{"id":3540,"date":"2020-10-05T15:25:51","date_gmt":"2020-10-05T15:25:51","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=3540"},"modified":"2023-12-07T14:02:05","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:05","slug":"il-poeta-e-morto-il-poeta-canta-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/10\/05\/il-poeta-e-morto-il-poeta-canta-2\/","title":{"rendered":"Il poeta \u00e8 morto, il poeta canta"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Io canto e la montagna balla<\/em> (Blackie edizioni, 2020) trae il suo titolo dal verso conclusivo di una poesia, l\u2019autore della quale \u00e8 morto. Senonch\u00e9, non siamo in presenza di una banale citazione da un componimento pubblicato postumo: la poesia, composta dall\u2019autrice Irene Sol\u00e0, \u00e8 dedicata da un morto a s\u00e9 stesso (da un vero morto, da un\u2019anima, diremmo), che, nel passare dal mondo dei vivi all\u2019aldil\u00e0, s\u2019\u00e8 trascinato dietro il proprio io antico e la passione per la poesia, ereditata dal padre. Eppure, i versi, la cui tensione verso l\u2019immortalit\u00e0 ossessiona l\u2019esistenza umana, sono s\u00ec immortali, ma non nel senso classico, eternante, della poesia: perch\u00e9 nessun mortale li conosce. Anche Tiresia, prototipo di ogni veggente, aveva ricevuto in sorte di mantenere intatta la sua mente nel regno delle tenebre, ed \u00e8 questa singolare grazia a giustificare il viaggio di Odisseo e la sua discesa nel baratro. Viaggio e discesa: comunicare con l\u2019indovino ormai morto implica dunque uno spostamento fisico. Prima non sono stato preciso nel qualificare la morte di Hilari (cos\u00ec si chiama il poeta) come un passaggio, uno spostamento all\u2019interno della dimensione (nella sua vesta mitica e religiosa) spaziale, perch\u00e9 il romanzo di Sol\u00e0 pu\u00f2 essere riduttivamente interpretato come un\u2019elevazione della permanenza: i morti restano ancorati ai luoghi, i morti diventano i luoghi che da vivi hanno potuto solo solcare, toccare, usare, e con i quali dopo potranno sperimentare la piena sovrapposizione, l\u2019identificazione totale.<\/p>\n\n\n\n<p>Facciamo un passo indietro. Qual \u00e8 la trama del romanzo? Perch\u00e9 una trama c\u2019\u00e8, bench\u00e9 sviluppata con un ritmo e uno stile che mirano a evidenziarne l\u2019aspetto affettivo pi\u00f9 che quello narrativo, e che si corrispondono intimamente. Siamo sui Pirenei catalani, dove il tempo scorre a modo proprio e i rari visitatori si rifugiano quando assediati dalle citt\u00e0, quelle informi macchie luminose che di notte ondeggiano sfocate nelle pianure. Sulle montagne i ricordi, che sono ponti sul tempo, franano di meno, perch\u00e9 ci sono legioni di creature pronte a farsene guardiane, esseri viventi e non che animano la danza ancestrale che siamo soliti chiamare vita. Sui Pirenei cadono fulmini che uccidono persone, ci sono donne che conducono un\u2019esistenza libera e sono uccise come streghe, ragazzi che vanno a caccia nei boschi e muoiono per errore come i caprioli che erano andati l\u00ec ad abbattere; ma sui Pirenei ci si innamora anche \u2013 o l\u2019amore lo si fa e basta \u2013, si piangono i morti, si \u00e8 tristi \u2013 forse un po\u2019 pi\u00f9 spesso di quanto non si sia felici \u2013, si trovano pezzi d\u2019artiglieria (anche se pi\u00f9 facilmente granate) risalenti alla guerra civile, si lavora, si beve birra, si fumano sigarette. Ma soprattutto sui Pirenei si ricorda, e ogni personaggio di questo romanzo polifonico (che sia umano, animale, vegetale o inanimato, come le nuvole) racconta ci\u00f2 che vive o ha vissuto in prima persona, generando cos\u00ec un continuo spostamento di prospettive e richiedendo all\u2019autrice l\u2019assunzione di un punto di vista ogni volta differente.<\/p>\n\n\n\n<p>I primi capitoli hanno un\u2019aria trasognata, ma non traslucida come le utopie, mentre via via che le pagine si sommano a sinistra subentra la prosaicit\u00e0 di una vita che sembra sempre pi\u00f9 vissuta che immaginata (o ricordata). Solo a fatica, per\u00f2, ci si rende conto che il tempo sta effettivamente scorrendo, al modo della montagna, in regime torrentizio: gli anni passano a singhiozzo, e spesso una piccola porzione di carta bianca ricopre un abisso, una gola vertiginosa attraverso la quale alcuni muoiono, altri invecchiano. Ma al diradarsi degli aspetti mitici di questo spazio montano corrisponde l\u2019affilarsi della narrazione, e s\u2019incomincia a intravedere l\u2019evento che far\u00e0 da centro gravitazionale agli avvenimenti che l\u2019autrice tesse e ricama: la morte del poeta.<\/p>\n\n\n\n<p>A occupare il posto centrale \u00e8 dunque una scomparsa, e quest\u2019evento, sebbene non si possa dire che metta in moto il libro, fa senz\u2019altro convergere su di s\u00e9 gran parte delle riflessioni degli altri personaggi. Vale la pena soffermarsi un po\u2019 pi\u00f9 a lungo, allora, sul testo della poesia che l\u2019autrice, estraendo da essa il titolo del romanzo, ha voluta mettere in primo piano. Ecco il componimento che l\u2019anima di Hilari, il poeta, dedica a s\u00e9 stessa (ch\u2019\u00e8 come dire, la poetica di Irene Sol\u00e0):<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abIo canto alla luna quando \u00e8 piena, \/ occhio rotondo della notte soave, \/ gatta gravida. \/ Canto al fiume gelato, \/ compagno dell\u2019anima, \/ come una vena, come una lacrima. \/ Canto al bosco attento, \/ sazio di pesci, lepri, funghi. \/ Canto ai giorni magnanimi, \/ alla brezza d\u2019inverno, \/ al mattino, alla sera, \/ alla pioggia leggera, alla pioggia infuriata. \/ Canto al pendio, alla cima, al prato, \/ alle ortiche, alla rosa selvatica, al rovo. \/ Io canto come canta chi lavora nell\u2019orto, \/ chi taglia una tavola, \/ chi costruisce una casa, \/ chi sale su un colle, \/ chi mangia una noce, \/ chi accende la brace. \/ Come Dio nel creare gli animali e le piante. \/ Io canto e la montagna balla\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La poesia \u00e8 un\u2019attivit\u00e0, un canto, che sorge in risposta a elementi della natura c\u00f2lti innanzitutto nella loro relazione con i sentimenti umani (la luna, il fiume); vengono poi enumerati vari aspetti antitetici che si integrano, senza escludere quelli pi\u00f9 tradizionalmente repulsivi: la sera come il mattino, la bufera come la pioviggine; le inclinazioni fisiche del territorio (pianura, collina, montagna); le piante dotate di spine possenti o urticanti, per poi passare alla relazione fisica tra uomo e ambiente (agricoltura, artigianato, architettura), approdando a gesti pi\u00f9 semplici e spontanei (come camminare e raccogliere un frutto). Segno di un rapporto sano e olistico nei confronti del dato naturale \u00e8 la menzione della brace, che sembra toccare un elemento estraneo e che \u00e8 invece del tutto giustificata, perch\u00e9 chi gode del privilegio dell\u2019equilibrio con l\u2019ambiente circostante sa rispettare la morte dell\u2019animale. L\u2019integrazione tra Hilari e la natura va in verit\u00e0 oltre, fino alla sostituzione e all\u2019equivalenza: il poeta muore esattamente come un capriolo, egli in quell\u2019attimo \u00e8 il capriolo. Gli ultimi due versi si commentano da soli, e traducono il canto sublimato nella gioia della creazione in perfetta armonia con il simbolo ultimo del suo atto d\u2019amore. Ormai sullo stesso piano di realt\u00e0, all\u2019interno della medesima coreografia, sono il poeta e colei che riassume in s\u00e9 l\u2019essenza della natura, la Montagna, rappresentazione dello strato pi\u00f9 profondo e duraturo del fenomeno vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 difficile comprendere perch\u00e9 Irene Sol\u00e0 abbia eletto il monte a oggetto privilegiato della poesia, a simbolo assoluto della vita e vi abbia riversata la propria commozione per un passato che s\u2019allontana. Addossata ai contrafforti meridionali dei Pirenei, macchiata tutto attorno dalle estensioni degli ultimi campi prima delle incoltivabili radici montane, giace Malla, minuscola municipalit\u00e0 catalana che non raggiunge le trecento anime, patria dell\u2019autrice. Nel corso del libro vengono disseminati i nomi di alcune localit\u00e0 che si trovano appena un pi\u00f9 a nord, risalendo le creste, luoghi evidentemente amati fin dall\u2019infanzia e restituiti poi nel romanzo. Comprensibile \u00e8 anche l\u2019immersione pi\u00f9 profonda nelle tradizioni di quei luoghi, ricchi di storia e fertili di leggende, nel cui segno si apre il libro, come fosse l\u2019inizio di un itinerario psicologico e sincero nella memoria affettiva dell\u2019autrice. La schietta freschezza della scrittura, che lussureggia di nomi di frutti e verdure, sembra essere il sintomo pi\u00f9 evidente di questa sincerit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma alla gioia sfrenata della vita, quale si manifesta soprattutto nei capitoli in cui la voce si fa quella delle nuvole e delle trombette dei morti, s\u2019impasta da subito il dolore per la morte dei cari, evento incomprensibile la cui carica \u00e8 ben delineata nel primo capitolo, quando l\u2019ignaro Dom\u00e8nec, sorpreso da un temporale mentre tenta di salvare un vitello nel bosco, viene saettato dal cielo. Lo squarcio che si apre nell\u2019intimo di chi continua a vivere nel corpo, questa sensazione d\u2019ingiustizia tutta umana (non hanno teodicea, le bestie), \u00e8 il rovescio della naturalit\u00e0 e l\u2019estensione della permanenza. C\u2019\u00e8 un errore, per\u00f2, in tutto questo: portare dentro di noi il peso di chi non \u00e8 pi\u00f9, pur essendo l\u2019arma istintiva con cui continuamente tentiamo d\u2019eternare i nostri simili, \u00e8 in realt\u00e0 il fallimento di un modello di civilt\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 nei luoghi che si radica il poeta, nel vento che perdura il suo canto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPolvere tu sei e alla polvere ritornerai\u00bb (Genesi 3, 19) non \u00e8 solo un\u2019immagine poetica, n\u00e9 unicamente un\u2019allusione all\u2019incinerazione: qualunque visione ci compiacciamo d\u2019abbracciare, dalla terra siamo sorti. Ed \u00e8 di questa tensione tra abbandono e permanenza che si nutre il libro, e se da un lato vediamo diradarsi l\u2019atmosfera sognante delle prime pagine per immettere nuovamente il lettore nel ritmo di un\u2019esistenza a lui pi\u00f9 familiare (fatta di oggetti, lavoro, pulsioni), dall\u2019altro \u00e8 magnifico l\u2019espediente con cui l\u2019autrice tenta di disfarsi (o anche solo di sorridere) del cambiamento e dell\u2019abbandono che ne consegue. \u00c8 qualcosa di pi\u00f9 profondo, di pi\u00f9 necessario di una rievocazione di un luogo caro al proprio cuore, intriso dei nostri pensieri e che ci sostanzia il ricordo: travestirsi da montagna, l\u00ec al mezzo del libro, assumerne la voce, con un rallentamento del ritmo e un\u2019accelerazione invece dello spazio percorso dagli occhi (pi\u00f9 bianche che nere sono le pagine), \u00e8 operazione necessaria per chi si rende conto che tutto si sgretola, sempre, e che tutto si sta sgretolando anche ora, e domani forse pi\u00f9 velocemente.<\/p>\n\n\n\n<p>Travestirsi da montagna \u00e8 sentire il gusto del diamante, udire l\u2019impercettibile chiarore della vera permanenza, necessaria perch\u00e9 impossibile, lirica perch\u00e9 miraggio. Se potesse, la Montagna riderebbe di ogni sforzo umano, lei che domina la terra dal suo picco nel cielo, lei che sprofonda nel suo cuore le ceneri di cos\u00ec tanti esseri, facendone nascere funghi e alberi. Montagna vuol dire terra, ma una terra pi\u00f9 austera, meno docile all\u2019asservimento umano: siamo i figli di coloro che scesero dalle montagne.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abTravestirsi da montagna, assumerne la voce, \u00e8 operazione necessaria per chi si rende conto che tutto si sgretola, sempre, e che tutto si sta sgretolando anche ora, e domani forse pi\u00f9 velocemente\u00bb. <!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":3522,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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