e, allo stesso tempo, come un catalizzatore, un fattore agglutinante, il nodo centrale della rete, il demiurgo di questa realt\u00e0 narrativa. Meglio ancora, l\u2019opposto del fallico demiurgo: una strega. Il travolgente sabba di <em>Ragazza, donna, altro<\/em>, che trova eco nell\u2019apparizione di \u00abschiere tonanti di amazzoni alla carica\u00bb all\u2019interno dello spazio diegetico del National Theatre, genera energia grazie alla compresenza di soggetti diversi che interagiscono fra loro, amplificando la voce di ciascuno. Ne esce fuori un racconto corale in cui nessuna personaggia si erge al di sopra degli altri, se non per intima affinit\u00e0 con il lettore.<\/p>\n\n\n\n<p>La dialogicit\u00e0, la relazionalit\u00e0, innervano la stessa struttura del romanzo. Se si eccettua la sezione conclusiva, i capitoli, e dunque le protagoniste, vanno a gruppi di tre: lungi dal catalogare ed esaurire l\u2019immaginazione in un trittico di tesi, antitesi e sintesi, ogni elemento risponde agli altri. Volendo, si potrebbero tentare diverse combinazioni di prossimit\u00e0. Non vige un principio ordinatore di un sistema, ma si attivano interazioni molteplici. Nello stesso tempo della narrazione coesistono diacronicit\u00e0 e sincronicit\u00e0: questo non si articola, infatti, soltanto attraverso diversi segmenti generazionali, ma nell\u2019arco di poche decine di pagine il passato e il presente dialogano fra loro, illuminandosi vicendevolmente per raccontare un\u2019intera vita nel giro di un capitolo.<\/p>\n\n\n\n<p>La lingua dell\u2019autrice viaggia leggerissima. La complessit\u00e0 dell\u2019idea di fondo pu\u00f2 apparire farraginosa quando descritta, ma non risulta mai tale nella resa narrativa: la scrittura di Evaristo, infatti, prende con naturalezza la forma del pensiero e del sentimento. La scrittrice ha definito il suo stile <em>prose poetry<\/em>: la sua sperimentazione linguistica si realizza in una pagina versificata, con numerosi accapo e pochi punti fermi. Il risultato \u00e8 una straordinaria, scorrevole, immersiva leggibilit\u00e0. Non \u00e8 un flusso di coscienza, non \u00e8 teatro, non \u00e8 un poema, non \u00e8 un romanzo tradizionale, eppure la sua <em>fusion fiction <\/em>\u00e8 familiare, comprensibile, comunicativa. Ed \u00e8 cos\u00ec che riesce a far ridere fino alle lacrime e, un momento dopo, a spezzare il cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo essersi conquistata il Booker Prize, Evaristo ha visto il suo romanzo tradotto in trentacinque lingue e ha ottenuto l\u2019incarico di curare una collana per la sua casa editrice, la Penguin, che riporti nelle librerie opere della letteratura inglese nera abbandonate e dimenticate dal mercato editoriale. Questo impegno professionale si lega alla partecipazione di Evaristo, insieme a centinaia di altri grandi nomi della letteratura inglese nera, alla Black Writers Guild, che lo scorso giugno ha inviato una lettera aperta alle case editrici del Regno Unito invitandole a impegnarsi per una maggiore inclusivit\u00e0 a tutti i livelli del settore. Le persone nere e altre minoranze, infatti, ancora risentono di considerevoli livelli di discriminazione nell\u2019industria culturale, problema radicato in tutta Europa e rispetto al quale l\u2019Italia non fa eccezione. La \u201crazza\u201d (intesa come categoria socioculturale), il genere, l\u2019orientamento sessuale e la classe sono ancora determinanti per il riconoscimento di legittimit\u00e0, competenza e appartenenza. In particolare, le narrazioni prodotte da soggetti non egemoni tendono a essere percepite come opere di nicchia e poco rilevanti, prive di quell\u2019universalit\u00e0 che si continua a pretendere dalle opere letterarie \u201ccanonizzabili\u201d. Eppure, riflette una delle personagge di Evaristo: \u00abLa verit\u00e0 oggettiva non esiste e se una cosa ti sembra bella perch\u00e9 ti dice qualcosa \/ Allora lo \u00e8 \/ Perch\u00e9 Wordsworth o Whitman, T.S. Eliot o Ted Hughes dovrebbero significare qualcosa per noi dei Caraibi?\u00bb. Gi\u00e0, perch\u00e9?<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso discorso pu\u00f2 applicarsi a tutti gli spazi sociali, dai linguaggi alle piazze. La scorsa estate, una statua raffigurante Indro Montanelli situata a Milano \u00e8 stata imbrattata di vernice rossa e, nel 2019, la stessa statua si era tinta del rosa di Non Una Di Meno. Le statue, soprattutto in seguito alle iniziative del movimento sudafricano Rhodes Must Fall prima e alle proteste di Black Lives Matter poi, continuano a cadere in tutta Europa e negli Stati Uniti. Intervenendo nel dibattito, Igiaba Scego scriveva, in un <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/igiaba-scego\/2020\/06\/09\/tracce-passato-colonialismo-razzismo-fascismo\">articolo<\/a> uscito su <em>Internazionale<\/em> lo scorso giugno, che \u00abla parola magica \u00e8 relazione\u00bb: la scrittrice proponeva infatti di ripensare gli spazi aprendoli a rappresentazioni che riconoscessero dignit\u00e0 agli esclusi, alle vittime, alle classi subordinate.<\/p>\n\n\n\n<p><em>The L Word<\/em> \u00e8 forse diventata una serie iconica, a suo tempo, perch\u00e9 ha giocosamente rappresentato \u2013 pur con evidenti limiti \u2013 un desiderio e un mondo di relazioni che non si trovavano da nessuna parte. E se il cinema e la serialit\u00e0 televisiva stanno progressivamente raccogliendo il testimone, \u00e8 ancora difficile che si diano spazio e riconoscimento a una letteratura capace di superare il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Test_di_Bechdel\"><em>Bechdel test<\/em><\/a> \u2013 almeno due donne presenti, che parlino tra loro e di qualcosa che non sia un uomo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Evaristo offre invece un esempio straordinario delle possibilit\u00e0 creative che scaturiscono da un pensiero veramente intersezionale, che nell\u2019intreccio delle differenze, nella rilevanza del particolare, vede l\u2019unica forma di universalismo davvero possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Dice Amma nel romanzo: \u00abCi sarebbe stata una voce dove prima c\u2019era silenzio \/ sarebbero venute fuori le storie delle donne nere e asiatiche \/ [\u2026] A Modo Nostro \/ O Niente\u00bb. L\u2019operazione portata avanti in questo romanzo, cos\u00ec come il lavoro editoriale dell\u2019autrice, vanno in questa direzione. Come in <em>Ragazza, donna, altro <\/em>ogni interazione amplia e amplifica i mondi interiori di ciascuno, lo spazio creato dalla voce di un\u2019autrice come Evaristo pu\u00f2 far risuonare pi\u00f9 alte le voci di tutti. La mappa di <em>Ragazza, donna, altro<\/em> potrebbe somigliare tanto a un albero genealogico quanto a una costellazione. Ognuno pu\u00f2 unire i puntini nelle forme e nelle traiettorie che preferisce.<\/p>\n\n\n\n<p><br><a href=\"https:\/\/spoti.fi\/31LEmoO\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><br><\/a><\/p>\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLe voci e gli sguardi convergenti nel potente flusso narrativo generato dall\u2019immaginazione di Evaristo danno la percezione della profondit\u00e0 e, allo stesso tempo, ampliano e movimentano l\u2019orizzonte delle lettrici e dei lettori\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":3849,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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