{"id":3579,"date":"2020-10-19T15:30:56","date_gmt":"2020-10-19T15:30:56","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=3579"},"modified":"2023-12-07T14:02:05","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:05","slug":"the-haunting-of-bly-manor-quale-infestazione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/10\/19\/the-haunting-of-bly-manor-quale-infestazione\/","title":{"rendered":"The Haunting of Bly Manor: quale infestazione?"},"content":{"rendered":"\n<p>Ci troviamo dentro una casa, e la casa \u00e8 infestata. Per la precisione siamo in una magione, che, per essere ancora pi\u00f9 esatti, si trova tra le colline di una remota regione inglese. In realt\u00e0 parliamo di un\u2019istitutrice americana impegnata a educare due orfani dell\u2019alta societ\u00e0 britannica, compito affidatole dallo zio dei due, che, che per disinteresse o timore, non vuole essere mai, <em>mai<\/em>, disturbato. L\u2019istitutrice si trova per\u00f2 presto a dover fare i conti con presenze soprannaturali, che la donna affronta per difendere i bambini da un passato che ritorna, bussando forte ai battenti ad anello di Bly. Ma da cosa \u00e8 infestata, esattamente, questa casa?<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sopra descritta \u00e8 a grandi linee la trama dell\u2019ultima opera di Mike Flanagan, gi\u00e0 autore per il grande schermo, tra i vari, di <em>Oculus<\/em>, <em>Ouija<\/em> e <em>Doctor Sleep<\/em>, che torna alla regia seriale, dopo il successo di <em>The Haunting of Hill House<\/em>, con il secondo capitolo dell\u2019antologia sulle infestazioni, <em>The Haunting of Bly Manor<\/em>, opera liberamente ispirata al romanzo breve di Henry James <em>Il giro di vite<\/em>. La serie tv distribuita da Netflix ha un cast composto da nuove entrate e vecchie conoscenze, e tra queste ultime troviamo Victoria Pedretti, gi\u00e0 \u201cdonna dal collo spezzato\u201d in <em>Hill House<\/em> e ora protagonista sotto le vesti dell\u2019istitutrice Danielle Clayton.<\/p>\n\n\n\n<p>Cast a parte,<em> The Haunting of Bly Manor<\/em>, oltre a essere un\u2019occasione per testare la tenuta della serie antologica dopo il successo di <em>Hill House<\/em>, \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 significativa per sviscerare alcuni paradigmi del genere partoriti negli anni, e misurare la temperatura della loro effettiva carica orrorifica.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un\u2019indagine di questo tipo \u00e8 utile munirsi di una torcia, o linea guida, o termometro \u2013 a seconda della metafora che si predilige \u2013, e quell\u2019oggetto rivelatore sar\u00e0 per noi il romanzo di Henry James.<\/p>\n\n\n\n<p>Scritto nel 1898, <em>Il giro di vite<\/em> ha una trama similare a quella sopracitata per <em>Bly Manor<\/em>, i due differiscono per finale ed evoluzione di alcuni personaggi. L\u2019incipit \u00e8 praticamente lo stesso (il racconto di un racconto, ovvero una persona che narra una storia ad altri individui davanti a un focolare); quest\u2019introduzione, nel romanzo, ha un valore emblematico, perch\u00e9 interroga subito l\u2019uditorio \u2013 e dunque il lettore \u2013 su cosa sia in grado di dare un \u201cgiro di vite\u201d a una trama dell\u2019orrore. \u00c8 il narratore stesso che, prima di immergersi nel racconto, avverte il pubblico che si sta parlando di bambini, personaggi in grado di dare un \u00abtocco particolare\u00bb a queste storie.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon si tratta del primo caso di questo genere cos\u00ec impressionante che io sappia aver coinvolto un bambino. E se questo bambino d\u00e0 al tutto un altro giro di vite, cosa ne direste di due bambini?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante questa dichiarazione di intenti \u2013 dovuta anche alla centralit\u00e0 che i ragazzini assumono all\u2019interno della storia \u2013 il generatore di tensione che si attiva nel romanzo non \u00e8 affidato a nessuno degli elementi sopracitati: a scatenare il terrore \u00e8, infatti, ci\u00f2 che dovrebbe essere presente ma presente non \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Su questo punto l\u2019autore si sofferma con particolare animosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCi\u00f2 di cui era del tutto impossibile liberarsi era la crudele idea che, qualsiasi cosa io avessi visto, Miles e Flora avevano visto <em>di pi\u00f9 <\/em>\u2013 cose terribili e inimmaginabili che balzavano fuori dai terribili momenti dei loro rapporti con il passato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Oppure.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuello che ebbi allora fu la brutta sensazione che i miei occhi potessero essere sigillati mentre i loro erano pi\u00f9 che aperti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/the_haunting_of_bly_manor_com_e_creata_casa_racconta_james_kniest.jpg\" alt=\"\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/the_haunting_of_bly_manor_com_e_creata_casa_racconta_james_kniest.jpg\" alt=\"\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Il ricorrere dell\u2019assenza, di un difetto, del vuoto generato dagli angoli profondi della magione, ha portato il traduttore Luigi Lunari a trattare, nella postfazione all\u2019<a href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/henry-james\/giro-vite\/9788807902765\">edizione<\/a> Feltrinelli, l\u2019intenzionale ambiguit\u00e0 del romanzo come \u00abvolont\u00e0 e rappresentazione\u00bb. Henry James, tramite l\u2019innesto di silenzi, discorsi interrotti, presenze offuscate, visioni parziali, non d\u00e0 mai al lettore un resoconto dettagliato dei due mondi \u2013 quello reale e soprattutto quello fantasmatico \u2013 innescando cos\u00ec una tensione esponenziale tra ci\u00f2 che potrebbe essere e non \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Ok, s\u00ec, ma si tratta di fantasmi, ed \u00e8 dunque <em>pi\u00f9 che normale<\/em> che scompaiano e appaiano a loro piacimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Giusto, ma.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto significativo \u00e8 che queste mancanze, assenze, buchi, riguardano la sfera del paranormale solo in superficie, mentre nel fondo, come nel laghetto di Bly, alberga un\u2019<em>origine<\/em>, una specie di piccola crepa dell\u2019animo da cui fuoriescono gli spiriti che infestano case e vite: questa crepa \u00e8 il <em>segreto<\/em>, o meglio il <em>non-detto<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Afferma, nel romanzo, l\u2019istitutrice: \u00abL\u2019elemento dell\u2019innominato e dell\u2019intatto divenne, tra di noi, pi\u00f9 grande d\u2019ogni altro, e una situazione cos\u00ec elusiva non avrebbe potuto realizzarsi con tanto successo senza una grossa dose di tacito consenso. Era come se, di tanto in tanto, fossimo perpetuamente chiamati a confrontarci con temi davanti ai quali dovevamo subito fermarci\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il non-detto, dunque, diventa presenza, fantasma, infestatore di cervelli ancor prima che spirito racchiuso tra le mura domestiche.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCi sono degli abissi, abissi!\u00bb dir\u00e0 poco dopo l\u2019istitutrice a una sua amica. \u00abPi\u00f9 guardo alla cosa, pi\u00f9 cose capisco, e pi\u00f9 cose capisco, pi\u00f9 ne ho terrore. Io non so che cosa <em>non<\/em> vedo \u2013 e di che cosa <em>non<\/em> ho paura\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019orrore \u00e8 partorito da un processo di negazione, da cui prende vita e si nutre.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque, per quale ragione questa lunga digressione?<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 quella sopracitata \u00e8 una delle \u201cregole\u201d che, abbastanza unanimemente, si considerano alla base di una decorosa storia dell\u2019orrore. Questo nucleo di significati fa del genere uno strumento cruciale per interpretare la storia psicologica umana, trattandosi dell\u2019unico tipo di narrazione in grado di <em>personificare<\/em> l\u2019assenza, disegnare le fattezze del non-detto, solidificare un essere \u2013 che allo stesso tempo \u00e8 un <em>non-essere<\/em> \u2013 dove dovrebbe trovarsi un vuoto, il buio, la dimenticanza. Le storie dell\u2019orrore ricamano attorno a un buco, una perdita, una soppressione della memoria, perch\u00e9 l\u2019infestazione \u2013 quando avulsa dalla sfera religiosa \u2013 altro non \u00e8 che un lutto non accettato, o un\u2019atrocit\u00e0 incomprensibile.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019orrore, per farla breve, \u00e8 \u00abil rimosso che ritorna\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 per questa ragione che il genere, sia a livello letterario che cinematografico (compresa anche la stessa <a href=\"https:\/\/suddiario.it\/the-haunting-of-hill-house-o-di-cos-e-il-fantasma\/\"><em>Hill House<\/em><\/a>, per citare un esempio riferito a Flanagan) viene spesso accostato alla definizione freudiana di <em>unheimliche<\/em>, conosciuta anche come \u00abperturbante\u00bb, ovvero \u00abquella sorta di spaventoso che risale a quanto ci \u00e8 noto da lungo tempo, a ci\u00f2 che ci \u00e8 familiare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Interrogato a proposito di una possibile uscita della terza stagione di questo filone antologico, lo stesso Flangan ci ha dato una <a href=\"https:\/\/www.justnerd.it\/2020\/10\/16\/the-haunting-of-bly-manor-e-hill-house-ci-sara-una-terza-stagione\/\">spiegazione esaustiva<\/a> a riguardo: \u00abIn ogni storia di fantasmi, gli spiriti non sono altro che l\u2019impatto che il passato ha sulle vicende presenti. [\u2026] Un fantasma \u00e8 semplicemente un elemento del passato che si rifiuta di vivere nel suo tempo, preferendo cercare di cambiare il presente\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/r2JWzEZ3HTWoDhyACX9xR7.jpg\" alt=\"\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/r2JWzEZ3HTWoDhyACX9xR7.jpg\" alt=\"\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Questo rimosso, per la sua stessa soppressione, diventa <em>unheimliche<\/em>, e come tale tormenta le nostre esistenze, o meglio le nostre <em>e<\/em> quelle della casa. Quando l\u2019essere umano non riesce ad accettare una sofferenza atroce, elaborandola e lasciandola fluire via, non gli resta infatti che compiere un\u2019opera di <em>attribuzione<\/em>, scaricando il rimosso sull\u2019abitazione e affidando alle mura il demone del dolore.<\/p>\n\n\n\n<p>Perci\u00f2, arriviamo al dunque: la magione di Bly \u00e8 stata infestata?<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta \u00e8 s\u00ec, ma non dai fantasmi che pensiamo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>The Haunting of Bly Manor<\/em> riesce infatti nel compito quasi impossibile di bucare ognuna di queste premesse, strutturando una storia dove segreti e lutti sono citati senza essere percepiti, la carica infestante dei ricordi \u00e8 ridotta ai minimi termini, la volont\u00e0 tutta umana di elaborare i lutti \u00e8 posta in secondo \u2013 o terzo \u2013 piano. Il campo \u00e8 invece lasciato a sviluppi melodrammatici di trame smaccatamente emotive, mentre <em>jump scare<\/em> lanciati come bombe a mano lasciano allo spettatore l\u2019impressione di aver visto un film dell\u2019orrore, quando in realt\u00e0 ha assistito all\u2019opera mediocre di un tipo che a una certa \u2013 e senza una valida ragione \u2013 ha deciso di fargli prendere un bello spavento.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Bly Manor<\/em> \u00e8, come ammesso anche nel finale, una narrazione di sentimenti (\u00abogni storia di fantasmi \u00e8 una storia d\u2019amore\u00bb), passaggio che potrebbe risultare pure condivisibile se non fosse che il profluvio di moti dell\u2019animo abbia letteralmente mangiato viva la carica orrorifica della serie. Questo disequilibrio \u00e8 tanto presente nella sceneggiatura \u2013 con un\u2019attenzione pedante alla risoluzione di ogni cavillo emotivo mentre \u2013 che alla fotografia, zuccherosa quanto una puntata di <em>Sentieri<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora.<\/p>\n\n\n\n<p>Se tutto iniziasse e finisse qui, la questione potrebbe essere archiviata come un buco nell\u2019acqua di Mike Flanagan.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto \u00e8 che la casa \u00e8 veramente infestata, solo da altri fantasmi, principalmente due. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo spettro \u00e8 l\u2019ossessione per gli anni \u201980, di cui Netflix ha fatto ormai il proprio cavallo di battaglia. Inserire in un contesto gotico \u2013 setting narrativo non solo del romanzo di Henry James ma della stessa serie tv, ambientata in una magione con accanto, in ordine, una chiesa eretta sulle tombe di famiglia, un lago spettrale ed ettari di foresta cupa \u2013 i colori sgargianti e le capigliature vaporose degli anni \u201980 \u00e8 un\u2019operazione, oltre che demente, coatta. Il risultato \u00e8 infatti cos\u00ec nauseante, il contrasto cos\u00ec evidente, che la manovra della casa di produzione statunitense si rivela subito per quello che \u00e8: un\u2019imposizione, perpetrata tanto ai danni (si spera) del regista quanto (senza dubbio) a quelli dello spettatore. Netflix, da alternativa alle grandi produzioni hollywoodiane, \u00e8 diventata infatti l\u2019essere necrofilo per eccellenza, in grado di ripescare generi consumati e sbiaditi per imporli alla collettivit\u00e0 senza diritto di replica. La casa produttrice ha cos\u00ec assunto le fattezze di un essere infestante, motore dell\u2019hauntologia contemporanea. L\u2019hauntologia (dall\u2019inglese <em>to haunt<\/em>, traducibile nella doppia accezione di \u00abfornire una casa o una dimora\u00bb e \u00abinfestare\u00bb) \u00e8 un termine coniato del filosofo Jacques Derrida (e qui riportato nella spiegazione che il Mark Fisher ne d\u00e0 in <em>Spettri della mia vita<\/em>). Nella sua opera di decostruzione culturale, lo studioso francese affermava infatti che \u00abnulla gode di un\u2019esistenza puramente positiva\u00bb, e \u00abci\u00f2 che esiste \u00e8 possibile soltanto sulla base di una serie di assenze che lo precedono e lo circondano\u00bb, che gli permettono cos\u00ec di \u00abacquisire la coerenza e l\u2019intelligibilit\u00e0 che possiede\u00bb. Questa hauntologia, una filosofia che afferma che ogni presenza \u00e8 frutto di una serie di assenze, pu\u00f2 dunque prendere due vie, il <em>non pi\u00f9<\/em> e <em>non ancora<\/em>, descritte dal filosofo Martin H\u00e4gglund. \u00abLa prima si riferisce a ci\u00f2 che (nella realt\u00e0) <em>non \u00e8 pi\u00f9<\/em>, ma che <em>rimane<\/em> efficace sotto forma di virtualit\u00e0 (la \u201ccoazione a ripetere\u201d traumatica, un modello fatale). Il secondo senso dell\u2019hauntologia si riferisce a ci\u00f2 che (nella realt\u00e0) <em>non \u00e8 ancora<\/em> avvenuto, ma che \u00e8 <em>gi\u00e0<\/em> efficace nella sfera virtuale (un attrattore, un\u2019aspettativa che modella il comportamento attuale)\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Per capirci meglio, il secondo tipo di hauntologia potrebbe corrispondere allo \u00abspettro\u00bb del <em>Manifesto del Partito comunista<\/em>, virtualit\u00e0 non ancora realizzata ma capace di smembrare il sistema presente. Questa \u201cricerca del futuro\u201d \u00e8 stata anche al centro del lavoro della <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Cybernetic_Culture_Research_Unit\">CCRU<\/a>, collettivo di <em>cultural theory<\/em> impegnato a intercettare gli spettri del futuro per favorirne l\u2019avvento.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima definizione di hauntologia \u00e8 invece quella che ci riguarda pi\u00f9 da vicino, ed \u00e8 la \u00abcoazione a ripetere\u00bb, descritta tanto da Simon Reynolds nella sua <em>Retromania<\/em> quanto da Mark Fisher in <em>Spettri della mia vita<\/em>, ma soprattutto in <em>Realismo Capitalista<\/em>. Ci\u00f2 che \u00ab<em>non \u00e8 pi\u00f9<\/em>, ma <em>rimane<\/em> efficace sotto forma di virtualit\u00e0\u00bb sarebbero i nostri anni \u201980 che, intercettati dalla macchina Netflix come sicura fonte di guadagno dopo il boom di <em>Stranger Things<\/em>, vengono somministrati in qualsivoglia dose per ripetere l\u2019infinito consumo del prodotto gi\u00e0 visto, annichilendo qualsiasi possibile avvento del futuro \u2013 per sua natura frattura rispetto all\u2019identico presente \u2013 in nome di prospettive di incassi maggiori. Il passato riverbera cos\u00ec nel presente, e questo processo, in <em>Bly Manor<\/em> come in tanti altri prodotti netflixiani, \u00e8 talmente tanto oliato da esser divenuto <a href=\"https:\/\/nonciclopedia.org\/wiki\/Legge_del_revival#:~:text=La%20legge%20del%20revival%20stabilisce,viene%20messo%20definitivamente%20nel%20dimenticatoio.\">legge<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo per quanto riguarda la prima infestazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo fantasma che abita la magione riguarda invece pi\u00f9 da vicino il precedente discorso sullo sviluppo emotivo della trama. Infatti, mentre gli spiriti vengono messi da parte per essere tirati fuori dal cilindro come conigli, assistiamo per tutte e nove le puntate a una carrellata di personaggi di etnia e orientamento sessuale differente che fanno della magione di Bly, una delle abitazioni pi\u00f9 aristocratiche che possiate immaginare, una specie di <em>pride<\/em> dove ognuno cerca di ottenere la propria affermazione personale. Partendo dalla storia omosessuale tra Danielle e la giardiniera Jamie (quest\u2019ultima, caricatura femminile della caricatura maschile di James Dean) passando per le vicissitudini di Hannah Grose \u2013 una domestica talmente emancipata da essere confondibile con la titolare della magione \u2013 capiamo che qualcosa non torna. Questa attenzione paranoide per l\u2019inclusivit\u00e0 stona terribilmente con il contesto, dando l\u2019impressione vivida di essere stata calata dall\u2019alto. Sia chiaro, il problema non \u00e8 <em>per alcuna ragione<\/em> l\u2019inclusivit\u00e0, ma l\u2019uso che se ne fa: infatti, pensare che negli anni che dovrebbero corrispondere al thatcherismo pi\u00f9 duro una magione inglese sia stata abitata da una macedonia di esseri umani di orientamenti ed etnie pi\u00f9 disparati, tutti impegnatissimi ad accettarsi a vicenda, \u00e8 un\u2019ipotesi quanto mai grottesca. Questa operazione \u00e8 altamente pericolosa, perch\u00e9, come mi ha ricordato la mia compagna in una recente chiacchierata, ha l\u2019obiettivo di eliminare le problematiche che un tempo esistevano, andando a decolorare la tinta brillante dei risultati attualmente raggiunti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-duotone-default-filter\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/hbly_manor_netflix_cinefacts.jpg\" alt=\"\"\/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"lazyload\" src=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/hbly_manor_netflix_cinefacts.jpg\" alt=\"\"\/><\/noscript><\/figure>\n\n\n\n<p>Questo innesto \u00e8 tanto pi\u00f9 preoccupante quanto inserito in una serie che invece dovrebbe servire a esorcizzare i segreti, scavare nei lutti, disinfestare gli animi umani, mentre, con un gesto di riscrittura storico-culturale, ottiene l\u2019effetto che T.S. Eliot ha descritto bene nei suoi versi:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEssi cercano sempre di evadere\/ dal buio esteriore e interiore\/ sognando sistemi talmente perfetti che pi\u00f9 nessuno avrebbe bisogno d\u2019esser buono\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, gli spiriti abitano una casa ma non sono quelli che ci aspettavamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il genere infestante \u00e8 stato infestato, e questo non \u00e8 che l\u2019inizio.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abQuando l\u2019essere umano non riesce ad accettare una sofferenza atroce, elaborandola e lasciandola fluire via, non gli resta che compiere un\u2019opera di attribuzione, scaricando il rimosso sull\u2019abitazione e affidando alle mura il demone del dolore\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3581,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,10],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/10\/19\/the-haunting-of-bly-manor-quale-infestazione\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"The Haunting of Bly Manor: quale infestazione? 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