{"id":3432,"date":"2020-09-06T16:42:09","date_gmt":"2020-09-06T16:42:09","guid":{"rendered":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/?p=3432"},"modified":"2023-12-07T14:02:06","modified_gmt":"2023-12-07T14:02:06","slug":"gli-spigoli-dellultra-irrealismo-pechino-pieghevole","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/backup.marvinrivista.it\/index.php\/2020\/09\/06\/gli-spigoli-dellultra-irrealismo-pechino-pieghevole\/","title":{"rendered":"Gli spigoli dell\u2019ultra-irrealismo: Pechino pieghevole"},"content":{"rendered":"\n<p>Il luglio di quest\u2019anno a dir poco singolare ha visto, tra i suoi lanci estivi pi\u00f9 interessanti, la raccolta di racconti <em>Pechino pieghevole<\/em> di Hao Jingfang, per i tipi di add editore<em>.<\/em> Composto da undici racconti, il volume \u00e8 valso alla giovane autrice (classe 1984) il premio Hugo nel 2016, prima scrittrice cinese a vincere il titolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le storie spaziano tra distopia, fantascienza e fantasy fiabesco, dando vita a un rimescolio fatto di avanzamento tecnologico e tradizione profonda. Per scrittura e tematiche Hao viene ascritta al <em>chaohuan<\/em> (letteralmente: \u201cultra-irrealismo\u201d), un filone della fantascienza cinese che tende a esasperare le caratteristiche della propria societ\u00e0 di riferimento, ponendosi \u201coltre la fantascienza stessa\u201d. Le vicende sono ambientate in una nazione in cui l\u2019irreale ha smesso di essere tale e permea invece ogni aspetto della vita: il manifesto del <em>chaohuan<\/em> sottintende dunque che la Cina sia di per s\u00e9, con tutte le sue contraddizioni e crescenti ipertecnologie, un luogo in cui la realt\u00e0 \u00e8 science fiction concretatasi. Per un approfondimento circa questa corrente rimando a un ampio articolo della mai abbastanza compianta <a href=\"http:\/\/www.prismomag.com\/ultra-irrealismo-cina\/\">Prismo<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Pechino pieghevole<\/em> \u00e8 il titolo del primo racconto, che battezza anche l\u2019edizione italiana ed \u00e8 senza dubbio una delle storie pi\u00f9 rappresentative della raccolta. Vi si narra di una citt\u00e0 multiforme e assemblata \u00abcome un cubo di Rubik\u00bb che ne permette la rotazione a zone, consentendo di volta in volta a una popolazione divisa in strati di godere di aria e luce, mentre le diverse aree sprofondano nel sottosuolo. Hao esplora contemporaneamente tematiche come sovrappopolazione, catastrofe ecologica e tecniche di sorveglianza, senza tralasciare una disuguaglianza sociale netta e paralizzante. La Pechino ipertecnologica del futuro \u00e8 infatti suddivisa in tre Spazi, ciascuno preposto a una differente classe sociale: lo Spazio1 \u00e8 occupato dall\u2019\u00e9lite politico-economica della citt\u00e0, lo Spazio2 dalla classe media e lo Spazio3 dai lavoratori pi\u00f9 poveri che cercano di sopravvivere alla loro miseria. Lo Spazio1 \u00e8, naturalmente, quello a cui sono garantite pi\u00f9 ore all\u2019aperto nonch\u00e9 pi\u00f9 area abitabile per singolo cittadino, mentre i due Spazi rimanenti condividono minore superficie e maggiore permanenza sottoterra. La vicenda \u00e8 narrata dall\u2019addetto alla discarica Lao Dao, residente nello Spazio3, che, per consegnare un messaggio clandestino allo Spazio1, sfida le leggi e i rischi di una capitale dal fascino insidioso e terrificante, allegoria esasperata di disumane riorganizzazioni urbane.<\/p>\n\n\n\n<p>Il titolo originale della raccolta \u00e8 per\u00f2 diverso e pu\u00f2 essere tradotto come <em>La profondit\u00e0 della solitudine<\/em>, parole che non nominano nessun racconto in particolare ma attraversano ciascuna storia in modo diverso. Se la scrittrice non rinuncia a descrizioni vivide e strabilianti, di cui il primo racconto \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 fulgido \u2013 \u00abA quel punto la terra ruotava. I singoli lotti giravano attorno al proprio asse di centottanta gradi, rivelando gli edifici sull\u2019altro lato che si aprivano ergendosi nel cielo grigio azzurro come animali che escono dal letargo. L\u2019isola della citt\u00e0 si stagliava nella luce arancione, aprendosi e raddrizzandosi in mezzo alle nuvole grigie. I camionisti provati dalla fame e dal sonno ammmiravano lo spettacolo della metropoli che si rinnovava all\u2019infinito\u00bb \u2013 \u00e8 soprattutto l\u2019interiorit\u00e0 dell\u2019individuo a rappresentare il fulcro reale dell\u2019opera, colui che, solo, si trova schiacciato (talvolta anche fisicamente) da ingranaggi complessi e impietosi, avulsi da ogni possibilit\u00e0 di scampo o comprensione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 dunque soprattutto l\u2019umano il protagonista delle storie di Hao, autrice che contrappone non di rado la dimensione della creazione artistica, una sorta di umanesimo ultra-irrealista, alle potenziali minacce dello spazio, come nel dittico di racconti <em>L\u2019arpa tra cielo e terra<\/em> e <em>Al centro della prosperit\u00e0<\/em>. Entrambi hanno al centro della vicenda una specie ostile giunta dalle stelle, i \u00abmetalieni\u00bb, con lo scopo di sottomettere la Terra attraverso sanguinose rappresaglie, risparmiando solo artisti e studiosi, che pagano con la rinuncia all\u2019indipendenza la possibilit\u00e0 di sopravvivere. L\u2019unica possibile reazione agli intelletti freddi e chirurgici degli extraterrestri persiste nella pi\u00f9 umana delle composizioni, quella musicale: \u00abLa sensazione di fluttuare insieme alla melodia, di vibrare in tutto il corpo, di avere voglia di piangere a dirotto, del qui e ora. Com\u2019\u00e8 bello e prezioso il mondo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso l\u2019espediente del futuro, com\u2019\u00e8 proprio della buona fantascienza, Hao esplora il contemporaneo e le sue derive possibili, con sensibilit\u00e0 e precisione, senza tralasciare un vivificante tratto ironico. I suoi personaggi sono spesso disorientati, incapaci di cogliere il disegno pi\u00f9 ampio di cui sono parte e da ci\u00f2 derivano toni a volte farseschi, a volte tragici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"indented\">\u00abEra come se lo avessero condotto a qualche verit\u00e0 facendogli intravedere la parabola del destino, che pure per lui rimaneva distante, gelida, indecifrabile. Non capiva quale scopo avesse comprendere la realt\u00e0 delle cose. Che senso aveva vederci chiaro se poi non potevi fare nulla per cambiare? E lui non ci vedeva nemmeno chiaro: vedeva una nuvola che prendeva forma e un attimo dopo si dissolveva\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Un simile senso di spaesamento non necessita di collocazioni spaziotemporali precise: investe sia gli abitanti di <em>Pechino pieghevole<\/em> che i suoi lettori.<\/p>\n\n\n\n<p>Altra tematica cara ad Hao Jingfang \u00e8 la sete di ignoto: racconti come <em>Il teatro dell\u2019universo<\/em> o <em>Cerere in volo<\/em> narrano proprio dell\u2019istante in cui l\u2019umanit\u00e0 si rende conto di aver dimenticato il cosmo e avverte di nuovo il suo richiamo. \u00abOra c\u2019\u00e8 bisogno di riaprire i nostri occhi e tornare a guardare l\u2019universo\u00bb o ancora \u00ablei alz\u00f2 lo sguardo verso il cielo. Come il primo uomo di una trib\u00f9 primitiva decine di migliaia di anni prima\u00bb. La necessit\u00e0 di oltrepassare limiti e confini \u00e8 presente anche nei due racconti pi\u00f9 \u201cfiabeschi\u201d della raccolta, <em>Palazzo Epang <\/em>e<em> Tra vita e morte<\/em>. In queste storie, pi\u00f9 che nelle altre, \u00e8 possibile intravedere lo splendore dell\u2019antica Cina e la profondit\u00e0 della sua tradizione. Se il primo racconto esplora in modo ironico e attualizzato uno dei pi\u00f9 noti monumenti cinesi, \u00abun palazzo di fantasmagorie\u00bb e con esso \u00abl\u2019ultimo riverbero di un impero\u00bb, il secondo \u00e8 una sorta di parabola focalizzata sul <em>samsara<\/em>, il ciclo di vita, morte e rinascita al fondo delle grandi religioni orientali, mediante l\u2019esperienza di un emblematico uomo qualsiasi, con i suoi peccati e debolezze.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli argomenti degli altri racconti sono molteplici, si passa dal valore della memoria in un\u2019epoca di automazione e sostituibilit\u00e0 di <em>L\u2019ultimo eroe<\/em>, all\u2019interessante interpretazione dell\u2019intelligenza artificiale in <em>La clinica di montagna<\/em>, fino alla ricerca costante di gratificazione virtuale di <em>Le stanze della solitudine<\/em> e l\u2019ironica messa in scena del processo creativo in <em>Il procrastinatore<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella di Hao Jingfang \u00e8 una raccolta variamente assemblata e composita, come la citt\u00e0 che descrive. \u00c8 un complesso stratificato, che spazia attraverso i vari volti della narrativa di genere, tuffandocisi a piene mani e contaminandoli. Una profonda variet\u00e0 intercorre tra i diversi racconti, che si distinguono per potenza, approccio (l\u2019autrice soddisfa o frustra i lettori, a seconda del sottogenere sci-fi prediletto), lunghezza, intensit\u00e0. Da questa costruzione in potenza traballante emerge invece un meccanismo solido, sostenuto da una lingua che non rinuncia alla poesia e a immagini contemplative di sfolgorante ricchezza. Dall\u2019ultra-irrealismo della tecnologia che fagocita ogni cosa affiora un rinascimento pienamente umano, testimoniando ancora una volta come la fantascienza sia, prima di tutto, la perenne esplorazione della nostra strana specie.<\/p>\n\n\n\n\n\n\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abQuella di Hao Jingfang \u00e8 una raccolta variamente assemblata e composita, come la citt\u00e0 che descrive. \u00c8 un complesso stratificato, che spazia attraverso i vari volti della narrativa di genere, tuffandocisi a piene mani e contaminandoli\u00bb.<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":3434,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[40,26],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.1 - 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