{"id":3773,"date":"2020-11-16T11:50:56","date_gmt":"2020-11-16T11:50:56","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=3773"},"modified":"2023-12-07T14:02:04","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:04","slug":"una-discesa-nellabisso-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/11\/16\/una-discesa-nellabisso-di-roma\/","title":{"rendered":"Una discesa nell\u2019abisso di Roma"},"content":{"rendered":"\n<p>I romani possiedono un dono unico al mondo: la consapevolezza delle cose ultime. Sanno che nella citt\u00e0 eterna ogni cosa \u00e8 gi\u00e0 accaduta. Ce l\u2019hanno nel sangue, questa consapevolezza, e viene fuori soprattutto quando piove. \u00abLa pioggia a Roma ricorda a tutti che la modernit\u00e0 \u00e8 un battito di ciglia nell\u2019infinito svolgersi del tempo\u00bb, lo stesso battito che \u00e8 servito a un padre per carpire al figlio una confessione che avrebbe cambiato le vite di molti per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La citt\u00e0 dei vivi<\/em> (Einaudi, 2020) \u00e8 l\u2019ultima, magnetica opera di Nicola Lagioia, pi\u00f9 di quattrocento pagine da ingoiare dimenticandosi di dormire. Il libro \u00e8 una miscellanea di generi, tra cui il giallo, l\u2019articolo di giornale, l\u2019intervista e la biografia, fusi in un romanzo ibrido che avrebbe tutti i crismi per diventare un caso editoriale. Il libro racconta dell\u2019omicidio avvenuto a Roma il 4 marzo 2016, la notte in cui il ventitreenne Luca Varani venne torturato per ore e ucciso da Manuel Foffo e Marco Prato. Il romanzo di Lagioia \u00e8 anche una documentazione acuta di dettagli poco conosciuti sull\u2019omicidio, a cominciare dalle vite dei tre ragazzi protagonisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Manuel Foffo \u00e8 il personaggio attorno al quale la storia comincia a dipanarsi; tra la confessione dell\u2019allora quasi trentenne, il suo arresto e la condanna si allarga un cono d\u2019ombra in cui entrare significa sancire un\u2019alleanza con l\u2019inspiegabile, accettandone conseguenze e rivelazioni centellinate goccia a goccia. La sostanza del libro sta tutta qui: non \u00e8 stato affatto necessario estorcere una confessione a Manuel n\u00e9 al suo partner, Marco, per giungere al cadavere di Luca, visto che \u00e8 stato Manuel stesso a rilasciarla per primo; l\u2019abominio \u2013 la cui risonanza mediatica appaga tanto i cultori del moralismo borghese quanto telegiornali e talk show \u2013 giace in quell\u2019ombra attraversata da Manuel e Marco, dalla quale non esiste possibilit\u00e0 di ritorno.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina del 5 marzo, Manuel Foffo \u00e8 diretto in Molise per il funerale dello zio materno, assieme alla sua famiglia. \u00c8 nella macchina del padre, Valter, un uomo a capo di un\u2019impresa familiare rispettabile, all\u2019interno della quale non \u00e8 possibile manifestare incertezze \u2013 quelle che Manuel esperisce invece nel quotidiano e che confliggono con le aspettative del genitore. Ma il figlio appare in macchina tramortito da qualcosa di pi\u00f9 grave del solito che il padre non riesce a comprendere, finch\u00e9 non confessa: \u00abAbbiamo ucciso una persona\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La notte del 4 marzo, in una stanza dell\u2019hotel San Giusto di Roma, la canzone <em>Ciao amore, ciao<\/em>, nella versione di Dalida, risuona assordante dalle pareti. Si scopre che, al suo interno, un ragazzo ha appena tentato il suicidio con cinque boccette di sonnifero. Quando i carabinieri fanno irruzione, scorgono sul pavimento un corpo inerme ma ancora vivo, dal quale riescono a tirar fuori un nome: Marco Prato. Sulla scrivania vengono poi trovate cinque lettere d\u2019addio scritte dal ragazzo, da cui riecheggiano parole di smarrimento: \u00ab\u2026 Sto male o forse sono sempre stato cos\u00ec. Ho scoperto cose orribili dentro di me e nel mondo. Fa troppo male la vita: per come ho imparato a comprenderla mi \u00e8 insopportabile\u2026 Perdonatemi\u2026 Non riesco\u2026 Sono stanco e una persona orribile\u2026\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abContando gli omicidi che si commettevano a Roma, si sarebbe detto che non era una citt\u00e0 cos\u00ec pericolosa. Era violenta sul piano psichico. Muovendosi tra i suoi immensi municipi si respirava un\u2019aria tesa, rabbiosa, capace di ispirare nei pi\u00f9 balordi una condotta scriteriata e al tempo stesso la resa totale. Sembrava che perfino la violazione della legge non puntasse a sovvertire l\u2019ordine ma a ribadire un grottesco ristagno. I reati consumati negli ambienti criminali spandevano un\u2019aria di dissesto generalizzato. I delitti tra coniugi trasudavano impotenza. Negli omicidi tra consanguinei (padre uccide figlio a fucilate, fratello prende sorella a colpi d\u2019ascia) ribollivano rancore e frustrazione. Quella sera per\u00f2, al decimo piano di via Igino Giordani, sembrava che tutta la disperazione, il livore, l\u2019arroganza, la brutalit\u00e0, il senso di fallimento di cui era piena la citt\u00e0, si fossero concentrati in un unico punto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli inquirenti non fanno fatica a raccogliere indizi e informazioni, e sembra che dall\u2019inspiegabile la verit\u00e0 venga in superficie con immediatezza, o quasi. I profili psichiatrici degli omicidi sono distintivi di due personalit\u00e0 opposte: Marco Prato, che nella vita \u00e8 un pr di spicco della movida gay, \u00e8 un <em>seduttore<\/em>. Secondo quanto riportato dalla psichiatra, all\u2019indomani dell\u2019omicidio, \u00abnon si evidenzia un orientamento depressivo dell\u2019umore del paziente, per quanto non sia del tutto ristabilito, appare lucido e ben orientato. Non si evidenziano idee di colpa o di autoaccusa, n\u00e9 sentimenti di vergogna o disperazione. Il paziente mantiene un\u2019adeguata stima di s\u00e9\u00bb. Manuel, di contro, \u00e8 profondamente remissivo e succube della figura paterna, per la quale nutre un ambiguo sentimento di odio e rivalsa. Manuel e Marco si incontrano per caso la notte di Capodanno, hanno un rapporto sessuale, che Manuel conferma a bassa voce agli inquirenti. Questo il primo nodo che render\u00e0 le loro vite inscindibili: Marco realizza un video di quel rapporto e Manuel ha paura che possa diffonderlo. Entrambi, inoltre, hanno sempre fatto uso di cocaina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abQuando \u00e8 arrivato Luca \u00e8 come se fosse scattato un tacito accordo tra me e Marco\u00bb, disse Manuel.<br>\u00abUn tacito accordo per fare cosa?\u00bb<br>\u00abEra come se quella cosa che c\u2019era tra me e lui\u2026 ecco, vede, <em>era ancora viva<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Luca Varani \u00e8 un ragazzo di ventitr\u00e9 anni, figlio adottivo di una madre e un padre prodighi di devozione genitoriale. Un giovane bello e dal sorriso contagioso, dipendente in un\u2019officina vicino casa, fidanzato con Marta Gaia da quando entrambi avevano quattordici anni; Luca \u00e8 in una cronica precariet\u00e0 economica e conosce alcune persone, di cui sanno poco anche gli amici pi\u00f9 stretti, tramite le quali racimola denaro in modi ritenuti poco ortodossi dall\u2019opinione borghese. Si riunisce spesso con alcuni amici a Battistini, sede del capolinea nord-ovest della metro A; le sue frequentazioni sono antitetiche a quelle di Marco e Manuel, che appartengono a due distinte famiglie della borghesia romana. Marco, soprattutto, ostenta una certa altezzosit\u00e0 che Manuel, da parte sua, non condivide, essendo succube della pressione che Valter Foffo esercita su di lui \u00abperch\u00e9 realizzi qualcosa nella vita\u00bb. Manuel ha infatti lasciato Giurisprudenza per Economia sotto pressione del padre, e si rivela un ragazzo appassionato e dimesso: legge molto, ha sviluppato un\u2019app che \u00e8 sicuro gli porter\u00e0 notoriet\u00e0, e approfondisce una serie di attitudini che, tuttavia, non bastano ad accontentare le aspettative paterne; legato a un\u2019immagine familiare asfittica e poco incoraggiante, reputa i Foffo gente rispettabile e, <em>\u00e7a va sans dire<\/em>, estremamente virili.<\/p>\n\n\n\n<p>In un climax ascendente di oscenit\u00e0, contornato da una Roma senza sindaco e sommersa dall\u2019immondizia, dai gabbiani e dai ratti, Lagioia approfondisce la progressivit\u00e0 di un omicidio che i due artefici sembrano subodorare gi\u00e0 prima della sua attuazione, mascherando i personali istinti \u2013 calibrati da ragionamenti illogici \u2013 dietro una coltre di abuso di stupefacenti, ispessitasi negli anni.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019indomani del delitto, sembra essere lo stesso Manuel a chiedere agli inquirenti di aiutarlo a comprendere il suo gesto, in apparenza non dettato da alcuna motivazione o legame con la vittima. Il movente assoluto parrebbe essere un nichilismo schiacciante. Manuel non conosceva Luca \u2013 a differenza di Marco, che l\u2019aveva definito un <em>marchettaro<\/em>. Potendo contare su una padronanza di linguaggio quasi ipnotica, una robusta disposizione all\u2019autoindulgenza e un\u2019intelligenza acuta e polimorfa, Marco potrebbe aver pensato a Luca come qualcuno di cui usufruire senza preoccuparsi di eventuali conseguenze; distorcendo la natura di un ragazzo per i suoi tornaconti, giustifica il suo agire in previsione di future ricompense personali, a detrimento di chiunque metta piede sul suo percorso.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019appropriazione (auto)giustificata di una vittima passa per diversi fattori: in primo luogo, l\u2019estrazione sociale; secondariamente, il profilo lavorativo e, terzo, la sua capacit\u00e0 di sopportare le manipolazioni esterne del carnefice. Luca, secondo le convinzioni bipolari e narcisistiche di Marco, sarebbe stato il capro espiatorio perfetto per <em>quella<\/em> <em>cosa <\/em>che iniziava a serpeggiare tra lui e Manuel; Marco dava spesso a Luca il denaro che questi cercava con frequenza, soddisfacendo cos\u00ec i suoi bisogni \u2013 come portare fuori a cena la sua ragazza \u2013, a patto di accontentare qualsiasi richiesta di Marco e, quel 4 marzo, anche di Manuel, divenuti un\u2019endiadi confusa nel buio di coscienze messe a tacere.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Luca Varani ucciso da gay pervertiti.<\/em><br><em>Froci demmerda #lucavarani.<\/em><br><em>Facciamogli pure adottare i bambini a queste merde #lucavarani.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abQuindi lei \u00e8 omosessuale\u00bb.<br>\u00abS\u00ec, ma pi\u00f9 che omosessuale &#8211; precis\u00f2 Marco, &#8211; io sono attratto dagli eterosessuali. Ho avuto tante relazioni con omosessuali. Ma la mia vera attrazione \u00e8 verso gli etero. Le assicuro che per Manuel \u00e8 pi\u00f9 facile pensare di aver ucciso qualcuno per il gusto di farlo che immaginare di essere gay\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando a intervenire nella storia sono i genitori degli accusati, le posizioni dei padri divergono diametralmente. Valter Foffo concede agli occhi dell\u2019opinione pubblica un profilo di impeccabile padre e imprenditore, e la quieta compostezza di chi non riesce a capacitarsi di quanto accaduto. Ledo Prato, uomo di cultura vicino alle istituzioni, in un post sul suo blog accompagna il nome (mai citato) del figlio a una visione cattolico-remissiva dei peccati del mondo, figlia di un\u2019innocenza primordiale delle persone macchiate da atti oscuri, per i quali sarebbe stata necessaria una mediazione divina. A un provato Valter Foffo, una giornalista riesce a tirar fuori alcune considerazioni alquanto opinabili:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abSta dicendo che suo figlio \u00e8 una vittima?\u00bb<br>\u00abStiamo aspettando gli esami tossicologici, sono convinto che la cocaina, e chiss\u00e0 quali altre sostanze, abbiano contribuito ad annebbiare la lucidit\u00e0 di mio figlio, che per\u00f2 non \u00e8 gay\u00bb.<br>\u00abMeglio drogato che omosessuale? Dagli atti risulterebbe che suo figlio ha avuto un rapporto sessuale con Marco Prato poco prima di commettere l\u2019omicidio\u00bb.<br>\u00abNon \u00e8 vero neanche questo. Hanno avuto un solo rapporto sessuale, il 31 dicembre. A noi Foffo non ci piacciono i gay, ci piacciono le donne vere. E mio figlio non \u00e8 da meno\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea che Luca si prostituisse suscitava repulsione, la si rifiutava perch\u00e9, secondo le visioni alienate di pubblico, amici e parenti, avrebbe messo vittima e carnefici sullo stesso piano. In qualche modo, si dovevano tenere separate le due entit\u00e0, che corrispondevano alla manicheistica antitesi tra bene e male, ingenuit\u00e0 e perversione, bont\u00e0 e cattiveria. Ma la faccenda si scopr\u00ec essere di non facile analisi, a cominciare dall\u2019approfondimento della perizia psichiatrica di Marco Prato, ragazzo dall\u2019adolescenza stereotipata, omosessuale dichiarato fin dal liceo e sovrappeso. Dopo un primo tentativo di suicidio, intraprende un percorso di rinascita, perde peso, si dedica al culto della bellezza, si proietta nella comunit\u00e0 gay romana. L\u2019anamnesi psichiatrica parla di <em>personalit\u00e0 premorbosa<\/em>, <em>senso di vuoto<\/em>, <em>instabilit\u00e0 dell\u2019umore<\/em>, <em>approccio intellettualizzante delle emozioni<\/em> (meglio parlarne che viverle), ogni azione \u00e8 atta a proteggersi da qualcosa. Traumi infantili, forse, o l\u2019assenza di una figura materna \u2013 viva s\u00ec, ma ininfluente \u2013 o un\u2019insoddisfazione atavica e famelica, a cui non rimaneva che ingoiare opportunit\u00e0 sempre nuove e sempre a portata di mano. A furia di esagerare, di forzare confini, di superare limiti, Marco Prato potrebbe essersi trovato di fronte a un vuoto definitivo che aveva sottratto il senso a qualsiasi cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019apparente perfezione delle due famiglie ingigantisce le finte innocenze dei Foffo e dei Prato; tutto si rivela un siparietto destinato a disintegrarsi man mano che le indagini proseguono, mentre i genitori di Luca pretendono giustizia contro due ragazzi che, a detta di Giuseppe Varani, si sarebbero divertiti col corpo di suo figlio, prima di ucciderlo.<\/p>\n\n\n\n<p>La personalit\u00e0 istrionica e adattativa di Marco convince Manuel a fare cose che non pensava di poter fare o che aveva bisogno di essere stimolato a fare, carpendo a sua volta scenari che potessero allontanarlo dalla sua stasi esistenziale e dal fantasma vivo del padre. I due passano i primi giorni di marzo a drogarsi senza sosta nell\u2019appartamento di via Igino Giordani, a casa di Manuel; le disinibizioni si acuiscono e cos\u00ec anche un potenziale caleidoscopico di desideri inespressi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si parla di <em>ritiro psichico<\/em>, una sorta di stato mentale che porta il paziente a estraniarsi da una realt\u00e0 per lui intollerabile, che, nel caso di Marco, corrispondeva a una debole o mancata percezione di un s\u00e9 maschile dovuta a problemi dell\u2019infanzia o al rapporto coi genitori. Un ritiro in una dimensione estatica, che avrebbe avuto nella perversione la sua via di accesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abNon appena mi vide, Luca inizi\u00f2 a riempirmi di complimenti, disse che ero <em>affascinante<\/em>. A me fece molto piacere. Certo, intellettualmente \u00e8 probabile che non ne avessi stima. Un ragazzo che cresce in periferia, che spaccia, che si prostituisce, be\u2019\u2026 questo \u00e8 un soggetto che una persona come me dovrebbe <em>temere<\/em>, non considerare un debole. Uno come me potrebbe pensare che uno come lui possa essere armato, o comunque violento. Pensavo che Luca per soldi avrebbe fatto qualunque cosa. Ero a conoscenza della sua situazione economica. Sapevo che aveva problemi in famiglia. Luca con me si confidava\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta che l\u2019amicizia tra Marco e Manuel inizia a consolidarsi, Marco non lesina nessun giudizio su come, a suo dire, funzioni la sessualit\u00e0. Giocando con la sprovvedutezza di Manuel, Marco lo convince che ogni etero ha una discreta componente omosessuale. Potrebbero aver avuto diversi rapporti sessuali, ma la ricostruzione \u00e8 fatta su conferme e smentite reciproche di entrambi, che iniziano a incolparsi a vicenda sull\u2019esecuzione dell\u2019assassinio, reso possibile da un consumo raccapricciante di cocaina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abRipresero a pippare. Manuel lo guardava, guardava Marco, riconosceva <em>la cosa<\/em>. Grazie alla cocaina tutto era ricominciato come prima, come due mesi fa, come a gennaio. Il <em>magnetismo<\/em>. Un\u2019onda bianca e luminosa. Adesso si capivano di nuovo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abMentre parlavamo, Manuel aveva gli occhi irriconoscibili\u00bb, disse Marco.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Manuel era invece Marco, in certi momenti, ad avere \u00ablo sguardo criminale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abFu allora che mi parl\u00f2 degli stupri\u00bb, disse Marco.<br>\u00abFu allora che gli feci <em>la finta <\/em>dello stupro\u00bb, precis\u00f2 Manuel.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella versione di Manuel, Marco gli mise una mano sulla spalla: \u00abSu, avanti, a me puoi dire tutto. Qual \u00e8 la tua fantasia pi\u00f9 inconfessabile?\u00bb Allora Manuel, che non aveva mai desiderato stuprare nessuno in vita sua, tir\u00f2 fuori l\u2019idea pi\u00f9 estrema che riuscisse a concepire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abMi piacciono gli stupri\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta arrivato a casa di Manuel, Luca viene drogato con l\u2019Alcover, un farmaco che aiuta a smettere di bere. Se si mescola l\u2019Alcover con l\u2019alcol, si rischia di collassare e si ottiene l\u2019effetto del Ghb, anche detto <em>droga dello stupro<\/em>. Luca si sente male, cade a terra, viene ferito pi\u00f9 volte da Marco e Manuel, che, drogati da giorni, hanno interrotto qualsiasi legame con la realt\u00e0. Luca si risveglia dal trauma, viene ferito e torturato ancora sotto gli occhi increduli dei carnefici, ai quali non rimane che ucciderlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abMi ero andato a rifugiare di nuovo in soggiorno, \u2013 disse Marco, \u2013 me ne stavo sul divano con un braccio intorno alle gambe, volevo finisse il pi\u00f9 in fretta possibile. Manuel urlava dall\u2019altra stanza: <em>vieni qui, vieni qui, aiutami!<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">E Manuel: \u00abSoffriva tantissimo ma non moriva, non moriva! Voleva vivere tantissimo, non sapevamo come fare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un lato, i carnefici redigono il proprio testamento di odio sotto la spinta di una comunit\u00e0 avida di sfamare le proprie frustrazioni e incapace di vederli nella loro emotivit\u00e0 e complessit\u00e0 psichica; dall\u2019altro, alla vittima viene negata un\u2019inopinabile empatia a causa della straordinariet\u00e0 della sua sorte.<\/p>\n\n\n\n<p>Il linciaggio del borghese facile all\u2019impressionabilit\u00e0, l\u2019odio dell\u2019utente di una qualunque piattaforma sociale e la disistima del pubblico televisivo \u2013 affamato di spettacolarit\u00e0 per creare un distacco tra esso e l\u2019evento aberrante \u2013 consumano la tragedia in un\u2019equazione fin troppo semplificativa. A fronte di una privazione di dignit\u00e0 emotiva e psicologica cos\u00ec evidente, si dovrebbe semplicemente voler bene alla vittima e, di contro, non distanziarsi troppo dal carnefice che potrebbe vivere in ognuno di noi. Nell\u2019immaginario che \u00e8 divenuto realt\u00e0, agiscono senza criterio reazionari a capo di istituzioni pubbliche, telespettatori facili allo scandalo, gente comune che risolve una faccenda di un abisso quasi insondabile con precipitose convinzioni dettate dall\u2019impellenza del biasimo sociale, necessario per vivere la catarsi che segue a ogni delitto e consentire una rinascita comunitaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza eclissare il sacrificio di Luca a fronte dei processi mediatici dei suoi carnefici, appare chiaro che l\u2019odio nei confronti di Marco e Manuel sottintende un lascito comportamentale di stampo totalitario sempre redivivo, all\u2019occasione, nel tessuto sociale italiano: la pronta risposta all\u2019esecuzione \u2013 di qualunque natura essa sia \u2013 basata su presupposti inconcludenti che soddisfano l\u2019emotivit\u00e0, anzich\u00e9 un naturale bisogno di giustizia; invece di portare l\u2019attenzione sui motivi reali, per quanto insondabili, dell\u2019omicidio, e sulla natura fragile di due ragazzi di ventotto anni, l\u2019opinione pubblica, come una Fama virgiliana, vola sulle nostre teste e attende un verdetto impellente e imprescindibile, sempre che, nel frattempo, non l\u2019abbia gi\u00e0 espresso lei.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa citt\u00e0 dei vivi \u00e8 una miscellanea di generi, tra cui il giallo, l\u2019articolo di giornale, l\u2019intervista e la biografia, fusi in un romanzo ibrido che avrebbe tutti i crismi per diventare un caso editoriale\u00bb. <!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":3774,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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