{"id":3479,"date":"2020-09-21T15:42:12","date_gmt":"2020-09-21T15:42:12","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=3479"},"modified":"2023-12-07T14:02:05","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:05","slug":"mi-faro-nido-per-te-la-figlia-unica","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/09\/21\/mi-faro-nido-per-te-la-figlia-unica\/","title":{"rendered":"Mi far\u00f2 nido per te: La figlia unica"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"indented\">\u00ab\u201cE tu, Laura?\u201d mi ha domandato con un\u2019espressione seria, e insieme disinibita dal vino. \u201cQuando farai un figlio?\u201d<br>Come al solito non ha domandato <em>Pensi<\/em> di fare un figlio?, ma <em>Quando<\/em> lo farai?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Laura, la voce narrante dell\u2019ultimo romanzo di Guadalupe Nettel, <em>La figlia unica<\/em>, edito da La Nuova Frontiera e tradotto da Federica Niola, ha deciso di sottrarsi a quell\u2019impegno che in molte societ\u00e0 sembra somigliare pi\u00f9 a una meta prestabilita, a una legge naturale, pi\u00f9 che a una scelta. Come lei la pensava anche Alina, l\u2019amica con cui aveva condiviso l\u2019esperienza di vita parigina. Una volta tornata in Messico per Alina, innamorata e felice con il suo compagno Aurelio, le priorit\u00e0 cambiano. Cos\u00ec, mentre Laura viaggia per il mondo, avvicinandosi alla cultura buddista e orientale e facendo pace con il suo desiderio di non avere figli \u2013 talmente saldo da decidere di farsi chiudere le tube di Falloppio \u2013, Alina si impegna con tutta s\u00e9 stessa per restare incinta. Laura \u00e8 certa che la decisione di Alina di farsi recipiente di una nuova vita produrr\u00e0 un dirupo tra la loro amicizia che nessun ponte potr\u00e0 rendere attraversabile. Eppure, quando Alina le comunica la notizia della gravidanza, Laura scopre di provare un sentimento inatteso: \u00abAnche se avevo militato tutta la vita per salvare il mio genere da quel fardello, ho deciso di non combattere contro quella gioia\u00bb. Quando l\u2019ecografia rivela che la creatura nel grembo di Alina \u00e8 una bambina \u2013 In\u00e9s \u2013 Laura non pu\u00f2 fare a meno di constatare quanto sia dura nascere femmina in Messico, \u00abdove ogni giorno nove donne muoiono assassinate per ragioni di genere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, le continue liti dei nuovi vicini di Laura interferiscono con la stesura della sua tesi di dottorato. Doris e suo figlio Nicol\u00e1s non hanno un rapporto felice. Con fin troppa frequenza il bambino sembra cedere a un agghiacciante livore e a una volgarit\u00e0 di fronte alla quale Doris non sa reagire, e inerme si lascia umiliare. Laura, non sa per quale ragione, sente come un richiamo provenire da quella porta e, giorno dopo giorno, lievemente, si intromette in quelle vite e si ritrova a essere, sorprendentemente per una che di bambini non voleva saperne, l\u2019amica pi\u00f9 fidata che Nicol\u00e1s potesse desiderare. Prendendosi cura di Nicol\u00e1s e di Doris, Laura sta vivendo a suo modo una maternit\u00e0. Dopo la morte di suo padre, un uomo violento e possessivo, Nicol\u00e1s ha iniziato a manifestare i medesimi comportamenti contro la madre. Quella presenza cos\u00ec simile al suo ex aguzzino annienta Doris nel corpo e nella mente, costringendola a letto per giorni e rendendole impossibile occuparsi di suo figlio. Laura, portando Nicol\u00e1s al parco e preparandogli da mangiare, si rende conto di quanto il bambino sia totalmente diverso con le altre persone, pi\u00f9 docile e al contempo consapevole dell\u2019esistenza di una voce nella sua testa \u2013 quella del padre \u2013 che lo spinge a maltrattare Doris.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, i mesi passano e un\u2019ennesima ecografia, seguita da una risonanza, svelano ad Alina e Aurelio una disorientante e tremenda realt\u00e0: il cervello di In\u00e9s non \u00e8 cresciuto quanto avrebbe dovuto e non si sono sviluppati i circuiti neuronali adatti a consentirle di vivere una vita in maniera autonoma. I medici assicurano ad Alina che, una volta venuta al mondo, In\u00e9s non sopravvivr\u00e0 pi\u00f9 di qualche ora e che, se dovesse riuscirci, non sarebbe altro che un vegetale. Ad Alina viene consigliato di non interrompere la gravidanza per avere la possibilit\u00e0 di restare incinta una seconda volta, costringendola cos\u00ec a sentire la vita muoversi dentro di s\u00e9 sapendo che di vita, poi, non ce ne sarebbe stata neanche l\u2019ombra. Mentre preparano gli scatoloni per i vestitini, le scarpette, la culla e i giochi che In\u00e9s non vedr\u00e0 mai, Alina e Aurelio iniziano ad accettare con grande maturit\u00e0 la situazione verso la quale stanno correndo, cercando di godersi ogni istante con la loro bambina fin quando gli \u00e8 ancora possibile. Il giorno del parto Alina si assicura che nessun anestesista la addormenti, non vuole perdersi i pochi minuti di vita di sua figlia, vuole stringersela al petto e sentirla fino a quando le sar\u00e0 concesso. Succede per\u00f2 una cosa inattesa: le ore passano, passano i giorni e In\u00e9s vive, nonostante sia probabilmente cieca e sorda, nonostante non sappia muovere i muscoli, vive. Il quadro che si offre agli occhi di Alina la disorienta: dovr\u00e0 occuparsi di lei per sempre, imboccarla, vestirla, lavarla, e \u00abse prima le aveva detto che avrebbe voluto conoscerla, ora le chiedeva mentalmente [\u2026] di andarsene\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>A poco a poco, le donne di questa storia capiranno quanto siano eterogenee le sfumature della maternit\u00e0 e quanto sia lecito ammettere che la nascita di un figlio comporta la perdita di una rimpianta indipendenza. <em>La figlia unica<\/em> non \u00e8 solo la narrazione di tante, diverse maternit\u00e0 e ognuna con le sue incertezze e i suoi inciampi: quella desiderata, quella rifiutata e poi accolta, quella non biologica ma radicata e intensa. \u00c8 anche una storia sul libero arbitrio, sulle decisioni prese nonostante pareri contrari o tradizioni ataviche; sul volersi prendere cura degli altri anche quando non vi sono vincoli, anche quando basterebbe voltarsi dall\u2019altra parte e continuare con la propria vita.<\/p>\n\n\n\n<p>La scrittura asciutta, vera, soppesata della scrittrice messicana non ha intenzione di rassicurare il lettore: accadr\u00e0 quello che deve accadere, e Guadalupe Nettel sceglie sempre e solo le parole adatte a descriverlo, con imparzialit\u00e0 e fermezza. Il suo stile \u00e8 fatto di armoniosi contrasti, delicato ma mai stucchevole, deciso, impavido eppure narratore di spietate e vacillanti realt\u00e0. Nettel prende una esperienza biografica accaduta ad una sua amica, come spiega lei stessa nella dedica, e la trasforma in un manifesto della contemporaneit\u00e0 dove, oltre al tema della maternit\u00e0, trovano spazio il maschilismo e la necessit\u00e0 di educare le nuove generazioni \u2013 Nicol\u00e1s \u2013 al rispetto delle donne e di aiutarle ad allontanarsi dall\u2019incombente modello patriarcale \u2013 e in questo caso anche paterno.<\/p>\n\n\n\n<p>Sullo sfondo, Citt\u00e0 del Messico con i suoi femminicidi, le manifestazioni, la violenza, la diseguaglianza sociale. E infine ci sono gli animali, elementi non estranei alle narrazioni di Nettel. Come in <em>Bestiario sentimentale<\/em> anche qui il regno animale si fa metafora della condizione umana: il cuculo che occupa i nidi altrui con le proprie uova, delegando ai piccioni il compito di crescere la sua prole e l\u2019accettazione, forse conscia o forse no, degli stessi piccioni di prendersi cura di un piccolo non loro, \u00e8 una realt\u00e0 cos\u00ec diversa da quella che tante famiglie vivono? Quasi in punta di piedi, Guadalupe Nettel porge al lettore una quantit\u00e0 di temi su cui meditare che lui, alle prime pagine del libro, neanche si aspettava di trovare, perch\u00e9 credeva di avere in mano una storia su come essere mamme. Questo libro non ha pretese formative, non intende ergersi a parabola della maternit\u00e0. Che tu sia genitore, che tu voglia esserlo un giorno o che tu abbia scelto di non volerlo essere mai, Guadalupe Nettel sembra dirti che non importa, che va benissimo anche cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa figlia unica non \u00e8 solo la narrazione di tante, diverse maternit\u00e0: quella desiderata, quella rifiutata e poi accolta. \u00c8 anche una storia sulle decisioni prese nonostante pareri contrari o tradizioni ataviche\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":3481,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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