{"id":3730,"date":"2020-11-02T16:39:21","date_gmt":"2020-11-02T16:39:21","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=3730"},"modified":"2023-12-07T14:02:05","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:05","slug":"elementor-3730","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/11\/02\/elementor-3730\/","title":{"rendered":"Il teatro come macelleria di sentimenti\u200b"},"content":{"rendered":"\n<p>Il 22 ottobre esce su Netflix <em>Kadaver<\/em>, secondo lungometraggio del regista Jarand Herdal e primo titolo norvegese a far parte del catalogo <em>Originals<\/em>, fiore all\u2019occhiello della casa produttrice americana. La piattaforma ci propone cos\u00ec un horror psicologico ambientato in un futuro post apocalittico dove al centro di tutto sembra trovarsi uno spettacolo teatrale.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia \u00e8 ambientata in un mondo distrutto da un conflitto termonucleare. Una famiglia, composta da Jacob, Leonora e dalla loro piccola Alice, si rifugia in una casa diroccata; di questa per\u00f2 finiscono ben presto prigionieri, terrorizzati dalla lotta urbana per la ricerca di cibo. Un giorno passa un carretto pubblicitario, con tanto di jingle e lucine. Leonora e Alice si avvicinano al banditore che vende biglietti per una cena e uno spettacolo teatrale organizzati dal signor Mathias, gestore di un lussuosissimo albergo che si erge in mezzo alla citt\u00e0. Leonora, spinta non solo dalla fame ma anche dal richiamo del proprio luminoso passato da attrice teatrale, compra tre biglietti. A Jacob la situazione non piace, ma Leonora lo spinge a fidarsi. La famiglia arriva all\u2019albergo e viene fatta accomodare nell\u2019ampia sala da pranzo dell\u2019hotel. Dopo che la platea si \u00e8 rifocillata di succulenti pasticci di carne, Mathias sale sul palcoscenico della sala per illustrare la serata: lo spettacolo avr\u00e0 luogo all\u2019interno di tutto l\u2019albergo, il pubblico si distinguer\u00e0 dagli attori indossando anonime maschere di ottone, ogni spettatore sar\u00e0 libero di seguire la storia che pi\u00f9 lo intriga. La famigliola si aggira per un po\u2019 lungo l\u2019enorme struttura, passando di stanza in stanza cos\u00ec come di scena in scena. Sempre pi\u00f9 agitata per l\u2019inquietudine dell\u2019esibizione, la coppia di genitori finisce per perdere la piccola Alice.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto, la scomparsa della bambina dovrebbe accompagnare lo spettatore verso una rivelazione disturbante, un colpo di scena, ma niente di tutto ci\u00f2 accade. La pellicola norvegese gioca a carte scoperte e l\u2019unica cosa non prevedibile \u00e8 comprendere come Leonora, protagonista a tutti gli effetti, riuscir\u00e0 ad evitare il tritacarne. S\u00ec, perch\u00e9 se in un film horror e post apocalittico si muore di fame, difficilmente si parler\u00e0 di ingegneria genetica (anche se probabilmente un B-movie con delle pannocchie assassine esister\u00e0 da qualche parte), quanto pi\u00f9 probabilmente di cannibalismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Post apocalisse, teatro e cannibalismo sono il trittico che compone <em>Kadaver<\/em>. Il primo e l\u2019ultimo si legano bene tra loro ma non propongono nulla di nuovo. Il film ricorda a tratti <em>Delicatessen<\/em> (1991) \u2013 lungometraggio di Jean-Pierre Jeunet e Marc Caro \u2013 ma difetta del black humor brillante e della regia allucinata che caratterizzano la pellicola francese; il tono e l\u2019atmosfera forse si avvicinano di pi\u00f9 all\u2019americano <em>The Road <\/em>(2009) di John Hillcoat, ma manca dello spessore spirituale di cui \u00e8 impregnato quest\u2019ultimo. Se da un lato si pu\u00f2 cedere sulla mancanza di realismo, come nel caso degli attori\/complici di Mathias che ignorano di essere nutriti con carne umana, dall\u2019altro ci si aspetterebbe qualcosa di pi\u00f9: un cannibalismo capace di maggiore violenza sullo schermo, con tonalit\u00e0 pi\u00f9 <em>gore<\/em>, oppure un\u2019ambientazione post apocalittica in grado di veicolare una critica sociale pi\u00f9 elaborata.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/film-horror-netflix-kadaver-1080x720-1.jpg\" alt=\"\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/film-horror-netflix-kadaver-1080x720-1.jpg\" alt=\"\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma <em>Kadaver<\/em> ha una buona intuizione: non pone l\u2019accento su nessuno di questi due aspetti, motore del terrore \u00e8 il teatro. Il gancio che trascina le vittime del film al macello \u00e8 infatti lo stesso che attira il pubblico dietro lo schermo, cliccando sul tasto <em>play<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel teatro diffuso e vivificato del padrone dell\u2019albergo, il signor Mathias, \u00e8 gi\u00e0 metafora della nostra societ\u00e0: consumare storie, che siano di finzione o prese dalle vite degli altri, \u00e8 ormai un bisogno primario tanto quanto assumere alimenti. Gli ospiti radunati nelle stanze o accostati alle porte assistono infatti a piccoli siparietti di vita quotidiana, seguendo ci\u00f2 che li affascina, incuranti della storia nella sua interezza. Se vogliamo, questo atteggiamento non \u00e8 molto dissimile da quello impiegato sui social, dove entriamo nelle vite altrui attraverso frammenti accuratamente selezionati e fuori contesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bisogno di realismo di questo teatro \u00e8 un altro elemento di riflessione. Mathias rimprovera aspramente i propri attori di non essere \u00ababbastanza credibili\u00bb. Ma quale branco di disperati morti di fame pretenderebbe una performance di livello? E soprattutto, che senso ha un teatro ultra-realista quando il teatro \u00e8 finzione di per s\u00e9? A rifletterci bene, appare quasi sadico domandare a un attore di rendere la propria sofferenza, le proprie lacrime, il proprio personaggio il pi\u00f9 vero e vivo possibili, per il godimento voyeuristico di un pubblico pagante. Basti pensare alla scena finale di <em>Birdman <\/em>(2014) di Alejandro Gonz\u00e1lez I\u00f1\u00e1rritu, dove il successo dello spettacolo dipende dall\u2019atto finale che sovverte la pi\u00f9 antica regola del teatro, e nel massimo del realismo possibile il protagonista e l\u2019attore si uccidono con un colpo di pistola, mentre il pubblico, invece di soccorrere l\u2019attore, applaude in estasi l\u2019estremo gesto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Kadaver_2.jpg\" alt=\"\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Kadaver_2.jpg\" alt=\"\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche l\u2019uso delle maschere \u00e8 interessante. Nell\u2019economia del film hanno uno scopo prettamente pratico \u2013 distinguere e catturare pi\u00f9 facilmente i malcapitati \u2013 e la prima e pi\u00f9 evidente riflessione \u00e8 sul ruolo di vittima e carnefice. Non \u00e8 curioso che sia il pubblico per\u00f2 a indossare maschere e non gli attori? A ruoli invertiti il film avrebbe funzionato ugualmente. Chi \u00e8 dunque pi\u00f9 vivo? Tutti indossiamo una maschera, ma gli attori in scena sono pi\u00f9 nudi di chiunque altro, quando davanti a tutti si trovano a umiliarsi e dare loro stessi per il piacere di un pubblico che in sala resta impassibile. Forse qualcuno potr\u00e0 commuoversi: ma se da attori si guarda la platea si vedranno delle maschere di ottone immobili, in attesa della battuta successiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Leonora, dall\u2019alto della sua esperienza e del suo talento come attrice risolver\u00e0 la situazione proprio grazie alle sue abilit\u00e0 performative, smontando il debole sistema di approvvigionamento di Mathias. Il finale \u00e8 abbastanza sintomatico dell\u2019uso complessivo fatto del teatro all\u2019interno del film: esclusivamente funzionale all\u2019intreccio. Un peccato, forse, ma aprire il Vaso di Pandora di un tema cos\u00ec vasto avrebbe potuto portare fuori strada.<\/p>\n\n\n\n<p>La pellicola risulta alla fine un horror dagli elementi bilanciati, non troppo cruento da disturbare, non troppo psicologico da annoiare una fetta di pubblico. Un \u201cbuon compitino\u201d direbbe il pi\u00f9 esigente degli spettatori; ma bisogna riconoscere che, oltre a una regia solida e una fotografia livida e fredda (in pieno stile scandinavo) che dipinge un\u2019atmosfera esasperante, si registra una buonissima prova attoriale da parte del cast.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante il lockdown \u00e8 stato sperimentato il teatro in streaming, cos\u00ec come altre forme di spettacolo casalingo. Ma per una buona fetta del settore la pandemia ha implicato la chiusura dei battenti, perch\u00e9 senza palcoscenico non ci pu\u00f2 essere attore. <em>Kadaver<\/em> ci mostra quanto il teatro e la recitazione siano qualcosa che ci contraddistingue, che ci separa dalle bestie, proprio come ripete Mathias ad ogni suo ospite, o come&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=6tvca0FcuSs\"><u>diceva Marlon Brando<\/u><\/a>&nbsp;parlando della propria professione, ancestrale istinto di sopravvivenza della nostra specie.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abQuel teatro diffuso e vivificato \u00e8 gi\u00e0 metafora della nostra societ\u00e0: consumare storie, che siano di finzione o prese dalle vite degli altri, \u00e8 ormai un bisogno primario tanto quanto assumere alimenti\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":3731,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,10],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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