{"id":3838,"date":"2020-11-26T18:25:48","date_gmt":"2020-11-26T18:25:48","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=3838"},"modified":"2023-12-07T14:02:04","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:04","slug":"diario-di-tenebra-dagli-anni-90","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/11\/26\/diario-di-tenebra-dagli-anni-90\/","title":{"rendered":"Diario di tenebra dagli anni \u201990"},"content":{"rendered":"\n<p>Basta scorrere tra le mani le pagine di <em>La squilibrata<\/em> di Juliet Escoria per rendersi conto della natura composita del testo. Pubblicato da Pidgin Edizioni a ottobre, il libro d\u2019esordio della scrittrice australiano-statunitense \u00e8 un romanzo ibridato di autofiction, o un\u2019autofiction romanzata. Ancor prima di leggerlo \u00e8 evidente lo sbilanciamento che intercorre tra i vari capitoli, alcuni di svariate pagine, altri di poche righe, dai titoli a loro volta criptici o didascalici, nonch\u00e9 l\u2019inserimento dei pi\u00f9 svariati elementi esterni (disegni, biglietti, referti medici), che lo rendono un mosaico eterogeneo. L\u2019assenza di equilibrio della protagonista si specchia nella multiformit\u00e0 imposta al testo dalla scrittrice.<\/p>\n\n\n\n<p>Juliet Escoria \u00e8 nata in Australia nel 1982 ma ha trascorso la sua adolescenza a Santa Bonita, nella California del sud. Nel 1998, all\u2019et\u00e0 di quindici anni, poco dopo aver scoperto di essere affetta da sindrome bipolare, tenta per la prima volta il suicidio, dando inizio a una frustrante serie di ricoveri in centri di recupero e istituti speciali. La narrazione \u00e8 aperta da un prologo in cui l\u2019autrice va ancora pi\u00f9 a ritroso, alla ricerca della prima manifestazione di quella \u00abcosa oscura\u00bb, a cui non sar\u00e0 mai in grado di dare un nome definitivo ma che gi\u00e0 a dodici anni le faceva accarezzare l\u2019idea di porre fine alla propria vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Il romanzo si dipana nell\u2019arco di due anni, con svariate incursioni della Juliet trentenne a intrattenere un dialogo impossibile con la s\u00e9 stessa pi\u00f9 giovane, e segue le relazioni e le abitudini della protagonista, i suoi legami che si sfaldano e si intrecciano, i suoi tentativi (talvolta calcolati, talvolta accidentali) di consegnarsi alla morte. Escoria spalanca un varco temporale sulla propria crescita e intimit\u00e0, esplorando il momento in cui l\u2019ombra della malattia mentale si andava allungando su di lei e su una delle fasi pi\u00f9 complesse e delicate della vita: l\u2019adolescenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Di questa et\u00e0 crudele nulla viene escluso e la spietatezza della narrazione \u00e8 alternata a lampi epifanici di bellezza, in cui Juliet rivela la propria profonda spiritualit\u00e0 e propensione artistica, intrecciata alle tendenze autodistruttive, al desiderio di sparire dal mondo. La lingua piana e immediata della protagonista a tratti si espande e si fa poetica:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abI rami si contorcevano in alto verso le stelle. Le foglie si distendevano e vorticavano, intrecciandosi in nodi e serpenti. I fiori si erano disintegrati in un tessuto di merletto e, come se fosse un velo di lutto, vi appoggiai sopra la mia testa. Ero pronta per la morte. Ero pronta per le persone che avrebbero pianto per me\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Juliet si trova appena quindicenne a fronteggiare la sindrome bipolare e le sue conseguenze che spaziano dall\u2019autolesionismo all\u2019insonnia, dalle allucinazioni alla paranoia, dagli attacchi di panico alla dipendenza da farmaci e sostanze di vario tipo. Ma a spiccare nel corso del racconto \u00e8 anche l\u2019insufficienza del sistema, sociale innanzitutto e sanitario nello specifico, che non \u00e8 capace di accogliere e aiutare la protagonista n\u00e9 le figure che le gravitano intorno. I rimedi proposti sono dei pi\u00f9 svariati: farmaci sperimentali, ascolto di gruppo, cura di animali, persino escursioni in odore di esperienza mistica. Con i ragazzi dei centri di recupero, intanto, Juliet imbastisce legami profondi e conflitti che sembrano senza soluzione, sviluppa relazioni totalizzanti, disperate ed estreme, che poi sono le amicizie giovani.<\/p>\n\n\n\n<p>Merito della prosa di Escoria \u00e8 il rifiuto netto di patinare la realt\u00e0: la sua protagonista \u00e8 franca, plausibile e per questo non sempre simpatica, non viene idealizzata n\u00e9 romanticizzata; stare dalla sua parte non \u00e8 una scelta scontata per chi legge. La Juliet quindicenne non \u00e8 n\u00e9 eccezionalmente interessante o fascinosamente dannata, non possiede una cinica veggenza sul mondo. \u00c8 una ragazzina comune con un disagio inconsueto e spaventoso. Le sue ribellioni sono \u201cbanali\u201d e fisiologiche quanto quelle di qualsiasi adolescente, ma arricchite e problematizzate dall\u2019insorgere autentico della patologia. La malattia viene smitizzata ma mai minimizzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il procedere a tentoni delle case farmaceutiche e delle terapie \u00e8 testimoniato dai documenti con cui Escoria arricchisce il testo, referti medici e prescrizioni, in cui le medicine vengono alternate o mescolate in modo inesperto da una branca oggi solida che tentava ancora di trovare stabilit\u00e0, nonch\u00e9 dagli \u00abinterventi dal futuro\u00bb della scrittrice che inserisce articoli in cui l\u2019FDA (<em>Food and Drugs Administration<\/em>, l\u2019ente statunitense che cura la regolamentazione di prodotti alimentari e farmaceutici) sottoscrive l\u2019inefficacia e pericolosit\u00e0 di alcuni farmaci somministrati all\u2019epoca e assunti dalla stessa Escoria.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso il libro \u00e8 un autentico puzzle di cimeli, una collezione di carte, disegni, biglietti, lettere, persino braccialetti dell\u2019ospedale, posti a conferma e monito di un\u2019intera esistenza, come se la Juliet adulta volesse ricordare a s\u00e9 stessa di essere esistita anche cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Un primo sguardo puramente estetico a <em>La squilibrata<\/em> rimanda ai <a href=\"https:\/\/www.mondadoristore.it\/Diari-Kurt-Cobain\/eai978880453240\/\"><em>Diari<\/em><\/a> postumi di Kurt Cobain, anch\u2019essi pubblicati con la medesima impostazione da collage, ricchi di testi a fronte e appunti autografi. D\u2019altronde, l\u2019intera narrazione di Juliet Escoria affonda proprio nel cuore pi\u00f9 oscuro degli anni \u201990, inquadrato con citazioni apparentemente accennate \u2013 i riferimenti al massacro della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Massacro_della_Columbine_High_School\">Columbine High School<\/a> o al suicidio collettivo della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Heaven%27s_Gate_(setta)\">Heaven\u2019s Gate<\/a> \u2013 che invece si fanno portatrici di un disagio sociale pi\u00f9 profondo e perturbante di quanto si potesse (e si possa tuttora) comprendere.<\/p>\n\n\n\n<p>La societ\u00e0 di fine millennio era pervasa da un malessere strabordante impossibile da definire e nominare, una matrice buia in cui era possibile che due liceali aprissero il fuoco sui compagni e i professori, che trentanove persone si avvelenassero sulla scia del passaggio di una cometa, che una star all\u2019apice del successo cercasse riposo o conforto in un colpo di fucile. Il vitalismo sfrenato degli anni \u201980 si era definitivamente estinto e al suo posto serpeggiava un approccio alla vita meno ottimistico, pi\u00f9 ripiegato sull\u2019intimit\u00e0 e sulle insidie che pu\u00f2 contenere. Iniziava a correre una scurissima scia di sangue, invadendo l\u2019immaginario adolescenziale e profetando molto anche dell\u2019era che sarebbe venuta dopo. La malattia mentale era qualcosa cui guardare con terrore, uno stigma da nascondere lontano e da vivisezionare alla cieca, mentre la sua stretta sui pi\u00f9 giovani si trasformava da etichetta in cappio, da condizione in colpa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abI fuochi d\u2019artificio erano piccoli e lontani ma erano bellissimi, perch\u00e9 a quanto pare la societ\u00e0 \u00e8 una cosa che sembra pi\u00f9 bella se osservata dalla distanza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il contesto emerge anche dai riferimenti pi\u00f9 semplici: la passione della protagonista per un Marilyn Manson in ascesa, o l\u2019intestazione di un capitolo dedicata a una delle battute pi\u00f9 note del film cult <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giovani_streghe\"><em>The Craft<\/em><\/a> (1996), \u00ab<em>We are the weirdos, Mr.<\/em>\u00bb. In effetti per una giovane creativa, dotata di sensibilit\u00e0 spiccata ma flagellata da difficolt\u00e0 psicologiche, il riconoscimento in personaggi fuori dall\u2019ordinario, streghe, alieni, astronauti dispersi, \u00e8 un passaggio difficile da eludere, l\u2019unica \u2013 paradossale \u2013 forma di appartenenza possibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abE di nuovo mi sentii come qualcosa che fosse rinchiuso in una bolla spaziale, una pellicola di plastica che mi separava dal mondo. Un\u2019astronauta. Un\u2019estranea, semplicemente in visita\u00bb. E ancora: \u00abNon ero pi\u00f9 una pazza. Ero stata promossa. Ero un mostro di Frankenstein\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il romanzo di Juliet Escoria \u00e8 stato accostato a voci importanti che hanno dato spazio al tema del disagio mentale nella giovent\u00f9, da Sylvia Plath (chiamata in causa direttamente nel testo come una delle letture della protagonista con <a href=\"https:\/\/www.mondadoristore.it\/La-campana-di-vetro-Sylvia-Plath\/eai978880467033\/\"><em>La campana di vetro<\/em><\/a>, ma forse ancor pi\u00f9 vicina nei <em>Diari <\/em>&#8211; \u00abPosso scegliere se essere costantemente attiva e felice o introspettivamente passiva e triste. Oppure diventare pazza rimbalzando da un\u2019umore all\u2019altro\u00bb, annotava la poetessa americana nel 1950) a Ottessa Moshfegh. Con l\u2019anonima protagonista di Moshfegh Juliet condivide una sofferenza che non sa definire pur essendone schiacciata, ma se ne distacca nella reazione: a differenza del letargo artificiale ricercato ne <a href=\"https:\/\/www.feltrinellieditore.it\/opera\/opera\/il-mio-anno-di-riposo-e-oblio\/\"><em>Il mio anno di riposo e oblio<\/em><\/a>, in lei la spinta vitale \u00e8 un motore fortissimo e il desiderio di sentire e di vivere le impedisce di cedere davvero al richiamo dell\u2019ottundimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abE allora tutte le finestre erano rotte e noi sanguinavamo e respiravamo affannosamente, infuocati e distruttivi e vivi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>A discapito dei tentativi di suicidio, Juliet vuole a tutti i costi sopravvivere, perfino a s\u00e9 stessa, per poter finalmente affermare di sentirsi \u00aba casa, realmente nel mondo, occupandolo, non semplicemente infestandolo\u00bb. <em>La squilibrata<\/em> \u00e8 il racconto della sua vittoria.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa malattia mentale era qualcosa cui guardare con terrore, uno stigma da nascondere lontano e da vivisezionare alla cieca, mentre la sua stretta sui pi\u00f9 giovani si trasformava da etichetta in cappio, da condizione in colpa\u00bb. <!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":3839,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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