{"id":3798,"date":"2020-11-23T17:29:39","date_gmt":"2020-11-23T17:29:39","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=3798"},"modified":"2023-12-07T14:02:04","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:04","slug":"romanzo-con-cocaina-o-dellimpatto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/11\/23\/romanzo-con-cocaina-o-dellimpatto\/","title":{"rendered":"Romanzo con cocaina, o dell\u2019impatto"},"content":{"rendered":"\n<p>Supponiamo di voler calcolare la dinamica della forza d\u2019impatto, definita come \u00abl\u2019incontro violento tra due corpi (o tra corpo e superficie)\u00bb, misurando il rapporto tra massa, velocit\u00e0 al momento del contatto e tempo di decelerazione. Nello specifico, si tratta di stimare il periodo necessario a un oggetto per passare dalla velocit\u00e0 di regime allo zero: questo intervallo pu\u00f2 variare da decimi di secondo (in caso di collisione violenta) a qualche secondo (per atterraggi pi\u00f9 delicati). Nel primo caso, naturalmente, l\u2019impatto sprigioner\u00e0 una potenza superiore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Senza-titolo.png\" alt=\"\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Senza-titolo.png\" alt=\"\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Poniamo dunque che la massa del corpo che prendiamo in considerazione si chiami Vadim Maslennikov, il protagonista di <em>Romanzo con cocaina<\/em>, che la casa editrice Gog ha recentemente ripubblicato con grafica e impaginazione particolarmente riuscite.<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019opera contiene al suo interno due storie, sulle quali \u00e8 utile soffermarsi: una \u00e8 quella dell\u2019autore che l\u2019ha scritto, e l\u2019altra quella del personaggio che ci abita dentro.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima \u00e8 la vicenda di M. Ageev, scrittore tuttora ignoto, che nel 1934 invia alla redazione parigina della rivista <em>\u010cisla <\/em>un plico contente, per l\u2019appunto, <em>Romanzo con cocaina<\/em>. L\u2019opera, pubblicata a puntate su <em>\u010cisla<\/em> e poi in versione integrale dall\u2019editore francese Belfond (solo nel 1983), viene, pochi anni dopo, contesa in Italia da Mondadori ed E\/O, che, alla fine di un diverbio editoriale, ne fanno due versioni autonome e indipendenti. Varie ipotesi sono state fatte sull\u2019identit\u00e0 del romanziere, nessuna con grande successo: secondo la curatrice della versione francese Lydia Chweitzer, Ageev era un ebreo che aveva lasciato la Russia in seguito alla rivoluzione d\u2019ottobre, di cui poi si sono perse le tracce. Molti lettori, compreso John Updike, avevano supposto si trattasse di uno dei tanti pseudonimi di Vladimir Nabokov, ipotesi smentita dalla sorella dell\u2019autore stesso. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda storia, invece, riguarda il romanzo vero e proprio. In breve, l\u2019opera racconta le vicende della \u00abdissoluzione\u00bb di un ragazzo, Vadim Maslennikov, che abita una Mosca schiacciata tra la rivoluzione d\u2019ottobre e la Prima guerra mondiale. Vadim, durante gli anni di formazione scolastica cos\u00ec come nelle sue prime esperienze sessuali, percepisce un ininterrotto contrasto tra una visione interiore votata a una sensibilit\u00e0 acutissima e una fisiologica incapacit\u00e0 di tradurre questo movimento in un linguaggio comprensibile agli altri individui, trovandosi cos\u00ec a vestire i panni del maschio rabbioso e distaccato. Il conflitto si esprime all\u2019inizio nel rapporto con la madre, donna di una remissivit\u00e0 quasi patologica, di cui il protagonista si vergogna, alternando considerazioni su quanto lei sia \u00abvecchia, derelitta e patetica\u00bb a parole di compassione filiale che non le confesser\u00e0 mai.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il percorso di Vadim non \u00e8 per\u00f2 dritto verso \u00abl&#8217;abisso\u00bb e i bivi non mancano: tra tutti il pi\u00f9 significativo \u00e8 l\u2019incontro con Sonja, una giovane donna sposata, \u00abla prima persona davanti a cui non dovevo affannarmi a essere sempre disgustosamente allegro\u00bb; nonostante i primi accenni di serenit\u00e0, la storia naufraga a causa di un\u2019ulteriore esperienza di scissione \u2013 stavolta tra sfera spirituale e sensuale \u2013 che Vadim non riesce a riconciliare. Quindi il protagonista, trascinato da un susseguirsi di episodi e incontri eclettici, si concede alla cocaina, all\u2019inizio quasi per gioco, vantandosi degli scarsi effetti che ha su di lui, poi sotto dipendenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma com\u2019\u00e8 arrivato, Vadim, alla cocaina?<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle prime peculiarit\u00e0 che si notano, leggendo il <em>Romanzo<\/em>, \u00e8 la visione duale che Vadim applica tanto ai momenti introspettivi quanto all\u2019analisi di eventi esterni: il protagonista descrive infatti una quotidianit\u00e0 dilaniata tra opposti che si distanziano, doppi che non combaciano, estremi che non riescono a riunirsi in un unico corpo e che non possono fare altro che allontanarsi, smembrandolo pezzo dopo pezzo. Gli esempi sono numerosissimi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abLa mia dualit\u00e0, il mio essere doppio non stavano tanto nella bugia che le mie labbra dicevano, quanto nella sincerit\u00e0 con cui si era risvegliata in me la natura di ragazzino sfacciato e arrogante\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma anche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abQuesti erano i miei rapporti con le persone, questa era la mia doppia personalit\u00e0: da una parte l\u2019appassionato desiderio di abbracciare il mondo intero, di rendere felici le persone e di amarle, dall\u2019altra lo spreco senza scrupoli dei soldi guadagnati da una vecchia e la smisurata violenza contro mia madre\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiave di lettura manichea, come accennato precedentemente, assorbe anche il rapporto tra Vadim e Sonja, divorandolo dall\u2019interno. Quando infatti il protagonista si trova a provare sentimenti nuovi e sconosciuti, percepisce al contempo una \u00abdualit\u00e0 tra spirituale e sensuale\u00bb, come se amore e sensualit\u00e0 non potessero coesistere in una persona sola. Questo contrasto, se dall\u2019esterno diventa \u00abun segno di virilit\u00e0, di mascolinit\u00e0\u00bb, lacera l\u2019animo del protagonista: \u00abRiconoscerle come divise l\u2019una dall\u2019altra, doppie, irresponsabili l\u2019una dell\u2019altra e scisse, come in me, significava che anche la mia vita era scissa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La relazione tra doppio e uso di sostanze stupefacenti verr\u00e0 affrontata, decenni dopo, da quell\u2019altro notevolissimo romanzo che \u00e8 <em>Un oscuro scrutare<\/em>, di Philip Dick \u2013 riportato sul grande schermo da Richard Linklater. L\u2019opera \u00e8 ambientata in una Los Angeles distopica, martoriata dalla diffusione di una droga che provoca altissima assuefazione \u2013 \u00abM\u00bb come Morte (in inglese D come Death) \u2013 capace di rendere dipendente quasi tutta la popolazione americana, eccezion fatta per i <em>perbene<\/em>, la leziosa e rampante middle class. Il protagonista del romanzo, Bob Arctor, \u00e8 un doppio per eccellenza: poliziotto infiltrato dentro una cosca di tossici, si ritrova con lo scorrere delle pagine a dover indagare su s\u00e9 stesso, dal momento che un abito speciale, la <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RvRY3hQpZqI&amp;ab_channel=Lovecinema\"><em>tuta disindividuante<\/em><\/a>, ne cela l\u2019identit\u00e0 persino ai colleghi. Inizia quindi a domandarsi con insistenza quale sia il suo vero <em>Io<\/em>, se quello che veste i panni del poliziotto, o quello che trova nei tossicomani i propri compagni di vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abChe cos\u2019\u00e8 l\u2019identit\u00e0?, si chiese. Dove finisce la commedia?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La sua esistenza, come quella di Vadim, \u00e8 scissa, tanto nei gesti quanto nelle attivit\u00e0 celebrali. Alla dualit\u00e0 di Bob Arctor viene data una spiegazione scientifica da alcuni medici del Dipartimento: \u00abCredo (con Wingan) che ciascuno di noi abbia due menti in una persona sola\u00bb, ipotesi che andrebbe a decostruire \u00abil sentimento soggettivo che ciascuno di noi possiede di essere un\u2019Unit\u00e0\u00bb. I due medici aggiungono, inoltre: \u00abTutte le prove a disposizione dimostrano che la separazione degli emisferi crea due sfere indipendenti di coscienza in un\u2019unica scatola cranica, cio\u00e8 a dire, in un unico organismo\u00bb. Questo fenomeno di scissione appare anche nel <em>Romanzo<\/em>: \u00abSotto cocaina il mio Io sensoriale cresceva a dismisura e interrompeva il lavoro del mio Io ragionevole\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Come si inserisce, per\u00f2, la droga \u2013 M o cocaina che sia \u2013 nel nostro schema iniziale?<\/p>\n\n\n\n<p>Ce lo dice Philip Dick, nella nota conclusiva della sua opera: \u00abL\u2019abuso di droga \u00e8 soltanto un\u2019accelerazione, un\u2019intensificazione dell\u2019esistenza ordinaria\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli stupefacenti, dunque, in questa particolare sfaccettatura, diventano un amplificatore della scissione, un intensificatore della<em> velocit\u00e0 all\u2019istante dell\u2019impatto<\/em> che influisce sulla <em>massa del corpo<\/em>, meglio conosciuta da noi come Vadim Maslennikov.<\/p>\n\n\n\n<p>La droga, in breve, accelera i corpi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando tira cocaina, Vadim vede il mondo al fulmicotone. \u00abL\u2019aria divenne splendida e fresca\u00bb, oppure, \u00aba me sembra tutto migliore, pi\u00f9 gioioso\u00bb. O anche, poche pagine dopo: \u00abVorrei trattenere questa notte, sto cos\u00ec bene ed \u00e8 tutto cos\u00ec chiaro in me, sono cos\u00ec spropositatamente innamorato di questa vita che vorrei rallentare tutto, mordere a lungo l\u2019adorazione di ogni secondo, ma niente, si ferma, e questa notte corre via, con irresistibile rapidit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai si dovrebbe essere compreso, per\u00f2, che maggiore \u00e8 l\u2019accelerazione che si sperimenta pi\u00f9 grande diventa il rischio, dopo una notte elettrica, che il giorno appaia simile a una pietra dura, granitica, quasi idiota. Il contatto con gli esseri umani d\u00e0 infatti al protagonista un senso di profondo disagio, gli individui che appaiono come sacchi di carne in putrefazione: \u00abMai avevo pensato che un uomo, che tutte le persone potessero ispirare un tale spropositato disgusto, come ho sentito quella mattina\u00bb. Il disagio viene poi moltiplicato dalle paranoie: \u00abIntorno a me c\u2019\u00e8 della gente: molta, parecchia gente. Ma non \u00e8 una allucinazione: vedo le persone dentro di me, non fuori da me\u00bb. Vadim Maslennikov finisce a tremare anche per un lieve scricchiolio della porta, nel terrore che qualcuno entri dentro la stanza e lo guardi dentro i suoi temibili occhi da pazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <em>tempo di decelerazione<\/em> dopo una nottata di cocaina diventa dunque particolarmente esiguo, andando a impattare contro un solido muro di realt\u00e0, rendendo ogni risveglio, pi\u00f9 che un rallentamento, un eterno incidente. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abNegli occhi e negli zigomi ci sono vuoto e pesantezza. In qualche modo tutto si ferma pesantemente, intorno a me e dentro di me\u00bb. O anche: \u00abL\u2019immancabile e terrificante fenomeno che seguiva sempre dopo aver usato per ore la cocaina era questa straziante, inevitabile e terribile reazione (o, come la chiamano i medici, depressione) che si impadroniva di me non appena terminava l\u2019ultima dose\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il protagonista prova, quasi verso la chiusura del <em>Romanzo<\/em>, a sintetizzare questo suo viaggio tra antinomie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abDovete rendervi conto, Profeti, che il meccanismo delle nostre anime umane \u00e8 il meccanismo dell\u2019altalena, dove dal potente slancio dalla parte della Nobilt\u00e0 dell\u2019Anima corrisponde un potente rimbalzo dalla parte della Rabbia Bestiale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiarificazione, che implicherebbe un richiamo alla bestialit\u00e0 nelle anime pi\u00f9 pure, non fa che ribadire la capacit\u00e0 di Vadim di individuare la presenza di una complessit\u00e0 dentro di s\u00e9, proseguendo per\u00f2 a ragionare per antitesi, come un corpo scisso dove la riunificazione \u00e8 impossibile e il dolore lancinante. \u00abVadim \u00e8 un maestro nel comprendere le cose, ma un pessimo allievo nell\u2019interpretarle correttamente\u00bb ricorda lo scrittore Ernesto Valerio, nella postfazione al <em>Romanzo<\/em>. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per questa ragione ritengo che, pi\u00f9 che sul congegno dell\u2019Altalena, l\u2019autore abbia colto nel segno interrogandosi sulle ragioni che sottendono il volere umano. L\u2019individuo, secondo Ageev, tende a compiere quelle azioni che \u00abprovocheranno in lui una sensazione di gioia e felicit\u00e0\u00bb, vero meccanismo che \u00abmuove con decisione la vita di tutti gli uomini\u00bb. Questa spiegazione relativizza notevolmente la moralit\u00e0 dei gesti compiuti da ognuno, soffermandosi pi\u00f9 che altro sulla felicit\u00e0 che questi riverberano nell\u2019animo umano:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abSe un piccolo pizzico di cocaina provoca nel mio organismo, in un unico e potente momento, una sensazione di felicit\u00e0 immensa mai provata prima, viene meno allora la necessit\u00e0 stessa di un qualsiasi evento esterno, e quindi diventano assurdi la fatica, gli sforzi e il tempo che, per la realizzazione di questo evento, si sarebbero dovute spendere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unica alternativa, secondo l\u2019autore, \u00e8 trovare una felicit\u00e0 che non dipenda esclusivamente dall\u2019obiettivo, ma anche dal lavoro e sforzo profusi per arrivarci. Visione non condivisa da molti, specialmente dai tossicodipendenti, come ci illustra di nuovo Philip Dick: \u00abPer un certo lasso di tempo noi tutti siamo stati per davvero felici, seduti qua e l\u00e0 senza faticare, semplicemente cazzeggiando e giocando\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma per quale ragione, nonostante si sia a conoscenza della sua tremenda forza d\u2019impatto, la droga detiene una profonda potenza calamitica?<\/p>\n\n\n\n<p>In <em>Romanzo con cocaina<\/em> lo chiarisce un altro dottore che, preso in cura Vadim Maslennikov poco prima della sua tragica fine, gli pone la stessa domanda, riportando la risposta che segue:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00ab[Il paziente] ha paragonato il suo stato d\u2019animo a quello di Gogol\u2019, quando quest\u2019ultimo ha tentato di scrivere la seconda parte delle sue <em>Anime Morte.<\/em> Come Gogol\u2019 sapeva che le creative e gioiose forze dei suoi primi giorni di scrittore erano del tutto esaurite, eppure quotidianamente tornava agli sforzi della creazione [\u2026] nonostante questi sforzi provocassero in lui solo angoscia, non solo non smetteva di provare queste \u201csniffate\u201d, ma anzi, al contrario, ne faceva uso pi\u00f9 spesso: cos\u00ec anche lui, Maslennikov, continuava a ricorrere alla cocaina, anche se sapeva in anticipo che non poteva procurargli nient\u2019altro se non una selvaggia disperazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Come se tirare cocaina non fosse altro che un ricordo della prima volta che si \u00e8 provato a tirare, o scrivere un ricordo della prima volta che si \u00e8 scritto.<\/p>\n\n\n\n<p>La stessa sensazione che, in <em>Un oscuro scrutare<\/em>, descrive Donna Hawthorne, compagna di Bob Arctor, parlando di un certo Tony Amsterdam, che, sotto effetto di M, affermava, nel passato, di aver visto Dio: \u00abUna cascata di scintille colorate, come quando c\u2019\u00e8 qualcosa che non va nel televisore. [\u2026] E tutto il mondo era un\u2019unica creatura vivente, dovunque guardasse\u00bb. Questo ricordo lo fa disperare, perch\u00e9 \u00abun giorno aveva realizzato che non avrebbe mai pi\u00f9 avuto la visione di Dio e che avrebbe trascorso il resto della vita, decenni, magari cinquant\u2019anni, senza vedere nient\u2019altro che quello che solitamente vedeva. Quello che noi tutti vediamo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, se moltiplichiamo la massa del corpo chiamata Vadim Maslennikov per la velocit\u00e0 all\u2019istante dell\u2019impatto, intensificata dalla cocaina, a un tempo di decelerazione brevissimo, causato dalla collisione con una realt\u00e0 granitica, ne risulta una forza d\u2019impatto devastante.<\/p>\n\n\n\n<p>E questo accade soltanto per quei romanzi capaci di esprimere l\u2019inesauribile complessit\u00e0 dell\u2019animo umano. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p> \u00abSe moltiplichiamo la massa del corpo chiamata Vadim Maslennikov per la velocit\u00e0 all\u2019istante dell\u2019impatto, intensificata dalla cocaina, a un tempo di decelerazione brevissimo, ne risulta una forza d\u2019impatto devastante\u00bb. <!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3799,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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